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Creato da aranceacolazione il 02/09/2008

arance a colazione

per aspera ad astra

 

 

Trapanino chi?

Post n°192 pubblicato il 04 Dicembre 2010 da aranceacolazione
 

ciao a te.
il mio nick la dice lunga.... anzi corta...
cerco una donna che abbia bisogno di piccole misure per stare bene e godersi quei momenti o che voglia provare il suo lato "B" .
P.S. non fermarti alla superficie... lo so che ci vuole anche altro... feeling , intenti , sincerità... e proprio per questo debbo dirti che non sono libero...

Bene. E dopo questo messaggio ricevuto ritorna la fiducia nel futuro, nella gente. E' meraviglioso sentirsi parte di questa umanità sincera, generosa, profonda, cosciente dei propri limiti ma nello stesso tempo fiduciosa nelle sue possibilità.

Grazie a te, o sconosciuto immantinente cestinato. Mi hai risollevato la giornata, e visto che si sta avvicinando il mio compleanno - che notoriamente vivo in uno stato tra il catatonico e il depressivo - mi hai regalato nuovi buoni motivi per festeggiarlo: di psicopatici ne sto incontrando tanti e invece di rammaricarmi del fatto che morirò zitella, dovrei compiacermi e complimentarmi con me stessa per avervi schivati tutti con destrezza.

 
 
 

Bene

Post n°191 pubblicato il 01 Dicembre 2010 da aranceacolazione
 

Niente perchè, niente ma, niente se. Va come deve andare, mi dispiace che lo stupore non mi appartenga più. Mi arrabbio con un cuore che continua a battere dentro un corpo che non lo vuole ascoltare. Non vado dove lui mi porta: è un navigatore sbagliato. Sento solo quello che sentono le mie orecchie, vedo quello che vedono i miei occhi. Vado dove mi portano le mie gambe. E adesso che siamo di nuovo soli, c'è di nuovo tutto da rifare. Sognare ancora, ma non con te.

 
 
 

Fuori dal mondo

Post n°190 pubblicato il 01 Dicembre 2010 da aranceacolazione
 



C'è una ragazza che si aggira per la città, con una folle attrazione per la neve. Mentre tutti si rintanano in casa, lei esce a farsi pungere il viso dal freddo; per raccogliere più fiocchi possibili. Mastica e rumina la gioia di sentirsi ripulita da scorie venefiche; gusta il sollievo a cui l'ha portata il suo coraggio; sente fermentare dentro di sè la libertà conquistata. C'è una ragazza che finalmente è sola senza sentirsi sola. Che si aggira per la città ebbra del suo sorriso. Forse straniera. Forse straordinaria? Forse, solo strana.

 
 
 

Goodbye

Post n°189 pubblicato il 01 Dicembre 2010 da aranceacolazione
 


T. L. Lange, Missing gift

Vuoi sapere se mi mancherai?
Mi hai appena ricordato che perderò le nostre abitudini.
Quei giorni in cui potevo vederti e starti vicina, durante una passeggiata o davanti ad un bicchiere. Quelle sere che mi regalavi o che mi conquistavo, in cui mi costringevo a non chiederti niente - tanto indovinavo tutto. La tua meraviglia e e le tue risate mentre ti raccontavo che avevo combinato un nuovo guaio. Le tue attenzioni, anche quelle superflue. Le volte in cui ci sfogavamo di qualcosa per cui eravamo diventati tristi e ci restituivamo il sorriso. I film di terza categoria, le discussioni esistenziali e la tua ostinazione ad insegnarmi a completare un giro di tango decente.
Vuoi che ti dica che mi mancherai? Non ti sei accorto che nel frattempo mi ero già preparata? Non saresti mai rimasto accanto a me a lungo. Ho fatto in modo che la tua assenza trovasse radici e crescesse dentro di me come una certezza inevitabile.
Adesso mi lasci a questo vuoto. Ma è da tanto che mi manchi.

 
 
 

Anche questo è un tango

Post n°188 pubblicato il 12 Luglio 2010 da aranceacolazione
 


Leonetto Cappiello, Chapeau Mossant

Organizzare un lungo periodo di vacanze con le tasche perennemente vuote è un fatto che ha provato a logorarmi negli anni, ma non c'è da farsi prendere dal panico. La parte più difficile è inghiottire i sensi di colpa e continuare a camminare a testa alta tra la gente che percepisce il tuo progressivo abbandonarsi all'ozio, e ti conficca sulla schiena pugnalate di livore con gli occhi. Superati questi primi momenti di disagio, il resto si affronta a piccoli passi, con un rigoroso programma che abbia come obiettivo: riempire significativamente il vuoto.
Così scopro che tu potevi essere un diversivo interessante ma tutto sommato mi sei già venuto a noia, ma neanche tu sei la persona giusta e, che peccato: nemmeno tu, e anche con te mi sono sbagliata, e che forse era meglio stare da sola e pensare ancora un po' a me stessa, invece di pensare a tutti voi che, onestamente, mi state stressando parecchio.
Allora oggi è lunedì e spengo il telefono, mi sveglio presto e vado a fare jogging per scaricare la tensione di questi rapporti vagamente inutili.
Mezz'oretta di corsa che si trasforma presto in una camminata veloce, con la coda dell'occhio a guardare le vetrine. Poi, cosa vuoi, si entra al bar con la scusa di dare una scorsa al giornale e si ordina un caffè macchiato, così, per cortesia. Si esce con una pasta consumata al bancone ed altre due dentro un sacchettino. Appena torno a casa vi chiamo, uno ad uno, e spero di trovare una scusa convincente per mollarvi tutti e tornare al mare.

 
 
 

Yankee Doodle went to town

Post n°187 pubblicato il 16 Giugno 2010 da aranceacolazione
 


Louise Francke, English bull dog
(as Holbeins Henry VIII)

Ed io passeggio per la via pensando ai cazzi miei, quando sento una vocina timida che mi chiama da lontano e mi volto. Un biondino si avvicina: sta farfugliando qualcosa in una lingua che non riesco a distinguere. Dopo avere prestato più attenzione a come parla e riuscendo a scartare il francese ed il russo, decido che è inglese, o che quantomeno mi sta parlando in una lingua anglofona.
Mi chiede indicazioni stradali ed io, invece di ammettere umilmente ignoranza (sia in lingua inglese che in orientamento geografico), gliele offro volentieri, se non altro perchè è giovane carino e prestante e, si sa, da cosa nasce cosa, potremmo finire a bere un caffè insieme, conoscerci, innamorarci perdutamente e  andare al mare mano nella mano a goderci i tramonti. Sta di fatto che lui riesce a biascicare in italiano corretto la parola "pinacoteca" - che già è di per sè difficile -, io riesco a sbagliare in inglese la parola "semaforo".

Adesso non so dove egli sia. Se vi trovate attorno un tizio biondo e spaesato che vi racconta di essersi perso mentre cercava la Pinacoteca di Bologna, ve l'ho mandato io.

 
 
 

Tuttavia

Post n°186 pubblicato il 27 Maggio 2010 da aranceacolazione
 


Paul Brent, Zenzero rosso

Così te ne vai. Succede veramente.
Non lo sai, non lo sai, il magone che ho adesso e quanto mancherai.
Amico di giorni che sembra impossibile raccogliere tutti insieme, che ricordo uno per uno.
Vicini, sempre, quando si aveva bisogno l'uno dell'altra. Lontani, spesso, perchè un'amicizia vera non soffoca ma rende liberi. Legati da un pensiero leggero e costante. Tenaci nell' incastrare spazi da week-end in una settimana intera. Complici nell'ironia, nei giochi, nelle avventure. Sperimentali. Restituiti come ricordi dalle tenere e comiche fotografie che ci restano. Abbracciati in un tango che siamo quasi riusciti a tradurre in canyengue.
Non tornare presto se non ti serve. La strada che hai intrapreso percorrila tutta.
Se non ti chiedo troppo, però, lascia un pezzettino di cuore legato a me. Uno spazio grande nel mio ti conserva gelosamente.
Ti voglio bene.

 
 
 

La vida es una milonga

Post n°185 pubblicato il 20 Maggio 2010 da aranceacolazione
 


Gustav Klimt, L'abbraccio

C'è un tempo per ricevere dei no. C'è un tempo per pronunciarli. C'è una tenerezza infinita che mi regala quel tuo sussurrarmi mi piaci con aria già affranta prima di ascoltare la risposta. Avevo indovinato il perchè non mi chiedevi più di ballare con te, anche se ho preferito sentirmelo dire. Dammi tempo, mi hai chiesto. Tutto il tempo che vuoi. Spero di poter tornare presto stretta tra le tue braccia, a trattenere il fiato nel tentativo di seguirti, nei passi di un vorticoso giro di giostra.

 
 
 

La cappellaia matta

Post n°184 pubblicato il 17 Maggio 2010 da aranceacolazione
 


John French, Madame Paulette Net Hat, c.1963

Per fortuna c'era il cineforum. Andavano a cinema a piedi e tornando - fumando parole fatte di vapore acqueo - lei gli raccontava l'ultimo di Reisnais, ma gli raccontava anche di come a scuola fosse stata impegnatissima a costruire strani cappelli per la recita dei suoi bambini. Era stata tutto il giorno ad inventarsi forme bizzarre, a ritagliare stoffe e cartoncini colorati, ad applicare nastri, paillettes, bottoni. Ci pensi, gli diceva, non è buffo, Coco Chanel ha iniziato proprio dai cappelli. Gli raccontava di come avesse attorcigliato un nastro lunghissimo e vermiglio intorno ad una tuba che aveva avvolto di velluto rosso, e di come avesse incollato per visiera una veletta trasparente e ricamata, riciclata da una vecchia bomboniera. Era allegra. Le piaceva che lui stesse ad ascoltare cose che per altri potevano sembrare di poco conto, mentre le passava una mano tra i capelli.
Spesso, arrivati a casa, c'erano ancora domande e risposte.
Poi lui andava via, e i trentametriquadri le sembravano troppo grandi.
Pensa, diceva, Coco Chanel ha iniziato proprio dai cappelli, non è buffo.

 
 
 

Cecità

Post n°183 pubblicato il 15 Maggio 2010 da aranceacolazione
 



Vige un codice, nel tango. La donna sta seduta e si guarda calorosamente intorno lanciando segnali telepatici ai ballerini liberi che si aggirano nella sala. Se un uomo avverte il richiamo, fissa lo sguardo su di lei e piega la testa da un lato per invitarla. La ballerina si alza, lo raggiunge e i due si allacciano nel tango e vivono felici e contenti per sempre. Io difetto un po' nel rispetto di queste norme di galateo tanguero e, di solito, se uno non attraversa tutta la sala per pararmisi davanti e non mi tira su dalla sedia con tutt'e due le braccia, io resto seduta composta con aria vaga, a bere chinotto.
Non sono snob. Sono timida. E, soprattutto, molto miope. E siccome - per vanità e per comodità - per ballare tolgo gli occhiali, solitamente la mia visione della milonga è pressappoco quella di una che guarda una foto sfocata al buio. Così capita che, alzando lo sguardo e mettendo un pò più a fuoco le sagome che mi circondano, mi trovo davanti personaggi imbarazzati che si vergognano quasi di invitarmi, perchè non vogliono rovinare questa visibile aura di pace zen e di noncuranza che mi si forma attorno. Quando riescono a farlo si rilassano, e quando chiedo loro - a fine tanda - se per favore mi riaccompagnano alla sedia perchè da lontano non la individuo, riescono anche a comprendere che il mio problema non è la puzza sotto al naso ma il prosciutto sugli occhi.

 
 
 

Due più due

Post n°182 pubblicato il 15 Maggio 2010 da aranceacolazione
 


Jack Vettriano, Sfilata

Ne ho trovata davvero una che mi somiglia.
C'è che dopo questa strana euforia che mi hai regalato sfuggi come se adesso dovessi pretendere per forza qualcosa.
Niente di nuovo, insomma.
Non so se sono appena entrata o se sto già uscendo.
Niente di nuovo. In somma.

 
 
 

Donne, dù dù dù

Post n°181 pubblicato il 11 Maggio 2010 da aranceacolazione
 


Bill Brauer, Thisbe's fantasy

Esistono donne che vanno prese per mano, altre per i polsi.
Esistono donne che non amano essere tenute per mano, a cui non piace essere prese per i polsi. Donne che, nell'insensatezza delle emozioni che vivono, preferiscono essere libere di farsi guidare dai loro sensi.
Donne che camminano nude, anche se sono vestite.
Trasparenti.
Felici di sentirsi inebriate anche da qualche stronzata - quelle raccontate bene.
Tutto quello che desiderano, talvolta, è solo un abbraccio.

 
 
 

Serenissima

Post n°180 pubblicato il 11 Maggio 2010 da aranceacolazione
 


Oana Lauric, Ponte veneziano I

Tutto quello che chiedo oggi è di stare qui vicino a te, dentro questa città metà acqua e metà cielo. Niente ostriche e nessun locale elegante. Accovacciati su uno sgabello di legno, con i nostri zainetti tra le gambe. Tu che parli ed io che ascolto. Molto meglio di quando parlo io ed ascolti tu. Raccontami, raccontami ancora. Ho voglia di sognare. Ho sete delle tue storie più che di questo bicchiere di vino che tengo tra le mani. C'è tanta folla ma non c'è nessuno, a rubarmi le fantasie che mi suscitano i tuoi pensieri ad alta voce. Il treno è ancora un limbo da cui presto farò ritorno, con i tuoi occhi accesi ancora nella testa e nella borsa un ventaglio ricamato.

 
 
 

Spaghetti, pollo, insalatina

Post n°179 pubblicato il 08 Maggio 2010 da aranceacolazione
 


Johanna, Appuntamento I

Io sono fatta male. Mi ti si offre su piatto d'argento un uomo alto e bello che mi invita ad ostriche e champagne. L'elegantone mi porta a spasso per la città sottobraccio sotto il suo ombrello argentato, mi accompagna alla macchina e mi fa accomodare aprendo la portiera dal mio lato prima di spostarsi sul suo. Mi copre di complimenti e non mi stupirei se avesse un mantello e un cavallo bianco nascosto da qualche parte. Ed io? Mi annoio. Terribilmente. Non vedo l'ora di tornare a casa e quando racconto dell'appuntamento alle mie amiche per poco non perdo tutta la loro stima. Niente. Non ce la posso fare. Ho la pancia piena di ostriche e la testa mi gira per il troppo champagne. Ci penserò domani. Dopotutto, domani è un altro giorno.

 
 
 

Il cielo è sempre più blu

Post n°178 pubblicato il 22 Aprile 2010 da aranceacolazione
 



Vabbè. Il sole risplende e il naso cola. Così mastico aspirine e mi chiudo in casa.
Mica giusto.

 
 
 

Ricordati che diventerà Don Matteo


Mary Wyant, A cavallo con zio Johnnie

Ora, c'è questo papà che ogni tanto viene a prendere suo figlio a scuola, che somiglia vagamente a Terence Hill. Il papà, non suo figlio. Dovete sapere - non mi chiedete perchè - che di Terence Hill da bambina io ero follemente innamorata. In cameretta non avevo posters di Claudio Baglioni o dei Queen come tutte le mie amiche normali e sane di mente. C'era Terence Hill. Col cappello da cowboy calato sulla faccia, stava sdraiato su una specie di lettiga trainata da un cavallo. Con mio fratello abbiamo passato anni piazzati sul divano davanti ai suoi film. A mio fratello piacevano perchè con Bud Spencer finiva sempre che si davano tutti delle grandi botte. Divertenti, per carità, ma io avevo un vantaggio maggiore: oltre a spassarmela per le risse demenziali, mi perdevo negli occhi di questo tizio con la sua penosa camicia a quadretti e fantasticavo su quanto sarei stata felice insieme a lui su quella lettiga. Ma sto divagando. Dicevo, c'è questo papà che me lo ricorda moltissimo, il che mi ha portato ad una tragica riflessione. La donna che se l'è sposato e ha procreato con lui ha accanto l'uomo della mia vita. A me resta la locandina di Continuavano a chiamarlo Trinità al capezzale del letto.

POSTILLA.
Dialogo avvenuto veramente.
Figlio di Terence Hill: Maestra, ma tu quanti anni hai?
Maestra: Trentacinque.
Figlio di Terence Hill: Quanti bambini hai?
Maestra: Non ho bambini.
Figlio di Terence Hill: Ma sei sposata?
Maestra: Ehhhhh... no.
Figlio di Terence Hill: Sei fidanzata?
Maestra: Ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh... no.
Figlio di Terence Hill: Mio papà ha trentotto anni, la mia mamma ne ha trentadue, e a ventinove anni s'è sposata e ha avuto mia sorella e poi sono arrivato io.
Maestra: ...

 
 
 

E-laborando

Post n°176 pubblicato il 14 Aprile 2010 da aranceacolazione
 


Tony Soulie, New York 2000

Mangio una mela, coi libri di scuola, ma non sono un'Albachiara perchè non riesco a smettere di fumare e mi abboffo di nutella quando posso. Con le belle giornate torno su Penelope Pitstop, che è il nome che ho dato alla mia bicicletta (tralascio qui delle spiegazioni che sarebbero lapalissiane per i più informati) e, quando ho finito di lavorare, girovago per la città senza meta. Ed elaboro. Che insegnare matematica quest'anno in fondo non mi è dispiaciuto: basta trovare dei modi creativi per non renderla monotona da studiare. Tutto sommato è anche divertente, e piuttosto che affidarmi ai problemi del libro me ne invento io sempre di nuovi. Riempio i fogli di schizzi e di fantasia. I miei bambini mi danno soddisfazione. Alcuni mi hanno detto che la mia non è una lezione ma uno "spettacolo di matematica"; altri mi hanno fatto notare che, quando ho finito di spiegare e di scriverci sopra, la mia lavagna assomiglia a quella degli scienziati pazzi che si vedono nei cartoni animati.
Però. Tutto questo far di conto mi sta lo stesso un po' stretto. E mentre pedalo, il mio cervello è più avanti di me di chilometri. La compagnia di teatro alla quale ci affidiamo per gli spettacoli quest'anno non potevamo finanziarla, così i bimbi hanno perso l'occasione di assistere ai Musicanti di Brema. Peccato, perchè è una favola che a me piace parecchio. Come il Gatto con gli stivali, ma questa è un'altra storia.
Quindi. Perchè lasciare le cose come stanno? Io quella fiaba la conosco. Anche bene. Cosa ci vuole a ridurla e a farne un copione per degli gnomi di sei anni?! E per la musica? Ho già in mente degli stacchetti niente male. Mangio una mela, tra i libri di scuola, cucio suoni e parole e adesso è tutto pronto.
Resta solo da insegnare a venticinque quasi indemoniati a recitare almeno un minimo dignitosamente entro giugno.
Ma qualcosa dentro mi sorride, e mi dice che ho inventato e risolto un altro problema.

Continuo a pedalare girovagando per la città senza meta. Oggi c'è il sole.
E tutto il resto, chissà

 
 
 

Colazione sull'erba

Post n°175 pubblicato il 11 Aprile 2010 da aranceacolazione
 

Chi festeggia i compleanni in primavera dovrebbe organizzarli sempre così: un bel pic-nic sul prato, a mangiare sulla tovaglia e giocare a pallone, stare sdraiati al sole a chiacchierare, leggere o sonnecchiare. S'è anche tentato di far volare un aquilone, ma non ci siamo mica riusciti. Ci abbiamo provato tutti a turno, anche in squadre da tre (uno reggeva l'aquilone, uno correva per fargli prendere quota e l'altro dava filo) ma - memore di un lontano ricordo di bambina in cui l'aquilone crollava ogni volta in terra dopo due secondi di volo incerto - abbiamo deciso alla fine di dare la colpa agli alberi e alla mancanza di vento.

 
 
 

Il trapezio no, non l'avevo considerato


Walt Kuhn, Spogliatoio

E' da un po' di settimane che mi pappo, a Bologna, una retrospettiva su Federico Fellini in Cineteca. L'ultimo film che sono andata a vedere su megaschermo, guarda caso, si intitola I clowns. E' un film profondo - triste sotto molti aspetti - e quello a cui fa riferimento è, ovviamente, il mondo del circo.
Da piccola mi ero innamorata del funambolo de La strada. Mi faceva sognare la sua capacità di camminare su un filo sospeso in aria, in bilico tra la morte e la vita, e quel corpo lassù - teso a mantenere l'equilibrio, ma leggero e sicuro - era pura poesia.
Dei circhi, gli animali chiusi in gabbia mi muovevano a pena; e i pagliacci mi hanno messo sempre tristezza, quando non addirittura spavento. Odiavo gli sketch in cui si inseguivano col martellone e inciampavano sui loro piedoni, e non riuscivo a distaccarmi da un'immagine di loro come persone vere, adulti pieni di problemi e di pensieri, stanchi, forse soli, a struccarsi nei loro spogliatoi, svuotati dalle tante false risate che dovevano elargire al pubblico e ai bambini.
Ma i funamboli. I lanciatori di coltelli. Gli acrobati. I trapezisti. Quelli erano delle vere meraviglie ai miei occhi.
Un tempo speravo allora che un circo mi portasse via. Sarei diventata un'artista del trapezio, elegantissima e leggiadra nella mia calzamaglia lamè, ricoperta di brillantina e paillettes dalla faccia ai piedi: leggera leggera, mi sarei spostata come una piuma nell'aria, sfidando il vuoto, dimenticando i pensieri, affidandomi alle braccia sicure del mio compagno, dal quale sarebbe dipesa tutta la mia vita.
Tutto sommato, come al solito hai ragione tu: non è stata una pessima idea imparare a ballare con i piedi ben piantati per terra.

 
 
 

Like a natural man

Post n°173 pubblicato il 09 Aprile 2010 da aranceacolazione
 


Trish Biddle, Bolero

Che i maschietti avessero più culo delle femminucce in certi aspetti della vita mi era già abbastanza chiaro, ma oggi ho compiuto un'impresa - per me sconvolgente - che me li fa invidiare ancor di più.
Ho ballato il tango! Va bene, questo lo sapevate già, ma si dà per scontato che in quanto donna io debba per forza essere relegata al ruolo di dama. E invece no. Nossignore. Mi sono dedicata una lezione-prova da principiante in un corso dove imparerò a guidare i passi da uomo. Non che da donna non fosse bello - semmai ci avessi capito qualcosa. Però da uomo è tutta un'altra cosa. Comandi tu, detti le regole, affini lo stile; puoi improvvisare, lavorare di testa e di fantasia, mettere alla prova il tuo corpo per far sì che la ballerina ti segua nei movimenti che stai decidendo tu.
E' l'inizio di una nuova avventura, ed è entusiasmante.

 
 
 
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NELLO ZAINO



"
Incoraggiate coloro che cercano di tener vigile la vostra mente tenete in serbo i loro pensieri metteteli dentro una cassapanca insieme ad alcune mele cotogne così i vostri panni avranno profumo di intelligenza per un anno intero" (Aristofane, Le Vespe).

Prima:
- Irvine Welsh, I segreti erotici dei grandi chef
- Brigitte Giraud, L'amore è sopravvalutato
- Haruki Murakami, Dance Dance Dance
- Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso
-
Alan Bennett, Nudi e crudi, Adelphi
- Alice Munro, La vista da Castle Rock
- Raymond Queineau, Zazie nel metrò, ed. Einaudi
- Jane Birkin, Oh scusa dormivi... Barbès editore

 

NELLE ORECCHIE

Rossetto e cioccolato

Ci vuole passione
molta pazienza
sciroppo di lampone
e un filo di incoscienza
ci vuole farina
del proprio sacco
sensualità latina
e un minimo distacco
si fa così
rossetto e cioccolato
che non mangiarli sarebbe un peccato
si fa così
si cuoce a fuoco lento
mescolando con sentimento
le calze nere
il latte bianco
e già si può vedere
che piano sta montando
é quasi fatta
zucchero a velo
la gola soddisfatta
e nella stanza il cielo
si fa così
per cominciare il gioco
e ci si mastica poco a poco
si fa così
è tutto apparecchiato
per il cuore e per il palato
sarà bello bellissimo travolgente
lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente
coi bei peccati succede sempre
ci vuole fortuna perché funzioni
i brividi alla schiena
e gli ingredienti buoni
è quasi fatta
zucchero a velo
la gola soddisfatta
e nella stanza il cielo
si fa così
per cominciare il gioco
e ci si mastica poco a poco
si fa così
è tutto apparecchiato
per il cuore e per il palato
sarà bello bellissimo travolgente
lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente
coi bei peccati succede sempre

Prima:
- Personaggio (Patrizia Laquidara)
- A Banda (Chico Buarque)

 

MANIE

 

LIFE AT SCHOOL

 

AUTOREFERENZIALE

 

GUESTS

Succede anche nelle migliori famiglie. Ma chi è Brad Pitt al confronto?! Chi mi rappresenta Scamarcio, se in casa ne abbiamo uno così?! TVB, fratellone.

 

HO-HO-HO!



Dicembre 2008.
Babbo Natale esiste,
ed è in vacanza
qui con noi.
 

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