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Creato da aranciapancia il 11/06/2007

PENTOLE,NON COPERCHI

L' IMPERFEZIONE si DEVE ESPRIMERE se no SOMATIZZA...inchiostro nero come il culo di 1 Bic e lo sputo di 1 Seppia in fuga...

 

 

"AVVISO di CHIAMATA"

Post n°158 pubblicato il 09 Gennaio 2010 da aranciapancia
 

 

L'ho fatta squillare a lungo questa "chiamata", ma alla fine mi son decisa.
Prossima tappa: Medjugorie.

Non vado spinta da malattie, nè perchè c'è nella mia vita di ora qualcosa che mi spaventa o mi ha traumatizzato in passato (il tempo acquieta molti bollenti spiriti), nè particolarmente per chiedere grazie per altri (l' egoismo è un mio compagno silenzioso che si fa sentire quando meno te lo aspetti).
Vado perchè sento un ' urgenza.
Forse è di cambiamento, forse è di lasciare il tutto immutato ritrovando la forza di accettarlo, forse...non lo so nemmeno io.
Ci sono però dei momenti in cui la tua vita non ti sta più bene e non tiene più nessun compromesso.
E un' agitazione strana ti muove e cresce verso una direzione, e più ti avvicini più essa cresce, come se lì, verso quell' orizzonte, ci fosse una risposta in mesi di torpore... che la chiamata a una maggiore vicinanza con Dio sia anche un rovesciare chirugicamente le acque zozze di uno stagno?

Non resta che scoprirlo e rispondere: "Eccomi!" che, per capoccione come me, è quasi una "resa". Sta venendo anche una lenta e cinico-scettica agli entusiasmi crittografati nel cuore come me...

[onWorkingCarovanAranciapancia]

 
 
 

IN FIN DI CERCHIO

Post n°157 pubblicato il 21 Settembre 2009 da aranciapancia

Mia nonna sta morendo.

Un cerchio non ha 1 inizio nè 1 fine.
Eppure, per chi lo percorre, con lo sguardo o coi passi dei propri piedi, è 1 percorso nè più nè meno degli altri.
In questi attimi, dove ho sentito i respiri che lottano, ad 1 ad 1, per rubare ancora qualche boccata di ossigeno alla vita, non ho più precisa l'idea della vita e della morte.
Si confondono. L'una abbellisce o abbruttisce l'altra: diventano 2 sorelle e imbrogliano.
Quando c'è l'amore, tutto intorno, di chi ama e ha amato, tutto è dolce; eppure la sofferenza di qualcosa che diventa irrecuperabile è aspra.
I colori della morte sono sudati, pochi: fioriscono tante perle sulla fronte e il rosso pian piano è verso il rosa, il giallino. Il lucido è freddo. Oltrepassare una "porta" apre 1 nuovo mondo ma si vede che gli occhi s'inarcano attaccati al corridoio che ad essa conduce.
Una buona coscienza fa andare sempre avanti e non ferma; eppure quelli sono passi che stai a contare e non sai se è giusto rallentarli, spingerli, fermarli.

Nonna tu sei bellissima e profumi. Tu 6 amore e noi ti amiamo.
La tua voce è 1 gemito straziante ei tuoi occhi sotto le palpebre vanno sù e solo tu vedi dove e se c'è Qualcuno che ti sta sorridendo da Quella porta.
Nel tuo corpo scosso dalla fame d'aria, c'è tanto mistero e sacro e mi sento indegna di fronte a questo spettacolo d'infinito che si avvolge su se stesso: inzio-fine, vita-morte. E' 1 cerchio come delle braccia che ora da tanti, a salutarti, ti stringono.
Forse i santi, per questo li disegnano con l'aureola: la loro visione della vita è "tonda", non ha spigoli, vicoli ciechi dove disorientarsi come qui sulla Terra.
Nella tua sofferenza lancinante per chi ti sente, c'è Cristo e tu porti insieme a Lui il matrimonio con l'umanità nella sofferenza.
Non si può dire a Cristo: "Scendi dalla croce!";allo stesso modo io non posso dirti: "Fai presto, che non ce la faccio a vederti così!".Perchè I MISTERI DELL'ETERNITA' si prendono TUTTO IL TEMPO che vogliono...

TI AMEREMO PER SEMPRE.
VAI in quella dimora celeste
e facci trovare pronto 1 buon piatto caldo,
come sempre hai fatto.
grazie, cara NONNA MARIA.

[laNipoteTUAranciapancia]

 
 
 

La STOFFA***

Post n°156 pubblicato il 02 Giugno 2009 da aranciapancia

Le fiabe non sono solo per bambini.
Agli adulti spesso servono per mettere in essere cose indicibili ma altrettanto conoscibili, razionalmente convincenti.
E così, usando 1 linguaggio d'altri tempi, qui parlerò di 1 una stoffa...

" C'era 1 volta,
un compratore di stoffe che aveva in mente già da molto tempo di confezionare 1 vestito.
Non si trattava di 1 vestito come gli altri: doveva essere 1 abito da indossare 1 sola volta nella vita.
Nel suo paese aveva cercato a lungo ma, anche dai migliori fornitori, non era riuscito a trovare una stoffa che lo soddisfacesse. Metri e metri dei migliori tessuti, tra i più preziosi, non andavano bene.
Se gli avessero chiesto precisamente quali  caratteristiche avrebbe dovuto avere questa stoffa, non si sarebbe potuta ascoltare una parola da questo compratore: alla domanda rispondeva con 1 sorriso e nient'altro, se non cogli occhi già persi ad esplorare,cm per cm nella sua mente, l'abito confezionato.
Un giorno, in 1 angolo di 1 grande edificio della città, dove non sarebbe dovuto mai passare se non per errore (come infatti era successo: era morta 1 persona importante sulla strada principale), un giorno, ecco, trovò 1 uomo alto, ammaliante. Aveva tutto l'aspetto di chi sa cosa ha e non lo vende se non a caro prezzo, e a costo di qualche inganno, anche solo per il gusto di prendere più di ciò che abbia dato. Quell'uomo sapeva che il compratore cercava qualcosa e, come se avesse parlato con lui precedentemente, aprì 1 sacco e disse: "Guarda!".
Il compratore restò pietrificato: era una stella. No. Era la luce da qualcosa di rosso, rosso sangue.
Era lei: la stoffa. La sua mano era arrivata ad 1 passo dal sentire la sua consistenza che...l'uomo alto richiuse il sacco e rapido disse: "E' tua se mi dai 1 montagna di lingotti d'oro". Rise.
Il compratore cominciò subito a calcolare cosa avrebbe potuto dare e vendere e rivendere dei suoi averi; pensò ai debiti che avrebbe potuto fare. Mentre ancora calcolava, gettò di nuovo 1 sguardo al sacco chiuso: lì dentro ci poteva stare un pezzo di stoffa non più grande di quello per fare solo le maniche del vestito, non di più.
L'uomo alto  lesse in quegli occhi l'inizio di 1 pensiero appassionato  ma impotente e, altrettanto bruscamente come era apparso e aveva offerto, porse 1 ghigno al compratore e, preso il suo sacco, girò dietro l'angolo.
Il compratore non ebbe modo di rendersi conto della direzione esatta dell'uomo alto: era già via prima che i suoi ragionamenti finissero. Cercò con lo sguardo la sua statura oltre la folla, in lontananza: niente.
Sconsolato, ritornò al punto dell'incontro e, approfittando dell'ombra, si sedette. Appoggiò la mano a terra per sostenere i suoi respiri gravi ma si meravigliò di non sentire la terra: 1 qualcosa di ruvido era sotto le sue dita.Era rosso, rosso sangue: stoffa.
Continuò a fissarla per minuti su minuti, impietrito.
Si avvicinò 1 bambino: lo guardò. Dietro di lui venne sua madre: gli sorrise.Erano nell'ombra come lui, dietro dei sacchi di tela gialla vecchia, impilati forse dal fornaio, lì accanto.
La donna gli disse: "Ti piace? Prendila. Quella coperta è stata nostra per generazioni, ci ha sempre coperto tutti, ma domani ne riceveremo in dono 1 nuova.". Il compratore vide che era lo stesso colore della stoffa di prima. Era in abbondanza, per più di 1 vestito. Ma non era quella dell'uomo alto. "Non posso"- rispose-" ma...grazie". Con 1 sorriso, scambiò con la donna e il bambino 1 istante di immensa gratitudine.
Si alzò e aprì 1 foglio dalla tasca del vestito di quel giorno: era il disegno dell'abito. Si fermò a guardarsì le scarpe e all'improvviso, riprendendo a camminare, decise di mettere il foglio sotto il cappello di modo che quell'abito, ancora da fare, gli desse fastidio alla pelle della testa più di quanto la sete di ciò che prima aveva visto, ad 1 passo dal realizzarlo, avrebbe mai potuto fare nei giorni a venire. "

[SULLAVIADIALìBABàranciapancia]

 
 
 

Persone nella prova

Nella Bibbia è scritta 1 frase che ho sempre quasi "temuto", come spesso accade per tutte le cose di cui non si arriva a capire il cuore del senso finchè non sono vissute, ma che sai che saranno importanti quando le afferrerai:

"L' ORO SI PROVA COL FUOCO".

Nella vita di tutti i giorni siamo per lo più meschini, voliamo basso, imperterriti seguaci del "Ma chi cazz' me lo fa fa' ", nonchè del club "Meno 'o cervell' fatic ccchiù simm' felici" magari perchè a quella tipaccia della Tamaro è venuta la genialiata di dire "Va' dove ti porta il cuore". Forse questa cara Susanna si è scordata di aggiungere che senza il cervello il cuore fa presto 1 brutta fine, seppure gloriosa come solo 1 eroe dei miti greci saprebbe uguagliare.
Magari leggiamo frasi come queste, della Bibbia, e il massimo sforzo è di trovarne 1 versione di senso che non ci cambia la vita, che non ci sconvolge, che non ci spinge al di là di quel piccolo giardino che ci siamo coltivati per campare (per dirla alla Voltaire) ma che ci impedisce di perderci nell'orizzonte, in vedute di più ampio respiro, che vanno oltre noi stessi, il nostro egoismo, la nostra pigrizia, la nostra resistenza a cambiare "la signora routine" che alla fine non è che una camuffata carceriera.

Il momento di prova è sempre, per definizione 1 momento di crisi, ma nel senso che meno siamo abituati a pensare. La prova è come 1 officina : è un occasione per trovare 1 senso, 1 direzione. Ognuno poi sceglie fino a che punto innovativa.
In una piscina puoi non entrarci, bagnarti solo i piedi, sciaquettiarti giusto "Pe' fa' verè" o immergerti e restare anche sotto il pelo dell'acqua, trattenendo il fiato, simulando magari pure l'annegamento...ma giusto per permettere al liquido di scoprire e ricoprire tutto te stesso.
C'è chi nella prova rattrappisce, si camuffa mettendosi addosso 1000 invenzioni difensive come se quella guerra si vincesse a chi spara il cannone più grosso.
C'è chi va a passo di Polifemo, strappando con 1 ghigno sicuro, erbacce e fiori per dimostrare a tutti che niente potrà impedirgli di andare oltre e...magari 1 laccio sciolto della scarpa, di cui non si è accorto, lo fa cadere con tutto il naso nel terriccio, là dove crescevano i fiori, le erbacce.
C'è chi invece prima della prova a malapena aveva 1 passo saldo, su qualsivoglia dettaglio.Quelli che magari non sanno dirti niente di preciso neanche su cosa vorranno tra 2 ore. La stragrande maggioranza della schiera dei "Volesse Iddio" insomma, che, con tutto l'ottimismo di questo mondo,si sentono più pecore che leoni e che spesso si dicono "Ma addò m'appresent'??!".
Ovviamente l'incertezza e la fragilità appartiene a tutti, in gradi diversi, e i vestiti che le diamo per andare avanti , combatterla o camuffarla sono i più vari.

Ma altrettanto spesso, la schiera dei "Volesse Iddio" riserva delle sorprese da guinness. In questa schiera, per continuare nel riferimento biblico, troviamo il piccolo, grande Davide. Sì, avete capito: quel ragazzetto che agli occhi di Golia doveva sembrare alto 'nu tapp' e una banana, e che con 1 fionda (che ai tempi d'oggi è probabile che avrebbe preso di 2' mano dai cinesi) gli fa mangiare la polvere.
Nei momenti di prova, per queste persone umili, semplici e spesso confuse dai giri astuti, complicati e numerosi del mondo, nonchè dalle proprie pippe mentali (credete che Davide qualche piccolo dubbietto,almeno all'inizio, prima di diventare re, non ce l'abbia avuto? che non abbia per 1 secondo detto: "Signò, ma c'hai vist' bbbbuon??!")...dicevo, per queste persone la difficoltà diventa un momento di rivelazione della propria forza interiore, di quanto di se stessi in realtà si nascondeva ai loro ingenui occhi. Queste persone che si lasciano attraversare dalla forza dirompente della vita, mettendosi a nudo, scoprono tesori. Ed ecco che sì, brilla l'oro, viene fuori. Si lascia scivolare dalle spalle tutte quelle impurità che, per un motivo o per 1 altro, si depositano ogni giorno sulla consapevolezza, sull' anima.

In questi momenti, più che mai, se 2 persone contemporaneamente camminano senza risparmiarsi sulla graticola della prova, con 1 occhio al Cielo e 1 altro immerso nel volto dell' altro compagno di viaggio, se si stringono le mani troveranno una forza che non svanirà.
E quel fuoco d'attesa di pace, lo ringrazieranno insieme 1000 volte, per sempre.

[ NONinvasataALLAGiovannaD'ARCO
maDI1AbbrustolimentoTALVOLTAnecessario
SEMPLICEMENTEcONVINTAranciapancia ]
 
 

 

 
 
 

UN NOME, UNA PAROLA.

Post n°154 pubblicato il 13 Aprile 2009 da aranciapancia

QUESTO BLOG NON PUò PIù ANDARE AVANTI
senza fermarsi  per accogliere,
nel cuore di chi  lo vive,
un silenzio gioioso e segreto.

LA MIA VITA è cambiata per sempre.

Tutto quello che prima poteva tornare utile come mezzo di espressione
diventa...non è più niente.

I veri giri importanti della vita non hanno precedenti.
Non hanno suoni appropriati.
Non riescono nemmeno a trovare 1 posto quieto nel corpo
per 1 respiro completo.

Nonostante la mia accanita riservatezza,
rompo il silenzio
per regalare a te una sola parola:

"GRAZIE".

[ COSED'iNTRINSECAiNDICIBILITàranciapancia ]

 
 
 
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(chi volesse sapere CHE è
"Il Giocondo"
vada al post n°86)

 
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QUANDO ANCHE L'ALGORITMO DEL PROF.PINETTI...

...ti piglia per il culo!!!

 

UN SOGNO
che ho chiuso per sempre
in 1 scrigno
di cui ho buttato la chiave,
a meno che tu,
con l'aiuto di Dio,
la ritrovi nel mare.

 

LEZIONI DI SANTITA': S.GIUSEPPE MOSCATI



1 MEDICO di Napoli
in mezzo alla gente comune.

Nè per forza preti nè suore
per essere santi...