Creato da arw3n63 il 27/06/2012

COME UN'AQUILA

Il volo della mente: incessante, instancabile, senza meta e senza confini, senza vertigini, e maestoso come un'aquila eterna. Jim Morrison

 

Tutte le feste s'è portata via

Post n°1208 pubblicato il 07 Gennaio 2018 da arw3n63
 



E dopo l’Epifania che tutte le feste si porta via….scatta l’ora x…..smontaggio alberi di Natale, presepi addobbi natalizi e ripristino della casa come prima…via anche gli addobbi dai blog! Ovvero la quotidianità.

Finalmente!

Riavrò il mobile in salotto con le foto, i soprammobili che c’erano prima.

Ci si rimette in riga con l’alimentazione…e basta pandori e panettoni! Cioccolatini e torroni!

Meglio star lontane dalla bilancia è…pericolosa!

Adesso arriveranno le chiacchiere, crostoli, bugie, anzi qualche supermercato già ce le ha.

Che caspita! Il panettone abbiamo iniziato a mangiarlo fin da novembre, appena (quasi) finita l’estate, i saldi iniziati durante le festività, appena ( quasi) scartato i regali di Natale!

Adesso le chiacchiere sugli scaffali ci strizzano già l’occhiolino invitandoci all’acquisto .

E no! Non si può!

Ma una pausa tra un panettone, i regali e il carnevale non c’è?

Comprate, comprate comprate….e…mangiate, questo sembrerebbe il messaggio, così gira l’economia e l’ago della bilancia mentre il portafogli si svuota! 


 
 
 

Jumanji 2

Post n°1207 pubblicato il 02 Gennaio 2018 da arw3n63
 

 

Festività natalizie non solo occasione  di riunioni famigliari attorno alla tavola a mangiare o giocare a tombola ma anche di andare a vedersi un film al cinema, anche se non vedo più il pienone , le lunghe file per  entrare  alle prime visioni come accadeva tanti anni fa.

Sarà colpa del sistema di oggi che condiziona sempre più  la gente a “vivere” in un centro commerciale  piuttosto che farsi una bella passeggiata in un parco, una gita in montagna, visitare musei e luoghi di cultura e c’è più di qualcuno che li vorrebbe aperti anche nei giorni di festa importanti come Natale o Capodanno non rendendosi conto di quanto la nostra vita venga programmata da qualcuno verso il consumismo, l’ignoranza culturale e pigrizia mentale.

Va bene,è inverno e fa freddo al centro commerciale si sta al caldo, ci sono bar, ristoranti, addirittura il parco giochi per i bambini al coperto…le panchine…i negozi…ma vuoi mettere una bella passeggiata  all’aperto?

Oppure  vestirti, uscire, cercar posteggio, fare quattro passi per arrivare al cine, scegliere il posto  guardarsi un film su megaschermo con tutti gli effetti sonori che magari in casa non hai, invece di startene spaparanzato sul divano in tuta?

 

Bene io ho inaugurato il nuovo anno andando al cine a vedere Jumanji 2, il seguito del celebre film del 1995 interpretato  da Robin Williams.

Non si tratta del remake ma del sequel, la storia inizia dove si era fermata la precedente con il ritrovamento in spiaggia della scatola del gioco, che  si è evoluto in videogioco  e  contrario del primo film  in cui è l’ambiente ad uscire dal gioco nella realtà, in questo  sono i protagonisti  a finire  risucchiati nella giungla del gioco come giocatori multiplayer che assumono l’aspetto degli avatar selezionati all’inizio del game. Solo la collaborazione ed il gioco di squadra dei player  potrà permettere di arrivare alla fine e catapultare di nuovo nella realtà i protagonisti del gioco.

Preside Bentley (Mark Evan Jackson): Sapete di essere tutti qui per un motivo, è arrivato il momento di riflettere su “chi siete” e su "chi volete essere"...

Spencer (Alex Wolff): Jumanji...un gioco che sa trasportar chi questo mondo vuol lasciar

Diciamo che anch’io mi sono sentita “trasportata” dal film per un paio di ore  tra risate, divertimento e l’emozione di tifare per i giocatori.

 

 

 
 
 

Buon 2018!

Post n°1206 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da arw3n63
 

Ed eccoci arrivati anche alla fine di questo 2017...

Un caloroso augurio di buon anno a tutti quelli che passeranno di qui ed agli amici di blog.

 

 

 

 
 
 

Il giusto mezzo

Post n°1205 pubblicato il 19 Dicembre 2017 da arw3n63
 

COME BUDDHA TROVO' IL GIUSTO MEZZO

Quando Buddha diede inizio al suo pellegrinaggio spirituale, praticava spesso la mortificazione.

Un giorno, accanto all'albero sotto cui stava seduto a meditare, passarono per caso due musicisti, uno dei quali stava dicendo all'altro: “Non tendere troppo le corde della tua cetra, o si spezzeranno. E non tenerle neppure troppo allentate, o non produrranno alcun suono. Stai nel giusto mezzo”.

Quelle parole colpirono Buddha con tanta intensità da rivoluzionare totalmente il suo modo di intendere la spiritualità. Era convinto che erano state pronunciate apposta per lui. Da quel momento in poi rinunciò a qualsiasi mortificazione e intraprese una strada facile e gradevole, quella della moderazione. Il suo metodo per ottenere l'illuminazione è appunto chiamato “il giusto mezzo".

La preghiera della rana. Saggezza popolare dell'Oriente, Volume 2

Di Anthony De Mello

 

In occasione delle festività natalizie un augurio di buone feste e questa storiella che propone una riflessione sulla comprensione profonda del “giusto mezzo”.

 
 
 

Un traguardo importante

Post n°1204 pubblicato il 18 Dicembre 2017 da arw3n63
 

Alzata  all’alba! Che dico all’alba….alle cinque e mezza del mattino è ancora buio, il cielo  nero.
Partenza prima delle sette, necessariamente con notevole anticipo altrimenti dopo l’ora x si rischia di non arrivare in tempo e non si può assolutamente  arrivare in ritardo per  un appuntamento così importante, con noi c’è la laureanda, oggi laureata, che durante il viaggio ripassa i punti del progetto che dovrà esporre alla commissione d’esame.
“Vedrai andrà bene”  per incoraggiarla.

Due ore per arrivare in centro a Milano, non proprio in centro centro, ma dove avverrà l’evento, uno dei traguardi importanti nella vita.
Caspita! In due ore e quarantasei minuti quasi si arriva a Venezia! E sono parecchi chilometri in più…salvo traffico!

Già il traffico! Questo è il problema di chi abita nell’ hinterland milanese o nella città stessa,  e lo sa bene chi ogni mattina si mette in auto affrontando il traffico quotidiano per recarsi al lavoro.
Traffico…. Traffico…. traffico! Ancora prima di entrare in superstrada. Per attraversare Milano o recarsi dalla parte opposta ci si può mettere ore se si usa l’auto, tutti rassegnati o quasi  in fila per…due col resto di…di chi soprattutto su due ruote  s’infila da destra e da sinistra, facendo il pelo alla fiancata dell’auto.
Due corsie che vanno due che tornano…il serpentone d’auto che procede lentamente…ogni tanto una sosta ai semafori, mentre sfilano i palazzoni.

Commento con mio figlio che stress dev’essere per chi ogni giorno deve  recarsi al lavoro usando l’auto e chi abita lungo una via di grande percorrenza,  auto giorno e notte sotto le finestre.
Albeggia, ormai il cielo sempre più chiaro preannuncia una splendida giornata di sole ma mano a mano che ci addentriamo in quel di Milano…ma si nota in lontananza un grigiore, Milano è immersa nella nebbia!
Oppure sarà lo smog?

Quel che è certo è  che fuori città era sereno e non c’era nebbia ne foschia.
Mio figlio commenta che sarebbe interessante vedere tra lui e chi  vive e lavora a Milano, chi ha i polmoni più puliti.
Be’  osservando il traffico quotidiano c’è veramente da domandarselo.
Finalmente arriviamo a destinazione…con solo un quarto d’ora d’anticipo!
E noi che ci preoccupavamo di  arrivare  troppo in anticipo.

 
 
 

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L’adolescenza di Miriam/Maria smette da un’ora all’altra. Un annuncio le mette il figlio in grembo. Qui c’è la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa.
Qui c’è l’amore smisurato di Giuseppe per la sposa promessa e consegnata a tutt’altro.
Miriam/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla. Ha taciuto. Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo.
La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille.
Erri De Luca

 

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