Creato da MarioStaffaroni il 25/06/2011

italia solidale

un'assemblea virtuale di italiani ed italiane per scegliere assieme come rilanciare una nazione coesa

 

 

Ma che razza di imbroglio sarebbe mai?

Post n°31 pubblicato il 30 Agosto 2012 da MarioStaffaroni


Si fa, recentemente, un gran parlare di Riforma elettorale, qui da noi in Italia. Con andamenti peraltro da ottovolante. Fatta, disfatta, ci siamo quasi, non se ne fa niente, accordo imminente… Questo risulta infatti, nella sua sostanza, il titolare principale nei media di questi mesi.

 

Apparso accompagnato, contemporaneamente, senza che risulti un minimo pudore di chi risulta impegnato nella costruzione della Torre di Babele made Italy, dalla noticina usuale  sempre accanto che le nostre attuali major della politica partito, si starebbero industriando a mettere a punto il migliore sistema elettorale, dal loro punto di vista evidentemente, che gli garantisca  comunque una forma di maggioranza propria prevalente. Qualsiasi risultato esca eventuale dalle urne.

 

E già questo, appare alquanto sconvolgente: dopo aver assistito a maggioranze anche inverse che normalmente, in questi ultimi venti anni, giunte a controllare il Parlamento, appaiono essersi rifatte ciascuno, a volta a volta, un sistema elettorale preteso su misura. Per sperare di durare meglio qualunque fosse poi il vero livello del consenso.

 

E siccome in un Paese come il nostro, a crescita zero da quindici anni, e a quasi -3% da oltre un anno poiché <lo stanno salvando>, il consenso vero prevalente appare merce alquanto volatile, accade allora che, qualunque legge elettorale ti confezioni su misura, dopo che l’hai già appena usata efficacemente, scopri che però, adesso, invece ti garantisce nel futuro poco niente.

 

E se accade di scoprirti in una tale circostanza, che fai, conseguentemente?

Cambi programma, cambi gruppo proprio dirigente, torni magari in mezzo alla tua vera gente?

In genere pare che invece, e ormai da tempo, SI CAMBINO LEGGI ELETTORALI. Sull’istante.

 

Impresa ardua di per sé farsi un vestito adatto elettorale su misura. Figuriamoci quando ora il <sarto> dovrebbe fare un vestito da poter indossare, con uguale soddisfazione, ad un cliente basso, uno smilzo e alto, e un altro cicciotello.

Potrebbe, allora, pare, anche venire fuori un’ipotesi così.

 

Come si poteva leggere oggi, a pag.12 del Corriere della Sera in un articolo di Alessandro Trovino e dal titolo:

 

Riforma elettorale, primo progetto per l’intesa.

 E vi si poteva leggere nel corpo dell’articolo citato:

 

“ “ < (…) Un’idea d’accordo c’è già e prevede un sistema misto, d’impianto proporzionale ma con correttivi maggioritari: i seggi dovrebbero essere assegnati in parte con collegi uninominali e in parte con liste bloccate.

Si prevede anche un premio di maggioranza, che dovrebbe andare al primo partito. E una soglia di sbarramento del 5 per cento o dell’8 in almeno tre regioni (per favorire la Lega).

 

Se l’impianto è ormai condiviso tra i tre partiti principali, restano da definire diverse cose.

La dimensione del premio di maggioranza, che oscilla tra il 10 e il 15. Il Pd accetterebbe di rinunciare al premio di coalizione ma solo in presenza della quota più alta  (il premio potrebbe spettargli secondo i sondaggi), mentre il Pdl vorrebbe tenerlo basso, intorno al 10%


Altro elemento da definire, la quota di ripartizione tra seggi e collegi, per alcuni intorno al 50 per cento (ma si parla anche di 2/3 collegi e 1/3 listini bloccati. Infine, le modalità di assegnazione dei seggi in compensazione proporzionale e come premio di maggioranza: potrebbero essere assegnati prendendoli dai non eletti delle liste (quindi tra i nominati, messi dai partiti per garantire quadri e dirigenti senza appeal elettorale) oppure ripescati dai migliori perdenti dei collegi. (…) >

 

 Senza alcun riferimento al giornalista citato, e il quale anzi, risulta avere fatto più che del suo meglio efficace provando a <nuotare> dentro un altrui risultato intruglio: MA CI AVETE CAPITO NIENTE SU COME VORRANNO FARCI VOTARE?

 

 

 Eppure, se c’è una cosa che dovrebbe risultare semplice e lineare, risulta proprio il SISTEMA ELETTORALE.

 

 

Perché tutti, delle e dei connazionali vi si debbono indistintamente poter esprimere, tutelare e comprendere agevolmente ed agevolmente  anche saper usare.

 

Questa volta, che facciamo, una deroga all’uno solo per volta in cabina elettorale, ed assegniamo, un tutor di complemento, nel seggio, e che ci segue fin nella cabina consultando il libretto del regolamento che intanto ci sussurra nell’orecchio? E chi non sente? Gli vota direttamente l’esperto?

 

Andiamo allora, a chiedere soccorso alla Costituzione nostra vigente:

 

Art. 48 (…) il voto è personale e uguale, libero e segreto (..)

 

 Intanto, ecco finalmente un articolo scritto ben in chiaro. E che chiunque comprende certo bene. Evidentemente, i padri costituenti non avevano l’odierno problema di mancanza di consenso da provare a nascondere con parole a volte parse oggi altrove quasi un non senso.

 

 

 

Letto, e chiaro l’articolo costituzionale vigente, alcuni dubbi tuttavia divengono impellenti:

 

Se il voto è personale e UGUALE, come fa l’articolo costituzionale ad andare d’accordo con i premi eventuali?

Perché, se il mio voto finisce a valere doppio, con il Premio ottenuto, come mai farà ad essere uguale al voto tuo rimasto non premiato?

 

 

Se il voto è personale e UGUALE, come farà l’articolo costituzionale ad andare d’accordo persino con lo sbarramento?

Perché, se il mio voto che esprimo, poi lo annulli in quanto ritenuto inferiore ad uno sbarramento preteso ora d’accesso, come mai farà ad essere uguale al tuo che invece designa tranquillamente un eletto?

 

 

Se il voto è personale e uguale, LIBERO E SEGRETO, come mai farà l’articolo costituzionale ad andare d’accordo con liste che altri mi confezionano già bloccate, dunque non tanto Libere, e forse neanche tanto Segrete anche nel loro  risultato?

 

 

Come dicono? Sono solo piccolezze di dettaglio irrilevante?

 

ARBITRO, ..Arbitro….. ma dove è finito l’arbitro che qui pare stiano facendo goal anche con le mani….

 

 
 
 

la condizione dello Stato italiano comunitario europeo

Post n°30 pubblicato il 28 Giugno 2012 da MarioStaffaroni

http://www.kitfaidate.com/?p=11

 
 
 

Perchè adesso è ora di ricominciare

Post n°29 pubblicato il 27 Giugno 2012 da MarioStaffaroni

Che ci troviamo in un passaggio di serie difficoltà, per molti di noi anche personali, e come nazione, non vi sono ritengo grandi dubbi al riguardo.

Ma la cosa che lascia più sorpresi è che in un simile passaggio, a differenza di altre Democrazie che hanno cambiato programmi e loro gruppi dirigenti politici per molto meno, non si osserva all’orizzonte alcun emergere di Programmi gestionali nostri veramente alternativi.

Anzi, parte prevalente anche dei nostri Media risultano erigere tuttora una barriera dissuasiva alle visioni alternative, Martellando che questa perseguita dall’Italia costituisce l’unica strada possibile per non peggiorare: tagliare, tagliare tutto quel che fa uno Stato efficace condiviso, distruggere altro Lavoro e Imprese, distruggere ancora altri diritti Donna e Giovani, svendere tutto il patrimonio nazionale, almeno sinché il debito pubblico non avrà iniziato a calare. 

 

Ma come mostra anche Monti, il Debito non cala mai in recessione; calano casomai le entrate pubbliche e non solo private. Calano semmai i Diritti di tutti e le Speranze. Da un grande debito non si esce infatti mai con la miseria. Ma, casomai, con la condivisione equa.

 

E allora, perché questa barriera mediatici istituzionale?

 

Perché l’Italia della Rendita parassitaria, quella minoritaria che in trenta anni ha consentito al 10% della nostra popolazione di impadronirsi del 50% della ricchezza nazionale, non intende certo arretrare. E non intende arretrare neanche il gruppo dirigente consociato anche attuale che la rappresenta. E risulta intenda andare avanti allo stesso modo: COSTI QUELLO CHE COSTI AL PAESE  ED ALLA POPOLAZIONE.

Appare pertanto vitale, per tutti costoro, dissuadere, scoraggiare noi popolazione dal cercare altre strade. Di Programma e di Rappresentanza.

 

Tuttavia, programmi alternativi anche in pareggio di bilancio, perseguibili nella condivisione e nello sviluppo, ed anche nella partecipazione Ue esistono.

E, poiché da qualche parte si deve pur incominciare a parlarne, settimanalmente, anche se una piccola persona come tanti di noi, e come è infatti anche il sottoscritto, inizierà a immettere nel web singole voci di un potenziale programma alternativo nella conduzione del Paese. Il cui insieme, peraltro, lo si può sempre trovare, a chi interessi vedere, in http://www.kitfaidate.com

Sarà questo il definitivo programma alternativo eventuale pur dopo una evidente elaborazione finale in condivisione con chi ci si riconosca? Non so.

 

Decideremo in tanti di attraversare il guado anche personale, per entrare nel territorio nuovo della autogestione  e della partecipazione? Non so.

So solo che lo si deve, anche per parte mia, e senza timore di esporsi in questo, in specie ai nostri Ragazze e Ragazzi. Provare a contribuire, e ciascuno di noi personalmente, a restituirgli la Speranza.

 

 

SO SOLO CHE IL GUSCIO IN CUI RISULTIAMO ATTULMENTE RINCHIUSI: NON SI PUO’ FARE ALTRO E NON CI SONO ALTRE RAPPRESENTANZE ELETTORALI POSSIBILI AL VOLERE POPOLARE, VA SPEZZATO.

 

Poi, presumo, a fine estate si dovranno trarre molte conclusioni. Tra di esse, un simile programma, e nella sua elaborazione finale, credo dovrà cercare comunque anche la rappresentazione sua elettorale eventuale. 

 

Interesserà alcuni o molti? Non so.

So solo che a breve, se arriveranno altri governi come i precedenti, e come anche questo attuale, non ci potremo lamentare: avremo scelto noi rifugiandoci nell’eventuale anche personale non fare.

So solo che a breve, se prevarranno ancora i gestori delle Rendite ancora attuali, e metteranno mano anche a svendere le risorse vitali nazionali senza però cambiare niente, il rischio Italia sul Debito diverrebbe ancora maggiore; la povertà illimitata; e, la eventuale inversione di rotta successiva, ancora più faticosa e molto più costosa che non oggi.

 

So solo, che, ove accadesse, ce lo saremmo solo scelto volontariamente.

PERCHE’ CAMBIARE IN POSITIVO, SI PUO’

Se lo vuole una nazione solidale.

 

Qualcuno pare debba iniziare a porre anche <i piedi> sul piatto della rendita parassitaria sfrontata nazionale. 

Riprendendo la conclusione di un Presidente Usa virtuale e che invitava i suoi connazionali alla fiducia ed alla speranza dopo un immane disastro naturale: PERCHE’, ADESSO, E’ ORA DI RICOMINCIARE.

 

 

 

 

 
 
 

Melissa

Post n°28 pubblicato il 20 Maggio 2012 da MarioStaffaroni

 

Una mano criminale arma esplosivo contro una Scuola italiana a Brindisi: ragazze ferite, una strage cercata evitata forse dal caso, una vittima sedicenne: Melissa.

 

Questa follia canaglia assomiglia molto alla Norvegia di un anno fa circa: la una strage di ragazze e ragazzi inermi. Colpirne alcuni per farne tacere tanti?

Ed anche quì da noi è forse questo l'intento?

 

Non riusciranno comunque a sospingere nel silenzio della paura i nostri ragazzi e ragazze italiane, anche perché non sono soli.

 

Accanto a loro vi sono infatti tutte le italiane e italiani di buona volontà, che sognano e sperano un paese migliore ed equo soprattutto per il loro futuro dei nostri ragazzi e ragazze.

Allo Stato, ai suoi Uomini e Donne che vi ricoprono un ruolo, allo Stato di tutti noi, spetta di mostrarci in tempi brevissimi chi è il responsabile di questo infame vigliacco progetto. Da Non Violenti, chidiamo infatti di vedere in Giudizio al più presto chi colpisce i nostri ragazzi  ragazze. Questo chiediamo ed esigiamo. Senza concedere tregua e scampo a chi ne debba rendere conto.

MELISSA.

Un nome dolcissimo anche già nel suo significato. Tramutata in un angelo troppo presto dal suo esatto contrario: Amarissimo ODIO.

Ciao Melissa, ciao ragazze ferite e ragazze scampate. NON VI FERMATE a sperare un mondo migliore: non siete sole.

 

 

Mentre scrivo queste piccole note, la terra italiana ha tremato in Emilia: vittime, dolore, paura e tanti danni.

Spero sarà forte quella nostra gente emiliana. Noi umbri l'abbiamo provato la paura dell'imprevedibile e che ti segue nel tempo. Buona notte Emilia. E che possa essere una notte di tregua. Al dolore e al timore della tua gente italiana.

 

 

 

 

 
 
 

1° MAGGIO 2012

Post n°27 pubblicato il 01 Maggio 2012 da MarioStaffaroni

oggi è il primo Maggio, divenuto nel corso dei tempi recenti la giornata dedicata alla Festa del Lavoro.

 

Ma in Italia, oggi, si può fare festa pensando al Lavoro?

 

non credo proprio, personalmente.

 

Come si può far Festa avendo, come abbiamo oggi, la più alta inoccupazione Donna; avendo una inoccupazione giovanile enorme, avendo, nel complesso, tra disoccupati e chi il Lavoro ha smesso persino di cercarlo circa 5 milioni di italiani inoccupati...

 

No, non credo che sia un giorno lieto e di Festa questo odierno. Al massimo, penso un giorno di mobilitazione eventuale di chi il lavoro lo cerca, e di il lavoro teme di perderlo.

 

Ma se servisse una ragione perchè questo giorno non sia poi di Festa, ma di grandi personali riflessioni, un dato su tutti lo consiglia.

 

Nella nostra Italia, ancora infatti oggi si legge:


< Napoli Aveva 56 anni, era separato. L'appartamento in cui abitava stava per essere messo in vendita

Perde lavoro e casa, si impicca

Era il custode di un palazzo. Aveva ricevuto la lettera di sfratto.

(...) Ma che l'avvicinarsi della perdita del posto di lavoro lo angosciasse più di qualsiasi altra cosa non c'é dubbio. La lettera che gli annunciava la risoluzione del contratto l'aveva ricevuta a fine dello scorso anno e tra pochi mesi sarebbe scaduto il preavviso. Dopo l'estate avrebbe perso lo stipendio... (...) 

(da Corriere della Sera, pag. 35 del 1° maggio, di Fulvio Bufi)

 

Nella tragicità sgomenta anche già di un solo fatto, non appare tuttavia possibile ignorare ancora che, nell'Italia di oggi, superano l'uno al giorno, come statistica annua, gli Imprenditori e i Dipendenti che si sono suicidati per aver perso il proprio Lavoro e con esso la speranza di una vita ancora vivibile ed umana.

 

Questa appare l'Italia nostra vera, dietro a tante chiacchiere su crescita e sviluppo nei fatti apparse prive di sostanza.

Perchè la crescita, non basta un profesore per farla. Magari così fosse. 

 

E' più facile invece che la potrebbe fare anche persino un'analfabeta. Se guidato da passione condivisa con la propria gente. E dal cuore. 

La crescita vuole la fine della miseria e della disoccupazione tendenziale di massa. In ogni nazione. E non è possibile che la attivino conservatori che non abbiano idea di cosa voglia nemmeno dire quando un popolo intero pianga accanto ai propri figli.

 

Il mio BUON 1° Maggio lo voglio allora dedicare, pur dalla mia piccolissima misura di persona, ai milioni di connazionali Donna e Uomo e Ragazzi e Ragazze che il Lavoro proprio temono di perderlo; e alle ormai centinaia troppo taciute di connazionali, Dipendenti e Imprenditori, i quali risultano aver rinunciato alla propria stessa vita nel perdere il proprio di Lavoro ed il suo lecito reddito e temendo, oggi, di non poter più ribaltare la partita.

BUON PRIMO MAGGIO A LORO, E A TUTTI VOI.

 

Ce la faremo, a riprenderci la vita. Ed il Lavoro.

 

 

 

 

 

 


 

 

 
 
 
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