Creato da linaladu il 29/06/2009

L'Arrivo Del Signore

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GESU' NOSTRO PASTORE DELLA VITA..ALLELUYA.

Post n°1310 pubblicato il 24 Maggio 2017 da linaladu
Foto di linaladu

A volte sentiamo risuonare nell’anima una voce familiare, vicina, inconfondibile. Voce dolce ed esigente. Voce leggera, mite e umile. È la voce di chi è intimo a noi più di noi stessi È la voce del «pastore bello che chiama per nome le sue pecorelle e le conduce su «pascoli erbosi» Cammina davanti e mostra loro la via, percorrendola lui, per primo. Anzi, lui stesso è la Via, lui è la Luce. Lui è la bellezza stessa della strada. È colui che rende incantevole il cammino, perché dietro ogni avvenimento della vita, se sappiamo vederlo, c’è sempre il suo abbraccio.

Il «pastore bello» delle pecore è Gesù. E noi siamo il suo gregge. Ci chiama a un rapporto di intimità, a una relazione così stretta che basta un sussurro e uno sguardo per intendersi. Le sue pecore lo seguono,Restano in ascolto. E più lo conoscono, più lo amano, E più lo amano, più desiderano conoscerlo, Il pastore sa che il cuore delle pecore è insaziabile: il loro desiderio è infinito! Per questo, Egli ha dato la vita per le pecore per comunicare loro la sua stessa vita divina e tutta la sua gioia,questo regalo smisurato del Padre in Cristo all’umanità. Abbiamo ricevuto in dono, completamente gratis, una nuova vita, per la quale siamo resi capaci di ascoltare la voce del pastore e riconoscerla tra mille. Nessuno potrà mai strapparci dalla sua mano, eccetto che noi stessi. Ma dobbiamo alimentare la sete di Lui.l’uomo può ricambiare l’amore infinito di Dio solo con il desiderio, perché è l’unica cosa che egli possiede di infinito.

Mi viene in mente un bellissimo e famoso racconto di Lewis Carroll, «Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie». Vi ricordate? Alice, per una serie di strani incantesimi, si ritrova chiusa in una stanza. C’è solo un piccolissimo passaggio, al di là del quale intravede un giardino meraviglioso. Il suo desiderio si accende, vuole assolutamente raggiungere il giardino! Ma come arrivare al di là del muro? È impossibile! Forse, solo un dito della sua piccola mano entrerebbe in quella piccola fessura...Quante proposte di Dio a volte ci sembrano inattuabili e assurde! Ma niente è impossibile per un’anima «bambina», capace di desiderare in grande e di raggiungere ciò che la ragione non illuminata dalla fede considera impossibile. Alice beve una pozione che la rimpicciolisce. Finalmente, può passare per la strettoia ma...ahimé, ha dimenticato la chiave sul tavolo, e ora è troppo piccola per prenderla! Ma un altro incantesimo le allunga il corpo e, così, la raggiunge.

Abbiamo in noi la capacità di desiderare e di trovare la chiave per entrare nella porta stretta che introduce nel giardino della vita. La porta è Gesù. Attraverso di lui, entriamo in Dio. La «pozione» che ci rende capaci di farci piccoli per entrare dentro la porta è la Fede, unita all’amore per Gesu' e per gli altri. La chiave per entrare nella porta è il sangue di Gesù, che ci ha aperto il paradiso.La vocazione del cristiano è davvero formidabile.Vi sono nel mondo dei "viaggiatori", non nel senso di persone che viaggiano, ma di gente che va per le strade, per le vie, gente che ha imboccato la strada di Cristo non per fare una cosa determinata, non per fare una cosa dall’a alla zeta, ma per fare lungo tutto il cammino gli stessi gesti che ha fatto il Cristo annunziando amando ,rispettando sempre,obbedienti alla parola,Non chiedono al Signore dove saranno l’indomani, perché hanno appuntamento con il Cristo,È il Cristo la loro strada.

veramente.Siamo chiamati a essere viaggiatori. A seguire il nostro pastore, creando tra noi quegli spazi di condivisione e di vita che sono il riflesso della comunione eterna del Padre e del Figlio, nello Spirito,Siamo chiamati a essere immagine di Dio! Infatti,l’amore fraterno è la realtà visibile dell’amore invisibile del Padre» prendi par mano la tua sposa,insegnando a chi ti sta' vicino la strada del buon Pastore. « vedremo la Trinità se vedremo la carità e l'amore, svegliamoci!fratelli generati in Cristo, Oggi, siamo noi il corpo di Cristo che cammina nel mondo. Siamo lo sguardo di tenerezza del Padre verso l’uomo solo e disperato. Siamo la realtà visibile di Dio per l’umanità del nostro tempo! Chiamati a seguire il «pastore bello», solo se diventeremo attraenti potremo riavvicinare al Signore le pecore perdute.Prendi per mano colei che ti accompagna,perche' in Cristo siete uniti, Egli ci ha pagate con il suo sangue. Solo insieme alle sue pecore potremo passare la strettoia ed entrare nella festa.Dunque cari fratelli generati in CRISTO,venite teniamoci per mano,camminiamo verso la luce,dove nessuna tenebra ci oscurera' .in fede,non perdiamoci in preccetti terreni,ma seguiamo la voce e' la guida dello SPIRITO SANTO,sicuramente ci potera' dal Pastore eccellente per sempre.AMEN.IN FEDE Gerusalemme. GESUì CI DONI LA SUA PACE,oggi  E SEMPRE.AMEN.

 
 
 

💕 Angeli E Vita 💕

Post n°1309 pubblicato il 20 Maggio 2017 da missely_2010
 

💕




Il nostro breve cammino su questa terra serve a prepararci ad un’altra vita più bella e più lunga.
         La madre, come diceva Seneca, ci tiene sul suo grembo per nove mesi preparandoci al momento in cui vedremo la luce, capaci di respirare e di resistere all’aria libera.
         Da quel momento incomincia il cammino che va dall’infanzia alla vecchiaia e che ci rende maturi per un altro parto, più importante: una nascita senza fine.
         Sin dalla prima nascita vive con noi un compagno invisibile che spesso rimane nascosto, incapace di uscire dalla giungla delle sensazioni fisiche, e affiora soltanto quando siamo noi a liberarlo, a portarlo alla luce.
Quando riusciamo a far questo, ci rendiamo conto che non possiamo mai morire del tutto e che nessuno scomparirà nel nulla. Non riusciamo a vedere quelli che se ne sono già andati perché non siamo capaci di concentrarci abbastanza per scorgerli nelle nuove forme adatte al mondo astrale dove sono andati.
         La nostra mente e i nostri occhi ci inducono a pensare che la vita abbia un confine e che al  di là di quella linea nulla sia possibile: invece non è così. Nel silenzio della nostra anima dobbiamo cercare di aprire l’occhio misterioso che ci da la possibilità di vedere il mondo invisibile che ci circonda.

         Nel corso della vita pensiamo alla morte come ad un avvenimento che dovrà accadere in un futuro lontano e non ci accorgiamo invece che la vita in parte è già passata, è ormai alle nostre spalle. Il tempo è l’unico bene che l’uomo non puo’ accumulare ed è costretto a spenderlo fino all’ultimo spicciolo
         Per questo occorre far tesoro di tutto il tempo che abbiamo a disposizione, così sarete padrone dell’oggi e meno schiavo del domani.
         Cercate di trovare una casa per il vostro compagno invisibile quando il treno bianco dell’eternità passerà a prendervi. Solo così potrete continuare a vivere nella persona che avete scelto e che vi è cara; non solo, ma dalla vostra vita potrà nascere una nuova vita. 
Romano Battaglia.


💕

 
 
 

♥ Tu non sei mai solo ♥

Post n°1308 pubblicato il 20 Maggio 2017 da collineverdi_1900
 


♥  ♥



Tu non sei mai solo,
hai un Angelo accanto a te,
anche se può sembrarti lontano,
là da qualche parte nel cielo
che vola tra le nuvole,
ma quello è il posto
da cui gli Angeli provengono,
non dove risiedono.
Tu devi solo chiamarli
perché siano subito al tuo fianco.
Perché tu non si mai solo,
tu hai un Angelo accanto a te,
almeno uno se non di più.
Chiedi loro qualcosa,
aspetta la risposta
attraverso la TV,
la posta o attraverso i sogni,
ci sarà un loro messaggio
dall'alto per aiutarti, guidarti,
per farti sentire amato.
Perché tu non sei mai solo,
c'è un Angelo accanto a te.
Quindi, se ti senti solo,
o se ti senti triste, ricorda
tu non si mai solo, c'è un Angelo
accanto a te. ~ Anonimo.
♥  ♥

 
 
 

I MIEI LIBERI PENSIERI...LINA LADU.

Post n°1307 pubblicato il 06 Maggio 2017 da linaladu

La felicità: come trovarla dentro di noi....
Spesso sono proprio i nostri atteggiamenti ad ostacolare la felicità, impedendoci di riconoscerla e viverla. Ecco le convinzioni sbagliate che rovinano il buonumoreQual è l’opinione comune sulla felicità? Possiamo sintetizzarla così: «La felicità è mito, e leggenda: tutti ne parliamo ma pochi l’hanno davvero conosciuta, e pochissimi sono così fortunati da assaporarla a lungo…». In pratica si pensa che la felicità sia un fattore esterno a noi, che debba essere ricercata ma che raramente questa caccia vada a buon fine. E se fosse tutto sbagliato? Proviamo a pensare che la felicità non sia un premio o un trofeo da conquistare o meritare. Gli studi scientifici dimostrano che il nostro cervello è programmato per produrla continuamente. In ogni istante, infatti, mentre noi rincorriamo pensieri, progetti, obiettivi, il cervello sta “felicitando”, ossia si sta predisponendo a creare una condizione di pienezza e di soddisfazione, che non dipende dalle circostanze esterne e non ha “scadenza” temporale. Il cervello tende all’equilibrio mantenendo sempre attive le centraline del piacere e della gratificazione, secernendo endorfine e neuro-trasmettitori, in particolare la serotonina, responsabile di uno stato di benessere e felicità.Nonostante il cervello sia sempre pronto a generare felicità, nell’esperienza di molte persone sono soprattutto gli stati d’animo negativi ad avere la meglio: molto spesso ci facciamo invadere dai brutti pensieri, da preoccupazioni e ansie che mettono le radici e “infestano”, come erbacce, la nostra mente. Se vogliamo sfruttare appieno il potenziale di felicità che il nostro cervello secerne, occorre aiutarlo con l’atteggiamento giusto.
«La felicità dipende dall’esterno». Così la cerchi dove non c’èÈ un po’ l’errore numero uno, che li riassume tutti. Spesso si guarda con diffidenza alle persone che pur avendo davvero poco, si dicono felici. Si pensa che siano di poche pretese… In realtà siamo noi ad esserlo quando ci facciamo convincere dall’idea che non si può essere felici quando si è con pochi mezzi, senza una bella casa, un lavoro gratificante… Sono le condizioni che poniamo alla felicità a renderci insoddisfatti: siamo sempre alla ricerca di qualcosa, della speranza che si realizzi un progetto, che si presenti un evento appagante che possa finalmente farci sentire felici pensando che«La felicità è rara, eccezionale». In questo modo ignori tutti i piccoli momenti felici.
L’opinione comune è che si contino sulle dita di una mano e corrispondano a eventi eccezionali: il matrimonio, il primo amore, la laurea, la firma di un buon contratto, una vacanza memorabile, la nascita di un figlio… E nella vita di tutti i giorni? Non ce ne accorgiamo più, assuefatti come siamo alla routine e alle abitudini. Invece la vita è cosparsa di istanti felici, basta non soffocarli con i pensieri rivolti ossessivamente al passato. Ladobbiamo trasformare in qualcosa che arriva solo lottandoIn fondo siamo convinti che, come tutti i premi, dobbiamo meritarcela. Per esserne degni dobbiamo sottoporci a un grande impegno, a rinunce e sacrifici. Occorre migliorare se stessi, smussare difetti e limiti, raggiungere obiettivi . Bisogna sforzarsi, lottare con noi stessi e col mondo, ottenere successi. Ma così, se per caso ne raggiungiamo un pezzetto, subito andiamo in ansia perché la sentiamo minacciata e finiamo per non godercela nemmeno. È una via sbagliata: gioia e dolore sono stati interiori che convivono nel cervello in ogni istante, perché sono prodotti dal cervello, non dal mondo esterno. Non c’è da fare alcuno sforzo pratico o morale, non c’è da meritarsi la felicità: c’è solo da lasciarle spazio dentro di noi.«La felicità è un ideale». Se diventa un’utopia non la raggiungi più...Se pensiamo che la felicità sia il frutto di condizioni ideali, se pensiamo cioè che saremo felici solo quando avremo realizzato quel tal obiettivo, o avremo raggiunto quella determinata meta personale, stiamo rimandando la felicità a un futuro utopico che potrebbe non arrivare mai. Non esiste da nessuna parte un mondo perfetto senza conflitti, problemi, difficoltà; in cui ogni nostro bisogno e desiderio viene appagato. Si tratta di un mondo talmente ideale, da essere inesistente. Ma se la felicità diventa un’utopia, l’infelicità diventa la norma, che si sopporta magari in vista di un fine superiore. Non bisogna mai opporre la realtà di oggi ai sogni di domani: la realtà deve essere il nostro sogno, oggi, qui. Tutto quello che ci serve per essere felici è già a nostra disposizione, non c’è da cercare altro basta cercarla dentro di noi.

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RIFFLESSIONE SULLA VENUTA INTERMEDIA DI GESU'.LINA LADU.

Post n°1306 pubblicato il 01 Maggio 2017 da linaladu

 

La riflessione sulla seconda venuta di Cristo è molto intensa in tutte le pagine del Nuovo Testamento. Ad essa dobbiamo un affresco che descrive il pellegrinaggio della Chiesa in questa fase ultima della storia, come i travagli che essa dovrà affrontare nel momento conclusivo di questa tappa, quando le forze del male scateneranno l'ultima e più tremenda offensiva. Ma è a Paolo che dobbiamo una meditazione di grande spessore teologico, grazie alla quale possiamo in un certo senso cogliere nella storia un segno che la seconda venuta intermedia di Cristo è sul punto di realizzarsi. Infatti, secondo l'apostolo, la venuta del Messia glorioso è sospesa in ogni momento della storia al riconoscimento di lui da parte di tutto Israele. L’intero capitolo undicesimo della Lettera ai Romani è una profonda riflessione sul ruolo di Israele nella storia della salvezza. Secondo Paolo il popolo eletto ha una funzione da svolgere proprio in vista della fine dei tempi: Se, infatti, il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione se non una nuova resurrezione ? (Rom 11,15). Una parte del popolo eletto, osserva Paolo con rincrescimento, si è indurita nell'incredulità verso Gesù. Tuttavia questo rifiuto nel disegno misericordioso di Dio ha ottenuto la grazia della redenzione. Ora, se la negazione ha fruttato al mondo la salvezza, l'accoglimento che cosa significa se non che il mondo entra nella gloria di Cristo risorto? In altre parole, il riconoscimento di Cristo come il Messia e il Signore da parte del popolo ebraico significa che la storia umana è pervenuta alla conclusione. Si tratta di un convincimento di fede ben radicato nella prima comunità cristiana. Pietro, ancora prima di Paolo, lo adombra nel suo discorso agli Ebrei di Gerusalemme dopo la Pentecoste: Pentitevi dunque e cambiate vita perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Egli dev'essere accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall'antichità, per bocca dei suoi profeti . C'è da chiedersi da dove abbia origine questa convinzione di fede della Chiesa , secondo la quale la seconda venuta di Cristo è strettamente legata alla conversione di tutto Israele. Il ragionevole pensare che la fonte originaria sia la parola stessa di Gesù. Infatti un accenno ben preciso in questo senso lo troviamo nei Vangeli, quando Gesù, meditando sul rifiuto di Gerusalemme, preannuncia la distruzione del tempio, a sua volta segno profetico dei dolori della fine dei tempi: Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali e voi non avete voluto! Ecco: la vostra casa sarà lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore! (Mt 23,37-39). Possiamo quindi concludere che nella visione della fine dei tempi la venuta di Cristo nella gloria è strettamente legata alla sua accettazione da parte di Israele. È lecito, dunque, affermare che prima della conversione di Israele non ci sarà la fine . A questo riguardo "La partecipazione totale degli Ebrei alla salvezza messianica, a seguito della partecipazione totale dei pagani (Rom 11, 25), permetterà al popolo di Dio di arrivare alla piena maturità di Cristo, nella quale Dio sarà tutto in tutti" . Questo significa che non è possibile ipotizzare la conclusione della storia con la venuta di Cristo giudice senza la sua accettazione da parte dell'intero Israele. Il sì di Maria ha reso possibile la prima venuta ,Il sì di Israele renderà possibile la seconda venuta intermedia,con potenza e gloria.

 

IL TEMPO DELLA FINE.

 

Abbiamo chiamato "ultimi tempi" la fase della storia umana che stiamo vivendo e che comprende l'arco di tempo che va dall'Ascensione alla parusia. Io in verita' vi dico :GESU' verra',tornera' e sara' come la prima volta.Non sappiamo quanto durerà questa fase della storia, nella quale agli uomini è offerta la grazia della salvezza. Teniamo presente che la tappa precedente, quella dell'attesa, dopo la caduta originaria e la cacciata dei progenitori dal paradiso terrestre, è durata un periodo di tempo lunghissimo, computabile a centinaia di migliaia di anni. Dio non ha le nostre frette e davanti a lui un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo. D'altra parte, soggiunge Pietro, il Signore non ritarda nell'adempiere la sua promessa,Gesu' rispose agli Apostoli:Quando vedete il fico germogliare,sapete che il frutto e' vicino,molti Segni vedrete e da questi capirete che il tempo e' vicino,solo che Dio usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiamo modo di pentirsi. Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terrà con quanto c'è in essa sarà distrutta (2Pt 3,8-10). È certo quindi che questo mondo finirà, come d'altra parte la scienza ci assicura almeno per quanto riguarda il nostro pianeta. Non sappiamo quando. Ma, come vedete, il clima di attesa e di vigilanza può avere dinnanzi a sé tempi interminabili. Le misure di Dio non sono le nostre. Un attesa della prima venuta è stata lunghissima. Come si può escludere che l'attesa della seconda venuta sia piu' corta? La rivelazione divina, che esclude qualsiasi indicazione sul giorno e sull'ora, non si limita a subordinare la venuta del Signore alla conversione di Israele, ma la colloca in un contesto ben preciso. È la stessa parola di Cristo a designare scenari inquietanti. I tempi della fine, cioè i giorni che precedono immediatamente la seconda venuta intermedia, saranno caratterizzati da una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. Al riguardo Gesù si chiede: Il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?,Frase misteriosa, il cui senso immediato non può assolutamente sfuggirci. Solo un "piccolo gregge" persevererà nella fede fino alla fine e attenderà la venuta del Signore, mentre la maggior parte degli uomini, compresi molti credenti, avrà perso la fede. In un altro contesto Gesù all'eclissi della fede aggiunge il raffreddamento della carità. Infatti non è possibile smarrire l'una senza perdere anche l'altra. Parlando dei "dolori" della fine così si esprime: "Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell'iniquità, l'amore di molti si raffredderà, ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. Gesù, come vedete, colloca la fine del mondo in un contesto di grande apostasia dalla fede. In un mondo in cui il Vangelo del Regno è stato annunziato in ogni parte della terra (cfr. Mt 24,14) si consumerà il rifiuto del cristianesimo da parte di molti che vi avevano aderito. È in questo clima di tradimento che si colloca la venuta di Cristo giudice.

 

CHE DIRE FRATELLI E SORELLE AMATI..PREGHIAMO CON ANIMO E CUORE PURO,RICORDANDOCI,CHE NON SI VIVE DI SOLO PANE,MA DI OGNI ESPRESSIONE CHE ESCE DALLA BOCCA DI DIO.AMIAMOCI GLI UNI AGLI ALTRI COME GESU' HA AMATO NOI.

 

IN FEDE.LINA LADU GERUSALEMME.PACE.

 
 
 
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