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    <title>arance a colazione</title>
    <subtitle>per aspera ad astra</subtitle>
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        <title type="text">Senza parole</title>
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        <published>2012-07-09T20:31:59+02:00</published>
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        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://media-cache-ec1.pinterest.com/upload/140033869633859089_3sSaLd6y_f.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Perch&amp;egrave; io gi&amp;agrave; di mio di parole ne ho poche. E quando ce l'ho, le scrivo male. Quando le penso, le dico male. Non conosco il motivo di tutto questo. Ho chiesto in giro: ho ricevuto milioni di risposte diverse. Io le risposte giuste non le trovo mai, e spesso resto attonita e senza fiato. Ho sentito fosse giusto stare in silenzio. Perch&amp;egrave; la vita &amp;egrave; comunque piena di occasioni, per chi resta ancora: lacrime e sorrisi si alternano in un circo, dolorosissimo a volte, comunque straordinario. Tu che non ci sei pi&amp;ugrave; hai lasciato vuoti tanti luoghi, tanti spazi. Certo verrai ricordata, dai nostri pensieri, dal nostro affetto, dalla nostra rabbia quando ti associamo alla caducit&amp;agrave; e all'ingiustizia di una vita che &amp;egrave; cos&amp;igrave; potente da lasciarci schiacciati.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Sapore di mare</title>
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        <published>2012-07-03T10:51:13+02:00</published>
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        <summary type="text">TerrasiniQuando torno a casa parto senza valigia. Ritrovo tutto quello che mi serve, e anche di pi&amp;u...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/11227661.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;201&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Terrasini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: mceinline;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: mceinline;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: mceinline;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: mceinline;&quot;&gt;Quando torno a casa parto senza valigia. Ritrovo tutto quello che mi serve, e anche di pi&amp;ugrave;. Anche quello di cui negli anni avrei dovuto liberarmi e che invece mi investe suscitandomi sempre nuove emozioni. Mi metto a riguardare le vecchie foto, a sfogliare gli antichi libri di scuola, a rileggere lettere stropicciate&amp;nbsp;e ad ascoltare la musica della mia adolescenza. Volti e storie si riaffacciano alla mente, i ricordi si affollano nell'angusto spazio della mia stanza. Ritrovo gli spartiti ingialliti&amp;nbsp;dentro ai cassetti vicino al pianoforte: dovrei riaccordarlo, tornare ad esercitarmi.&amp;nbsp;Me lo ripropongo ogni volta, ma quando me lo ritrovo davanti mi limito a contemplarlo e ad accarezzare i tasti. A Bologna non&amp;nbsp;c'&amp;egrave; spazio per un oggetto cos&amp;igrave; ingombrante, ma morirei se dovessero togliermi questo pezzo di vita. Mi stendo sulla sabbia e immagino di far muovere le dita suonando il fruscio delle onde.&lt;br /&gt;Mi addormento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Trapanino chi?</title>
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        <published>2010-12-04T15:54:07+02:00</published>
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        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://img.studenti.it/images/superiori/vietato_minori.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;&lt;em&gt;ciao a te.&lt;br /&gt;il mio nick la dice lunga.... anzi corta...&lt;br /&gt;cerco una donna che abbia bisogno di piccole misure per stare bene e godersi quei momenti o che voglia provare il suo lato &quot;B&quot; . &lt;br /&gt;P.S. non fermarti alla superficie... lo so che ci vuole anche altro... feeling , intenti , sincerit&amp;agrave;... e proprio per questo debbo dirti che non sono libero... &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Bene. E dopo questo messaggio ricevuto ritorna la fiducia nel futuro, nella gente. E' meraviglioso sentirsi parte di questa umanit&amp;agrave; sincera, generosa, profonda, cosciente dei propri limiti ma nello stesso tempo fiduciosa nelle sue possibilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Grazie a te, o sconosciuto immantinente cestinato. Mi hai risollevato la giornata, e visto che si sta avvicinando il mio compleanno - che notoriamente vivo in uno stato tra il catatonico e il depressivo - mi hai regalato nuovi buoni motivi per festeggiarlo: di psicopatici ne sto incontrando tanti e invece di rammaricarmi del fatto che morir&amp;ograve; zitella, dovrei compiacermi e complimentarmi con me stessa per avervi schivati tutti con destrezza.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Bene</title>
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        <published>2010-12-01T18:20:47+02:00</published>
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        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.freefoto.com/images/2000/98/2000_98_1---Number-Zero_web.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Niente perch&amp;egrave;, niente ma, niente se. Va come deve andare, mi dispiace che lo stupore non mi appartenga pi&amp;ugrave;. Mi arrabbio con un cuore che continua a battere dentro un corpo che non lo vuole ascoltare. Non vado dove lui mi porta: &amp;egrave; un navigatore sbagliato. Sento solo quello che sentono le mie orecchie, vedo quello che vedono i miei occhi. Vado dove mi portano le mie gambe. E adesso che siamo di nuovo soli, c'&amp;egrave; di nuovo tutto da rifare. Sognare ancora, ma &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=bo3Kl3KBgrk&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;non con te&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Fuori dal mondo</title>
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        <published>2010-12-01T18:18:12+02:00</published>
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        <summary type="text">A girl with a small owl sitting on her handC'&amp;egrave; una ragazza che si aggira per la citt&amp;agrave;,...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://cache2.allpostersimages.com/p/LRG/61/6163/YVMG100Z/posters/a-girl-with-a-small-owl-sitting-on-her-hand.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;399&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: mceinline;&quot;&gt;A girl with a small owl sitting on her hand&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'&amp;egrave; una ragazza che si aggira per la citt&amp;agrave;, con una folle attrazione per la neve. Mentre tutti si rintanano in casa, lei esce a farsi pungere il viso dal freddo; per raccogliere pi&amp;ugrave; fiocchi possibili. Mastica e rumina la gioia di sentirsi ripulita da scorie venefiche; gusta il sollievo a cui l'ha portata il suo coraggio; sente fermentare dentro di s&amp;egrave; la libert&amp;agrave; conquistata. C'&amp;egrave; una ragazza che finalmente &amp;egrave; sola senza sentirsi sola. Che si aggira per la citt&amp;agrave; ebbra del suo sorriso. Forse straniera. Forse straordinaria? Forse, solo strana.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Goodbye</title>
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        <published>2010-12-01T18:09:16+02:00</published>
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        <summary type="text">T. L. Lange, Missing giftVuoi sapere se mi mancherai? Mi hai appena ricordato che perder&amp;ograve; le ...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://img.allposters.com/6/LRG/8/849/EGNY000Z.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;350&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;T. L. Lange, &lt;em&gt;Missing gift&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vuoi sapere se mi mancherai? &lt;br /&gt;Mi hai appena ricordato che perder&amp;ograve; le nostre abitudini. &lt;br /&gt;Quei giorni in cui potevo vederti e starti vicina, durante una passeggiata o davanti ad un bicchiere. Quelle sere che mi regalavi o che mi conquistavo, in cui mi costringevo a non chiederti niente - tanto indovinavo tutto. La tua meraviglia e e le tue risate mentre ti raccontavo che avevo combinato un nuovo guaio. Le tue attenzioni, anche quelle superflue. Le volte in cui ci sfogavamo di qualcosa per cui eravamo diventati tristi e ci restituivamo il sorriso. I film di terza categoria, le discussioni esistenziali e la tua ostinazione ad insegnarmi a completare un giro di tango decente. &lt;br /&gt;Vuoi che ti dica che mi mancherai? Non ti sei accorto che nel frattempo mi ero gi&amp;agrave; preparata? Non saresti mai rimasto accanto a me a lungo. Ho fatto in modo che la tua assenza trovasse radici e crescesse dentro di me come una certezza inevitabile. &lt;br /&gt;Adesso mi lasci a questo vuoto. Ma &amp;egrave; da tanto che mi manchi.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Anche questo è un tango</title>
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        <published>2010-07-12T12:20:22+02:00</published>
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        <summary type="text">Leonetto Cappiello, Chapeau Mossant Organizzare un lungo periodo di vacanze con le tasche perennemen...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://i117.photobucket.com/albums/o54/gingerawana/vintage%20advertisments/2300-4591Chapeau-Mossant-leonettoca.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;376&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Leonetto Cappiello, &lt;em&gt;Chapeau Mossant &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Organizzare un lungo periodo di vacanze con le tasche perennemente vuote &amp;egrave; un fatto che ha provato a logorarmi negli anni, ma non c'&amp;egrave; da farsi prendere dal panico. La parte pi&amp;ugrave; difficile &amp;egrave; inghiottire i sensi di colpa e continuare a camminare a testa alta tra la gente che percepisce il tuo progressivo abbandonarsi all'ozio, e ti conficca sulla schiena pugnalate di livore con gli occhi. Superati questi primi momenti di disagio, il resto si affronta a piccoli passi, con un rigoroso programma che abbia come obiettivo: riempire significativamente il vuoto.&lt;br /&gt;Cos&amp;igrave; scopro che tu potevi essere un diversivo interessante ma tutto sommato mi sei gi&amp;agrave; venuto a noia, ma neanche tu sei la persona giusta e, che peccato: nemmeno tu, e anche con te mi sono sbagliata, e che forse era meglio stare da sola e pensare ancora un po' a me stessa, invece di pensare a tutti voi che, onestamente, mi state stressando parecchio. &lt;br /&gt;Allora oggi &amp;egrave; luned&amp;igrave; e spengo il telefono, mi sveglio presto e vado a fare jogging per scaricare la tensione di questi rapporti vagamente inutili. &lt;br /&gt;Mezz'oretta di corsa che si trasforma presto in una camminata veloce, con la coda dell'occhio a guardare le vetrine. Poi, cosa vuoi, si entra al bar con la scusa di dare una scorsa al giornale e si ordina un caff&amp;egrave; macchiato, cos&amp;igrave;, per cortesia. Si esce con una pasta consumata al bancone ed altre due dentro un sacchettino. Appena torno a casa vi chiamo, uno ad uno, e spero di trovare una scusa convincente per mollarvi tutti e tornare &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=XY9eSs6eiF8&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;al mare&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Yankee Doodle went to town</title>
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        <published>2010-06-16T12:03:52+02:00</published>
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        <summary type="text">Louise Francke, English bull dog (as Holbeins Henry VIII) Ed io passeggio per la via pensando ai caz...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://cache2.allpostersimages.com/LRG/37/3780/ZM3IF00Z.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Louise Francke, &lt;em&gt;English bull dog &lt;br /&gt;(as Holbeins Henry VIII) &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ed io passeggio per la via pensando ai cazzi miei, quando sento una vocina timida che mi chiama da lontano e mi volto. Un biondino si avvicina: sta farfugliando qualcosa in una lingua che non riesco a distinguere. Dopo avere prestato pi&amp;ugrave; attenzione a come parla e riuscendo a scartare il francese ed il russo, decido che &amp;egrave; inglese, o che quantomeno mi sta parlando in una lingua anglofona.&lt;br /&gt;Mi chiede indicazioni stradali ed io, invece di ammettere umilmente ignoranza (sia in lingua inglese che in orientamento geografico), gliele offro volentieri, se non altro perch&amp;egrave; &amp;egrave; giovane carino e prestante e, si sa, da cosa nasce cosa, potremmo finire a bere un caff&amp;egrave; insieme, conoscerci, innamorarci perdutamente e&amp;nbsp; andare al mare mano nella mano a goderci i tramonti. Sta di fatto che lui riesce a biascicare in italiano corretto la parola &quot;pinacoteca&quot; - che gi&amp;agrave; &amp;egrave; di per s&amp;egrave; difficile -, io riesco a sbagliare in inglese la parola &quot;semaforo&quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Adesso non so dove egli sia. Se vi trovate attorno un tizio biondo e spaesato che vi racconta di essersi perso mentre cercava la Pinacoteca di Bologna, ve l'ho mandato io.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Tuttavia</title>
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        <published>2010-05-27T22:51:46+02:00</published>
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        <summary type="text">Paul Brent, Zenzero rossoCosì te ne vai. Succede veramente. Non lo sai, non lo sai, il magone che ho...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;230&quot; src=&quot;http://img.allposters.com/6/LRG/9/900/8HBX000Z.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font class=&quot;ske01&quot;&gt;Paul Brent, &lt;/font&gt;&lt;font class=&quot;ske01&quot;&gt;&lt;em&gt;Zenzero rosso&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;Così te ne vai. Succede veramente. &lt;br /&gt;Non lo sai, non lo sai, il magone che ho adesso e quanto mancherai.&lt;br /&gt;Amico di giorni che sembra impossibile raccogliere tutti insieme, che ricordo uno per uno. &lt;br /&gt;Vicini, sempre, quando si aveva bisogno l'uno dell'altra. Lontani, spesso, perchè un'amicizia vera non soffoca ma rende liberi. Legati da un pensiero leggero e costante. Tenaci nell' incastrare spazi da week-end in una settimana intera. Complici nell'ironia, nei giochi, nelle avventure. Sperimentali. Restituiti come ricordi dalle tenere e comiche fotografie che ci restano. Abbracciati in un tango che siamo quasi riusciti a tradurre in canyengue.&lt;br /&gt;Non tornare presto se non ti serve. La strada che hai intrapreso percorrila tutta. &lt;br /&gt;Se non ti chiedo troppo, però, lascia un pezzettino di cuore legato a me. Uno spazio grande nel mio ti conserva gelosamente.&lt;br /&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://video.google.com/videoplay?docid=-7052329507155035114&quot;&gt;Ti voglio bene&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">La vida es una milonga</title>
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        <published>2010-05-20T18:59:31+02:00</published>
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        <summary type="text">Gustav Klimt, L'abbraccioC'è un tempo per ricevere dei no. C'è un tempo per pronunciarli. C'è una te...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;290&quot; src=&quot;http://media.kunst-fuer-alle.de/img/15/g/15_pc1222~_gustav-klimt_l%27abbraccio.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font class=&quot;ske01&quot;&gt;Gustav Klimt, &lt;/font&gt;&lt;em&gt;&lt;font class=&quot;ske01&quot;&gt;L'abbraccio&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;C'è un tempo per ricevere dei no. C'è un tempo per pronunciarli. C'è una tenerezza infinita che mi regala quel tuo sussurrarmi &lt;em&gt;mi piaci&lt;/em&gt; con aria già affranta prima di ascoltare la risposta. Avevo indovinato il perchè non mi chiedevi più di ballare con te, anche se ho preferito sentirmelo dire. &lt;em&gt;Dammi tempo&lt;/em&gt;, mi hai chiesto. Tutto il tempo che vuoi. Spero di poter tornare presto stretta tra le tue braccia, a trattenere il fiato nel tentativo di seguirti, nei passi di un vorticoso giro di &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=SnWO_8f-1O0&quot;&gt;giostra&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">La cappellaia matta</title>
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        <published>2010-05-17T21:30:41+02:00</published>
        <updated>2010-05-17T21:30:41+02:00</updated>
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        <summary type="text">John French, Madame Paulette Net Hat, c.1963Per fortuna c'era il cineforum. Andavano a cinema a pied...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://img.allposters.com/6/LRG/26/2671/GD6UD00Z.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;&lt;br /&gt;John French, &lt;em&gt;Madame Paulette Net Hat, c.1963&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Per fortuna c'era il cineforum. Andavano a cinema a piedi e tornando - fumando parole fatte di vapore acqueo - lei gli raccontava l'ultimo di &lt;em&gt;Reisnais&lt;/em&gt;, ma gli raccontava anche di come a scuola fosse stata impegnatissima a costruire strani cappelli per la recita dei suoi bambini. Era stata tutto il giorno ad inventarsi forme bizzarre, a ritagliare stoffe e cartoncini colorati, ad applicare nastri, paillettes, bottoni. Ci pensi, gli diceva, non &amp;egrave; buffo, &lt;em&gt;Coco Chanel&lt;/em&gt; ha iniziato proprio dai cappelli. Gli raccontava di come avesse attorcigliato un nastro lunghissimo e vermiglio intorno ad una tuba che aveva avvolto di velluto rosso, e di come avesse incollato per visiera una veletta trasparente e ricamata, riciclata da una vecchia bomboniera. Era allegra. Le piaceva che lui stesse ad ascoltare cose che per altri potevano sembrare di poco conto, mentre le passava una mano tra i capelli. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;Spesso,&amp;nbsp;arrivati a casa, c'erano ancora domande e risposte.&lt;br /&gt;Poi lui andava via, e i trentametriquadri le sembravano troppo grandi. &lt;br /&gt;Pensa, diceva, &lt;em&gt;Coco Chanel&lt;/em&gt; ha iniziato proprio dai cappelli, non &amp;egrave; buffo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Cecità</title>
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        <published>2010-05-15T21:54:06+02:00</published>
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        <summary type="text">Vige un codice, nel tango. La donna sta seduta e si guarda calorosamente intorno lanciando segnali t...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/_7hxMLjEM12E/TCCD-fQPmCI/AAAAAAAAAnE/zxGkONToU0E/s320/bendata.jpg&quot; alt=&quot;&quot; height=&quot;300&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vige un codice, nel tango. La donna sta seduta e si guarda calorosamente intorno lanciando segnali telepatici ai ballerini liberi che si aggirano nella sala. Se un uomo avverte il richiamo, fissa lo sguardo su di lei e piega la testa da un lato per invitarla. La ballerina si alza, lo raggiunge e i due si allacciano nel tango e vivono felici e contenti per sempre. Io difetto un po' nel rispetto di queste norme di galateo tanguero e, di solito, se uno non attraversa tutta la sala per pararmisi davanti e non mi tira su dalla sedia con tutt'e due le braccia, io resto seduta composta con aria vaga, a bere chinotto.&lt;br /&gt;Non sono snob. Sono timida. E, soprattutto, molto miope. E siccome - per vanit&amp;agrave; e per comodit&amp;agrave; - per ballare tolgo gli occhiali, solitamente la mia visione della milonga &amp;egrave; pressappoco quella di una che guarda una foto sfocata al buio. Cos&amp;igrave; capita che, alzando lo sguardo e mettendo un p&amp;ograve; pi&amp;ugrave; a fuoco le sagome che mi circondano, mi trovo davanti personaggi imbarazzati che si vergognano quasi di invitarmi, perch&amp;egrave; non vogliono rovinare questa visibile aura di pace zen e di noncuranza che mi si forma attorno. Quando riescono a farlo si rilassano, e quando chiedo loro - a fine tanda - se per favore mi riaccompagnano alla sedia perch&amp;egrave; da lontano non la individuo, riescono anche a comprendere che il mio problema non &amp;egrave; la puzza sotto al naso ma il prosciutto sugli &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=OZtVFqx0YSA&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;occhi&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Due più due</title>
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        <published>2010-05-15T21:53:50+02:00</published>
        <updated>2010-05-15T21:53:50+02:00</updated>
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        <summary type="text">Jack Vettriano, SfilataNe ho trovata davvero una che mi somiglia.C'&amp;egrave; che dopo questa strana e...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://img.allposters.com/6/LRG/39/3929/RZKXF00Z.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Jack Vettriano, &lt;em&gt;Sfilata&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne ho trovata davvero una che mi somiglia.&lt;br /&gt;C'&amp;egrave; che dopo questa strana euforia che mi hai regalato sfuggi come se adesso dovessi pretendere per forza qualcosa. &lt;br /&gt;Niente di nuovo, insomma. &lt;br /&gt;Non so se sono appena entrata o se sto gi&amp;agrave; uscendo. &lt;br /&gt;Niente di nuovo. &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=TaFvitDHMag&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;In somma&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Donne, dù dù dù</title>
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        <published>2010-05-11T19:42:26+02:00</published>
        <updated>2010-05-11T19:42:26+02:00</updated>
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        <summary type="text">Bill Brauer, Thisbe's fantasyEsistono donne che vanno prese per mano, altre per i polsi.Esistono don...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.artnet.com/Magazine/reviews/rossbach/Images/rossbach03.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Bill Brauer, &lt;em&gt;Thisbe's fantasy&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Esistono donne che vanno prese per mano, altre per i polsi.&lt;br /&gt;Esistono donne che non amano essere tenute per mano, a cui non piace essere prese per i polsi. Donne che, nell'insensatezza delle emozioni che vivono, preferiscono essere libere di farsi guidare dai loro sensi. &lt;br /&gt;Donne che camminano nude, anche se sono vestite. &lt;br /&gt;Trasparenti. &lt;br /&gt;Felici di sentirsi inebriate anche da qualche stronzata - quelle raccontate bene. &lt;br /&gt;Tutto quello che desiderano, talvolta, &amp;egrave; solo un abbraccio.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Serenissima</title>
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        <published>2010-05-11T19:25:54+02:00</published>
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        <summary type="text">Oana Lauric, Ponte veneziano ITutto quello che chiedo oggi &amp;egrave; di stare qui vicino a te, dentro...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://img.allposters.com/6/LRG/16/1650/X1ZGD00Z.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;350&quot; height=&quot;350&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Oana Lauric, &lt;em&gt;Ponte veneziano I&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto quello che chiedo oggi &amp;egrave; di stare qui vicino a te, dentro questa citt&amp;agrave; met&amp;agrave; acqua e met&amp;agrave; cielo. Niente ostriche e nessun locale elegante. Accovacciati su uno sgabello di legno, con i nostri zainetti tra le gambe. Tu che parli ed io che ascolto. Molto meglio di quando parlo io ed ascolti tu. Raccontami, raccontami ancora. Ho voglia di sognare. Ho sete delle tue storie pi&amp;ugrave; che di questo bicchiere di vino che tengo tra le mani. C'&amp;egrave; tanta folla ma non c'&amp;egrave; nessuno, a rubarmi le fantasie che mi suscitano i tuoi pensieri ad alta voce. Il treno &amp;egrave; ancora un limbo da cui presto far&amp;ograve; ritorno, con i tuoi occhi accesi ancora nella testa e nella borsa un ventaglio ricamato.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Spaghetti, pollo, insalatina</title>
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        <published>2010-05-08T13:40:14+02:00</published>
        <updated>2010-05-08T13:40:14+02:00</updated>
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        <summary type="text">Johanna, Appuntamento IIo sono fatta male. Mi ti si offre su piatto d'argento un uomo alto e bello c...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://img.allposters.com/6/LRG/28/2804/1MEOD00Z.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Johanna,&lt;em&gt; Appuntamento I&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Io sono fatta male. Mi ti si offre su piatto d'argento un uomo alto e bello che mi invita ad ostriche e champagne. L'elegantone mi porta a spasso per la citt&amp;agrave; sottobraccio sotto il suo ombrello argentato, mi accompagna alla macchina e mi fa accomodare aprendo la portiera dal mio lato prima di spostarsi sul suo. Mi copre di complimenti e non mi stupirei se avesse un mantello e un cavallo bianco nascosto da qualche parte. Ed io? Mi annoio. Terribilmente. Non vedo l'ora di tornare a casa e quando racconto dell'appuntamento alle mie amiche per poco non perdo tutta la loro stima. Niente. Non ce la posso fare. Ho la pancia piena di ostriche e la testa mi gira per il troppo champagne. Ci penser&amp;ograve; domani. Dopotutto, domani &amp;egrave; un altro &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=pTOC1psGHb4&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;giorno&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Il cielo è sempre più blu</title>
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        <published>2010-04-22T21:38:45+02:00</published>
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        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://img.allposters.com/6/LRG/30/3041/SCPBF00Z.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;270&quot; height=&quot;359&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vabb&amp;egrave;. Il sole risplende e il naso cola. Cos&amp;igrave; mastico aspirine e mi chiudo in casa. &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://video.google.com/videoplay?docid=4892035864516482636&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Mica giusto&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Ricordati che diventerà Don Matteo</title>
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        <published>2010-04-16T00:49:45+02:00</published>
        <updated>2010-04-16T00:49:45+02:00</updated>
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        <summary type="text">Mary Wyant, A cavallo con zio JohnnieOra, c'&amp;egrave; questo pap&amp;agrave; che ogni tanto viene a prend...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://img.allposters.com/6/LRG/7/730/33DZ000Z.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;346&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Mary Wyant, &lt;em&gt;A cavallo con zio Johnnie&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ora, c'&amp;egrave; questo pap&amp;agrave; che ogni tanto viene a prendere suo figlio a scuola, che somiglia vagamente a Terence Hill. Il pap&amp;agrave;, non suo figlio. Dovete sapere - non mi chiedete perch&amp;egrave; - che di Terence Hill da bambina io ero follemente innamorata. In cameretta non avevo posters di &lt;em&gt;Claudio Baglioni &lt;/em&gt;o dei &lt;em&gt;Queen&lt;/em&gt; come tutte le mie amiche normali e sane di mente. C'era Terence Hill. Col cappello da cowboy calato sulla faccia, stava sdraiato su una specie di lettiga trainata da un cavallo. Con mio fratello abbiamo passato anni piazzati sul divano davanti ai suoi film. A mio fratello piacevano perch&amp;egrave; con Bud Spencer finiva sempre che si davano tutti delle grandi botte. Divertenti, per carit&amp;agrave;, ma io avevo un vantaggio maggiore: oltre a spassarmela per le risse demenziali, mi perdevo negli occhi di questo tizio con la sua penosa camicia a quadretti e fantasticavo su quanto sarei stata felice insieme a lui su quella lettiga. Ma sto divagando. Dicevo, c'&amp;egrave; questo pap&amp;agrave; che me lo ricorda moltissimo, il che mi ha portato ad una tragica riflessione. La donna che se l'&amp;egrave; sposato e ha procreato con lui ha accanto l'uomo della mia vita. A me resta la locandina di &lt;em&gt;Continuavano a chiamarlo Trinit&amp;agrave;&lt;/em&gt; al capezzale del letto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #808080;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;POSTILLA.&lt;br /&gt;Dialogo avvenuto veramente.&lt;br /&gt;Figlio di Terence Hill: &lt;em&gt;Maestra, ma tu quanti anni hai?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Maestra: &lt;em&gt;Trentacinque.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Figlio di Terence Hill:&lt;em&gt; Quanti bambini hai?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Maestra:&lt;em&gt; Non ho bambini.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Figlio di Terence Hill: &lt;em&gt;Ma sei sposata?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Maestra: &lt;em&gt;Ehhhhh... no.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Figlio di Terence Hill: &lt;em&gt;Sei fidanzata?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Maestra: &lt;em&gt;Ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh... no.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Figlio di Terence Hill: &lt;em&gt;Mio pap&amp;agrave; ha trentotto anni, la mia mamma ne ha trentadue, e a ventinove anni s'&amp;egrave; sposata e ha avuto mia sorella e poi sono arrivato io.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Maestra:&lt;em&gt; &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=V-cNRtn8LM4&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;...&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">E-laborando</title>
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        <published>2010-04-14T16:01:26+02:00</published>
        <updated>2010-04-14T16:01:26+02:00</updated>
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        <summary type="text">Tony Soulie, New York 2000Mangio una mela, coi libri di scuola, ma non sono un'Albachiara perch&amp;egra...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://img.allposters.com/6/LRG/11/1162/5XGU000Z.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Tony Soulie, &lt;em&gt;New York 2000&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mangio una mela, coi libri di scuola, ma non sono un'&lt;em&gt;Albachiara&lt;/em&gt; perch&amp;egrave; non riesco a smettere di fumare e mi abboffo di nutella quando posso. Con le belle giornate torno su &lt;em&gt;Penelope Pitstop&lt;/em&gt;, che &amp;egrave; il nome che ho dato alla mia bicicletta (tralascio qui delle spiegazioni che sarebbero lapalissiane per i pi&amp;ugrave; informati) e, quando ho finito di lavorare, girovago per la citt&amp;agrave; senza meta. Ed elaboro. Che insegnare matematica quest'anno in fondo non mi &amp;egrave; dispiaciuto: basta trovare dei modi creativi per non renderla monotona da studiare. Tutto sommato &amp;egrave; anche divertente, e piuttosto che affidarmi ai problemi del libro me ne invento io sempre di nuovi. Riempio i fogli di schizzi e di fantasia. I miei bambini mi danno soddisfazione. Alcuni mi hanno detto che la mia non &amp;egrave; una lezione ma uno &quot;spettacolo di matematica&quot;; altri mi hanno fatto notare che, quando ho finito di spiegare e di scriverci sopra, la mia lavagna assomiglia a quella degli scienziati pazzi che si vedono nei cartoni animati. &lt;br /&gt;Per&amp;ograve;. Tutto questo far di conto mi sta lo stesso un po' stretto. E mentre pedalo, il mio cervello &amp;egrave; pi&amp;ugrave; avanti di me di chilometri. La compagnia di teatro alla quale ci affidiamo per gli spettacoli quest'anno non potevamo finanziarla, cos&amp;igrave; i bimbi hanno perso l'occasione di assistere ai &lt;em&gt;Musicanti di Brema&lt;/em&gt;. Peccato, perch&amp;egrave; &amp;egrave; una favola che a me piace parecchio. Come il &lt;em&gt;Gatto con gli stivali&lt;/em&gt;, ma questa &amp;egrave; un'altra storia. &lt;br /&gt;Quindi. Perch&amp;egrave; lasciare le cose come stanno? Io quella fiaba la conosco. Anche bene. Cosa ci vuole a ridurla e a farne un copione per degli gnomi di sei anni?! E per la musica? Ho gi&amp;agrave; in mente degli stacchetti niente male. Mangio una mela, tra i libri di scuola, cucio suoni e parole e adesso &amp;egrave; tutto pronto. &lt;br /&gt;Resta solo da insegnare a venticinque quasi indemoniati a recitare almeno un minimo dignitosamente entro giugno.&lt;br /&gt;Ma qualcosa dentro mi sorride, e mi dice che ho inventato e risolto un altro problema.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Continuo a pedalare girovagando per la citt&amp;agrave; senza meta. Oggi c'&amp;egrave; il sole. &lt;br /&gt;E tutto il resto, &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=SrACOZ4ZeAQ&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;chiss&amp;agrave;&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Colazione sull'erba</title>
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        <published>2010-04-11T14:27:59+02:00</published>
        <updated>2010-04-11T14:27:59+02:00</updated>
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        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.volerevolare-aquiloni.it/cinema/charliebrown.JPG&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Chi festeggia i compleanni in primavera dovrebbe organizzarli sempre cos&amp;igrave;: un bel pic-nic sul prato, a mangiare sulla tovaglia e giocare a pallone, stare sdraiati al sole a chiacchierare, leggere o sonnecchiare. S'&amp;egrave; anche tentato di far volare un aquilone, ma non ci siamo mica riusciti. Ci abbiamo provato tutti a turno, anche in squadre da tre (uno reggeva l'aquilone, uno correva per fargli prendere quota e l'altro dava filo) ma - memore di un lontano ricordo di bambina in cui l'aquilone crollava ogni volta in terra dopo due secondi di volo incerto - abbiamo deciso alla fine di dare la colpa agli alberi e alla mancanza di vento.&lt;/p&gt;</content>
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