Creato da arw3n63 il 27/06/2012

COME UN'AQUILA

Il volo della mente: incessante, instancabile, senza meta e senza confini, senza vertigini, e maestoso come un'aquila eterna. Jim Morrison

 

Caldo e cioccolato

Post n°1133 pubblicato il 24 Maggio 2017 da arw3n63
 

 

Il cioccolato si squaglia!

Quindi?

Fa troppo caldo!

 

“Il cioccolato teme in assoluto:

 

  •     alte temperature
  •     umidità
  •     odori forti

 

Se Il cioccolato viene esposto ad alte temperature il burro di cacao si scioglie e provoca la "fioritura" del burro. Il luogo ideale per la conservazione del cioccolato dovrebbe avere una temperatura compresa tra i 10° e i 18° gradi, comunque a meno di 20° e un'umidità compresa tra il 20% e il 50%.Il frigorifero sarebbe da evitare: troppo freddo, troppo umido e pieno di odori forti.”

Ok ma se fa caldo dove lo vuoi conservare?

In frigo avvolto in carta stagnola e magari in più un sacchetto di plastica!  

Per lo meno ritorna alla sua “rigidità” iniziale.

Be’ io intanto  lo metto in frigo.

Che poi c’è chi in frigo ci mette il reggiseno. Negli anni d’oro di Hollywood, Marilyn Monroe metteva il reggiseno in frigo: sapeva che il freddo rassoda i tessuti...e non solo.

immagine dal web

 

 
 
 

Il Folle

Post n°1132 pubblicato il 22 Maggio 2017 da arw3n63
 

Lo ripropongo, ci avevo fatto un post che poi ho cancellato insieme al blog-prova su Virgilio.

 

Il Folle

Fu nel parco di un manicomio che incontrai un giovane con il volto pallido, bello e colmo di stupore.

Sedetti accanto a lui sulla panca, e dissi: “ Perché sei qui?”

Lui mi rivolse lo sguardo attonito e disse: E’ una domanda poco opportuna, la tua, comunque risponderò. Mio padre voleva fare di me una copia di se stesso e così mio zio. Mia madre vedeva in me l’immagine del suo illustre genitore. Mia sorella mi esibiva il marito marinaio come perfetto esempio da seguire. Mio fratello riteneva che dovessi  essere identico a lui: un bravissimo atleta. Anche i miei insegnanti, il dottore di filosofia e il maestro di musica, il logico, erano tutti ben decisi: ognuno di loro voleva che io fossi il riflesso del suo volto nello specchio.

Per questo sono venuto qui. Trovo l’ambiente più sano. Qui almeno posso essere me stesso”.

Di scatto si volse verso di me e mi chiese: “ Anche tu sei qui a causa dell’educazione e dei buoni consigli?”

Risposi: “ No, sono qui in visita”.

Lui allora disse: “ Ah, ho capito. Vieni dal manicomio dall’altra parte del muro”.

 

Tratto da “ L’educazione del cuore” di K Gibran

Relatività-Escher

Tutto è relativo è sempre questione di punti di vista.

 

 
 
 

L'ambiente conta e pure i colori

Post n°1131 pubblicato il 22 Maggio 2017 da arw3n63
 

E’ vero che se entri in un ambiente solare, vivace cambia pure l’umore, ti viene più voglia di starci…almeno finchè è nuova ed una novità.

E’  pure vero che l’ambiente lo puoi modificare rendere bello, solare ed accogliente, infatti il colore delle pareti della cucina le ho volute gialle, un bel giallo solare, la cucina per me dev’essere allegra, indipendentemente che qualcuno mi avesse suggerito  che il bianco alle pareti sarebbe stato più elegante e avrebbe dato più risalto al bicolore della cucina, insomma più signorile.

Sarà ma a me che ho avuto per tanti anni la cucina con pareti bianche, il bianco mi pare asettico.

Che poi c’è da calcolare le piastrelle alle pareti che neanche a farlo apposta fanno pendant con il colore delle basi, e il pavimento?

Evvabbè ma mica mi posso mettere qui a rifare la casa perché la piastrella  “marron simil cotto” non s’abbina al rovere season!

Certo avessi avuto il pavimento di un’altra tonalità…oppure arredo bianco sarebbe stata un’altra cosa, magari tutto bianco…. pareti,  mobili…un ambiente bianco perfettamente sterile!

Mia madre l’avrebbe preferita tutta bianca laccata, col pavimento  scuro ci andava a nozze….seeee poi ti voglio vedere io  a correre dietro a tutte le impronte sul bianco laccato! Ok ma non è la sua cucina, ma la mia. Certo che se in cucina entri solo di sera…praticamente non la usi, le impronte non fanno manco in tempo a formarsi e manco a vederle.

Chissenefrega! Io voglio il colore!

Volevo una cucina moderna non classica, l’ho avuta per trent’anni! Volevo quelle con cassettoni ,  pensili che si aprono con l’anta pieghevole che si ferma dove vuoi tu, funzionale e capiente.

Quindi bicolor!

Bianco laccato i pensili, spezzato da un decorativo opaco delle basi color rovere  season.

Poi c’era da scegliere…ante, pieghevoli,  rallentate o  col push?

Con maniglie o senza?

Diciamo che avere le ante rallentate sono una bella comodità, non le devi accompagnare … dai ‘na spintarella e questa va da sola, si chiude perfettamente da sé.

Il push…solo sopra la cappa… premi e si apre, spingi premi e si richiude….senza maniglia  ma con impronte  nel caso servisse per i rilievi investigativi.

Ok che la cucina è “rallentata” ma le ante dei mobili del vecchio soggiorno no! E così… “sbam!”…ogni volta che te lo dimentichi!

 
 
 

Lavastoviglie, cosa non mettere

Post n°1130 pubblicato il 19 Maggio 2017 da arw3n63
 

Ho scoperto un po’ di cose….

La lavastoviglie non sostituisce affatto il lavoro manuale, nel senso che certe padelle ed utensili  vanno comunque lavati a mano.

La lavastoviglie scolorisce i piatti, nel senso che anche se il decoro dovrebbe essere per lavaggio in lavastoviglie…si scolorisce comunque.

La prossima volta sarà il caso di optare per piatti bianchi.

I bicchieri di cristallo delicati…potrebbero rompersi.

Padelle di alluminio antiaderenti…potrebbero rovinarsi e non vanno lavate in lavastoviglie.

E il servizio bello di porcellana decorata oro di quando ti sei sposata? I bicchieri a calice di cristallo belli belli regalo della suocera e che non usi mai? Articoli da museo! Quindi meglio sarebbe seppellirli dentro una teca di vetro senz’ aria e polvere.

Utensili di legno potrebbero deformarsi e rovinarsi.

I contenitori di plastica non adatti alla lavastoviglie si lavano a mano. See e te vai a ricordarti se sono adatti o risalgono al tempo del Carlo Cudega! Certo che se li compro oggi faccio attenzione  ma quelli di “ieri”?

Quindi…la lavastoviglie è un aiuto ma non sostituisce completamente la manualità.

Fanno bene le nuove generazioni, si compra solo ciò che serve e si usa e soprattutto adatto a “lavaggi estremi”.

 
 
 

La nostra meta

Post n°1129 pubblicato il 16 Maggio 2017 da arw3n63
 

Oggi pratica superintensa quindi niente teoria ma una pillola di saggezza...

"La nostra meta non è mai un luogo, ma un modo nuovo di vedere le cose"

Henry Miller

 

Pratica energizzante, oggi sono carica! Come una batteria.

 
 
 
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http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2010/04/pane-e-bugie-165.jpg

“Il pesto è cancerogeno. Lo zucchero bianco: per carità! Meglio quello di canna. Il glutammato fa malissimo… E gli spaghetti radioattivi? Ah no, io compro solo pane biologico, prodotti locali e di stagione”inizia così la quarta di copertina di Pane e Bugie scritto da Dario Bressanini.

Non si tratta di un libro che affronta solo il discorso sull'alimentazione, ma racconta di quel che sembra essere ancora più nocivo di alcuni alimenti: i pregiudizi, gli interessi e i miti che li circondano.

Questo libro è una sorta di ‘vaccino’ contro i pericoli della cattiva informazione.

Si tratta insomma di andare oltre i luoghi comuni per rispondere all’interrogativo:

Mi stanno raccontando la verità?

Porsi la domanda è un primo passo molto importante”.

 

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Per leggere il libro online il link:http://www.gandalf.it/uman/capitoli.htm

 

 

 

 

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