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Post n°24 pubblicato il 08 Settembre 2012 da amnerisdgl1
Ma è come se non ci fossi mai stata. Aprii piano piano gli occhi, e sì, ero ancora lì, in quella stanza fin troppo bianca. Caterina era già in piedi, persa tra vapori di borotalco al profumo di mughetto e tra un pò mi avrebbe scosso per un braccio, dicendomi piano "E' tardi". Sì, meglio alzarsi, inutile indugiare anche se ogni giorno era sempre uguale: lavarsi, vestirsi, pastiglie, colazione. "Bene", pensai, almeno mangio. "Che casinooo". Lucia urlava sempre sentendo arrivare il carrellino dei farmaci e come sempre suor Alba ci discuteva per cinque minuti buoni. E come sempre Adelina, la compagna di stanza di Lucia, correva a difenderla e a giustificarla. "Chiasso chiasso, il carretto fa chiasso chiasso..." Sì, tutti i giorni la mattina iniziava così, anche se non sapevo quanti fossero questi giorni, da quando ero lì non facevo che mangiare e dormire. Anch'io presi, veloce, la mia manciata di pastiglie e il mezzo bicchiere di acqua amara che Suor Alba mi metteva, con forza, in mano e poi via in refettorio a prendere il mio posto tra Paola e Concetta, aggiudicandomi due panini, due vaschette di marmellata e due di nutella che infilai in tasca: l'avrei mangiata più tardi, senza pane e chiusa in bagno. Come sempre, trovavo tutto buono e inzuppavo beata il pane, ben imburrato e dolce di fragola, dentro la tazza del latte e orzo; no, niente caffè, dicevano che ci faceva star peggio, ma figurarsi se potevamo esserlo, era praticamente impossibile. L'unico incoveniente era, che con quella ricca colazione, aggiunta agli altri calorici pasti, il mio viso si arrotondava ancora di più; mi guardavo poco allo specchio, lo evitavo il più possibile, mi piaceva solo che i miei capelli si stessero allungando, ma sfuggivo gli occhi, sempre uguali, senza luce. Eppure ero contenta, anche il dottore diceva che stavo meglio e che presto sarei tornata a casa. Casa, casa, casa...non ricordavo da quanto l'avevo lasciata, e in effetti, spesso, non ricordavo nè di averla, nè dove fosse. Se cercavo di visualizzarla, nella mia testa scendeva la nebbia.
Ormai anche quella mattina era quasi andata, la riunione, in giardino, era finita e potevamo tornarcene in camera. Che noia! e un dottore e poi l'altro e poi la signorina Marcella che faceva domande e domande, lei, la psicologa che doveva sapere, scoprire e capire. E poi, come se non bastasse, ci si metteva pure la suora, che portava cartelle e scartoffie e che parlottava, sottovoce, all'orecchio dell'uno e dell'altro e dell'altra. Non ne potevo più, anche se cercavo di stare attenta e ascoltare, ma c'era un albero che mandava ai miei piedi la sua grande ombra e io ne seguivo i contorni. E mi interrompevano, una domanda e poi un'altra e poi un'altra, non mi lasciavano il tempo di pensare, anche se a me importava poco, anzi niente, pensare. "Ma perchè butti tutto per aria? E perchè ti metti a rompere gli oggetti? E i vestiti? perchè tagli i vestiti? persino quella tunica...quella che ti piaceva così tanto!". Alla psicologa doveva dispiacere molto per la tunica, più che per me, che ricordavo solo che era un regalo di mia suocera. Sì, quello lo ricordavo, perchè mia suocera di regali me ne faceva tanti, peccato che comprasse cose che solo a lei potevano piacere, in effetti la scelta del vestito non era sua. Ma la cosa più antipatica era, che chiunque incontrasse, parenti, amici, conoscenti, vicini di casa, veniva informato di cosa mi aveva dato, caso mai io dimenticassi di sottolinearlo, qualche volta chiedeva pure, al mal capitato di turno, se se lo ricordasse! Ma perchè parlo tanto di mia suocera? L'avevo quasi dimenticata e quì non facevano altro che ricordarmela, insieme a tante altre cose che sarebbe stato meglio seppellire per sempre. Le domande incalzavano. " E dove nascondi il martello? E perchè volevi ucciderti? E perchè volevi morire? ". Anna, Anna, Anna...Insomma! Io stavo solo immaginando a come ci si potesse sentire a mettersi in ginocchio e puntarsi le forbici sullo stomaco, più o meno come fanno in Giappone. Alla fine alzavo le spalle e stavo zitta, se non volevano capire che s'arrangiassero! Io quello che avevo da dire l'avevo detto, anche se non ricordavo bene che cosa avessi detto, ed ero stanca del fatto che mi costringessero ad infilare tante parole in testa, che non facevano altro che riempirmela tutta. E io dentro la testa non ci volevo niente, se non i contorni del mio albero che ogni volta dovevo incominciare a disegnare da capo. (continua)
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Post n°23 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da amnerisdgl1
Ricordo un'occasione in cui per tre ore ho passeggiato nel Lussemburgo con un ingegnere che voleva suicidarsi.Alla fine l'ho convinto a non farlo.Gli ho detto che l'importante era aver concepito l'idea, sapersi libero.Credo che l'idea del suicidio sia l'unica cosa che rende sopportabile la vita, ma bisogna saperla sfruttare, non affrettarsi a tirare le conseguenze.È un'idea molto utile: dovrebbero farci delle lezioni nelle scuole! Emil Cioran
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Post n°22 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da amnerisdgl1
*** Per ogni malattia, la vita si riduce a una conta e ad un nascondino, ed è buona cosa conoscere le regole del gioco per non confondere date e appuntamenti e rischiare di farsi curare gli occhi da un dentista e la testa da un ginecologo. Anche se a volte nel sbagliare c'è fortuna. Comunque non aspettatevi nulla da un cardiologo che di mal di cuore in fondo non sa nulla. ![]() Inizio terapia con xxxxx 7-12-2001.......25mg 1cp/die la notte 21-12-2001.......25mg 1cp h 8.00 + 50mg 1cp h 20.00 2-1-2002.......50mg 1cp h 8.00 + 50mg 1cp h 20.00 17-1-2002.......50mg 1cp h 8.00 + 100mg 1cp h 20.00 31-1-2002.......50mg 1cp h 8.00 + 100mg 1cp h 20.00 + yyyyy 100mg h 8.00 11-3-2002.......xxxxx 100mg 1cp h 8.00 + 100mg 1cp h 20.00 + yyyyy 100mg h 8.00 + 100mg 20.00 + zzzzz 25 mg 1 cp al bisogno ESAMI per i primi di aprile Emocromo+MCV+Piastrine+formula leucocitaria-Glicemia-Azotemia-Creatinina-Proteinemia-Albuminemia-Colesterolo totale-HDL-LDL-TG-Sideremia-tasso Protrombina-Bilirubina diretta-Bilirubina totale-SGTO-SGPT-GammaGT-Fosfatasi alcalina-Na-K-ECG+ Visita cardiologica-aggiungere per enodcrinologo T3-T4-TSH- Assetto lipidico-P-Mg 12-3-2002 Visita ortottica Dr.ssa Lotti-000 111111 Dr.Luciani-000 222222 Dr.Perrotta 000 333333 Dr.Maggi 000 444444 Ospedale centralino 000 4321 Psichiatria 000 212121 Dr.ssa Massimino via Dante 000 555555 (solo pomeriggio) Dr.Santi solo x Ecografia 000 666666 Dr.ssa Marchigiani 000 777777 Dr.Corsi Casa di cura Santa Chiara 000 888888 Dr.Leonelli (solo il sabato mattina) 000 999999 Lega Tumori 000 111000 martedì/giovedì h 16.00-18.00 Ospedale San Giovanni di Dio centralino 000 1122 Dr.Cantone-Dr Segni Cl.oculistica reparto 000 1122331 Dr.ssa Artusi 3000000000 * Neuropsichiatria 000 102030 Dr.ssa Borletti 3001111111 Casa famiglia 000 101010 Centro AAAA 000 202020 Casa di cura San Francesco 000 30303 Santa M.d.Grazie (solo Don Domenico) 000 404040 Stazione treni 000 100100 Viviana ufficio 000 012345 Cristina 300aaaaaaa * Ufficio 000 5050500 Bea 000 606060 Tiziana 300aaaaaaa Sandra 000 707070 * Ufficio 000 80808 mamma 000 343434 zia Teresa 000 565656 Gabri 000 989898 * 300bbbbbb Antonello 300ccccccc Michela 300ddddddd Ivana 300eeeeeee (Ogni riferimento a nomi e persone è casuale. I fatti un pò meno)
Vorrei sottolineare che, malgrado l'impegno profuso degli specialisti, il paziente non è morto. "La giostra" Claudio Benghi |
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Post n°21 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da amnerisdgl1
Vi sono notti in cui l'avvenire si abolisce e, di tutti i suoi momenti, sussiste soltanto quello che sceglieremo per non più essere. Emil Cioran Era il dodici di maggio. Erano passati cinque anni ed un mese. E quanto contava quel mese! ma bisognava non pensarci più. "Questa volta però sarò bella...mi dissi...e perfettamente in ordine con il mio vestito nero a grandi rami bianchi...". In realtà avrei voluto mettere un abito di chiffon color lavanda, indossato una sola volta, ma che ora mi andava stretto, e non potevo, e non volevo, certo pensare che ci sarebbe stata un'altra occasione. E ormai cosa poteva importarmi se non comunque partire per andare a trovare un cielo diverso. In fretta, in fretta, dovevo solo fare in fretta e mandare giù l'acqua e a mandare giù le mie pastigline, le mie caramelle bianche e celesti...Ma improvviso un flash nella testa...Un lampo bianco che accende e brucia i pensieri... Forse troverò un cielo peggiore di questo...
Sono contenta. Finalmente, dopo sei mesi terribili. Non c'è angoscia e non piango. Anzi rido. Rido e mi sorrido.Sottovoce Senza far rumore. La spuma sui capelli. Il rosso sulle labbra. Il rosa sulle unghie. Gli occhi ombreggiati. Un pò di profumo. Il mio bel vestito e i sandali con il tacco alto. E poi sul divano, seduta comodamente. Ecco me ne vado e son contenta. Le mie pastigline vanno giù piano piano, anche se l'acqua fa un pò fatica a passare e si blocca in gola facendomi male...Un lampo nella testa e un brivido...Mi guardo intorno a cercare da dove arriva questo freddo... Perchè ho freddo, improvvisamente ho freddo. Queste notti di maggio sono calde come se l'estate fosse arrivata troppo presto...eppure ho freddo, terribilmente. Ed ho paura. Ho paura di sentirmi così...gelata e terrorizzata...E non riesco a far altro...anche se questo mi spaventa forse di più...Mi metto due dita in gola...Ancora...Ancora....Ancora. E intanto piango. Con rabbia. Con disperazione. Con vergogna perchè non ce l'ho fatta e forse non ce la farò mai più. E piango inginocchiata davanti alla tazza del wc...Poi, come un automa, non posso far altro che lentamente spogliarmi. E lentamente infilarmi nel pigiama con quell'odore di muffa vago e sicuro. E lentamente distendermi sul divano a grandi foglie e fiori colorati. E non mi rimane altro che cercare di dormire per poter almeno sognare di non svegliarmi più.
Flash di luce. Flash di buio. Ho dormito profondamente e mi sto svegliando. Questa volta me la racconto io questa storia. Questa volta non la dimentico. Metà, sono arrivata a metà ad ingoiare le mie buone caramelle, che ho buttato fuori, come se fossero cattive, come se potessero farmi del male. Mi vergogno ma ormai inutilmente. E sono arrabbiata, arrabbiata con me stessa oltre che con il mondo. Cerco di aprire gli occhi ma gira tutto. La mia camera. Sì, è la mia camera. Quì dentro vivo da tanto tempo. Solo quì dentro. Tutto mi ruota attorno, soffitto e pareti e l'armadio e il letto, tutto con i contorni sfocati e deformati...E sto male ma voglio alzarmi. E da sola. Senza l'aiuto di nessuno. Sento il mio braccio che si solleva e la mia mano che afferra l'aria. Eppure il letto è quì sotto di me. Non riesco, E ti chiamo o almeno ci provo. Non vorrei chiederti di aiutarmi, ma non posso fare diversamente se non rivolgermi a te. Eppoi che senso avrebbe adesso...
Sento una voce che mi chiama. Ma non è la tua...Tua madre! E' la voce di tua madre! Sento, come da lontano, che mi dice che non ci sei...che sei andato a lavoro. Malgrado tu mi abbia trascinato dal divano al letto...? Malgrado tu abbia visto il mio sonno pesante...? Sei andato ugualmente al lavoro...E mi hai affidato a tua madre...Ma come hai potuto farmi questo? Ma lo sapete che vi odio? Ma avete ragione voi, sempre voi, in fondo non ho fatto niente di nuovo, quindi perchè agitarsi tanto...Anche questa volta me la son cavata, anche questa volta non ricorderò nulla, anche questa volta non mi chiederete niente...E allora è come se non fosse successo...anzi non è successo davvero niente...E il film continua...Mi sento cadere...cadere...cadere...
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Post n°20 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da amnerisdgl1
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