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Creato da aranceacolazione il 02/09/2008

arance a colazione

per aspera ad astra

 

Messaggi di Settembre 2008

Di mamma ce n'è una sola

Post n°37 pubblicato il 30 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Jim Miller, Bandiera degli Stati Uniti

A scuola arriva un nuovo bambino. Si chiama Ossama.
Lo sistemiamo nel banco accanto al figlio dell'Assessore di turno.
La mamma ci chiede un colloquio.
"So che è arrivato un nuovo bambino e sta nel banco con mio figlio. Sono molto preoccupata."
"Ci dica, Signora, perchè?!"
"So che si chiama Saddam."
"No, Signora. Il suo nome è Ossama."
"Ancora peggio!!!"

Questi discorsi nuociono alla mia salute. Mi fanno proprio incazzare.

 
 
 

Amore che vieni, amore che vai

Post n°36 pubblicato il 29 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Igor Maloratsky, Bicycle at the door

Da quando mi hanno rubato la bici non sono più la stessa.

 
 
 

Cocoon

Post n°35 pubblicato il 28 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Roberto Fantini, Segni di luce

Io sono più giovane. Lo so con certezza, perchè ieri ho partecipato ad una prova gratuita di Light of Life Longevity, una ginnastica che ha bilanciato perfettamente il mio corpo e l'ha rimesso in equilibrio con l'universo. In più, sappiate che l'istruttrice, che è giovane e bella e in forma proprio perchè pratica questa disciplina, ha ricevuto Il Dono dal maestro americano che ha inventato e trasmesso questa tecnica energetica avanzata. Mica pappa e fichi. Perciò alla fine degli esercizi ci ha fatti sdraiare, e mentre noi visualizzavamo qualcosa di rilassante, chenneso, mare, palme, Johnny Depp nudo, lei con un movimento ondivago delle braccia ci trasmetteva l'energia necessaria per ringiovanire tutte le cellule del nostro corpo. Così, adesso non solo sono in pace con il mondo intero ma ho almeno cinque anni di meno, la pelle più liscia e, finalmente, i glutei più sodi. Me l'ha confermato la mia migliore amica quando siamo uscite dal centro e le migliori amiche, si sa, non mentono mai.

 
 
 

El pueblo unido

Post n°34 pubblicato il 26 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


French school. March of the women on Versailles, Paris 1789

E' stato meraviglioso. Oggi eravamo tutti in piazza a manifestare contro la Gelmini. Io mi sono fatta scrivere su una guancia NO AI TAGLI e sull'altra NO AL MAESTRO UNICO. Sulla fronte c'ho sempre scritto GIOCONDA, ma questa è un'altra storia. Abbiamo bloccato il traffico, noi rivoltosi, la città era ai nostri piedi. Ho comprato per tutti delle trombette da carnevale (sì, lo so, era più dignitoso con i fischietti, ma nessuno aveva preparato niente e devo fare tutto io all'ultimo momento) con cui esprimere il nostro sdegno, e abbiamo urlato degli slogan da paura. Del tipo: "La mestra dalla penna rossa/già da un pezzo è nella fossa". Oppure: "Dalla Sicilia a Bressanone/un grido unico: assunzione". E: "Il precariato non è reato/assunzione a tempo indeterminato". Insomma, il tutto è stato molto eccitante, soprattutto quando mi sono messa ad inseguire, nella folla, dei ragazzi giamaicani che suonavano i bongos che mi piacevano tanto (i giamaicani, non i bongos). Ma poi sono ritornata in me. Quando ci siamo fermate a farci uno spritz.

 
 
 

Zingara

Post n°33 pubblicato il 26 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Jiri Borsky, La danza del villaggio

Ogni mattina, sempre alla stessa ora (otto), una zingara chiede l'elemosina sotto alla mia finestra. Fin qui, niente da dire. Solo che lei lo fa suonando l'organetto, e sempre la stessa canzone, ininterrottamente per almeno un'ora. Perciò mentre ancora dormo con una gamba fuori dal piumone e l'altra dentro, abbarbicata come un koala al cuscino e con la bolla al naso, me la ritrovo mescolata coi miei sogni. E, suona suona, per forza mi sveglio. Mi devo svegliare. Pure la domenica. La mattina presto. Già nervosa.
Io la ucciderò.

 
 
 

Femminilità

Post n°32 pubblicato il 25 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Helen Rubtsov, Sexy lips

La sera scorsa comincia con un aperitivo. Due amiche lamentano un lieve effetto soporifero del prosecco. Continuiamo la passeggiata, ci fermiamo per un gelato. Tre amiche si scambiano confidenze su quando abbiano scoperto di essere allergiche al lattosio e ordinano un gelato di soia, ugualmente buono e dalle proprietà salutari. Più avanti, altro vino. Le amiche ricordano le loro drammatiche esperienze: quando hanno bevuto troppo, quando hanno mangiato qualcosa di sbagliato dopo aver bevuto anche poco, quando non hanno mangiato se hanno bevuto. Il tutto dà loro un'aria raffinata, tenera e dolce: esse appaiono come esili figure eteree e delicate, bisognose di protezione, di cibi giusti, di attenzioni e tocchi leggeri. Mentre le ascolto, mi chiedo perchè la Natura non abbia favorito anche me in questo senso, donandomi invece la grazia di un camionista, la raffinatezza di un lottatore di sumo e la capacità digestiva di una cloaca maxima.
Per un momento ho sperato di avere un'allergia, un impedimento intestinale, un regime alimentare ferreo da seguire, pena la morte. Perchè, non so, mi sono sentita così poco femminile, davanti a loro. Come descrivere, mentre loro raccontavano della loro dieta priva di glutine, che nei miei più feroci attacchi di bulimia faccio fuori barattoli di nutella a cucchiaiate, sogno vasche da bagno stracolme di panna montata e digerisco normalmente peperoni, aglio e cipolle, l'alcool mi scorre abbondantemente nelle vene senza effetti collaterali e mi piace mangiare piccante, provo tutto almeno una volta e nessuna cucina internazionale per me risulta tabù?! Come?!

 
 
 

Risus abundat

Post n°31 pubblicato il 24 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


The kid (1921)

Ultimamente rido di tutto. Passo per i blog, e leggo trovate che mi fanno spanzare dalle risate; mi aggiro per le strade, e sorrido per un niente; mi sto divertendo come una matta persino con i bambini a scuola, che saltano sulle sedie sghignazzando con le lacrime pure loro (se mi sente la Gelmini sono finita. Ma non ditelo neanche al preside). Vedo il mondo da una lente distorta che mi fa apparire tutto e tutti come nei vecchi filmati delle comiche. Alcune scene me le immagino proprio accelerate, o mute, o al rallentatore. Trovo tutto così buffo.
E' segno di salute o m'è venuta una brutta malattia?!

 
 
 

Il lupo e la pulce

Post n°30 pubblicato il 23 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Marti Bofarull, San Francisco I

Quando gli chiuse la porta alle spalle si sentì sollevata. Era la seconda volta che lui la salvava e non lo sapeva. Svuotata, si abbandonò sul letto. Si addormentò con in testa le note di un'altra antica canzone, mentre ancora pensava: Che mira di merda. Un palmo più sotto. Sarebbe stato perfetto.

 
 
 

The book is on the table

Post n°29 pubblicato il 23 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Walter Sittig, Portrait of a whinnying horse

In questi giorni ho fatto delle prove per decidere su un corso di lingua straniera. Mamma mia. Non pensavo di essere così fuori allenamento. Del tipo che gli altri conversavano masticando Inglese come se fosse un chewing-gum.
Io credo lo addentassi come fosse un torrone.

 
 
 

Tutoring

Post n°28 pubblicato il 22 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Peggy Kroll Roberts, Daytime beauty

Essendo entrata di ruolo quest'anno, mi aspetta la frequenza di un corso di formazione (come se non fossero bastati gli anni di gavetta precedenti).
Come "nuova" maestra dovrò sostenere un anno di prova, al fine del quale affronterò un esame dinanzi al preside che dirà se sono idonea o no all'insegnamento (possono ancora licenziarmi).
Nell'atto di assegnarmi una tutor, cioè un'insegnante già navigata ed esperta che potesse accompagnarmi in questo irto cammino, i cieli si squarciano e una luce irrompe dall'alto illuminando la mia migliore amica, che accetta con umile letizia questa nobile investitura.
Cioè: la mia migliore amica è pure la mia tutor, colei che dovrà aiutarmi nel lavoro e verificare i miei progressi.
Infatti già da subito ha iniziato a propormi degli approfondimenti.
Insieme siamo andate a vedere Kung-fu Panda, lungometraggio animato che può avvicinarmi meglio al mondo dei bambini; per affinare le mie doti artistiche l'ho accompagnata a scegliere il rosso giusto per tinteggiare la sua cucina (che però mi ha tolto dei punti in quanto bocciato dalla coinquilina della mia amata tutor); per allenare il mio orecchio musicale abbiamo assistito, sbocconcellando taralli pugliesi (al fine di attuare più in là un progetto di educazione alimentare), ad un concerto jazz e per incrementare le mie capacità sociali e di comunicazione abbiamo già organizzato diversi aperitivi, giri di degustazioni enologiche e uscita con birra alla Festa dell'Unità.
Pregusto già le nostre riunioni presso qualche parrucchieria in centro, e l'osservazione sul campo mentre facciamo shopping selvaggio.
Amo il mio lavoro.

 
 
 

Ci vuole un fiore

Post n°27 pubblicato il 22 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Luisa Gaye Ayre, Petals

Era un martedì mattina. Forse era già pomeriggio. Comunque un martedì del cazzo, come lo sono tante domeniche e tanti lunedì. La ragazza ragionava come una donna con le mestruazioni e credeva che in fondo tutti i giorni fossero uguali. Cominciavano all’alba e sarebbe stato bello se fossero finiti sempre con un uomo fra le cosce.
Ma i suoi pensieri erano come le sue domeniche: del cazzo.
Si alzò e, mentre ripuliva casa dai resti del montaggio del tavolo e dalla polvere, sorseggiando il thè rimasto meditava su quante tracce avesse lasciato nei giorni trascorsi. Troppe, per quei pochi giorni, e dappertutto. L'entusiasmo del suo essere tornata dopo un lungo periodo di latitanza, del suo star meglio dopo tante ombre, l'aveva esposta. Troppi elementi nelle mani di Callaghan. Se continuava così, lui l'avrebbe di sicuro arrestata o le avrebbe piantato una pallottola esattamente al centro della fronte.
Sapeva che era un tipo pericoloso, eppure la ragazza non riusciva ad averne paura. Si immaginava l'ispettore che ghignava mentre esaminava gli indizi, e lei provava quasi tenerezza per quel sorriso che somigliava ad una vecchia cicatrice.
Ma un brivido le attraversò la schiena quando sentì, dalla strada, canticchiare sommessamente una canzone di Endrigo che le piaceva tanto ascoltare quando era bambina.

 
 
 

Per fare un tavolo...

Post n°26 pubblicato il 21 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Keystone, Little kitten tries to lift a dumbbell

Chiaramente anche il tavolo Ilenia va montato. Ma non posso abbattermi: sono una coraggiosa ed emancipata donna single, adesso, e devo ricordarmi che non ho bisogno di un uomo (anche se... vabbè, ma non ci distraiamo) per fare quello che potrei realizzare benissimo, e meglio, da sola. Dopo aver recitato più e più volte questo utilissimo mantra femminista, e dopo aver appurato che - dopo mezz'ora passata affacciata alla finestra a sorridere a degli sconosciuti - nessuno in effetti s'è fermato a chiedere se una dolce e indifesa donzella come me avesse bisogno di aiuto, mi sono decisa ad agire da sola.
Perciò, anche se l'Ikea è lontana anni luce da qui, ho aperto - per la prima volta in vita mia - e seguito passo passo il libretto delle istruzioni: ho cercato e trovato le viti giuste, ho assemblato i pezzi, ho avvitato qui, ho stretto là, nel frattempo ho canticchiato Jovanotti ed Enrico Ruggeri (lo so, l'accoppiata è strana, ma è andata così), ho preparato un buon thè da sorseggiare nelle pause et voilà. Il tavolo è fatto. Come ho detto, IO non ho bisogno di un uomo. Ah -ah.

 
 
 

Gli amici degli amici

Post n°25 pubblicato il 21 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Iwan Puni, Natura morta con tavolo

Non soddisfatta del mio tavolo da cucina, giro senza fortuna in lungo e in largo per trovarlo rotondo, alto da bar, con le misure che dico io e non quelle standard dei vari mobilifici, che c'entri nella mia monostanza senza rubare troppo spazio, sobrio ma chic e, ovviamente, economico. Conscia dell'impossibilità della richiesta, ma anche convinta che se ci si concentra bene su una cosa prima o poi si trova il modo di ottenerla (una sorta di potere telepatico che muove tutte le cose del cosmo verso di te che le chiami), ecco che, dopo circa un anno, mi si presenta la Soluzione: è l'amica di una mia amica, che può procurarmi l'oggetto dei miei desideri poichè possiede un locale e una partitia iva e, nella sua immensa generosità, si offre di ordinare per me.
Quindi adesso so due cose. Una, ho scoperto che nel mondo c'è ancora gente con un cuore grande e con la voglia di darti una mano in modo gratuito e incondizionato. Due, il tavolo è per-fet-to. E' proprio un tavolino da bar, con la base in ghisa tutta intagliata e il piano in effetto marmorizzato. Io l'ho battezzato tavolo Ilenia, a imperitura memoria della mia benefattrice e a mò di sfottò per tutti i mobili Ikea che lo circondano e che ora sfigurano miseramente al suo cospetto.
Perciò adesso devo darmi da fare per cambiare tutto il resto dell'arredamento.
Ora mi concentro.

 
 
 

Roulette russa

Post n°24 pubblicato il 20 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Bologna, via Indipendenza


In una settimana ti ho rivisto tre volte.
Ogni giorno mi sembri tu e invece è qualcuno che ti assomiglia.
Ogni istante potrei effettivamente incrociarti.
Ogni secondo rischio un infarto.
E' arrivato il momento di dirti una cosa.
Vaffanculo: te e il tuo mestiere di merda.

 
 
 

La figlia del papà di Giovanna

Post n°23 pubblicato il 19 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Il papà di Giovanna (2008)


Entro in banca tutta contenta (prelevare per pagare una bolletta non è proprio il massimo, ma almeno c'è qualcosa da prelevare).
Ero entrata sorridente, resto sorridente: il che mi dà un'aria vagamente ebete.
Rimango sorridente anche quando saluto l'impiegata, le do il numero di conto corrente e chiedo la cifra. Lei, senza ricambiare il sorriso (anzi, piuttosto seccata), mi chiede: "Come le vuole?". Si riferisce alle banconote, ovviamente, ma io ci arrivo esattamente un secondo dopo avere risposto: "In che senso?! Che cosa?". Lei appare sempre più infastidita: "Da cinquanta, da venti...?". Poichè mi sono già accorta della figuraccia, sorrido ancora di più, anzi, mi scappa proprio un risolino imbarazzato, che fa giustamente sospettare la tipa delle mie capacità di intendere e di volere, tanto che richiede, e scruta con attenzione, un documento di indentità. Quando mi dà i soldi, io li arraffo come una ladra e scappo via a testa bassa per la vergogna. Sorridendo.
Perchè non abbia chiamato la neuro io non lo so.

 
 
 

Ala nòt

Post n°22 pubblicato il 18 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Francesco Musante, Io, domatore nel grande circo della notte

Bella Bologna, stasera, così, per caso.
Si vedono chiare le stelle. E' raro.
Non abbiamo niente da fare. Nessun appuntamento, nessun dovere organizzato.
Passeggiamo. Lentamente. Senza meta.
Libere dalla schiavitù del doveandiamo e del chefacciamo.
Non andiamo veramente da nessuna parte, non facciamo niente.
Gironzoliamo, col naso in su, ascoltando la musica degli artisti di strada, guardando i ragazzi in bicicletta e i turisti che si scattano le foto. Curiosiamo tra le stradine illuminate di giallo.
Non ci ricordiamo più di quanti anni abbiamo: chiacchieriamo giochiamo arrossiamo e ridiamo, ci teniamo per mano, ci accompagnamo fino a casa.
Si vedono chiare le stelle. E' raro.
Bella Bologna, stasera, così, per caso.

 
 
 

Birthday's party

Post n°21 pubblicato il 17 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Tracy Flickinger, Chef with pastry

Apparsa, come usa, tra applausi e brindisi formali, la torta del compleanno di ieri ci ha lasciati basiti un momento prima di farci schiantare in terra dalle risate e di farsi largo tra applausi più scroscianti e brindisi più convinti. Ha guadagnato tutta la nostra considerazione la mente che ha partorito la scritta al cioccolato sulla panna: "37... ma è febbre?!".

 
 
 

Vigilia

Post n°20 pubblicato il 15 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Paul Katz, Cocktail with olive splashing into glass

Mmmmh... no, dai, non esco stasera: domani è il primo giorno di lezione e mi alzo presto.
Queste le mie ultime parole prima di accettare un piccolo aperitivo. Poi, l'oblio.

 
 
 

Ma che freddo fa

Post n°19 pubblicato il 15 Settembre 2008 da aranceacolazione
 

Penguin Paradise
Penguin paradise

Premesso che io starei dodici mesi all'anno a piedi nudi e in bikini, il che mi sta facendo riflettere sulla necessità di trovare un modo per andare a svernare in Brasile, non capisco come si può, nel giro di una notte, passare da 40 gradi all'ombra al piumino.

 
 
 

Il primo giorno di scuola

Post n°18 pubblicato il 15 Settembre 2008 da aranceacolazione
 


Ernie Friedlander,  Tacco a spillo di calzatura femminile
con cicles attaccato

L'odore dei quaderni nuovi, della cancelleria appena spacchettata. La gioia di un astuccio pieno, prima di perdere e consumare tutti i colori. Le pagine del diario ancora tutte da riempire. I vestiti puliti e giusti per l'occasione.
Dimentico niente? La borsa, il rossetto, i tacchi alti.
Cambia l'età, gli oggetti non sono proprio uguali, ma vivo sempre le stesse emozioni.

 
 
 

AREA PERSONALE

 

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NELLO ZAINO



E' la fine della storia, e non lo sai. Lui è lì, in piedi davanti alla finestra, e tu non gli perdoni di schermare la luce. Non è lui che vedi, ma il giornoo, cui lui impedisce di entrare.

Prima:
- Haruki Murakami, Dance Dance Dance
- Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso
-
Alan Bennett, Nudi e crudi, Adelphi
- Alice Munro, La vista da Castle Rock
- Raymond Queineau, Zazie nel metrò, ed. Einaudi
- Jane Birkin, Oh scusa dormivi... Barbès editore

 

NELLE ORECCHIE



Personaggio

(di Arto Lindsay, Melvin Gibbs e Kassin
adattamento italiano di Luca Gemma e P. Laquidara)

Ah che personaggio!
Mano infilata in tasca
Arriva dondolando
Con fare indolente
Lei conosce bene tutti i suoi turbamenti
Le cadute in verticale
I suoi cambiamenti
Lei è sovrana dai vestiti trasparenti
Regina dei suoi discendenti
Dei pensieri più indecenti
Quando pensa lei non pensa
Che a quell'istante
Piange e sorride contemporaneamente

Lei è maestra del mio turbamento
Cosi immodesta si è gettata al vento
Unica e immensa
Sfacciata fino in fondo
Non le importa niente
Di cosa dice il mondo

Ah che personaggio!
Mano infilata in tasca
Arriva dondolando
Con fare indolente
Lei conosce bene tutti i suoi turbamenti
Le cadute in verticale
I suoi cambiamenti

Lei è maestra del mio turbamento
Cosi immodesta si è gettata al vento
Lei è maestra del mio turbamento
Cosi immodesta si è gettata al vento
Unica e immensa
Sfacciata fino in fondo
Non le importa niente
Di cosa dice il mondo

Ah che personaggio!
Mano infilata in tasca
Arriva dondolando
Con fare indolente
Lei conosce bene tutti i suoi turbamenti
Le cadute in verticale
I suoi cambiamenti
Quando pensa lei non pensa
Che a quell'istante
Se la osservi lei sorride
Se piange è per finta
Lei è maestra del mio turbamento
Cosi immodesta si è gettata al vento
Lei è maestra del mio turbamento
Cosi immodesta si è gettata al vento
Unica e immensa
Sfacciata fino in fondo
Non le importa niente
Di cosa dice il mondo

Ah che personaggio!


Prima:
- A Banda (Chico Buarque)

 

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Succede anche nelle migliori famiglie. Ma chi è Brad Pitt al confronto?! Chi mi rappresenta Scamarcio, se in casa ne abbiamo uno così?! TVB, fratellone.

 

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Dicembre 2008.
Babbo Natale esiste,
ed è in vacanza
qui con noi.
 

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