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vincmart
   
 
Creato da vincmart il 28/01/2010
A proposito dello Stato " Partendo da queste mie considerazioni e vedendo che nonostante i disagi arrecati alla salute di intere popolazioni, il servizio sanitario non interviene, e poi che, davanti alle immagini trasmesse durante la visita della Commissione europea in discarica, con il ritrovamento di rifiuti non compatibili con quanto autorizzato, la Magistratura non interviene con un sequestro della discarica per fare i dovuti accertamenti, e poi che la Polizia disperde i manifestanti che avevano osato ribellarsi al sopruso di Stato, ho tratto le dovute conclusioni e cioè che le opzioni che restano a un cittadino pacifico, senza precedenti penali, sono solo due: restare e soffrire sopportando la violenza dello Stato o scappare via da questa Nazione corrotta." Oggi 30 set 2010 ho pensato alla terza via: la pazzia, i pazzi non rispondono delle proprie azioni, allora trasformiamo questi posti nella terra dei pazzi. Si salvi chi può.

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Il tempo delle parole è scaduto, ora è il momento di agire.

Post n°121 pubblicato il 03 Marzo 2012 da vincmart
 

Il tempo delle parole è scaduto, ora è il momento di agire, ciascuno lo faccia a modo suo e nel contesto che gli è più congeniale, dove appunto gli sembra di poter maggiormente intaccare e trasformare con la maggior efficacia possibile quella parte di realtà che non gli sembra giusta, umana e solidale.

Forza! Ce la possiamo fare, e quando i politicanti chiederanno cosa si propone per il cambiamento, come spesso si sente domandare da alcuni di loro ai semplici cittadini del popolo, nei salottini della tv, si potrebbe e forse si dovrebbe rispondere: la prima tappa è cacciarvi a calci in culo fuori dall'Italia, mettervi tutti su una nave da crociera e spedirvi a meditare sulle vostre nefandezze, in un mare diventato ormai pieno di merda a causa della vostra ingordigia, del vostro egoismo e della vostra immensa arroganza.

L'onda del cambiamento è formata di tante piccole gocce, cominciamo a metterci le nostre piccole azioni che, appunto, trasfomate in tante gocce andranno a formare quella grande onda, che potrebbe essere il piccolo diluvio purificatore di questo maledetto SISTEMA incancrenito e putrefatto, di cui ciascuno di noi è vittima e, spesso, inconsapevolmente complice.

 

IL MANIFESTO DEL MOVIMENTO

L’ANALISI
Premessa: La nostra classe politica non è una fatalità.

• La gente umile è stata plagiata dai media e dagli affabulatori, le persone sono state trasformate in esseri umani senza volto, senza voce, che non conta nulla, e vengono trascinate, ogni giorno che passa, sempre più in basso nella terra. Quella terra che è stata martoriata dai prepotenti.
• La voglia di lottare deve diventare contagiosa, perché una massiccia adesione della popolazione costituisce motivo di preoccupazione in alto loco, e questo può innescare un principio di cambiamento nel comportamento del SISTEMA.
• Il saluto può essere quello di Nelson Mandela : amici, compagni, fratelli, vi saluto nel nome della Pace, della Democrazia e della Libertà.
• I partecipanti al MOVIMENTO non dovranno sentirsi mai profeti, ma umili servitori, e devono avvertire le proprie azioni come le uniche capaci di farli sentire ancora persone.

LE AZIONI
Piccole azioni per grandi traguardi.
• Ognuno cominci a guardare dentro di sé, e compia un’opera di bonifica nei suoi comportamenti, nel suo linguaggio, nei suoi sentimenti, faccia uscire la propria coscienza dal limbo nel quale è stata spinta dai comportamenti inumani della società e la faccia ritornare ad essere il faro della sua vita.
• In ogni famiglia ci sia il confronto e la bonifica collettiva da tutto quello che il comportamento scorretto di ciascuno ha riversato nell’ambito familiare. Si ritorni a dialogare apertamente, si spenga un poco la televisione, ci si riappropri delle relazioni umane appaganti.
• In ogni condominio si ritorni alle origini delle prime comunità, dove la condivisione degli spazi era motivo di gioia e non il ring dove litigare, il buonsenso e la tolleranza tornino a farci compagnia.
• Nel quartiere ci si faccia carico degli spazi e delle risorse collettive, impegnarsi come volontari nella pulizia delle erbacce e nei piccoli lavori che non comportano spese, non caricare sempre tutti gli oneri sulla macchina comunale.
• Non lasciare mai soli i rappresentanti politici eletti, non dargli deleghe in bianco, sono uomini e come tali possono deviare, quindi occorre stargli vicino, con istanze, petizioni, spronandoli a dare risposte concrete e tempestive alle esigenze primarie della comunità. Far sentire con forza il proprio dissenso sulle azioni amministrative non condivise. Organizzare e partecipare ad assemblee pubbliche dove discutere i progetti dell’Amministrazione, quando questi potrebbero influire in maniera pesante sulla vivibilità del territorio.
• Informarsi sempre sui regolamenti del proprio Comune e pretendere il rispetto degli stessi.
• Partecipare attivamente alla vita sociale della comunità, impegnarsi nelle associazioni o nei movimenti, non tentare di risolvere i problemi da soli, si hanno meno possibilità di riuscirvi.
• Documento da rielaborare e incrementare da parte di chi ci sta.

 
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Dio mio, Dio mio, perchè ci hai abbandonato nelle mani dei Politici?

Post n°120 pubblicato il 21 Febbraio 2012 da vincmart
 

La cattiva politica, disumana, arrogante, sorda, corrotta e corruttrice, ha inquinato tutta la società umana, come un cancro malefico si è infiltrata nella criminalità, nella chiesa, nell'economia, nella scuola, nel sindacato, nello sport, nella sanità, nel mondo della cultura e dello spettacolo,  nel mondo del volontariato ecc.
Anche la più potente delle chemioterapie non può nulla contro questo mostro dalle centomila teste.
Al punto in cui siamo giunti, solo un intervento divino può salvare l'umanità oppressa, liberandola da questo grande flagello.

p.s.
Forse però, a ben pensarci, quel popolo oppresso potrebbe darGli una mano, magari due.

 
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Il racconto di una gita-pellegrinaggio negli anni settanta con partenza da Boscoreale (NA).

Post n°119 pubblicato il 15 Febbraio 2012 da vincmart
 

Itinerario di una gita.

Autore Pasquale Termolini.

 

Il testo che segue è il resoconto di una gita fatta agli inizi degli anni settanta con la partecipazione di un gruppo di cittadini di Boscoreale (NA).

 

==================

 

            È la prima volta che mi accingo a descrivere l’itinerario di una gita, senza presunzione alcuna di essere un letterato, ma solo per ricordare una gita che per me è stata la più bella ed indimenticabile, per aver avuto modo di ammirare monumenti e località nuove.

 

            Organizzata dal Rev.mo Sac. D. Pietro Grimaldi, validamente collaborato dalla dinamica sig.na Angela Martire, la gita si è svolta nelle seguenti località principali:

 

PADOVA – VENEZIA – SOTTO IL MONTE –

 

REPUBBLICA DI S. MARINO – ASSISI – CASCIA

 

programmata per i giorni dal 27 agosto al 3 settembre 1972.

____________________

 

            Sono stato invitato dagli organizzatori – e lo faccio ben volentieri – di porgere ai partecipanti tutti il vivo ringraziamento per la partecipazione alla gita, con le vive scuse per qualche imprevisto lamentato, non dovuto alla loro volontà.

            Da parte mia debbo significare di aver conosciuto personalmente i gitanti (dei quali unisco elenco per grato ricordo); tutte persone veramente dabbene, che hanno dimostrato comprensione per qualche imprevisto e di aver risposto con la più valida collaborazione affinché la gita avesse l’auspicato successo.

            Sarò felice – e me lo auguro – di trascorrere con essi, nel prossimo anno, altri giorni lieti come questi.

            La partenza da Boscoreale, Piazza Vargas, è avvenuta, con visibile ansia, brio e gioia, la sera del 27 agosto 1972, alle ore 22.00.

            In elegante pullman, noleggiato dalla ditta Carrella di Palma Campania, la prima tappa è stata quella di Boscoreale – Padova.

            Imboccata l’autostrada del Sole, dopo due soste (al Motel Motta – Roma e Motel Fabbri) si è transitato per Firenze alle ore 7.35 del successivo giorno 28) e, dopo altra sosta al Motel Cantagallo, si è giunti a Padova alle ore 8.45 del 28 agosto 1972.

            Quivi giunti, dopo breve visita alla Basilica di S. Giustina e dintorni, ci si è diretti alla Chiesa del Beato Leopoldo, ove, alle ore 10.00, è stata celebrata una S. Messa, dal Rev. Sac. Grimaldi, cui hanno partecipato tutti i gitanti. Si è avuta ampia illustrazione dei miracoli e dei luoghi cari al Beato Leopoldo, da parte di un francescano.

            Indi, si è raggiunta la “Casa del Pellegrino”, ove, dopo la sistemazione in albergo, si è consumato il primo pranzo comunitario.

            Breve riposo, per essere pronti per la partenza per Venezia, per la visita a quella città.

            Partenza, quindi, alle ore 15.30, diretti a Venezia, ove, si è giunti alle ore 17.00. Libertà ai gitanti per la visita alla città, fino alle ore 21.00, per poi raggiungere il pullman in sosta al piazzale Roma, per il rientro a Padova.

            Giunti a Padova – Casa del Pellegrino – vi è stata la cena e, quindi il pernottamento.

 

            Mattino del 29 agosto – Ore 6.30 S. Messa sull’altare del Santo, celebrata dal Rev. Grimaldi, ed alla quale hanno presenziato tutti i gitanti.

            Indi ritorno in albergo, “Casa del Pellegrino”.

Consumata la colazione, partenza, alle ore 8,30, per Redipuglia.

            Arrivo in questa località alle ore 11.00 – Visita attenta al Sacrario, museo di guerra e adiacenze, ascesa della grande scala-mausoleo.

            Mi corre l’obbligo di ricordare a noi stessi il sacrificio di quei combattenti che nella 1^ guerra mondiale si immolarono per l’Italia su quel monte, ove rimangono immortalate le loro gesta, i sacri cimeli e le testimonianze, dai quali si evince e si configura la pagina più gloriosa ed il martirio dei figli migliori della nostra bella Italia.

            Alle ore 13.00, pranzo nelle vicinanze del monumento, nel ristorante “Da Pino”. Grande allegria e brio dell’intera comitiva nel corso del pranzo.

            Dopo breve siesta, pronti per la partenza per Trieste.

            Vi si è giunti alle ore 15.15, puntando sul “Colle di S. Giusto”.

Visita alla Basilica, al Campanile di S. Giusto, ai monumenti adiacenti.

Terminata la visita a questi luoghi, sacri al culto della patria, si è raggiunta Trieste Centro, per la visita a questa Città. Un acquazzone improvviso, ci ha costretti a stare in pullman e visitare dal pullman stesso i principali monumenti della Città.

            Alle ore 18.00, partenza per il rientro a Padova. Giuntivi alle ore 21.00, si è consumata la cena e, quindi, pernottamento.

            Il giorno successivo, 30 agosto 1972, dopo la sveglia alle ore 6.00, si è presenziato alla S. messa celebrata sull’Altare di S. Antonio, dal Rev. Sac. Grimaldi. Quindi, rientro alla “Casa del Pellegrino” per la colazione, pronti per la partenza per Bergamo.

            Nel corso di questa tappa - Padova-Bergamo – sosta a Vicenza, per una breve visita al Santuario di Monte Berico. Località veramente incantevole: veduta bellissima di Vicenza panoramica. Breve visita al Santuario di Monte Berico ed ai monumenti che ricordano le eroiche gesta dei martiri del 1848.

            Rimarrà memorabile l’episodio di questo giorno. Una delegazione di soldati in congedo, proprio oggi, ha reso omaggio ai Caduti del 1848, con fanfara e corone di alloro.

            Terminata la visita in questo incantevole angolo della nostra bella Italia, si è proseguito per Verona.

            Arrivo in questa Città alle ore 10.30, sostando nella Piazza antistante la storica Arena. Visita a questo bel monumento e strade e piazze adiacenti.

            Partenza, indi, da Verona per Peschiera del Garda, attraverso la Gardesana, ove si è giunti alle ore 12.15. Visita e gita sul Lago di Garda, mentre gli organizzatori pensavano al posto dove pranzare.

            Trovato: di fronte al Lago; posto meraviglioso, ristorante “Al Porto”. Ottimo il pranzo, grande allegria della comitiva; breve siesta e, quindi, partenza per Bergamo.

            Arrivo in questa Città alle ore 17.45, sotto una fitta pioggia.

            Quivi, sistemazione nell’albergo “Cappello d’Oro”, breve sosta, pronti per partire per la città di Papa Giovanni.

            Sotto il Monte era la tappa ansiosamente attesa, la visita alla casa natale del Grande Papa è stata minuziosa ed attenta.

Ansia anche per il desiderio di vedere da vicino il fratello di Papa Giovanni, desiderio non appagato per l’assenza di questi dalla Città.

            Terminata questa attesissima visita, si è fatto ritorno a Bergamo, per la cena e pernottamento all’albergo “Cappello d’Oro”, sognando la bella tappa dell’indomani.

            Mattino del 31 agosto: alle ore 8.00, dopo la rituale colazione, partenza per la Svizzera, meta Lugano.

            Costeggiando il Lago di Como, si è raggiunto il confine svizzero alle ore 9.50. Dopo i rituali controlli di frontiera, passaggio del confine ed arrivo a Lugano alle ore 10.20.

            Città davvero bellissima, pulitissima ed accogliente. Visita alla bella Città di tutti i gitanti, con libertà fino alle ore 12.30, mentre gli organizzatori pensavano al posto dove consumare il pranzo.

            Bella gita sul Lago da parte di alcuni gitanti, visita alla bella Città da parte di altri, con compere di oggetti tradizionali svizzeri.

            Terminata la vista, ritorno al pullman per raggiungere la località San Marino (nei pressi della stessa Lugano), ove si è pranzato al ristorante “San Marino” di Maroggia.

            Dopo breve riposo, partenza per Milano, ove si è giunti alle ore 17.45, in Piazza del Duomo. Libera visita alla Piazza, al Duomo e alle adiacenze.

            Io me ne sono andato con D. Pietro ed altri amici, a visitare il Duomo, minuziosamente all’interno, e, con l’ascensore, le “guglie” e la “Madonnina”.

            Altri gitanti, a gruppetti, hanno visitato la Città, scrivendo ai loro cari qualche cartolina di saluti e consumato bibite e caffè.

            Alle ore 20.00, partenza per il ritorno a Bergamo. Arrivo in questa Città, per il rientro all’Albergo “Cappello d’Oro”, per la cena e pernottamento.

            Mattino del 1° settembre: sveglia alle ore 7.30, colazione e, quindi, partenza per Bologna. Arrivo in questa Città alle ore 11.15, in Piazza S. Petronio.

            Libera visita alla Città, fino all’ora del pranzo, da consumare, così come programmato a Bologna o nei dintorni.

            Visita al Duomo di S. Petronio, Torre degli Asinelli, dei principali monumenti delle adiacenze. Rimarrà viva nel ricordo la visita al Duomo di S. Petronio, unico al Mondo ad avere un orologio a sole.

            Pranzo alle ore 13.00 al ristorante dei “Commercianti”, proprio nei pressi del Duomo di S. Petronio. Ottimo il pranzo, molta allegria.

            Consumato il pranzo, partenza alle ore 16,15 per la visita alla Repubblica di San Marino, prevista dal programma.

            Arrivo in questo piccolo Stato alle ore 17.30. Minuziosa visita alla Città e principali monumenti; acquisto di oggettini tradizionali Sammarinesi, qualche caffè, qualche saluto ai cari lontani e, quindi, partenza per Loreto.

            Si è giunti in questa Città alle ore 21.00. Sistemazione nel prenotato albergo “Casa del Pellegrino”, molto accogliente, pulitissimo, con tutti i conforts. Cena e pernottamento, dopo una visita notturna alla Cittadina da parte di alcuni gitanti.

            Giorno 2 settembre: Sveglia alle ore 6.00, per poter partecipare al Sacro rito della Messa, celebrato, sull’altare della Madonna, dal Rev. Sac. D. Pietro Grimaldi, cui hanno partecipato, religiosamente, tutti i gitanti.

            Ritorno in albergo per la colazione. La giornata è ottima, tempo buono, senza pioggia.

            Ore 8.30: partenza per Cascia, altra tappa della gita.

            Nel corso di questa tappa, breve sosta a S. Nicola da Tolentino, per la visita al santo di questa Città.

            Arrivo a Cascia alle ore 12.30. Sistemazione dei giganti nel prenotato albergo delle “Meraviglie” ai piedi del Colle di Cascia. Pranzo alle ore 13.15 (vale la pena di ricordare questo pranzo, perché buono ed abbondante: tagliatelle, bistecca ai ferri, contorno, frutta e vino).

            Visita a Roccaporena, alle ore 15.00, da parte di alcuni gitanti, e visita al Monastero di S. Rita, da parte di altri.

            Indi, a causa del maltempo, rientro in albergo, ove si è consumata la cena e, quindi, pernottamento.

            Qualche scopone. Giocato da alcuni gitanti, e un po’ di televisione da parte di altri, prima di andare a letto.

Giorno 3 settembre: ore 6.30: Messa sull’Altare di S. Rita, celebrata dal Rev. Grimaldi, con la partecipazione religiosissima di tutti i gitanti. Voglio ricordare a me stesso, alquanto commosso, di aver dato lettura delle “epistole” nel corso di questa S. Messa e delle altre celebrate, nel corso della gita, dal Rev. Grimaldi.

            Dopo la S. Messa, rientro in albergo per la colazione e per la preparazione per la partenza per Assisi.

            Cattivo tempo. Cielo molto nuvoloso.

            Partenza alle ore 8.00 per Assisi. Tempo cattivo, raffiche di pioggia fitta nelle gole dei monti della strada per Assisi.

            Sotto una fitta pioggia, arrivo ad Assisi alle ore 10.00. Visita alla Basilica di S. Chiara.

            Per il cattivo tempo si è dovuto rimandare al pomeriggio la visita alle Basiliche Francescane. Si è preferito – data anche l’ora vicina del pranzo – di raggiungere Santa Maria degli Angeli. Giunti in questa località, visita alla grandiosa Basilica e di tutti i luoghi annessi ad essa, che ricordano il “Poverello” di Assisi. Ancora fitta pioggia.

            Raggiunto il “Cenacolo”, dopo la bellissima visita, si è consumato il pranzo. Molto buono ed abbondante. Molta allegria, contenuta in quel tono di educazione sempre dimostrata dai gitanti tutti.

            Dopo pranzo, ritorno ad Assisi. Il tempo si è messo al buono essendo cessata la pioggia.

            Visita alle tre Basiliche di S. Francesco, con grande piacere e stupore per la grandiosità di questi monumenti d’Italia.

            Alle ore 15.30, partenza per il rientro alla nostra Boscoreale.

            Abbiamo toccato le Città di Foligno, Spoleto ed altre Città, lambite panoramicamente dall’occhio attento dei gitanti.

            Nelle vicinanze di Terni, per gentile concessione del bravo autista, abbiamo visitato la “Cascata delle Marmore”.

            Soddisfattissimi per questa visita, partenza per Boscoreale, via autostrada Orte-Roma-Napoli.

            Breve sosta per rifornimento di carburante sull’autostrada Orte-Roma.

            Un incidente automobilistico, a tre km. dall’uscita dell’autostrada Roma-Napoli, ci ha bloccati fino alle ore 23.30.

            Ore 23.35 uscita dal casello autostradale di Napoli. Imbocco autostrada Napoli-Torre Annunziata.

            Arrivo a Boscoreale alle ore 23.55

 

==================

 

Corre l’obbligo di ringraziare gli organizzatori delle bella gita, in primo luogo il Sac. D. Pietro Grimaldi, attento curatore di ogni minimo dettaglio della gita, e la collaboratrice, sig.na Angela Martire, davvero brava per la funzione di “cassiera”.

            Un plauso va anche al bravo autista “D. Felice”, il quale è stato veramente di valido aiuto, con i suoi accorgimenti, per la migliore riuscita della gita.

           

            Boscoreale, 4 settembre 1972                        

                                                                                                          P. Termolini

 


GITA – PELLEGRINAGGIO 27/8 – 3/9/1972

ELENCO DEI GITANTI

 

  1. AURICCHIO prof. Pasquale
  2. AVINO Tommasina
  3. BELARDO Anna
  4. CAIAZZO Giuseppe
  5. CAROTENUTO Elisabetta
  6. CARILLO Francesco
  7. CASILLO Lina
  8. CIARDO Carolina
  9. CIRILLO Eleonora
  10. CIRILLO Emilia
  11. CIRILLO Margherita
  12. CIRILLO Rosa Teresa
  13. D’AQUINO Domenico
  14. D’ERRICO Luigi
  15. DE VITA Florinda
  16. DI SARNO Alfredo
  17. DI PALMA Ferdinando
  18. FUSCO Umberto
  1. GRIMALDI Rev. Pietro
  2. LEPANTO Carolina
  3. LIMATOLA Antonietta
  4. MARTIRE Angela
  5. MARTIRE Alfonso
  6. MARTIRE Vincenzo
  7. MICCIO Vincenzo
  8. MICCIO Luigi
  9. MONACO Marisa
  10. RENDINA Emilia
  11. ROSSELLI Carmela
  12. SCARICO Anna
  13. SORRENTINO Gaetano
  14. SORRENTINO Raffaella
  15. TERMOLINI Pasquale
  16. VINCI Anna
  17. VINCI Antonietta
  18. ZECCATO Rosa
  19. Autista: D. FELICE

 

 

 

                                                          

 

 
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15 febbraio 2012, compie sei anni la Stella Cometa di Boscoreale (NA).

Post n°118 pubblicato il 12 Febbraio 2012 da vincmart
 

Mercoledì 15 febbraio 2006 è spuntata una Stella Cometa su Boscoreale (NA), a sei anni di distanza essa continua a viaggiare, nonostante il silenzio dello Stato.

Oggi, domenica 12 febbraio 2012, verso le ore 10.00 mi sono recato nella sede sociale della mia associazione, nella vecchia stazione FS, per mettere a posto delle suppellettili e preparare la sala per il giorno seguente.

Il lunedì pomeriggio, infatti, nella stazione si riuniscono molte donne di ogni età, giovani, adulte e anziane, per prendere parte ai vari  corsi, ricamo, cucito e lavoro a maglia.

Sembra quasi una cosa fuori dal tempo, o meglio che appartiene ad un tempo ormai lontano e dimenticato.

Eppure quando mi reco in stazione il lunedì sera per tenere il corso di apprendimento del PC, ed esse sono ancora lì, assisto a qualcosa di veramente speciale, le vedo riunite intorno alle loro istruttrici in armonia e in allegria, condividendo spesso anche qualche dolce fatto da qualcuna di loro prima di venire al corso, e tutto questo mi fa sentire bene, mi ripaga e mi rinfranca di tutti i sacrifici fatti insieme a tanti altri volontari che hanno reso possibile tutto questo.

Spesso, in nome e per conto della mia associazione, scrivo alle Istituzioni, ai media, in cerca di aiuto, e dopo tanti silenzi, sono sempre più tentato di finirla, ma poi penso ad una lettura del Vangelo che ascoltavo quando ancora andavo in chiesa, ci sono andato quasi ogni domenica per circa quaranta anni, e questa lettura parlava di una vedova che andava ogni giorno da un giudice a chiedere giustizia, ed egli la rimandava sempre a casa a mani vuote.

Poi un giorno, il giudice, scocciato da quella donna importuna, anche se non era mosso a pietà, le fece Giustizia.

Ecco, io continuo a scrivere, perché spero che un giorno qualcuno ci ascolti e ci dia finalmente una mano concretamente, e non solo a livello mediatico.

                                                                                 Il presidente di Stella Cometa

 
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Stato di calamità "innaturale" per il sottopasso allagato di Via Penniniello a Torre Annunziata (NA)

Post n°117 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da vincmart
 

Un automobilista che ogni mattina deve passare per il sottopassaggio della circumvesuviana in via Penniniello a Torre Annunziata, prima di partire da casa, deve pensare se ha piovuto qualche ora, durante la notte, poichè in caso affermativo, deve fare un percorso alternativo, in quanto il sottopasso si allaga e non si passa neanche se si guida un autobus.

Quindi in caso di pioggia non ha tante scelte: o allunga il tragitto di qualche chilometro e percorre una via abbastanza larga o in alternativa può imboccare una stradina più stretta dove in molti tratti non vi passano due auto, per cui è molto probabile il verificarsi di un ingorgo.

In Italia e specialmente al sud, questa problematica sembra diffusa, e cioè se una strada è soggetta ad allagamenti, gli aspiranti cittadini devono studiare preventivamente un percorso alternativo.

Quando Via Penniniello non è allagata, un occhio attento potrebbe notare che in prossimità delle griglie di scolo delle acque meteoriche si accumulano terriccio e foglie, dovuto al fatto che la strada è in pendenza, e che quindi inevitabilmente con l'arrivo della prima pioggia, essi confluiscono nei pozzetti che obbligatoriamente si otturano.

Si potrebbe pensare che con una pulizia preventiva di questi pozzetti a servizio dell’impianto fognario in prossimità dell’allagamento, si possa alleviare questo grave disagio.
 

Se invece il sistema fognario è stato progettato male, allora si potrebbe o invocare lo stato di calamità naturale e aspettare i soccorsi, o in alternativa i "cittadini" potrebbero chiedere l'intervento del Prefetto che dovrebbe nominare un commissario ad acta, che esautori l'Amministrazione Comunale solo per questa problematica, prendendo lui tutti i provvedimenti tesi ad eliminare questa grave calamità "innaturale".

 
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