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Creato da allegragioia78 il 19/06/2011

Femminilità e gioia

ALLEGRA GIOIA E' IL LINGUAGGIO CHE TRASMETTE IL "SENTIRE" PROFONDO, CHE IO CERCO DI COMUNICARE, NON È INTRISO DI "MENTE" CHE SOLITAMENTE... MENTE... NON È MEDIATO DA NESSUN "VEICOLO" CORPOREO O NO. E' NON MEDIATO, CIOÈ.. È IMMEDIATO!! (NON È TELEPATIA),SI CHIAMA "EMPATIA". DUE ESSERI, ANCHE DISTANTI FISICAMENE POSSONO COMUNICARSI IL LORO STATO INTERIORE, E SONO SOLO UNO. E CIÒ CHE PIÙ CONTA È IL FATTO CHE RIESCI A SENTIRLO E VIVERLO. CONOSCERSI NON È ARDUO: RENDI OPERATIVO IL "DISTACCO" DALLA SFERA DELLE EMOZIONI, ED È GIÀ UN LIVELLO SUPERIORE DI ESISTENZA.

 

allegra gioia...A.D.G. IO!

Post n°290 pubblicato il 21 Aprile 2014 da allegragioia78
 

 

 

 

 

" Ero io. Ero nebbia, opaca, incorporea, fluttuante sui tasti d'avorio di quello strumento. Si, strumento perchè mezzo di espressione, di ogni piega incandescente che la mia anima prendeva.
Le mie mani, volavano come farfalle, così fragili ed esili, battendo a ritmo su quelle parole difficili da capire, per molti...Parole, senza lettere, cariche di tutti i significati conosciuti. Senza confini, parole senza barriere, perchè slegate ,dal linguaggio.
Ed io. Io avevo avuto il dono di saperle usare. Io, sapevo farle scivolare via, pulite e intatte, da me. Senza macchia, senza corruzioni, nascevano da quegli arti che erano i miei, che conoscevo come tali, specchio di una malattia che mi avrebbe uccisa. Erano rami secchi e pallidi, di un albero troppo giovane, cui l'inverno aveva strappato via la vita ed il calore.Mi nutrivo delle emozioni che la mia musica evocava. Il mio sangue, erano quelle note. I miei respiri, scanditi dalle pause tra una battuta e l'altra.

Ero io.

Ero fragile.

Ero condannata. Ma non era più tempo di paura, per me.

Non temevo più l'inevitabile.

Ero immersa in una quiete rassegnata, fredda, tagliata via.

E quella musica...sapeva consolarmi anche laddove non ce n'era più bisogno.(A.D.G.)   

 

 

 

 
 
 
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