ayah...sono una donna italiana da poco ritornata all'Islam. Amo la mia religione e la voglio raccontare con la mia voce. |
"Non c'è costrizione nella religione. La retta via ben si distingue dall'errore. Chi dunque rifiuta l'idolo e crede in Allah, si aggrappa all'impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Allah è audiente, sapiente."
Sura al-Baqara 2:256
"In verità proponemmo ai cieli, alla terra e alle montagne la responsabilità (della fede) ma rifiutarono e ne ebbero paura, mentre l'uomo se ne fece carico. In verità è ingiusto e ignorante."
Sura al-Ahzab 33:72
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...quando i drammi del multiculturalismo friggono nelle chiacchiere da bar.
Post n°2 pubblicato il 23 Marzo 2007 da Ayah
Bismillah ar-Rahmani ar-Rahimi E' di questi giorni la notizia pubblicata da SPIEGEL ON LINE INTERNATIONAL (http://www.spiegel.de/international/0,1518,473017,00.html) relativa alla decisione di un giudice tedesco, che ha citato il Corano in una lettera in cui sostanzialemente rifiutava alla diretta interesstaa, una donna marocchina mussulamana, il diritto di ottenere il divorzio dal marito violento con rito abbrevviato. Vi riporto la traduzione (scusate se non è perfetta): "Un giudice tedesco cita il Corano in un caso di divorzio Il marito ha colpito la moglie e l'ha infilzata con un coltello. Ma dal momenteo che i due coniugi, sono entrambe originari del marocco, il giudice non vi ha ravvistao in queste ripetute violenze, nessuna necessità di accordare un rito breve per il divorzio. Il caso sembra troppo semplice per essere vero. Una mamma di due figli, di anni 26, a voluto liberarsi da un matrimonio che era diventanto ormai solo violento e misero. E' stata chiamata anche la polizia per separare i due coniugi - entrambi marocchini - dopo un episodio di violenza nel maggio 2006. Il marito è stato obbligato ad abbandonare la casa, ma il terrore per la donna continua: anche dopo la loro separazione, il marito minaccia di morte la moglie. Così un matrimonio a rito breve sembra essere l'unica soluzione - la donna ventiseienne - non ha alcuna voglia di attendere l'anno previsto dalle leggi tedesce dopo la separazione per ottenere il divorzio. Lei sperava che dal momento che non fossero più stati sposati, lui l'avrebbe lasciata sola. L'avvocato della signora, Barbara Becker-Rojczyk è d'accordo, e chiede lo scorso ottobre, per un divorzio ia rito breve presso la corte di Francoforte. Entrambe le donne sentivano che la violenza domestica e la minaccia di morte erano elementi sufficienti per ottenere un divorzio immediato. A gennaio, arrivò una lettera dal giudice a cui era stato assegnato il caso. Il giudice rigettò la domanda di divorzio immediato a ragione di un passaggio nel Corano, di controversa interpretazione, a cui qualcuno ha attribuito il significato, che al marito è consentito picchiare sua moglie. Questo è un diritto che è oggetto di intensi dibattiti tra le varie scuole di diritto islamiche. ''L'esercizio del diritto a punire non è conforme a quanto definito da Paragraph 1565 (delle leggi federali della Germania),'' il quotidiano Frankufurter Rundschau citò la lettera del giudice proprio per evidenziare ciò. Il giudice, argomentò, che la scelta deve essere considerata in virtù del backgound culturale della coppia. Il marito può picchiare sua moglie "Il diritto di punire per me significa: che il marito può picchiare la moglie'', ha detto Barbara Becker-Rojczyk, interpretando il verdeto del giudice. In un intervista con SPIEGEL ON LINE, Barbara Becker-Rojczyk ha detto che il giudice le ha mostrato che non esiste una ragione per cui accordare un rito di divorzio immediato. Il consiglio del giudice? Aspettare che trascorra un anno come la legge prescrive. L'avvocato e la sua cliente rimasero scioccate. Subito, hanno fatto un reclamo poichè il giudice rifiutava la loro richiesta, a causa di un conflitto di interessi. Capirono, che a causa del punto di vista del giudice, l'avvocato non sarebbe riuscita ad ottenere il verdetto che desiderava. Nella risposta inviata all'avvocato, il giudice si riferiva espressamente ad un versetto del Corano - o sura - che indica che l'onore di un uomo è offeso quando sua moglie assume comportamenti e modi non educati o sconvenienti. ''Sembra vhe il giudice ritenga sconveniente quando la mia cliente adotta un stile di vita occidentale'' ha detto l'avvocato. Martedì sera, Barbara Becker-Rojczyk ha espresso la sua meraviglia nel sapere che il giudice è ancora sull'onda, dato che il verdetto controverso è stato emesso già settimane fa. L'avvocato è stata scelta per portare al pubblico un caso, che ha spostato l'attenzione sulla condotta del giudice. Sembra così. Di venerdì, dopo la pubblicazione di martedì su SPIEGEL ON LINE, l'avvocato ricevette una lettera dalla corte di Francoforte a favore del conflitto di interessi lamentato e assolvendo il giudice dall'operare in questo caso. Ancora, non è piacevole che il caso sarà discusso ancora prima che scada l'obbligo dell'anno di attesa nel mese di maggio. Ma il giudice che ha seguito il caso potrebbe avere ancora altre conseguenze per la scelta dell'avvocato di fare il reclamo. Di venerdì diversi politci di Berlino, hanno espresso il loro orrore per il verdetto - e hanno chiesto azioni disciplinari contro il giudice." Caso strano? direi di si... un giudice europeo che di sana pianta contravviene alle leggi federali dello stato tedesco in virtù e a ragione del background culturale religioso dei coniugi... non dovrei giudicare! Però avrebbe fatto bene secondo me ad attenersi al codice civile che conosce, e non a quello di cui... direi io, ha sentito parlare al bar. Ovviamente la frase controversa esiste, e la riporto per onestà: "Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perchè spendono (per esse) i loro beni. Le donne virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande." (Corano, sura 4:34) A questo punto, quello che dobbiamo cominciare a capire è che, il ruolo della donna, e i suoi diritti, gli sono attribuiti e riconosciuti sia dal Corano che dalla tradizione della Sunna del Profeta Muhammad, la pace e la benedizione scendano su di Lui. Direi, per analogia quindi, che se una rondine non fa primavera, una frase del Corano non può certo rappresentare il ruolo della donna all'interno dell'assetto della famiglia e della società islamica. E potrei anche riportare una sfilza di versetti del Corano, che sono stati rivelati per proteggere la donna e per salvaguardare la sua identità di persona e di credente ...e potrei non finire più questo lunghissimo post Aggiungo solo un ultima cosa. Penso che la vera integrazione debba passare, prima di tutto attraverso la conoscenza e il rispetto della cultura e tradizione altrui. E che senza questo presupposto, non si riuscirà mai veramente a rispettare l'altro, conservando al tempo stesso la nostra identità culturale. Ritengo che accogliere l'altro, debba essere sinonimo di conoscenza, e non per forza di condivisione, e che questo sia il primo passo, per attribuire il rispetto al suo background culturale. Non possiamo pensare di immetterci ed intrometterci in ciò che non è nostro. In temi come questi ad esempio, in cui sapienti della tradizione islamica dibattono e scrivono km e km di opinini. Così siamo fuori strada! "O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più Lo teme. In verità Allah è sapiente, ben informato" (Corano al-Hujurat 49:13). Ma-salama. Ayah |



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