Tutte le voci bigotto/a, bacchettone/a, baciapile, collotorto, beghina in epigrafe sono della lingua italiana e designano tutte all’incirca una persona che badi alle pratiche esterne della religione piú che allo spirito di essa, ed estensivamente quindi una persona ipocrita attenta piú all’apparire che all’essere. Soffermiamoci su gli etimi delle singole voci; abbiamo:
- bigotto chi fa le visti di stare in perenne continuo contatto con la Deità, assorto in continue orazioni e/o pratiche religiose, la voce deriva dal francese bigot, originariamente epiteto spregiativo dato ai Normanni per il loro intercalare bî God, che nell'antichità tedesca valse per Dio;
- beghina s. f.
1 (storicamente) donna appartenente a comunità ispirate a ideali evangelici e caritativi, sorte specificatamente in Belgio nel sec. XII
2 (per estensione) donna bigotta, bacchettona.
Etimologicamente la voce a margine è dal francese beguine, che è probabilmente un adattamento del medio inglese beggen 'pregare';
- bacchettone che è chi si dedica a pratiche religiose con zelo esagerato e superstizioso; la voce è probabilmente un accrescitivo (cfr. suff. one) derivazione di bacchetta, con riferimento alla pratica medievale dell'autoflagellazione; oppure con riferimento a coloro che ben volentieri ed ostentatamente si recavano nelle basiliche dai penitenzieri maggiori, che usavano assestar loro delle solenni bacchettate dette Sicutennosse, parola interessante e presente sebbene con piccole varianti, ma analogo significato, nelle lingue regionali calabre: zicutnose, zichitinos che mi sicutenosse fu il colpo assestato con una verga sulla testa o sulle spalle; etimologicamente la parola è una chiara, scherzosa deformazione del latino: sicut nos (come noi) che si incontra nella parte finale della preghiera pater noster; un tempo nelle cattedrali o nelle basiliche cattoliche esistevano i c.d. penitenzieri maggiori, sorta di prelati abilitati,nell’amministrare il sacramento della confessione,ad assolvere anche i piú gravi peccati, tali penitenzieri maggiori inalberavano sul lato destro del loro confessionale, dove sedevano ad ascoltare le confessioni dei penitenti, una lunga canna con la quale solevano colpire sulla testa o le spalle i penitenti a mo’ di suggello dell’avvenuta assoluzione. Poiché il piú delle volte i penitenzieri maggiori nel congedare i penitenti, facevan recitar loro il pater noster assestavano il previsto colpo di canna sul finire della recita della preghiera, proprio in coincidenza delle parole sicut nos e da ciò il colpo trasse il nome di sicutennosse;
- baciapile che è chi ostentatamente usi baciare , a mo’ di devozione ipocrita le acquasantiere presenti all’ingresso delle chiese; va da sé che l’etimo è una composizione di baciare (che è dal lat. basiare, deriv. di basium 'bacio') e il pl. di pila= grande vasca di marmo usata nelle chiese cattoliche per contenere l’acquasanta o acqua benedetta dal lat. pila(m) 'mortaio', della stessa radice di pinsere 'pestare' per l'uso di baciare le pile dell'acquasanta;
- collotorto che è chi per mera ostentazione, reclini, quando prega, il capo in atto di falsa pietà; etimologicamente è composizione di collo (dal lat. collum) + l’agg.vo torto = piegato (dal part. pass. del lat. volg. *torquĕre, per il class. torquēre/torquíre).

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il 24/05/2012 alle 10:22
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