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Creato da attiduequattro il 19/04/2008

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Cristo è la Via

UN PO' DI "INUTILE" ME

E' finita la ricerca. Ora inizia la vita. Ho fatto una scelta controcorrente, ho scelto il debole, il povero, il senza tetto, il condannato: GESU'! Ed ho scoperto che "quelli che hanno messo sottosopra il mondo" sono proprio quelli che lo seguono.


Puoi conoscere qualcosa di più di me su scegligesu.com


www.la-bibbia.it parla di me. leggilo ora


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"Quello che io vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce; e quello che udite dettovi all'orecchio, predicatelo sui tetti” (Matteo 10:27)     

Quello che di sensato e buono riusciamo a dire pubblicamente è soltanto frutto di una comunione intima e segreta con Gesù. Il valore delle nostre parole è dato unicamente da quello che lo Spirito Santo ci suggerisce nel “segreto della nostra cameretta”. Le nostre parole possono ferire o lenire le ferite, possono consolare o turbare i cuori, possono essere di edificazione o abbattere gli spiriti. Tutto dipende da quello che abbiamo imparato a udire nel nascondimento della nostra comunione con Dio: se il nostro cuore è ricolmo della Parola di Dio, della virtù del Suo Spirito, allora potranno scaturire dalle nostre labbra parole che fanno trasparire il carattere e il pensiero di Cristo. La Sua compagnia influenzerà il nostro linguaggio oltre che il nostro atteggiamento. Vogliamo essere saggi? facciamo una cosa semplice: preoccupiamoci di ripetere quello che lo Spirito Santo ci suggerisce all’orecchio, non aggiungiamo altro, rischieremmo soltanto di fare danni, ma se la compagnia di Gesù, se l’esserci ritirati in disparte con Lui ispira il nostro parlare, allora non esitiamo ad aprir bocca perché faremo soltanto riverberare la Sua voce. Prima di parlare in pubblico, però, stiamo in privato con Gesù

www.evangelo.it

 

 

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La Graffetta

Post n°14 pubblicato il 16 Giugno 2008 da attiduequattro
 
Tag: Gesù
Foto di attiduequattro

La mia giovane sorella kb_7, qualche giorno fa, ha pubblicato un articolo ricco di spunti - come nel suo standard - che mi ha lasciato riflettere. Ti invito a leggerlo e a commentarlo, se ne hai voglia, qui.
Alla fine, tra coltellivi svizzeri, scanner multifunzione, scalpellini, martellini, pialle e carte vetro, ecco io sono un filo.

Molto probabilmente, sei collegato con una connessione adsl (spero per te in fibra ottica). Io e tanti altri come me, siamo collegati con un classico modem o router collegato ad una presa o borchia telefonica. Bene, ciò che rende attiva la connessione è un filo. Però...
Eh, sì, il filo ha un grosso potenziale. I suoi filamenti, molto spesso e nei casi migliori sono schermati, altre volte, invece, sono normali, hanno una piccola patina argentata che li tiene uniti, messa per lì per far andare su tutte le furie il tecnico...
Certo, grazie a questo filo, navigaviamo anche oltre i 7 mega.... Wow
Ma c'è un particolare. Il filo potente altre volte, invece, porta energia, porta luce, rianima la casa o porta acqua o, comunque tiene uniti due punti importanti.
Ecco io sono un filo.
Mi piace pensare che un capo di me parta dalla borchia dell'amore e arrivi dall'altro lato, con potenza, franchezza di segnale, compatibilità di linguaggio, fermato sul lato opposto con il plug giusto.
Se non sono collegato alla borchia, dall'altro lato non arriva niente, perchè la sorgente, la parte attiva, la parte viva è la borchia, non il filo.
Ma il filo ha la sua funzione, e su questo aspetto non ci sono bubbi.
Questo filo per non dare fastidio, per non essere portato "di qua e di la", per non diventare "inciampo", per non recare danni deve essere per fissato alla parete.
Alla parete.
Allora, il Tecnico inizia a mettere tante piccole graffette affinchè il filo resti ben aderente al muro, segui la curve, eviti gli ostacoli. Non diventi pericoloso, e più graffette mette, il collegamento diventa semre più stabile, meno pericoloso.

E' così. Il Grande Tecnico, un giorno disse "anch'io mando voi. E detto questo soffiò su di loro". Gesù ti sta inviando nel mondo ad annunciare la sua, semplicemente devastante, verità.
Ecco, la Borchia stava cominciando a dare al filo importanti "pacchetti di byte". Si stava attivando la connessione. Ormai il "filo" aveva ricevuto tutto quello che gli serviva per collegare la borchia ad un altro apparecchio. Ora poteva svolgere la sua funzione. Ma sì, la vita del filo è così leggera e facile deve solo preoccuparsi di stare ben collegato e di non perdere informazioni per la strada, affinchè il messaggio non venga distorto o la consegna rallentata.

Ecco io sono un filo.
Per evitare di diventare inciampo, il Grante Tecnico, Gesù, sta cominciando a mettere delle graffete per piantarmi nel muro. Picchia forte sul chiodo. Picchia forte. Il muro sotto non è tanto docile. Ma con una bella martellata più decisa e con un gesto più energico il chiodo entra.
E così', piano piano, il Gesù ci mette una graffetta, ci fa percorrere un percorso obbligato, ci piega, ci guida, ci splasma, ci fa prendere la forma giusta.

Amico che leggi, prego affinchè tu possa capire a pieno quello che ho scritto. Ma l'invito che vuole trasmetterti questo piccolo pensiero è sintetizzabile in queste poche parole. "Stai tranquillo, Dio si prenderà cura di te. Non permetterà che ti stacchi dalla parete (Cristo Gesù), Egliu ti stabilizzerà con le sue graffette, se vorrai, così starai per sempre collegato alla borchia". Amen

 
 
 
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Và, PRENDI

Và, prendi le acque dell'oceano e contane le gocce, và conta i granelli del lido del mare e quando avrai compiuto tutto questo, non potrai ugualmente sapere quanto Gesù ti ami! Egli ti amava perfino quando prevedeva il tuo peccato. Ti amava con la conoscenza di quella che sarebbe stata la tua iniquità. E non di meno ti ama ora.

C.H. Spurgeon