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Creato da havek il 08/07/2007

Altro Mondo

la ricerca di un nuovo stato dell'essere, fuori dal dolore, fuori dall'accidia

 

 

Storie tese.

Post n°4 pubblicato il 02 Giugno 2010 da havek

Oggi al lavoro mi rendevo conto che ero efficace come non lo ero stato mai. I ragazzi mi hanno fatto tante feste e io riuscivo ad avere attenzione e una giusta parola per tutti. Ho accompagnato un ragazzo del Bangladesh a comprare degli spray per fare un graffito e per la strada mi ha fatto sentire la canzone rap che ha composto. Ho giocato a calcio con un ragazzino rom che era a disagio con me per una vecchia storia tra noi e poi abbiamo parlato...

Dopo con le mie colleghe abbiamo affrontato una faccenda molto difficile, le ragazzine che stavano preparando il balletto ci hanno detto che due ragazzi tunisini le hanno umiliate e si sono fatti dare dei soldi con la minaccia. Ne abbiamo trovato uno e lo abbiamo fatto confrontare con le ragazze davanti a noi, era molto nervoso ma quando gli parlavo stava a sentire in silenzio. Poi fuori mi ha giurato che non lo avrebbe fatto mai più, è un ragazzo di talento che balla la break dance benissimo, è orfano e ha un fratello spacciatore. Abbiamo giocato a basket sul marciapiede e gli ho fatto un paio dei miei dribbling dei vecchi tempi, dopo scherzando con un amico gli diceva di me 'questo è il mio bianco preferito'...

 
 
 

Cantico della Mezza Canaja. 

Post n°3 pubblicato il 10 Luglio 2008 da havek

... Ride, dice che vorrebbe ballare come quelle due ragazze in mezzo alla pista; le guardo , sono scatenate ed euforiche, ballano come se esistessero solo loro, piene della gioia della loro vicinanza. La spingo un po': "allora balla dai..!"
Balliamo insieme, è imbarazzata ma vuole essere sexy, provocante. Non è davvero eccitata, sta giocando, si ferma ridendo...
Mi piace come mi sta vicino, è affettuosa, stringe gli occhi facendo un sorriso ironico se le faccio un complimento: sembra dirmi che è carino quello che le dico ma non ci crede tanto, sono uno che ci prova perché ha bevuto e se ci fosse un'altra farei lo stesso. Mi bacia su una guancia spingendo forte le labbra nella barba, mi prende in giro per le sigarette senza filtro. E' bello vederla ridere, guardare il viso gentile di cui, come per tutto il corpo, nasconde la femminilità. Pudica per natura in una serata in cui, non per me ma per qualcosa che ha dentro e la fa fremere, vorrebbe non esserlo.

Prima avevamo scherzato su come dev'essere il membro di un uomo, lei aveva fatto un gesto spropositato col braccio..
Mi ha eccitato parlarle, vorrei che sentisse il mio desiderio. "Vuoi capire se ti va bene com'è?" "Che dici?!" Scandalizzata. Mi guarda e il mio viso sereno la rassicura. "Dammi la mano." Siamo in disparte e mi metto dietro di lei, appena scostato. Tenendo le punte delle sue dita le faccio scorrere premute lungo il mio sesso. Ride girando la testa verso di me. "Va bene!" "Ma non è come dicevi!" "No ma va bene.." "Come volevi tu sembrava una cosa fatta per far male." "Hai ragione." "Vienimi vicino"
Con il viso nei suoi capelli sento l'odore della pelle, le abbraccio la vita, lei mi tiene le mani.. metto il sesso nel solco tra le sue natiche. Il mio ventre spinge contro il suo corpo ma mi trattengo, vorrei che restasse a suo agio, le sono grato per la gentilezza di accogliermi così.
"Non ti posso dare di più." "Dimmi..?" "Voglio essere casta" "Sicuramente è la prima volta che questa frase viene detta in questo posto!" le dico scherzando.
Parlarle mi aiuta a rendere il mio desiderio più delicato. Mi appoggio allo schienale di un divano invitandola a girarsi. Ora siamo di fronte, i ventri uno vicino all'altro.
Va bene, rispondo alla frase di minuti prima.
Usiamo le labbra e la pelle per conoscerci, senza più imbarazzi, respirandoci il respiro e l'odore a vicenda. Le mie mani scoprono i pieni e i vuoti della sua schiena scaldandola con carezze lente e forti, fermandosi sopra i luoghi giusti ad un amante più intimo. Le sue mani sul mio petto sentono vibrare la mia tensione, più in giù è una carezza immobile del mio sesso al suo.
"Non sono molto casta." "Sì invece, e piena di grazia." "Bestemmi?!" "Non credo."
 

 
 
 

Conoscenza di chat..

Post n°2 pubblicato il 12 Giugno 2008 da havek

L'ho fatto per la prima volta un anno fa, appena tornato da Bologna dopo essermi lasciato con la mia compagna, lavoravo come elettricista con un mio amico, mi dava degli appuntamenti a cui tardava per ore e una volta sono entrato in una chat. E' stata una cosa simpatica vedere come persone scunosciute ti salutavano e ti accoglievano e ho cominciato a passarci un po' di tempo. Dopo poco ho capito che gran parte delle parole erano dette a utile di niente, senza autenticità e convinzione, ma non è questo il punto che volevo raccontarti.
Ho fatto degli incontri, quello era il momento della pura disperazione per me. Le donne che incontravo erano anche loro per certi versi disperate. Quello che ci offrivamo l'un l'altre era uno sfogo della solitudine, un'emozione effimera, ma non avevamo niente altro da dare. Quando una ragazza mi ha chiesto di più a quel tempo ho dovuto negarmi perchè non lo potevo dare. Il pensiero di cosa stavo facendo, della pochezza di quegli incontri mi ha fatto fermare dal chattare.
Verso Natale lo ho fatto di nuovo. Le cose erano combiate. Ho conosciuto delle persone, diverse più grandi di me, forse perchè più sensibili al mio dolore e non lì per giudicare e scaricare chi non fosse un brillante seduttore. Le relazioni erano cambiate, fatte di solidarietà e affetto, ma io le vivevo con l'ansia di trovare una persona che mi tenesse stretto, che mi consolasse e facesse sentire importante. La donna che mi ha risposto in questo era molto generosa con me. Cercava un amore che non trovava nel matrimonio e per starmi vicino correva dei rischi assurdi. Quando è arrivata a stare con me a pochi metri dalla casa in cui il marito l'aspettava, in pieno giorno con le persone che passavano, ho capito che dovevo fermarmi. Ancora ho dovuto riflettere su quello che stava succedendo e di nuovo ho smesso di chattare.
Adesso sto conoscendo persone libere, tutti i rapporti sono gentili e affettuosi. Sono capace di aspettare e capire se la persona è interessante prima di sbilanciarmi. Sono rivolto a conoscere di persona perchè penso che le emozioni viaggino soprattutto negli sguardi e nei sorrisi più che nelle parole. Non ho fretta però perchè il mio dolore comincia a non essere assordante e non cerco un chiasso che lo copra. Sto cercando di  sistemare anche gli altri aspetti della mia vita e dargli valore, sento un movimento vitale e positivo dentro di me, questo mi aiuta a non avere ansia e a essere più gradevole e affascinante per chi mi conosce.

 
 
 

Nuovo inizio.

Post n°1 pubblicato il 08 Luglio 2007 da havek

stare abbandonato sul materasso senza volersi alzare. il pensiero non urla più la rabbia e il dolore dei litigi e della perdita. volere che il corpo si spenga, che ogni cellula si disfi e ogni molecola si scomponga. non curarsi, lasciare i denti cariarsi e le ossa dolere e storcersi. non sentire più vivo il proprio sesso. settimane e mesi.
Poi piccoli pensieri cominciano a vibrare deboli. cose immaginarie, altri posti, cose desolate, essere facchino o operaio in un paese straniero, in una nave merci che attracca ogni molti mesi e mai scendere in porto. vita di anonimato, senza conoscere e parlare con nessuno, voler solo essere lasciato in pace, volere solo che il dolore si spenga. Intanto masturbarsi come mungendosi per capire se si funziona ancora, riprendere svogliatamente le abitudini dell'igene.
I pensieri mutano piano piano. Sempre posti lontani ma quelli che si amano, la solitudine ma non la bruttezza. La Svezia delle foreste e dei fiumi che cascano in mare alti dai fiordi, poi la Tunisia delle dune e delle piste nelle pietre del deserto. E immaginare amorali avventure, correre il deserto con la moto, acquistare hascisch e portarlo in Italia con una barca, fare carovane con gli arabi e portare carichi inconffessabili, battersi da predoni con bande nemiche.
Poi cominciare a pensare ad un'oasi... un oasi come quella vista da ragazzo, così diversa da quelle fumettistiche con una pozza e una palma. Spunta grande e inatteso nella distesa un rigoglio di alberi, campetti fitti fitti di verde e orticelli, canaletti di acque governati da piccole chiuse, nugoli di bimbi che giocano correndo e urlando. Una casa piccola e bianca e interrarci una cisterna per poterci fare il bagno. Pensare magari di prendere una donna, là un padre di famiglia povero te le sbologna volentieri. Una vita semplice con lei e con dei figli. Scambiare le visite con le famiglie vicine. Riunirsi con tutto il villaggio per le feste e ballare.
Sentire il proprio corpo reclamare la cura e l'amore. Sentire il proprio sesso ricominciare a ergersi al mattino e alla sera.
Ricominciare a pensare alle persone che ti sono state vicine tutta la vita. Capire che il tuo dolore era incomprensibile per chiunque, confortarti impossibile, quindi dismettere il rancore e cercare di riincontrarsi.
Capire di appartenere a una comunità e sapere di poter contribuire ad affrontare i suoi problemi. Ritornare al lavoro, a far parte del destino comune agli uomini, al respiro del mondo. Ritrovarsi nella cultura e nella storia della propria nazione, cercare di affacciarsi a quella degli altri popoli. Vivere.

 
 
 

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