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LA BELLA VITA DEL FISICO
Post n°57 pubblicato il 28 Gennaio 2009 da A1.Luca
È quasi mezzogiorno quando, dopo esserni rigirato un paio di volte nel letto, cerco di trovare un modo di trattenere il calore che mi permetterà di arrivare sano e salvo ai vestiti, in questo pomeriggio d'inverno inoltrato; con gli occhi rossi dal mal di testa, esco dalla camera incrociando lo sguardo di mio babbo, che con il sorriso di chi è indisposto, e forse un po' irritato, mi dice: "È proprio bella la vita del Fisico!"... Non è finita la scia di parole, o forse è finita ma l'eco rimbomba ancora nella mia mente, che sono scaraventato con i pensieri alla sera precedente, quando avevo iniziato, o meglio ricominciato un'altra volta il calcolo di quel tensore di spin che mi sta facendo impazzire da giorni, davanti ai fogli formato A3 che pure alle volte non sono abbastanza per contenere le formule in teoria dei campi, e sia beninteso che sto parlando delle formule in notazione compatta, con quei fogli calcati di inchiostro da una penna che segna il mio dito medio di un callo che mi porto da anni, da quando ho iniziato a scrivere tenendo quella penna più come un'arma che come uno strumento, da quando ho iniziato a parlare da solo per rendermi meglio conto di quello che dico, da quando ho iniziato a parlare con Dio; vado col pensiero al momento in cui accarezzo il foglio col dorso della mano, ne sento l'odore, lo vedo candido, per poi iniziare a marcarlo di quei simboli che rappresentano quelle che possono essere state le Sue scelte, e Gli chiedo perché ha fatto le scelte che ha fatto, o se invece quelle scelte ci sembrano scelte solo perché non vediamo ancora che non avrebbero potuto essere diverse, che sono delle necessità, e calcolo un tensore di spin, e mi viene essere troppo generale, che non è il caso speciale di completa antisimmetria, ma dovrebbe esserlo, o forse ho visto male fin dall'inizio, ma mi pare di no, ho fatto i calcoli molte volte, quei calcoli lì sì che li ho fatti più volte ottenendo sempre lo stesso risultato, e li ho fatti con metodi e per vie alternative, sempre lo stesso, ma gli altri calcoli non tornano con quello che mi pareva di avere intuito, forse mi sono sbagliato, o forse semplicemente non ho avuto la necessaria attenzione, sarà meglio rifarli, concentrato; mi viene che questa volta è davvero come volevo, avevo ragione, o forse no, dopotutto ho fatto i calcoli due sole volte e mi hanno dato una volta ragione ed una volta no, meglio rifarli ancora, concentrato; mi viene di nuovo bene, ma penso che ora, forse, sì è vero che va bene, ma mentre calcolavo mi era venuta l'idea che forse, magari avrei anche potuto vedere la cosa diversamente, proviamo a pensarci un po', certo pensarci adesso che sembra che i conti tornino è stupido, ma d'altra parte io non devo cercare di comprendere l'universo per avere ragione, io devo cercare di avere ragione nel comprendere l'universo, non è la fama, è la curiosità; devo essere stanco, ho perso l'ultimo quarto d'ora fissando il foglio scarabocchiato, si è fatta notte fonda, i calcoli prendono tanto tempo, ma del resto non posso andare a letto così, senza aver visto che almeno ci può essere un indizio di soluzione, un inizio di risoluzione, se anche vado a letto non riesco comunque a spegnere il cervello, non dormirei comunque, vado a fare due passi; che tra l'altro fa anche un gran freddo, ma tanto è meglio così, mi risveglio un po', e c'è un odore di pane, ma non ho un Euro con me, no anzi, quanti sono due Euro e qualche spicciolo da niente, arrivo a prendere il pane, fresco, come la notte, parlo un po' col fornaio, esco, mangio, va meglio, non ho preso il succo di frutta, non avevo il portafogli, è già tanto che avevo due Euro, ma poi Marie-Hèlène si arrabbia perché dice che non mangio la mia razione di frutta quotidiana, ruberò una pesca dal campo, sì sicuro le pesche in inverno, oggi la frutta va così... Dentro casa, il tepore del riscaldamento mi riassopisce un po', ma il bilancio totale è che sono comunque più sveglio di prima di partire, e mi rimetto davanti al foglio, no cammino per la stanza, ho le idee poco chiare, e non è un bel segno, il letto chiama, ma la curiosità di vedere come stanno le cose chiama più forte, mi siedo, inizio a pensare, sì, sì lo vedo, no questo l'ho già pensato prima, no, no, lo vedo, lo vedo, invece, magari, magari niente non si può vedere così, devo fare il conto, sarà lui a dirmi se avevo ragione, oppure no; sono un po' sovrappensiero, tengo con le quattro dita della mano sinistra il segno sui quattro termini che devo sommare, il pollice appoggiato al foglio fa da leva, e faccio i quattro, semplifico, no, no ho semplificato con troppi pochi passaggi, non mi ricordo più se ho già sommato le connessioni, cazzo, il lavoro dell'ultima mezz'ora è andato a fare in culo, devo rifarlo, ma mi pare di aver visto, intravvisto che il comportamento era quello giusto, grande, sono eccitato, mi ci rimetto, concentrato; faccio attenzione, le quattro dita segnano i termini spaziotemporali da sommare, devo ricordarmi che il tempo entra con il segno della metrica opposto, va bene, lo vedo, un'ora di calcoli, vedo il risultato, ci sono, è talmente notte che fuori inizia ad albeggiare, ma vedo il risultato, sì, grande, lo inquadretto, due volte, e lo cerchio, va bene, ho rifatto i calcoli più volte e viene lo stesso risultato, e viene come l'avevo immaginato, avevo avuto la bella intuizione; controllo, faccio un esempio in un caso particolare, il libro mi dà un paio di ordini di grandezza di più, chiaramente non va, mi devo essere copiato male i coefficienti, guardo su di un altro libro, più chiaro, due ordini di grandezza di più, mi è venuto cento volte più grande, ma come, va bene, i calcoli vanno, non può venire cosi tanto diverso, non sarebbe quasi più neppure sbagliato, talmente è senza senso, merda, merda no, no, mi scappa una bestemmia, una di quelle bestemmie che non sarebbe capita da nessuno, una riga di penna sul risultato quadrettato e cerchiato, un colpo d'ascia di guerra a Dio, che ha fatto l'universo intelligibile, ma troppo difficile, almeno per me, almeno per ora; sono stanco, so che non riuscirò a vedere quello che speravo, mi scappa un'altra bestemmia, un'altra riga, e strappo il foglio; ma c'è a chi va peggio, c'è chi lavora su un progetto per anni prima di vedere il risultato, e c'è a chi va pessimamente, c'è chi lavora per anni prima di vedere che il risultato in cui ha creduto per tutta la vita è sbagliato; e mi sento con tutti loro, mi sento una mente insieme a queste altre menti, che cercano di essere la mente che pensa quello che la mente di Dio ha pensato al momento di lanciare tutto questo, mi sento insieme a tutti quelli che hanno colto tanto, mi sento insieme a tutti quelli che hanno colto poco, e mi sento insieme a quelli che non hanno colto niente, so come si sentono, so cosa vuol dire passare la notte a pensare, a passeggiare per scovare un'ispirazione, come se l'ispirazione si trovasse in un qualche posto materiale, ma quando non hai altro fai anche quello; e ti rendi conto che stai esplorando la cosa più grande, più profonda e più complessa che ci sia, e che c'è modo di farla tua, per te, per l'umanità tutta, e che la possessione di questa cosa potrebbe essere il fine ultimo dell'intelligenza umana stessa, del genere umano, ti senti pieno di quell'energia che ti spinge ai limiti delle tue capacità mentali, sapendo che questa cosa potrebbe anche distruggerti, e se dopo anni, e notti passate a cercare di carpirne una parte vedi che potrebbe darsi che non hai modo di arrivarci, ti distrugge davvero, e ti senti un peso che ti ingolfa dentro; magari non ho pensato tutte queste cose, magari, era solo un rimbalzo di questo peso che mi si è smosso dentro, quando non era ancora finita l'eco di quelle parole, o quando forse non era neanche finita la scia di parole: "È proprio bella la vita del Fisico!". |
Inviato da: exasimpol
il 09/10/2009 alle 15:00
Inviato da: A1.Luca
il 12/09/2009 alle 15:34
Inviato da: A1.Luca
il 12/09/2009 alle 14:51
Inviato da: A1.Luca
il 12/09/2009 alle 14:49
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il 11/09/2009 alle 23:34