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COME UN'AQUILA

Il volo della mente: incessante, instancabile, senza meta e senza confini, senza vertigini, e maestoso come un'aquila eterna. Jim Morrison

 

« La pietàLa giusta prospettiva »

La prima della classe

Post n°1192 pubblicato il 13 Novembre 2017 da arw3n63
 

Immagine dal web

 

 

Vi è mai capitato, magari da bambini, di voler essere qualcun altro? Guardare con una certa "invidia"  la prima della classe ai tempi della scuola?

La bambina con le treccine bionde, seduta composta in prima fila tra i banchi o nella foto di gruppo in cortile, col sorriso dipinto sul viso come  a dire “eccomi, presente”, mentre tu stretta tra due maschietti, in mezzo a due sedie con lo sguardo triste ed imbronciato a causa del sole che ti colpisce gli occhi.

Lei, quella che alzava sempre la mano, che non soffriva di timidezza, sempre la risposta giusta quando veniva interrogata, quaderni ordinati, mai dimenticato qualcosa, che portava quasi ogni giorno un mazzo di fiori alla maestra?

Sempre freschi e belli appena colti, come il fiocco rosa del suo  grembiulino bianco immacolato…. sempre in ordine, anche lei figlia unica ma di genitori un po’più attempati per l’epoca e che probabilmente l’avranno desiderata a lungo.

Il desiderio di essere lei, al suo posto, mentre tu eri una bimba timida, poco seguita a casa perché entrambi i genitori lavoravano e che i voti guadagnati, non da prima della classe, erano merito solo della tua volontà e impegno, così come diceva la maestra.

L’unica volta  che papà decise di raccogliere e preparare  un mazzetto di fiori da portare alla maestra, i fiori arrivarono in classe che già incominciano a sfiorire ed appassire.

 

Ecco la prima della classe, per intenderci, compagne fino alle medie, poi alle superiori quando intraprendiamo lo stesso percorso di studi ma in classi diverse, ma lei non smette di essere tra le prime del gruppo che si raduna alla mattina fuori dalla stazione in attesa di andare a scuola.

Poi la mia decisione di staccarmi dal gruppo di cui mi sento solo lo sfondo di una tappezzeria e finalmente la mia autostima decolla.

Sarà anche la prima della classe ma io posso farcela da sola senza di loro.

Poi si cresce, si portano avanti progetti di vita, si dimentica, ci si perde di vista.

Ci si rivede dopo tanti anni, lei è cambiata ma anche io lo sono, più socievole e loquace di quanto ero da bambina e non perde l’occasione di farlo notare.

Ricontrarla in fila per il proprio turno in una farmacia, lei alle cene dei coscritti non partecipa mai, scambio di saluti e due chiacchiere su come va, la famiglia….. ma dopo tanti anni non provo più "quell'invidia" per lei.

E'decisamente cambiata e fisicamente anche un po’ sciupata.Le vicissitudini della vita l’hanno portata a perdere quel fascino da "prima della classe" ....o forse  semplicemente  smesso di collocarla in alto, su di un piedistallo.

Mi osservo e osservo lei…..le rughe, i capelli….le treccine bionde sono ormai un lontano ricordo...mi sento fortunata a non essere lei.

 

 
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