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poesie e testi critici inerenti alle opere
 

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Questo e` quello mi trasmettono le opere del mio Maestro

Post n°45 pubblicato il 08 Gennaio 2016 da taziofacchini

Ho conosciuto il maestro Tazio Facchini in un momento della mia vita surrealista, per i profani d'arte il surrealismo e` un movimento culturale e artistico che si opponeva al dominio della ragione come unico strumento conoscitivo e sosteneva l'importanza della dimensione irrazionale del sogno e dell'inconscio, dai quali emergeva la possibilita ` di nuovi mezzi espressivi. Per i profani di vita e` quella linea sottile immaginaria che ci separa perche`, proprio in quell'istante la Ragione non centra niente con il vissuto. Nelle opere sel maestro Tazio Facchini uomo di mondo e degli spazi infiniti esplode un surrealismo grafico di penetrante fastidio e poesia. Mi spiego, Fastidio inteso come turbamento, un'evitabile confronto con le mie piu` intime emozioni, legate a quella linea sottile verso lo spazio senza fine, verso la follia. Le opere di Tazio sembrano non avere uno spazio definito, in continua evoluzione , l'opera all'inteno dell'opera, la cornice che dovrebbe racchiudere  lo spazio invece e` intelleggibile, caleideoscopica, costringe l'occio ad un'agolazione particolare. Mi ritrovo ancora in una virtualita` surrealista inconscia. Rifugio di poesia il tratto sottile, graffiante, elegante mi riporta uno spazio a me definito. Un'armonia elegante costituita da migliaia di colori, meditati per riportare l'anima in un'elegante danza. Un fluttuare leggero che mi riconduce ad un microcosmo riconoscibile. Uno spazio famigliare alla follia del sempre sempre piu`. Piccoli infiniti spazi che racchiudono l'origine. Ringrazio il maestro Tazio Facchini Artista  e grafico di fama internazionale che con le sue opere imponenti piene di sacrificio, anche fisico, ha con sottile intelligenza spronato un'onirica e triviale dilettante piena di tubetti inutili di colori verso la Vera pittura. MARINELLA Rapetta . Gennaio 2016, Mantova.

 
 
 

Storia in breve

Post n°44 pubblicato il 12 Gennaio 2015 da taziofacchini

Nato nel 1950, il poliedrico "artista-pittore" inizia a disegnare, dipingere e a esporre dalla meta` degli anni '60. Sul finire degli anni '70 oltre all'estimento di varie mostre personali, ha avuto molte richieste per poter partecipare a rassegne nazionali e internazionali. Gli sono stati attribuiti - primi premi - alcuni documentati con libri storici d'arte. Con il primo premio "Arcobaleno Colori d'Europa", dal 1989 opere sono nei principali centri culturali, pinacoteche e musei d'europa. Opere sone sparse nei continenti. Si sono interessati giornali quotidiani, periodici, riviste mensili e settimanali. Hanno scritto per i suoi variegati lavori in tante elaborate tecniche apprezzate; giornalisti , artisti e critici, evocandone la fantasia, il senso poetico, il fantastico talento creativo rinnovato e virtuoso. Gennaio 2015.  Tazio Facchini

 
 
 

TAZIO FACCHINI

Post n°43 pubblicato il 27 Ottobre 2013 da taziofacchini

.....Tazio Facchini dipinge ancora quadri, ma compone e crea in modo originale con un insieme d'interventi pitto-grafici e materici interessanti. Tazio non riproduce banali realta`interpretandole in modo piu` o meno corretto o personale sul piano tecnico come fanno i comuni pittori di nostalgiche e ripetute "finto-poetiche" figurine,lui sperimenta e ricerca nuove soluzioni creative, quando ne sente l'esigenza, esce anche dal quadro e l'opera assume una nuova forma compositiva. Sono convincenti opere ricche di sperimentazioni cromatiche e personali invenzioni...   Italo N. Grakram

 
 
 

SIMBOLISMO IN UN ELABORATO DISEGNO DAL NATURALISMO SURREALE

Post n°42 pubblicato il 17 Febbraio 2013 da taziofacchini

la saggezza dell'unicorno...il viaggio...le chiavi che nella simbologia rappresentano il superamento di ogni diaframma che vada, aperto, svelato ed in questa eccezione possiede un aspetto iniziatico che si esprime nel passaggio da un livello all'altro dell'esistenza, da un "prima a un dopo", in un'attesa sull'isola dei tempi che tutto ingloba...ELISABETTA BENASSI, febbraio 2013, commento pubblicato su Facebook.

 
 
 

PRESENTAZIONE

Post n°41 pubblicato il 30 Settembre 2012 da taziofacchini

Dopo anni di silenzio e un'esperienza di giornalismo, il pittore Tazio Facchini ha ripreso l'attivita`artistica espositiva.  Proponendo dal 10 al 31 Gennaio 1998 ai mantovani una mostra antologica nutrita di opere prime, monocrome, e altre nuove a colori, affiancate da sculture e da dipinti di ampio respiro figurativo, Facchini intende riacquisire l'antica simpatia dei suoi estimatori. E` giunto alla pratica pittorica definitiva dopo e al contempo essersi interessato di musica, letteratura e di disegno. Si e` diplomato disegnatore tecnico nel '67; ha partecipato a concorsi e a collettive di pittura con successo, ha viaggiato nei primi anni '70 in Italia e all'estero aquisendo esperienze e conoscenze di grande valenza etica, culturale, artistica.  Hanno parlato con chiara e diretta competenza del suo stile, della sua maturita` professionale, della singolarita` delle sue opere, numerose personalita` del mondo della critica d'arte.  Oltre alle testimonianze leggibili nel contesto del presente catalogo, altri rinomati critici hanno scritto delle sue opere.       L'Amministrazione comunale auspica che Facchini consegua ancora nel futuro cospicui e significativi successi.  L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE . Pubblicato sul catalogo della mostra antologica nel 1998 alla comunale " Galleria D' Arte Moderna e  Contemporanea".

 
 
 

TRA ACQUAFORTI E SERIGRAFIE

Post n°40 pubblicato il 25 Agosto 2012 da taziofacchini

Tazio Facchini realizza un'acquaforte di gran pregio, l'unita` formale risulta ricca di segni e simboli che impegnano l'intera composizione. Sotto un sole dai raggi attraenti ed avvolgenti s'innalza una cuspide formata da grovigli di elementi arrotondati contorti che paiono in continuo movimento, elementi simbolici, che come i moti dell'animo s'intrecciano e si mescolano tra la speranza viva di un sole che li accoglie e li riscalda.  Luigi Caramaschi, dell'Associazione Artistica e Culturale EUTERPE e direttore del settimanale Gazzetta del Po ove pubblicato nel maggio del 2005.

 
 
 

A TAZIO FACCHINI il Primo Premio Nazionale ARTISTI FAMOSI NEL MONDO - Istituto nazionale per i beni artistici e culturali.

Post n°38 pubblicato il 13 Maggio 2012 da taziofacchini

L' "Istituto nazionale per i beni artistici e culturali" di Viareggio ha conferito a Tazio Facchini, il Primo Premio Nazionale ARTISTI FAMOSI NEL MONDO - I Grandi Maestri del xx secolo.  Motivazione: "A testimonianza dell'inesauribile ricchezza e completezza delle sue rappresentazioni e della vastita` dei suoi interessi volti alla realizzazione di un'espressione portata ai massimi vertici nell'ambito della cultura artistica nazionale ed internazionale".

 
 
 

1^ Premio Nazionale - I MAESTRI DEL COLORE - grandi artisti dal 1947 al 1987 - conferito a TAZIO FACCHINI

Post n°37 pubblicato il 13 Maggio 2012 da taziofacchini

L' Ente Europeo Manifestazioni d'Arte ha conferito a TAZIO FACCHINI il Primo premio Nazionale: I MAESTRI DEL COLORE - Grandi Artisti dal 1947 al 1987.  Motivazione della giuria del premio: Maestro contemporaneo la cui opera e` stata unanimemente riconosciuta di grande valore e importanza nella scena artistica del nostro tempo. Salsomaggiore , Parma.

 
 
 

LO SPETTRO DEL VERO

Post n°35 pubblicato il 19 Aprile 2012 da taziofacchini

L'opera di Tazio facchini rimane al limite di ogni allusione reale, il soggetto rappresentato disperde poco a poco ogni attinenza con il vero, rilegandolo ad un'immagine che rivela un marcato contrasto tra l'io interiore, pulsante dell'artista e gli stereotipi sociali con cui cresciamo sin da bambini. L'artista ci da la propria liberta`di conoscere ed indagare attentemente, senza inganni e censure,il proprio animo che perde ogni validita` reale per introdurci in una nuovarealta`, intima, sempre rilegata nei profondi labirinti del nostro inconscio. L'opera "In movimento" rincorre le sue libere visioni, Facchini allestisce una composizione d'immagini in continua evoluzione, la figura mutevole passa da un "essere stato" in un certo tempo e spazio, non realmente contestualizzabile, ad un "essere instabile" in una rielaborazione artistica di sensazioni vissute. Un'immagine in continua trasformazione, la ricerca spaziale diviene confidente di sensazioni, le traccie reilasciate, gli stessi segni si rincorrono sullo sfondo colorato, segni che potremmo definire quali " segreti immaginati vissuti" . L'inquietudine delle proprie impressioni emotive e gli infiniti ruoli delle proprie maschere interiori si ripercuotono su tutta la sua produzione artistica. Un soggetto organico fluttuante che contraddice la nostra capacita` di intendimento reale, raffigurare le proprie suggestioni mentali e passionali diventa per Facchini suggestivo ed intrigante, ogni elemento si rivela estraneo ad ogni tempo prestabilito, ad ogni verita` reale. Un'opera psicadelica in un ritmo cadenzato di forme ed impronte, un'esperienza di libera percezione che ricerca le incertezze della psiche umana, un dialogo reale con il proprio inconscio, intriso di apparizioni che paiono immaginate ma si dimostrano realmente sedimentate e poi sparite tra evoluzioni fantastiche. Un soggetto mai illusorio, svelato dalla tecnica pittorica, in cui ogni rivelazione confessa cosi` un significante a cui lo stesso artista non riesce ad attribuire un significato certo, cercare di strutturalizzare queste visioni con parametri reali si conferma pericoloso poiche` rischieremo di confondere l'incanto della sua rivelazione.   Dott. EROS TEODORI

 
 
 

TAZIO FACCHINI: RICERCA E PASSIONE

Post n°34 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da taziofacchini

Mi capito` l'occasione di conoscere Tazio Facchini e le sue opere......Cosi` un sabato partii deciso, per conoscerlo.  E` stata una sensazione bellissima vedere le sue opere. Mi risulto` evidente, immediatamente, il legame alla piu`classica delle tendenze espressioniste dei primi del '900, il modo di sviluppare  sulla carta o sulla tela forme pittoriche che esprimono i suoi sentimenti con le relative sensazioni piu` intime date da colorazioni avvincenti con segni forti seppur piacevoli che vanno a sfociare, in opere successive, al comporre di forme e colori a seduzione di forme teoriche ma ricche di radicata ricerca. Un periodo da considerarsi ad alto apporto artistico e per quanto esposto e per il vissuto di Tazio, eterno girovago. Oltre ai dipinti Tazio e` un Maestro del disegno e nell'incisione, esso non ha problemi nel produrre xilografia, calcografia, aquaforte, grazie anche al diploma di disegnatore ottenuto nel 1968. Guardando le opere esposte mi pareva di vedere due artisti; l'incisore e disegnatore, che si affina molto in certi particolari ai segni ben definiti di un Durer dei primi del '500 fino alle macchie espressive cubiste di Gino Severini (scusate l'abbinamento). Oppure il "pittore" Tazio che passa con estrema facilita` dagli strappi di Rotella alla seduzione di sensazionali opere rimembranti W. Kandinschy, E. Vedova, Roy Lichtenstein ma sempre, alla fine dell'opera, con il suo tratto, in un contesto generale che non separa mai anima e ragione. Per fare un "venale" riferimento al valore di mercato di questo prodigioso artista mantovano bisognera` prendere a riferimento le tendenze di mercato di alcuni artisti  del fenomeno della transavanguardia....Le opere di Tazio Facchini trasmettono immagini fantastiche che aprono varchi immaginari verso un tempo o uno spazio venuto o a venire in una visionaria condizione di splententi nostalgie stilistiche.....Perche`, dunque, non guardare Tazio Facchini piu` a fondo e , con occhio critico e attento, ammettere che in "Lui" l'Arte c'e`, qui` a casa nostra girando l'angolo e andando contro il tempo.  LUIGI CARAMASCHI , direttore del settimanale "Gazzetta del po" e pubblicato.

 
 
 

TAZIO FACCHINI: INFINITE OMBRE DEL VERO

Post n°33 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da taziofacchini

Incontrando le opere di Tazio Facchini si rischia di perdere ogni riferimento reale. Le sue immagini rivelano un deciso contrasto con la nostra societa` tecnologica e razionalmente scientifica in cui siamo quotidianamente immersi, l'artista ci offre la possibilita`di conoscere un mondo "altro" da osservare, dove inoltrarsi senza inganni e censure. Ho tra le mani due cataloghi relativi alle Personali tenutesi nel 2001 e nel 2005; non soffermandomi sulla tecnica utilizzata, seppur abilissimo grafico, cerco di rincorrere le sue visioni libere da preconcetti lasciandomi guidare in un mondo non fantastico ma realmente vissuto, Facchini riesce con le sue immagini a rappresentare un "essere stato" in un certo tempo e spazio, anche se non realmente contestualizzabile, ogni immagine e` una rielaborazione artistica di sensazioni provate e di esperienze vissute durante i suoi lunghi viaggi, cosi` da viaggiatore diveniva esploratore del suo mondo inconscio, per un viaggio duplice ma sempre parallelo. Parte da ragazzo alla scoperta di se` stesso, rapito dalle falene culturali degli anni '70 tra i canali di Amsterdam, le luci di Parigi, i quartieri di Londra e le strade del mondo intero annotando e mai disperdendo. Non troverete nelle sue opere immagini statiche ma in perenne movimento, in continua trasformazione, l'unita` formale e` sapientemente plasmata e pensata, la ricerca dello spazio diventa depositaria di impressioni, fuoriuscendo anche dal quadro se necessario e rientrando in un altro, passando in rassegna le sue opere una dopo l'altra dobbiamo affrontare un percorso lungo piu` di trent'anni e prestando attenzione ci accorgeremo come gli stessi segni si rincorrano e si ripetano in tutte le sue composizioni, potremmo definirli "segreti immaginati vissuti"...si puo` solo pensare di vivere un mondo parallelo? Puo` diventare rischioso giocare con le proprie inquietudini, legarle ai propri sogni intrisi di impressioni emotive. Ripercorrendo la produzione artistica si scoprono immagini organiche fluttuanti, illudendo e disilludendo di essere lineari e ferme, sicuramente immagini segrete pronte a contraddirci sulla nostra capacita` di intendimento con quelle di un'opera posta a fianco. Tentare di rappresentare le proprie suggestioni mentali e passionali diventa per Facchini suggestivo e animamente intrigante, riaccendere la propria creativita` per non lasciarla disperdere tra i meandri dei propri mutevoli stati d'animo. Se ripercorriamo i suoi titoli capiamo l'essenza della sua sintesi formalmente mentale, "L'attesa sull'isola del tempo dei tempi", "I personaggi conosciuti oltre i limiti", " Gli alberi in fiore sulla montagna dell'occhio", "Vol,o magico fatale" per fare alcuni esempi, ed allora ogni elemento si rivela fuori da ogni tempo prestabilito e da ogni realta` reale ma dentro una realta` immaginata e ritrascritta con mezzi concreti. Troviamo tra le sue composizioni un'intenzione di immagini dall'inconscio, immagini psicadeliche in un ritmo cadenzato mai costante di segni e forme, di chi ha aperto le proprie esperienze alla libera percezione,  esplorando le ambigiuta` della psiche umana. E cosi` le sue visioni, che paiono immaginate ma realmente sedimentate e poi sparite tra evoluzioni fantastiche, si slegano in immagini visionarie, vissute realmente dialogando con il proprio inconscio. Sicuramente Facchini ha riconosciuto nell'espressione artistica un modo eeeeeeeeper liberarsi dai dettami che indirizzano la realta` quotidiana razionale, per liberare il proprio inconscio e le proprie fantasie, dandogli vita propria per poter cosi` vivere in modo illusorio...in un mondo "altro". La pittura e la grafica di Facchini risultano contrassegnate dall'assoluta assenza di condanne mentali preconcette, da idee passate condizionanti, non cerca di motivare le sue visioni che le farebbero divenire ordinarie ed ipocrite ponendo cosi` una sorta di autocensura alla sua liberta` di percezione sensoriale e riproduzione manuale. Immagini rivelate nella realta` della tecnica pittorica ma sublimate nella visione inconscia della propria mente, ogni rivelazione confessa cosi` un significante a cui lo stesso artista probabilmente per motivi di spazio non attribuisce un significato, un titolo, diventa cosi` difficile strutturalizzare le sue visioni con parametri reali perche` se ne perderebbe l'incanto della rivelazione. Cosi` i suoi segni, i suoi simboli, le sue forme diventano segnali di una mappa mentale, e l'immagine che la loro unione arriva a formare una prosecuzione dell'interiorita`dell'artista. I suoi grovigli , ad una prima vista, possono incutere timore nello spettatore, il senso di straniamento resta appunto nell'assurdita` delle sue forme, nella decontestualizzazione dei suoi paesaggi e scewne di vita irreale in rapporto alla realta` stessa quotidiana in cui vengono poste e riproposte. Immagini prive di riferimenti spaziali e temporali legate ad un'esperienza mentale che aiuta lo spettatore a riflettere sulle proprie convizioni sociali e sulle proprie certezze. Facchini nella sua liberta` espressiva sente la necessita` di non inglobarsi nei dettami registrati delle correnti " ismice" del novecento perche` diventerebbero altresi` censure delineate, limitanti il suo fare artistico. Parafrasando un persiero di Giovanni Pascoli potremmo definire le visioni di Tazio Facchini.....infinite ombre del vero.   Dott. EROS TEODORI  . Testo pubblicato su setttimanale e quotidiano.

 
 
 

TAZIO FACCHINI

Post n°31 pubblicato il 19 Dicembre 2011 da taziofacchini

Nasce nel 1950. Nel 1967 si e` diplomato Disegnatore Tecnico. Si e` sempre interessato di cultura e d'arte ed ha cominciato a disegnare e a dipingere esprimendosi fin dagli anni dell' adolescenza. Nei primi anni '70 ha conosciuto esperienze creative all'estero in soggiorni ad Amsterdam e a Parigi. Dopo aver allestito varie mostre personali, dalla fine degli anni '70 ha avuto molti inviti per partecipare a prestigiose rassegne d'arte internazionali. Gli sono stati assegnati vari primi premi nazionali ed internazionali, documentati con diplomi targhe e libri storici. Dal 1989 sue opere sono esposte nei principali centri culturali, pinacoteche e musei quali: Museum Modern Kunst Vienna - Austria, Kuntstumemuseum Berna - Svizzera,  Musee de de l'Etat-Marche`- Aux Poisson Lussemburgo, Art Moderne de la Ville de Paris - Francia, Stederljk Museum , Amsterdam - Olanda, Staatliche Kunsthalle Berlin , Berlino - Germania, Statene Museums for Kunst, Copenaghen - Danimarca, Musee Royaux, Bruxelles - Belgio, Museo Espanol del Arte Contemporaneo, Madrid - Spagna, Istituto of Contemporary Arts (ICA), Londra - Inghilterra. Vive e lavora a San Benedetto Po. Di lui hanno scritto diversi critici ed in particolare il Dott. Carlo Micheli: "Tazio e` artista nel profondo. Sfiora con passo leggero la realta` per non destarsi mai completamente dall'incanto del colore, della fantasia, del sogno. Tazio conosce la poesia delle cose, il segreto della luce, il profumo del tempo e tutto mischia..." Da "Il catalizzatore di sogni" ( Mantova 2010 ). Dal catalogo "l'eredita` artistica a Polirone nella seconda meta` del '900", della mostra collettiva nell' ex refrettorio monastico,  a San Benedetto Po, da Domenica 11 Dicembre 2011 a Domenica 8 Gennaio 2012. La mostra e` stata prorogata fino al 29 gennaio 2012.

 
 
 

A TAZIO FACCHINI, ESPLORATORE DI DIMENSIONI UTOPICHE NELL"ALTRO DA SE`".

Post n°27 pubblicato il 15 Ottobre 2011 da taziofacchini

.....Tazio Facchini e` grafico virtuoso, dotato di estro fantastico visionario, che sfoggia un repertorio di immagini oniriche cesellate con acribia. Il "ductus" asseconda i rovelli tortuosi e fuorvianti come i meandri di un labirinto di segni assiepati, che si contendono empaticamente uno spazio gremito che rasenti l'"horror vacui" della pittura fiamminga. Tazio supera l' "impasse" di una tecnica consumatissima e il rischio della perizia, delle cognizioni anatomiche, per l'estrema eleganza delle soluzioni formali. E fanno capolino, come se s' inquadrassero in una "piece" teatrale, certe aggrazziate figurette muliebri, che sembrino serprese dall'obbiettivo per un'istantanea, che ne carpisca una posa di danza, una movenza contratta, per un passo appena accennato, o per la scioltezza dei movimenti, per la fluidita` coreografica ben calibrata, come se stessero per spiccare il volo o si avvertisse il fremito di un frullo lieve, come il tocco setoso di un'ala di farfalla, spuntate dalle loro membra flessuose. La suadente raffinatezza delle figure, rammenta le fanciulle garbatamente delineate da Max Klinger, fluttuanti in un'atmosfera incantata, sospesa come in un sogno "fin de siecle", di quella stagione che si librasse tra Simbolismo siglato sa Redon e Moreau, e la sublime Secessione viennese di Klimt. Ma si ravvisa, in certe figurette stringate di Tazio, un'affinita` elettiva con l'elegante stilizzazione della Galleria dei personaggi, stilate da Alberto Martini, con tocco graffiante, a rilevare impietosamente, nell'estenuato languore di fattezze emaciate, macerate dal lavoro diurno di uno stillicidio, che denunci il tarlo del mal di vivere. Nello sfondo s'inarcano i serti fitomorfi della raffinata stagione liberty, in un florilegio dei fregi di G. Chini e Coppede`, serpeggianti in spire, freneticamente asfittiche, avvolgenti in elissi e spirali annodate in viluppi grafici.                                                                                                                                          Critica dottoressa GIULIANA GALLI                                                                                   Modena 2002. Pubblicato su  catalogo e quotidiani.

 
 
 

AUTUNNALE

Post n°26 pubblicato il 15 Settembre 2011 da taziofacchini

Floreami imbruniti   nel paesaggio inumidito   dal gocciolare all'alba dell'invereno   nella nostrana campagna di pianura,   terrognola acquitrosa bruma.   L'improvviso foffio d'aria   contiene umori di presagi   e trasparenti malinconie,   nel rituale del fruscio   dei rami oscillanti   nel vibriolio dei fogliami.   Il vento stacca   altre foglie giallognole   che si levano leggiarde e verdastre, oltre dagli evanescenti confini   appannati degli orizzonti   nebbiolosi e commoventi.   Schizzano volteggianti   nel contrasto del ceruleo   offuscato dai vapori,   nell'ultimo naturale disegno    irrepetibile, nel flotto   della melodia delle forme   e dei chiarori che mutano.   Austero panorama autunnale   permeato di odori,   condensa e trasporta gli umori,   trasforma i colori ed i sapori   e gli amori.                                                                                                                                                          TAZIO FACCHINI                                                                                                                      pubblicata:                                                                                                                       " La Voce di Mantova "

 
 
 

Tazio Facchini: metafore e metonimie; disegnate, colorate, dipinte.

Post n°23 pubblicato il 05 Settembre 2011 da taziofacchini

Chi ha scritto dell'arte di Tazio Facchini insiste sulla tenacia visionaria, sull'esperienza all'estero che avrebbe fornito segni e simboli, sull'errare dello sguardo nella profondita` degli inconsci. Certo tutto questo continua ad essere vero per quella parte del cammino artistico di Tazio che, per intenderci, e` contiguo alla grafica. Il segno quasi politico di questa fase artistica di Tazio e` sottolineato proprio per la mescolanza degli " sfondi ": la provocazione efficacie e inquietante perche` le farfalle, gli insetti, i cigni, i cavalli, gli uomini e le donne sono riconoscibili. Lo sguardo ripete  il percorso della forma nota e, nel contempo, la lettura si inceppa e il conferimento di senso viene gettato dentro un sogno, in cui tutte le trasformazioni sono possiblili, in cui la regola e` lo spostamento e la condensazione: un uomo con le ali,  una strana creatura di mare e d'aria forse amoreggia con una farfalla, il cigno e` un cignofiore. Metafore e metonimie spiazzano continuamente il viaggio tra le figure. Eppure , nello svelamento di pesaggi surreali e fantastici, anche lo strumento di Tazio ha delle incertezze , o meglio delle sospesioni. La calligrafia di "L' attesa sull'isola del tempo dei tempi" ( '78 ) o di "Volo fatale" ('77), si complica e si mette in discussione proprio nella prezioisita`delle decorazioni de "La flora d'altri mondi ed il fiore d'utopia", nelle contraddizioni della miniaturizzazione, delle ossesioni grafiche di " Gli esseri soli, uno e` fereito e fa freddo" ('79), negli sfondi incisi con un lavoro di mesi, a trattini o a puntini. Sembra che in queti grafismi la forma tenti la fuga. Le rappresentazioni formali cedono qua` e la`alle sedezioni dell'indistinto, ma la punta dura della matita e del pennino, il bianco e nero, rassicurano Tazio e producono simboli che rienpiono, orgogliosi per la bellezza grafica. l'orizzonte piatto del fondo. Ma e` il colore il vero signore di di Tazio Facchini. Ecco allora in "Cenerentola"9 1987), in primo piano, delle barriere di cartone colorato, sovrapposte allo sfondo, ad incorniciare, con la forma imponente di un tempio, lo sguardo sacro che erra nel colore. ANNAROSA  BUTTARELLI, docente di filosofia ,fondatrice e organizzatrice dello staf di "Festivaletteratura". Prima parte, pubblicato "Gazzetta di Mantova 1987" e mio libretto d'arte.

 
 
 

Tazio Facchini, colore e fantasia

Post n°22 pubblicato il 02 Settembre 2011 da taziofacchini

La pazienza isolata, la cristallina coscienza, la virtu` del silenzio, l'attesa irremovibile, l'appassionata sensibilita` alle vicende dell'uomo, l'incisione personalissima del segno, la caparbieta` ininterrotta nel sostenere simbolismi e valori terreni, non sono mai venute meno e tuttora quali naturali caratteri dell'artista...Vigore e sostanza nel suo talento espressivo, nel contesto etico-filosofico delle sue tematiche, cosi` varie, originali ed invitanti, con inconfondibile stile ( una miriade di segni e d'arabeschi con cui propone il "suo" mondo fantastico )...Sofferti messaggi, maturita` intellettuale, dolcezza lirica e poetica. Immagini significative l'annoverano tra gli artisti piu` evoluti e comunicativi. Facchini ha potuto ritoccare tutti i temi generali esistenziali, innalzare il proprio spirito nella "regione" del mistero, nell'inquietudine psicologica, nell'incompenetrabile incoscio con pazienza, talento e maturita` professionale. Oscar Piva, giornalista. pubb. su giornali e sul catalogo; immagini immaginate,2005.

 
 
 

Tazio Facchini artista della coscienza

Post n°21 pubblicato il 01 Settembre 2011 da taziofacchini

...Tazio Facchini sono d'accordo con Lei che una pittura come la sua debba essere vista dal vivo. Ho capito, infatti, che una foto, specialmente in bianco e nero, non puo` assolutamente rendere il presioso microcosmo dei suoi lavori, dai quali aurei, credo si debba lasciarsi possedere da una sorta di conoscenza per unione o per connaturalita`, previlegio che penso sia di pochi, di quelli, cioe`, di ricca anima e profonda sensibilita`. prof. Aldo Zagni 1983. Da catalogo. ` `

 
 
 

Tazio Facchini: eclettico poeta dell' immagine

Post n°20 pubblicato il 31 Agosto 2011 da taziofacchini

Tazio Facchini, affronta con impegno il difficile problema dell'arte; il suo segno e` anelito di liberta`, sempre pero`, in una sintesi di costruzione sicura. Dinamismo e scomposizione della forma, nella pittura e nel disegno, scultura ed incisione. La sua arte e` vitale e merita un'attenta osservazione; perche` nei suoi valori si include in un'arte d'avanguardia. Antonio Ruggero Giorgi 1977.  Pittore e incisore. Da cataloghi.

 
 
 

SOGNO E POESIE NELLE OPERE DI TAZIO FACCHINI

Post n°19 pubblicato il 30 Agosto 2011 da taziofacchini

Il pittore esprime il proprio mondo interiore estetizzando attraverso spazi onirici, dimensioni fantastiche, contesti surreali dove il segno stesso diviene il simbolo e riflesso grafico o cromatico della Sua visione poetica. La stessa tecnica usata da Facchini gli permette di ridare quegli spessori inconfondibili e personalissimi della Sua arte che consistono in un'incessante ricerca formale per raggiungere espressioni che suggellino un evento, un tracciato di storia privata su cui soffermarsi a riflettere per recuperare contesti intimi, momenti di meditazione e di analisi. Facchini predilige le vie segrete dell'animo come tracciato narrativo della Sua arte, pertanto il fruitore e` coinvolto in una tensione di simpatia con lo spirito del pittore che pare invitarlo ad una lettura approfondita della pigmentazione, del segno, del flusso stesso compositivo in funzione di una comunicazione valida che favorisca il dialogo...Fausto Bertolini. Scrittore.

 
 
 

Le realta` fantastiche di Tazio Facchini

Post n°18 pubblicato il 28 Agosto 2011 da taziofacchini

E` evidente che la considerazione per l'arte abbia raggiunto nel nostro secolo due straordinarintraguardi in diametrale antitesi: i linguaggi artistici mai sono stati talmente autonomi e , a loro modo, specializzati; mai il divario culturale tra ncoloro che producono arte e chi dovrebbe esserne il destinatario e` stato tanto ampio.. C'inducono a questi pensieri l'onesta` pittorica di Tazio Facchni e la sua commossa professione artistica. Questa situazione, che ha raggiunto un'evidenza drammatica, all'orlo del completo disinteresse pubblico, e` paradossalmente contrassegnata dall'edificazione di sempre piu` numerosi nuovi sontuosi musei per contenere opere di cui pare non interessarsi nessuno, salvo il rituale pellegrinaggio all'occasione delle mostre alle quali, per puro snobbismo o per l'ottima capacita` persuasiva della pubblicita`, non si vuol mancare seppure evitando il minimo sforzo per informarsi sulle qualita` e i principi espressi dalle opere cui si rende visita. Ai linguaggi spersonalizzati attualizzati dal successo internazionale dei media elettronici, gli artisti giovani rispondono, come dice Bonoto Oliva, con soluzioni tribali, regressive e reazionarie. Sempre piu` operare e divenuto un fatto privato in una societa` che, peraltro, sembra non potersi privare dell'arte, dal ruolo sociale dubbio e incerto. In particolare la pittura e` un rituale al quale sacrificano gli ultimi sacerdoti incapaci di rinunciare al modo espressivo che per loro e` necessita` imprescindibile. Quando si osserva l'opera affastellata e disorganica di Tazio Facchini, pero` marchiatada un segno talmente individuale da essere inconfondibile, cosi` liberamente trasmigrante da un surrealismo posmagrittiano a un informalismo postnucleare, sempre e comunque di derivazione fantastica , si ha l'impressione di sfogliare le pagine di un diario estemo, un'esplorazione spirituale interiore che ha superato la 'finis terrae', oltre le raziocinanti metodologie estetiche, oltre le categorie stilistiche, cercando l'abbandono completo al gesto colorante e la fuga dal centro strutturale che ha sempre costituito la certezza convenzionale ( e convegniente ) per ogni pittore. Per questo ogni suo dipinto sta` a se`, non viene concepito conseguenzialmente all'opera gia` svolta e rappresenta un evento nuovo rispetto a se` stesso. Tazio Facchini , in omaggio a questa tormentosa liberta`, spesso  rinuncia alla propria ben dimostrata abilita` disegnativa per conseguire un abbandono delirante dove intervengono, come sopravviventi codici, solo i resti di una concezione strutturale e un'armoinia cromatica che sono in lui evidentemente condizionamenti formativi ninestinguibili. E in questo processo egli evidenzia l'approccio a un polistrumentalismo che lo vede impiegare tanto i pennelli quanto la tecnica pulviscolare delle bombolette, procedimenti che identificano certi suoi momenti d'astrazione e di spontaneismo gestuale. Insomma Tazio Facchini consegue immagini che proprio per la loro espressa dissociazione da qualsivoglia procedura programmatica esprimono sia dal punto di vista iconografico, con immagini, tanto quelle "astrattiste" quanto quelle "figurative", che sembrano internamente scosse da un fremito epilettico che mentre le irrita le irridigidisce, rendendole quasi minacciose, immuni da qualunque gradevolezza e da qualunque facilismo, una inquietudine che e` ormai ben lontana dall'ansia esplorativa, dai dubbi che gli artisti esprimevano ancora solo qualche decennio fa; sia dal punto di vista delle soluzioni aniconiche che s'alternano come ricerca collaterale e piu ` spontanea. Si tratta piuttosto di uno smarrimento drammatico, un'angoscia bruciante, un disorientamento che non vede piu` alcuna stella poilare a giudare il cammino dei pittori. Il loro percorso  ha smesso di essere avanzante, e tornare sui vecchi sentieri - ben sappiamo - non conduce ad alcuna meta invitante. Renzo Margonari , 1997. docente, critico e pittore.  Testo pubblicato su libretti d'arte concomitanti a mie mostre personali antologiche nel 1998 e nel 2005. e sul settimanale: La gazzetta del po, nel 2005.

 
 
 
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