Creato da arw3n63 il 27/06/2012

COME UN'AQUILA

Il volo della mente: incessante, instancabile, senza meta e senza confini, senza vertigini, e maestoso come un'aquila eterna. Jim Morrison

 

Quando il micio non si trova

Post n°1189 pubblicato il 30 Ottobre 2017 da arw3n63
 

Adesso cambiamo disco che altrimenti si rischia di diventare noiosi se s’incanta sempre nello stesso punto.

 

Quando il micio non si trova........si va in paranoia! Ansia!

Scatta una ricerca in ogni angolo della casa, sotto ai letti, vedi mai si sia infilato nelle camere per giocare a nascondino, dietro ai divani, sul terrazzo, magari chiuso fuori inavvertitamente,  fin sul tettuccio lungo tutta facciata e verso il giardino.

Oppure  fuori!

Già fuori….nel giardino non c’è, o meglio sembra non ci sia, perché in realtà non possiamo sapere se si è scelto un nascondiglio riparato per schiacciare un pisolino indisturbato.

Dal vicino non c’è, chiamo come si chiamerebbe il cane, sì ma Lea è un gatto, mica un cane! E' un gatto strano, si comporta come un cane al richiamo del suo nome, ma solo quando c'è aria di pappa in vista.

Di solito arriva…stavolta no.

Eppure le altre volte è sempre arrivata al richiamo del suo nome…. zitta zitta…silenziosa…col suo passo felpato  per non far scoprire il nascondiglio segreto te la trovi improvvisamente in casa, dopo che ti sei fatta cento volte le scale su e giù, fatto il giro della casa e del giardino…chiamato a squarciagola…. incominciato a preoccuparti.

Un rapimento di gatto? Naaa.

S’è attardata dai vicini? Può essere.

S’è addormentata in qualche angolino? Chi lo sa.

Un incidente???

No l’incidente no, non lo voglio considerare!

Mio figlio andando al lavoro, dopo aver aiutato nelle ricerche, si raccomanda di mandargli un messaggio appena si trova.

Non c’è stato bisogno di trovarla, è stata lei a trovare la casa.

 

Quel che è certo che se un gatto non vien trattenuto o subisce un incidente trova sempre la strada di casa.

 

immagine dal web

 
 
 

Papaveri e...papere

Post n°1188 pubblicato il 30 Ottobre 2017 da arw3n63
 
Tag: Dedica

Bubusettete!

Ma.....ri-ciao Augusto!


Mi fai sorridere!


Perché angusto?
Come definireste qualcuno che anziché prendersela direttamente con chi ce l’ha o un presunto nemico, con codardia e viltà tira in ballo la sua famiglia per colpire gli affetti, i figli o i mariti e mogli?
Deridere magari dando ad esempio della “ritardata mentale” ad una figlia che è semplicemente dislessica, sarebbe forse un ignorante, nel senso che ignora cosa sia la dislessia,  ma pure se una persona avesse un figlio con realmente un ritardo mentale o una disabilità non sarebbe un comportamento vigliacco da ombra senza palle?

Prendersela solo con chi è oggetto delle sue ossessioni compulsive  no e?
Ecco io un personaggio simile lo definisco angusto, anche se non ci sarebbe manco bisogno di definirlo che si presenta da solo.

 
 
 

Il Palazzo celeste

Post n°1187 pubblicato il 29 Ottobre 2017 da arw3n63
 

Nei prossimi giorni fino ai primi mesi del 2018 meglio stare attenti passeggiando per strada o uscendo sul balcone o a parcheggiando l’auto…..magari una sbirciatina verso il cielo non guasta….sissamai  di essere colpiti dal “Palazzo celeste” che sta precipitando.
Anche se c’è un’ elevata possibilità che i detriti cadranno in mare quando Tiangong-1 si schianterà c’è una buona probabilità che possa colpire la terraferma.

Che poi diciamolo non si sa mai dove colpirà la sfiga o come il Karma intende agire.

Chissà se l'assicurazione rimborsa...atti vandalici,eventi atmosferici., calamità naturali...mi sa che satelliti, stazioni spaziali non ci sia.

“Se qualcuno viene ferito o la sua proprietà viene danneggiata, la responsabilità è della Cina”, ha detto il portavoce della NASA.

 
 
 

Cucina...quasi nuova

Post n°1186 pubblicato il 26 Ottobre 2017 da arw3n63
 

 

Cucina nuova....quasi nuova!

Ha solo pochi mesi di vita e già incomincia a portare i segni di dure battaglie che le tocca affrontare quotidianamente.

Prendiamo il frigo ad esempio, nella cucina precedente era ad incasso, ricordo anche allora cucina montata da poco, la figlia piccola  giocando insieme alla cuginetta col triciclo per casa…voilà…. un bello sfregio al mobile che anche se abbiamo cercato di minimizzare è ancora lì, in cantina da mia madre a ricordare l’infanzia dei miei figli.

Stavolta cambiando cucina ho voluto il frigo a sé, di quelli in acciaio svincolato dal resto dell’arredamento, decisamente più comodo in caso di guasti e sostituzioni ed anche più capiente.

Pensate forse che il nuovo non dovesse iniziare a portare i segni  “dell’usura”?

Vuoi che Giù (sarà sfortunato porello) e per mettere la canalina che nasconde i cavi che alimentano la luce a led del sottopensile  e che scendono dall’alto, mi sposta il frigo in avanti non calcolando il caldo estivo, la finestra aperta e la corrente d’aria…ecco un bel gibollo proprio sull’anta del nuovo frigorifero!

Precisamente all’altezza della maniglia della finestra.

Sono mesi che quando guardo il frigo e lo apro, lo chiudo, il mio occhio cade sempre sul gibollo….sembra che se c’è un difetto l’occhio faccia apposta a soffermarsi lì sul difetto.

Non posso andare a dire che era un difetto invocando la garanzia, perché non lo è, è stato un incidente, piuttosto cerco soluzioni ma sembra non si possa rimediare perché l’ammaccatura di un oggetto contro uno sportello è una deformazione meccanica di quel punto e cercare di tirarlo fuori non servirebbe.

Che fare dunque per tacitare l’occhio che non ne vuol sapere di guardare in un altro angolo sano della portiera?

Ho un’idea…. attaccarci qualcuno dei tanti magneti  che stanno sulla lavagnetta magnetica dietro alla porta portati  come souvenir  da mio figlio ogni volta che  va in vacanza o in gita da qualche parte….almeno servono a qualcosa.

 

Ma non è finita qui…per i piani ho scelto il quarzo, tanto sbandierato per la facilità di pulizia e la resistenza contro graffi e urti dai negozi  specializzati nella vendita di cucine in cui sono stata, addirittura uno di questi mi offriva il piano in Okite al prezzo del laminato pur d’acchiappare il cliente,  sfidando a tagliarci sopra quello che volevo senza tagliere che non si graffia.

Quello di prima era in un laminato molto resistente, certo non al calore diretto, non ci tagliavo direttamente il salame sopra, però per quanto riguarda gli urti ha avuto solo la disgrazia di sbeccarsi il bordo facendo cadere una pesante pentola dal pensile alto, che se fosse caduta in testa al posto del piano avrebbe fracassato il mio cranio. A sto punto meglio il piano della cucina.

Okite…all’inizio credevo fosse un materiale, come dire, marmo, granito, laminato, quarzo e…okite.

Invece no, è solo il marchio fra altri di un prodotto composto da un'elevata percentuale (fino al 93%) di quarzo, uno dei materiali più resistenti in natura, cui si aggiungono pigmenti naturali e resina poliestere.

Degli agglomerati di quarzo e resine per intenderci.

Be’ il quarz/okite e gli altri marchi vengono  pubblicizzati come resistenti ai graffi, agli urti, non si macchiano, più solidi di graniti e altre pietre naturali ma….se cade una tazza sul piano e rimbalza andando a colpire l’alzatina sbeccandone il bordo e la tazza manco si fa  un graffio, una rottura…una crepettina?

E’ da sfigati?

Adesso non so esattamente di che marchio siano i miei piani perché ne esistono altri come  Quarella, S. margherita, Silestone, ed altri ancora, cambiano forse le percentuali di quarzo….ma a me non sembra che sia poi così resistente agli urti!

Temo anzi che tutti i bordi, non solo l’alzatina, possano essere a rischio se cade qualcosa, ma non ci giurerei neanche sui piani che siano poi così resistenti a graffi, scalfitture o se ci appoggi il coperchio  caldo appena tolto dalla pentola? Per timore ci metto sempre qualcosa sotto anche ai coperchi.

Nelle istruzioni allegate per la manutenzione della cucina c’è scritto per esempio che gli utensili da cucina impiegati direttamente sul piano possono creare segni superficiali, consigliano sempre il tagliere.

Gli oggetti bollenti non devono essere mai appoggiati direttamente sui piani ma anche evitare di lasciare l’anta della lavastoviglie  semiaperta a fine lavaggio.

In compenso non assorbe perché non è poroso, pulire un piano in quarzite è facile, un panno umido e via.

Ma se si vuol mantenere la cucina nuova come il primo giorno...

basta non usarla e andare a mangiare al Burghy!

 

 

 

 
 
 

48 blu

Post n°1185 pubblicato il 25 Ottobre 2017 da arw3n63
 

Oggi giornata di prelievo e mi tocca il 53-blu, attendo seduta il mio turno dopo aver consegnato all’infermiera uscita dall’ambulatorio, la cartelletta  dell’accettazione.

La sala d’attesa  è piena e ad un certo punto si fa avanti una signora che stava ciacolando con un’altra davanti all’attesa “rossa” e ci chiede se c’è da consegnare la cartelletta.

Qualcuno risponde che è già uscita prima l’infermiera a chiederle, allora bussa ed entra nell’ambulatorio blu e le viene risposto di attendere fuori che poi  uscirà l’infermiera che si occupa del ritiro.

Si lamenta con l’amica di ciacole che attende al rosso che al blu sono scorbutiche.

Poi esce qualcuno a ritirare altre cartellette blu….qualcuno “sveglia” la signora dalle chiacchiere al rosso, dicendo che stanno chiamando per ritirare le cartellette.

Passa un po’ di tempo, vengono chiamati numeri in successione ma a sorpresa, saltando i numeri precedenti, esce il numero 48….nessuno si fa avanti, allora esce di nuovo l’infermiera  a richiamare il 48  per un preciso motivo, andavano consegnati al laboratorio prima di un certo orario.

Ci guardiamo tutti in faccia alla ricerca del 48…..”c’è il 48-blu?”

Qualcuno incomincia a mormorare rivolgendosi alla signora che continuava a…. ciacolare ciccì, e cicciò, ciacolì, ciacolò…. senza accorgersi di quello che le accadeva intorno.

Io ad alta voce indirizzando  dall’altra parte della saletta:  

“Signoraaa!!!! Forse è lei la signora del 48-blu?”

Indicando verso la signora ciacolì.

Sì era proprio lei…. ciccì cicciò, ciacolì e ciacolò! Troppo presa dalle ciacole  rischiava di perdere il turno perché l’infermiera avrebbe chiamato il numero successivo senza tanti patemi.

Mi veniva da dirle “ Ma Sciuraaaa!!! Svegliaaaaa eh! Non che poi si lamenta che dentro sono scorbutici!” Mi son trattenuta….per non essere scorbutica anch’io.

Al posto di ciaccolare da un’ora magari come i gatti…ascoltare e parlare ma con l’altro orecchio stare in ascolto? No eh.

Uscita dopo il prelievo….pensate che se ne sia andata?

No, ha proseguito  per altri cinque-dieci minuti con le ciacole di nuovo al rosso, impegnata con la stessa  signora di prima. Fino a quando è stata chiamata anche l’altra, nell’ambulatorio rosso e…. fine delle ciacole.

Tombola! Finalmente ha ripreso fiato! E se n’è andata dall’attesa prelievi mentre iniziava a rispondere al cellulare al massimo del volume della suoneria!

Distratta o…un po’ sorda? Allora si spiegherebbe…

 
 
 

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