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MERCEDES SOSA CANTA GRACIAS A LA VIDA
BENTORNATO TANGO
"L'essenza del tango sta nel suo carattere di musica di quartiere, di marginalità.
Il tango lo canta sempre un poeta impegnato. Anche se i tanghi non hanno un contenuto esplicitamente politico, tutti i tanghi sono impegnati perchè sono politicamente scorretti. E oggi lo sono ancora di più, in questi tempi dove la sconfitta, la povertà e l'emarginazione mostrano il loro essere effetto politico. Il tango è scorretto, trasgressivo, e per questo è tornato. In questi tempi di vigliaccheria davanti alle incertezze, questa musica aiuta ad affrontare l'angoscia, a fare riflettere su noi stessi, sul nostro domani.
Dove suona un tango, si stabilisce una complicità di spazio, tempo ed emotività. E questo è il mistero dell'universale. L'energia del linguaggio al di là della lingua, il rito, la corporeità. E' il mistero che ci unisce e ci separa".
(Adriana Varela, cantante di tango)
TANGUEANDO
“El tango, hijo tristón de la alegre milonga, ha nacido en los corrales suburbanos y en los patios de conventillo.
En las dos orillas del Plata, es música de mala fama. La bailan, sobre piso de tierra, obreros y malevos, hombres de martillo o cuchillo, macho con macho si la mujer no es capaz de seguir el paso muy entrador y quebrado o si le resulta cosa de putas el abrazo tan cuerpo a cuerpo: la pareja se desliza, se hamaca, se despereza y se florea en cortes y filigranas.
El tango viene de las tonadas gauchas de tierra adentro y viene de la mar, de los cantares marineros.
ESIBIRSI AL SALòN CANNING è UN MUST
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C'ERANO UNA VOLTA..JAVIER Y GERALDINE
LA DANZA DELL'UNIVERSO
"LOS PLANETAS GIRAN, HAY UN SISTEMA EN EL UNIVERSO QUE ES CIRCULAR Y EL GIRO, LOS ATOMOS TAMBIEN ESTAN GIRANDO SOBRE SI MISMOS Y A LA VEZ EN ORBITA CON OTROS, Y TODO ESTA VIBRANDO Y GIRANDO, TODO ES CIRCULAR Y REDONDO. Y PARA MI EL TANGO COMO DANZA ES ESO"
IL MAESTRO PUGLIESE AL COLòN NEL 1985
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I bambini dicono la verità
Post n°386 pubblicato il 19 Novembre 2009 da malenamil
Poco tempo fa su un giornale c'era una pagina intera su come fare a cambiare vita, riuscendo a spendere poco e lavorare di meno. A parte il fatto che il poco non era poco e quindi l'articolo si rivolgeva a classe sociale medio-alta che doveva solo dimezzare mega-entrate, la cosa più interessante dell'articolo era il concetto dell'attesa per preparare la fuga. Imparare a spendere poco per vivere con poco, questo è il vero piano di fuga. Chi vuole restare può sempre sognare e spendere per continuare a sognare. A un certo momento della vita, non importa l'età o la classe sociale, scatta qualcosa dentro. Una certa insofferenza che prima era leggera e poi sempre più forte e ogni volta che si tornava da un viaggio aumentava. Capita più spesso alle persone sole e a quelle che restano sole perchè non sentono intorno a loro la vita, ma capita anche a chi si sente spaesato a casa sua senza una ragione apparente. Si può viaggiare molto o riempirsi di cose da fare per colmare l'insofferenza. Al prossimo distacco fisico però si ricomincia. Oggi un collega mi ha raccontato una cosa curiosa. Sei anni fa è andato in Argentina in viaggio di nozze: uff, ci ho messo un sacco di tempo a rientrare coi piedi e la testa in Italia. Non balla tango, è felicemente sposato, ha un buon lavoro e vive in una città comoda. La psicanalisi ha insegnato a guardarsi dentro e stasera mi chiedo se non sia il caso di guardare fuori. Fuori vedo Ezequiel seduto al tavolo fatto di ruote di carro del conventillo di Caminito che mi racconta la sua vita e io che gli chiedo: cosa posso fare? E lui: niente. Lui che parla di quello che non ha e io che gli chiedo cosa posso fare perchè l'abbia. E lui che risponde: niente. Ezequiel ha 13 anni e l'anno scorso mi pareva falso come Giuda e astuto come una volpe. Quest'anno mi è parso un bambino che spiega perchè glielo chiedo, e non chiede perchè sa che non serve a niente. Ezequiel ha capito perfettamente che io ho scelto di tornare in Italia.
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SU DI ME
Sono nata e vivo a Milano. Giornalista professionista dal 1989, lavoro come dipendente in Italia per un gruppo di tre quotidiani e sono specialista di crimini familiari, ricerca di scomparsi e indagini di cronaca nera nazionali e internazionali. Ballo tango argentino dal 2000. Il mio primo soggiorno a Buenos Aires è del 2004. Ho condotto ricerche sulla storia dell'immigrazione in Argentina e della nascita del tango. Sono stata intervistata in diretta alla radio di tango 2x4 (2008), alla radio culturale de la Ciudad del Gobierno di Buenos Aires (2009) e alla radio dell'Università de La Plata (2004). I post scritti a Buenos Aires sono frutto originale delle mie ricerche, quelli scritti dalll'Italia attingono da varie fonti, principlamente quotidiani argentini.
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LA DANZA DELL'UNIVERSO
"El tango es una danza poderosa porque es armònica con el movimiento del sistema en el que estamos inmersos. Es la danza de Shiva, la danza che le da forma al mundo y el mundo le da la forma a esa danza. Tiene todos los elementos: el hombre, la mujer, al yin y el yang, lo circular, el abrazo"
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FIGLI D'ARTISTA: ARIADNA Y FEDERICO NAVEIRA
MALENA, LUCIO DE MARE-HOMERO MANZI 1941
Malena canta el tango como ninguna
y en cada verso pone su corazón.
A yuyo del suburbio su voz perfuma,
Malena tiene pena de bandoneón.
Tal vez allá en la infancia su voz de alondra
tomó ese tono oscuro de callejón,
o acaso aquel romance que sólo nombra
cuando se pone triste con el alcohol.
Malena canta el tango con voz de sombra,
Malena tiene pena de bandoneón.
Tu canción
tiene el frío del último encuentro.
Tu canción
se hace amarga en la sal del recuerdo.
Yo no sé
si tu voz es la flor de una pena,
só1o sé que al rumor de tus tangos, Malena,
te siento más buena,
más buena que yo.
Tus ojos son oscuros como el olvido,
tus labios apretados como el rencor,
tus manos dos palomas que sienten frío,
tus venas tienen sangre de bandoneón.
Tus tangos son criaturas abandonadas
que cruzan sobre el barro del callejón,
cuando todas las puertas están cerradas
y ladran los fantasmas de la canción.
Malena canta el tango con voz quebrada,
Malena tiene pena de bandoneón.
EN LA CALLE
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ACADEMIA DEL TANGO
FOLKLORE ARGENTINO: ZAMBA Y CHACARERA
DOS POR TANGO




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