Creato da arw3n63 il 27/06/2012

COME UN'AQUILA

Il volo della mente: incessante, instancabile, senza meta e senza confini, senza vertigini, e maestoso come un'aquila eterna. Jim Morrison

 

« La pietàLa giusta prospettiva »

La prima della classe

Post n°1192 pubblicato il 13 Novembre 2017 da arw3n63
 

Immagine dal web

 

 

Vi è mai capitato, magari da bambini, di voler essere qualcun altro? Guardare con una certa "invidia"  la prima della classe ai tempi della scuola?

La bambina con le treccine bionde, seduta composta in prima fila tra i banchi o nella foto di gruppo in cortile, col sorriso dipinto sul viso come  a dire “eccomi, presente”, mentre tu stretta tra due maschietti, in mezzo a due sedie con lo sguardo triste ed imbronciato a causa del sole che ti colpisce gli occhi.

Lei, quella che alzava sempre la mano, che non soffriva di timidezza, sempre la risposta giusta quando veniva interrogata, quaderni ordinati, mai dimenticato qualcosa, che portava quasi ogni giorno un mazzo di fiori alla maestra?

Sempre freschi e belli appena colti, come il fiocco rosa del suo  grembiulino bianco immacolato…. sempre in ordine, anche lei figlia unica ma di genitori un po’più attempati per l’epoca e che probabilmente l’avranno desiderata a lungo.

Il desiderio di essere lei, al suo posto, mentre tu eri una bimba timida, poco seguita a casa perché entrambi i genitori lavoravano e che i voti guadagnati, non da prima della classe, erano merito solo della tua volontà e impegno, così come diceva la maestra.

L’unica volta  che papà decise di raccogliere e preparare  un mazzetto di fiori da portare alla maestra, i fiori arrivarono in classe che già incominciano a sfiorire ed appassire.

 

Ecco la prima della classe, per intenderci, compagne fino alle medie, poi alle superiori quando intraprendiamo lo stesso percorso di studi ma in classi diverse, ma lei non smette di essere tra le prime del gruppo che si raduna alla mattina fuori dalla stazione in attesa di andare a scuola.

Poi la mia decisione di staccarmi dal gruppo di cui mi sento solo lo sfondo di una tappezzeria e finalmente la mia autostima decolla.

Sarà anche la prima della classe ma io posso farcela da sola senza di loro.

Poi si cresce, si portano avanti progetti di vita, si dimentica, ci si perde di vista.

Ci si rivede dopo tanti anni, lei è cambiata ma anche io lo sono, più socievole e loquace di quanto ero da bambina e non perde l’occasione di farlo notare.

Ricontrarla in fila per il proprio turno in una farmacia, lei alle cene dei coscritti non partecipa mai, scambio di saluti e due chiacchiere su come va, la famiglia….. ma dopo tanti anni non provo più "quell'invidia" per lei.

E'decisamente cambiata e fisicamente anche un po’ sciupata.Le vicissitudini della vita l’hanno portata a perdere quel fascino da "prima della classe" ....o forse  semplicemente  smesso di collocarla in alto, su di un piedistallo.

Mi osservo e osservo lei…..le rughe, i capelli….le treccine bionde sono ormai un lontano ricordo...mi sento fortunata a non essere lei.

 

Commenti al Post:
caiodentato
caiodentato il 13/11/17 alle 17:23 via WEB
Ricordo qualche compagno di scuola che faceva come hai scritto tu, alcuni hanno fatto carriera altri si sono persi per strada, le vicissitudini della vita ci cambiano tutti, sinceramente non li ho mai invidiati. E poi ero troppo monello per quelle cose lì. Buona serata.
 
 
arw3n63
arw3n63 il 13/11/17 alle 17:54 via WEB
Un monello? In genere sono più simpatici dei "secchioni" come li chiamavamo all'epoca :-)Buona serata a te.
 
fosco6
fosco6 il 13/11/17 alle 23:57 via WEB
Sempre un po' odioso il primo della classe, io per fortuna, quando andava bene, al massimo ero il secondo o più probabilmente il terzo. Ma per la verità non ho mai provato invidia per i secchioni.:....
Ciaooooooooo!
 
 
arw3n63
arw3n63 il 14/11/17 alle 15:28 via WEB
Odioso forse proprio perchè troppo perfettino,nella manica dell'insegnante, si sente migliore , giusto meglio non esserne invidiosi :-)Neanche io lo sono mai stata, diciamo che me la cavavo :-) Ciaoooo
 
sblog
sblog il 14/11/17 alle 05:16 via WEB
Bella descrizione, la tua, di lei, la prima della tua classe dell'epoca. Il classico momento in cui si smette di sentirsi un po' sfigati è proprio quello a cui hai fatto riferimento tu, quando si passa dall'essere bambini alla fase successiva. Spesso è allora che si scoprono altre doti, anche perché magari cominciano i primi amori e lì, guarda, con tutto il rispetto per lo studio, i ragazzi se ne fregano di chi è più bravo in classe e gli ormoni in circolo fanno il miracolo di farci capire quanto bella è la nostra vita, quando anche i corpi "esultano" per le tante relazioni che nascono. Una dinamicità, quella dei giovani adulti, che non a caso è la migliore fase per passare il nostro testimone terreno alla successiva generazione, per poi godere del vedere con occhi nuovi altri "primi della classe", quelli delle classi dei nostri figli, per poter dire loro che li ameremo per sempre per come sono, nella loro splendida unicità.
 
 
arw3n63
arw3n63 il 14/11/17 alle 15:43 via WEB
Infatti non contano solo i voti a scuola, non sempre essere i primi della classe equivale ad avere successo nella vita, nel campo lavorativo o avere una vita migliore di altri. Mia figlia aveva ottimi risultati a scuola nonostante non fosse la migliore, preferita dagli insegnanti, il figlio neanche, i primi della classe ai tempi li chiamavamo secchioni, ora vengono chiamati "sfigati" dagli stessi compagni meno bravi....si è ribaltato tutto, se un tempo l'ambizione e l'ammirazione andava verso chi era bravo a scuola, otteneva il massimo oggi al contrario vengono visti dai meno bravi come appunto degli sfigati, almeno quando mio figlio frequentava ancora la scuola:-). Certo che siano i primi o gli ultimi, si amano per come sono, non è detto che un ragazzo che non ama molto lo studio poi diventi un nullafacente, o irrealizzato nel lavoro,rispetto a chi passa anni e anni sui libri di testo.
 
   
sblog
sblog il 14/11/17 alle 15:50 via WEB
Amerei i miei figli anche se non si realizzassero. Forse ancora di più. :)
 
     
arw3n63
arw3n63 il 14/11/17 alle 16:39 via WEB
I figli si amano incondizionatamente :-)
 
riccardo081257
riccardo081257 il 15/11/17 alle 13:01 via WEB
Alle elementari mi è successo qualcosa di simile. Alcuni miei compagni erano vivaci e sempre in primo piano. E io morivo di invidia perché volevo essere come loro invece la timidezza sovrastava.
 
 
arw3n63
arw3n63 il 15/11/17 alle 15:48 via WEB
Crescendo s'impara ad accettarsi per come si è :-).
 
lunetta_08
lunetta_08 il 16/11/17 alle 08:44 via WEB
Anche nella mia classe c'erano le "alunne modello", ma più che invidia mi procuravano antipatia, per quell'aria saccente che poco si addice a una bimba. Di solito, però, erano molto più sole degli altri compagni. Non si integravano col la classe. Colpa loro o colpa nostra? Probabilmente entrambe le cose.
 
 
arw3n63
arw3n63 il 16/11/17 alle 10:43 via WEB
Alle elementari no, almeno nella mia classe e neanche alle medie, le più brave erano in, perfettamente integrate anzi leader, a me suscitavano una certa soggezione mista ad ammirazione facevano parte di una piccola "casta" che guardavano e criticavano quelle che per esempio mostravano femminilita, iniziavano a mettere i tacchi alti, insomma loro erano le brave ragazze perfettine, chi usciva dai canoni veniva guardata male. Poi alle superiori le cose sono cambiate.Al contrario della generazione dei miei figli che erano come dici tu, un po'emarginate, cosiddette sfigate e sfigati.
 
Gli Ospiti sono gli utenti non iscritti alla Community di Libero.
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: arw3n63
Se copi, violi le regole della Community Sesso: F
Età: 54
Prov: EE
 

ULTIME VISITE AL BLOG

aldogiornoarw3n63monellaccio19WIDE.REDlunetta_08sblogLutero_Paganoolgy120estinetteecaiodentatoisryottavia4gianor1Sono44gattinfilax6.2
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Novembre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

IN LETTURA

Sette racconti, sette storie, sette viaggi verso non si sa dove. Intorno a ognuno di noi, dentro a ognuno di noi, c’è sempre una parte oscura, un lato in ombra che la luce della ragione ha timore di illuminare per paura di ritrovarsi sconfitta. E in questa zona buia e fantastica si muovono i personaggi di questa antologia, uomini e donne che si trasformano in vittime o carnefici quando si trovano all’improvviso di fronte a un mondo sconosciuto, a un nuovo volto nello specchio, a quella cupa forma di angoscia che solo l’incomprensibile può trasformare in orrore.

 

 

AREA PERSONALE

 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 74
 

LETTURE UTILI E LINK

 

Come usare la rete per arricchire
le proprie esperienze
e relazioni personali.

Ciò che serve sapere
e i manuali tecnici non dicono.

Cose da fare, e cose da non fare,
per muoversi nella rete utilmente,
piacevolmente e senza fastidi.


Per leggere il libro online il link:http://www.gandalf.it/uman/capitoli.htm

 

 

 

 

hit counter