Creato da arw3n63 il 27/06/2012

COME UN'AQUILA

Il volo della mente: incessante, instancabile, senza meta e senza confini, senza vertigini, e maestoso come un'aquila eterna. Jim Morrison

 

« Il cambiamentoLa nostra meta »

Modi di pensare

Post n°1128 pubblicato il 15 Maggio 2017 da arw3n63
 

 

 

Prendo spunto da un post letto in un blog e lo collego ai modi di pensare letto altrove.

 

 

Ognuno ha il proprio modo di pensare e pure il punto di vista differente, modo d’interpretare  ciò che legge, spesso condizionato da pregiudizi a volte la comunicazione appare inequivocabile, a volte equivocabile a seconda del punto di vista la si guardi, nel web il fraintendimento è sempre in agguato per questo bisognerebbe esprimersi con chiarezza, si possono  inviare per esempio sfanculi indiretti, che il ricevente o lettore potrebbe  prendere sul personale e non gradire, oppure dello stupido a qualcuno con un giro di parole,  senza dirgli direttamente che è stupido ma il senso alla fine è lo stesso, a volte per esempio  per chi legge è difficile vedere una buona fede dietro ad un consiglio sulla salute, può darsi che la buona fede ci sia,  oppure sembri un malaugurio di iettatura, dipende dal rapporto che c’è tra chi scrive il messaggio e il ricevente o chi si trova a leggere.

Se per dire a darmi certi consigli sulla salute durante uno sproloquio fosse qualcuno a cui sto palesemente sulle palle ( reciprocamente) mi suonerebbe come un augurio minaccioso. Se fosse un’amica sarebbe differente in base al tono del discorso anche se magari non concordassi affatto.

Ad esempio se tutti danno contro ad una madre che ha abbandonato il bimbo in auto causandone la morte e considerandola  madre disgraziata da fucilare all’istante mentre io invece di sparar giudizi e sentenze provo a mettermi nei panni terribili di quella mamma e il senso di colpa che può aver provato, il rimorso e la pena che si porterà per sempre  dicendo ”bisognerebbe essere nei suoi panni e provare a perdere un figlio invece di giudicare puntando il dito” qualcuno s’incazza pensando che ho augurato a questa madre la morte di suo figlio e guarda caso questa madre ha proprio un figlio con problemi di salute e qui si spiega l’attacco di ira, perché tocchi un punto dolente.

Ok ma io mica ho augurato gli venisse un accidente al figlio o si dimenticasse il figlio in auto e poi la tipa manco la conosco.

 

Però purtroppo buona fede o no ciò che si scrive resta, tranne se si cancella o si vien bannati ….ma il dubbio resta, non sempre spiegazioni e chiarimenti successivi riescono a sciogliere i dubbi.

Ecco perché bisognerebbe  non solo leggere e ri-leggere  ma anche pensare e ri-pensare a ciò che scriviamo in rete, ne val la pena?

Perché dopo il click dell’invio non sempre è possibile corregge il tiro dopo un ri-pensamento, ecco io ad esempio se avessi ri-pensato  a quanto ho scritto finora non avrei pubblicato.

Avevo voglia di dir la mia su un argomento conflittuale, volevo scrivere un commento diverso da questo ma ci ho ri-pensato e deciso di scrivere qui nel mio blog ma non vuol essere  un post polemico solo il frutto di un’osservazione su certe dinamiche che si ripetono ciclicamente e non cambiano, rendendo spesso tossico l’ambiente.

 

Commenti al Post:
geishaxcaso
geishaxcaso il 15/05/17 alle 19:40 via WEB
...dovremmo fare come il nuovo presidente francese Macron che i discorsi li fa leggere prima alla moglie :D ad ogni modo quando scriviamo e anche quando parliamo, se non ci si applica abbastanza (e il più delle volte divorati dalla fretta non lo facciamo) il fraintendimento è dietro l'angolo, se poi, come dici tu, c'è un rapporto non ottimale tra chi parla e chi ascolta è finita... ;P
 
 
arw3n63
arw3n63 il 15/05/17 alle 20:58 via WEB
sarebbe una buona idea, avere qualcuno che legge le bozze :-)
 
trampolinotonante
trampolinotonante il 15/05/17 alle 21:17 via WEB
e' il guaio di Libero, cara Regina!! Su FB si può correggere tutto e si evitano tanti guai! Ma qui verba volant sed scripta manent!!!! Ciao, e buona serata!! tt
 
 
arw3n63
arw3n63 il 15/05/17 alle 21:23 via WEB
Già, nel proprio però si può correggere, esatto verba volant...scripta manent, accidenti non sono molto brava in latino :-)Un saluto a te e buona serata TT.
 
sblog
sblog il 16/05/17 alle 05:40 via WEB
La ciclicità con cui si ripetono certe dinamiche dipende, come sempre, dal conflitto tra spontaneità (ingrediente fondamentale se si vuole scrivere in un blog) ed attenzione alla sensibilità altrui (fattore potenzialmente bloccante nella pubblicazione di un post o di un commento). Soluzione? Spesso è stata l'abbandono dei blog e lo spostamento verso altri "contenitori di pensieri", ritenuti meno fragili.
 
 
trampolinotonante
trampolinotonante il 16/05/17 alle 08:40 via WEB
detto perfettamente , caro sblog
 
   
sblog
sblog il 16/05/17 alle 13:55 via WEB
Carissimo tramp, grazie! :)
 
 
arw3n63
arw3n63 il 16/05/17 alle 09:24 via WEB
Sblog, perfettamente d'accordo con il tuo pensiero :-). Prendere una boccata d'aria ogni tanto farebbe bene a tutti per evitare di entrare in risonanza con l'ambiente "tossico" , l'aggressività e le frustrazioni altrui.
 
 
arw3n63
arw3n63 il 16/05/17 alle 09:26 via WEB
Dimenticavo....namasté, vado a yogarmi:-)
 
   
sblog
sblog il 16/05/17 alle 13:57 via WEB
Io sono il primo che, spesso, va a farsi un giro per far prendere aria al mio cervello, prima che vada in blocco. :)
 
     
arw3n63
arw3n63 il 16/05/17 alle 16:51 via WEB
Cosa buona e giusta :-)
 
blumannaro
blumannaro il 16/05/17 alle 22:09 via WEB
Il web ha fatto nascere il fenomeno dei leoni da tastiera. Nell'esempio che citi in passato i commenti sarebbero stati circoscritti nei bar e qualche piazza, oggi la madre finisce automaticamente alla gogna, senza dimenticare poi che nella foga leonina a volte si confondono protagonisti e tempistiche dei fatti.
 
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“Il pesto è cancerogeno. Lo zucchero bianco: per carità! Meglio quello di canna. Il glutammato fa malissimo… E gli spaghetti radioattivi? Ah no, io compro solo pane biologico, prodotti locali e di stagione”inizia così la quarta di copertina di Pane e Bugie scritto da Dario Bressanini.

Non si tratta di un libro che affronta solo il discorso sull'alimentazione, ma racconta di quel che sembra essere ancora più nocivo di alcuni alimenti: i pregiudizi, gli interessi e i miti che li circondano.

Questo libro è una sorta di ‘vaccino’ contro i pericoli della cattiva informazione.

Si tratta insomma di andare oltre i luoghi comuni per rispondere all’interrogativo:

Mi stanno raccontando la verità?

Porsi la domanda è un primo passo molto importante”.

 

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