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MERCEDES SOSA CANTA GRACIAS A LA VIDA
BENTORNATO TANGO
"L'essenza del tango sta nel suo carattere di musica di quartiere, di marginalità.
Il tango lo canta sempre un poeta impegnato. Anche se i tanghi non hanno un contenuto esplicitamente politico, tutti i tanghi sono impegnati perchè sono politicamente scorretti. E oggi lo sono ancora di più, in questi tempi dove la sconfitta, la povertà e l'emarginazione mostrano il loro essere effetto politico. Il tango è scorretto, trasgressivo, e per questo è tornato. In questi tempi di vigliaccheria davanti alle incertezze, questa musica aiuta ad affrontare l'angoscia, a fare riflettere su noi stessi, sul nostro domani.
Dove suona un tango, si stabilisce una complicità di spazio, tempo ed emotività. E questo è il mistero dell'universale. L'energia del linguaggio al di là della lingua, il rito, la corporeità. E' il mistero che ci unisce e ci separa".
(Adriana Varela, cantante di tango)
TANGUEANDO
“El tango, hijo tristón de la alegre milonga, ha nacido en los corrales suburbanos y en los patios de conventillo.
En las dos orillas del Plata, es música de mala fama. La bailan, sobre piso de tierra, obreros y malevos, hombres de martillo o cuchillo, macho con macho si la mujer no es capaz de seguir el paso muy entrador y quebrado o si le resulta cosa de putas el abrazo tan cuerpo a cuerpo: la pareja se desliza, se hamaca, se despereza y se florea en cortes y filigranas.
El tango viene de las tonadas gauchas de tierra adentro y viene de la mar, de los cantares marineros.
ESIBIRSI AL SALòN CANNING è UN MUST
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C'ERANO UNA VOLTA..JAVIER Y GERALDINE
LA DANZA DELL'UNIVERSO
"LOS PLANETAS GIRAN, HAY UN SISTEMA EN EL UNIVERSO QUE ES CIRCULAR Y EL GIRO, LOS ATOMOS TAMBIEN ESTAN GIRANDO SOBRE SI MISMOS Y A LA VEZ EN ORBITA CON OTROS, Y TODO ESTA VIBRANDO Y GIRANDO, TODO ES CIRCULAR Y REDONDO. Y PARA MI EL TANGO COMO DANZA ES ESO"
IL MAESTRO PUGLIESE AL COLòN NEL 1985
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Renata, morta per nostalgia
Post n°387 pubblicato il 20 Novembre 2009 da malenamil
Renata Toscano stava tornando a casa in auto in un'area residenziale di Wilde, a una decina di chilometri da Buenos Aires, in direzione di Lanus, dove benestanti e villa miserias si toccano fino quasi a confondersi. Tre ragazzi hanno cercato di fermarla per rapinarla e lei, d'istinto, ha cercato di sgommare via. Uno di loro gli ha sparato una pallottola in faccia e Renata, architetto 48enne, figlia dell'ex vicedirettore di Tribuna italiana, è morta. I tre ragazzi sono stati presi e forse uno di loro è uno dei poveri che Renata aiutava nel suo tempo libero. Renata era profondamente cattolica, come tutta la sua famiglia. Suo padre, originario di Acireale, era emigrato a Buenos Aires e lì ha diretto il giornale italiano per molti anni fino a quando, nel 2001, la crisi economica argentina ha fatto rientrare la famiglia in Italia. Renata ha lavorato per due anni a Roma, in uno studio di un architetti, ma appena l'Argnetina ha cominciato a rialzarsi ci è voluta tornare. La nostalgia della sua terra era troppo forte. La sua famiglia, la madre e le sorelle continueranno ad aiutare i poveri e hanno già perdonato chi ha tolto la vita a Renata. La gente del barrio ha levato scudi di protesta e chiesto alla polizia e al governo maggiore sicurezza. Nessuna di queste proteste sortirà effetto, nemmeno se dovessero uccidere altre dieci Renata nei prossimi giorni. Commentavo questa aggressione mortale con l'amico Eduardo, cui nemmeno un mese fa hanno rubato il cellulare sotto casa, a Pompeya, puntando un'arma addosso. Non era un povero, mi ha spiegato, era in auto e drogato fino al midollo. In quella casa e in quella via che mi apèreva tranquillissima, ci sono stata anch'io un mese e mezzo fa, da sola e di sera. Con Eduardo si parlava di criminalità argentina e non mi aspettavo da lui il commento sentito molte altre volte: Buenos Aires non è meno sicura di altre città del mondo. Eduardo è un'anima pura, un rivoluzionario, un pacifista e anche un collega. Da lui non mi aspettavo che dicesse: negli Stati Uniti si fanno stragi nelle scuole per noia, in Spagna si dà fuoco per noia a un clochard, qui si uccide per il paco, la droga a basso costo, il problema è l'aukento della violenza nel mondo. Anche lui, come altri che insistono a difendere l'indifendibile e a negare la realtà che pure hanno sotto gli occhi tutti i giorni, resta arroccato su posizioni illogiche. Perchè? Per vincere la paura dei giorni e delle notti a venire a Buenos Aires, probabilmente. Il livello del crimine in America Latina ha una storia totalmente differente da quella americana o da quella russa o da quella europea. Negli Stati Uniti le armi vengono vendute con i panini da Mc Donald, in Argentina ho visto cartelli nelle metropolitane contro l'uso delle armi e la pericolosità di tenerle in casa. A Buenos Aires si possono trovare armi da comprare ma il governo non incentiva l'acquisto e chi le detiene compie un reato (come da noi). I nostri drogati di eroina degli anni '70-80 rubavano ma non sparavano in faccia alla gente per la droga. Gli attuali consumatori di cocaina, i giovani e i giovanissimi, non aggrediscono a colpi di fucile per una dose. Le aggressioni e le sparatorie non sono così frequenti al di fuori della criminalità organizzata nemmeno se si è in crisi d'astinenza. Uno degli episodi che mi aveva colptio di più è avvenuto pochi giorni prima che partissi per Buenos Aires, nel barrio di Barracas: un autista ha perso un dito della mano per aver rifiutato di cedere il portafogli con 50 pesos a un gruppo di ragazzi, probabilmente drogati. L'aggressione cui ho assistito alla Boca è stata particolarmente violenta perchè la ragazza rifiutava di cedere la borsa. E' stata trascinata a terra e picchiata e anche il fidanzato di lei è stato picchiato e preso a calci. Erano due argentini a passeggio il sabato pomeriggio vicino a Caminito. Ovvio che non avrebbero potuto avere molti soldi da spendere, eppure sono stati scelti come vittime anche se non erano turisti imbecilli con una borsa a penzoloni nella mano e la telecamera nell'altra. L'aggressione criminale ha un fondo di disumanità, di disprezzo della vita umana, una sorta di occhio per occhio dente per dente. Una voglia di rivalersi sulla vittima del momento dove la rapina è solo una scusa perchè la vera volontà è fare del male a chi ha di più, chi ostenta di più, chi osa farsi sberleffi di loro, i derelitti. Che non sempre sono poveri o ai margini della società. A volte ci si mettono da soli ai margini e intanto Renata l'italiana che poteva vivere bene in Italia, ha pagato con la vita il suo amore per l'Argentina di cui conosceva esattamente ogni vena diabolica. |
SU DI ME
Sono nata e vivo a Milano. Giornalista professionista dal 1989, lavoro come dipendente in Italia per un gruppo di tre quotidiani e sono specialista di crimini familiari, ricerca di scomparsi e indagini di cronaca nera nazionali e internazionali. Ballo tango argentino dal 2000. Il mio primo soggiorno a Buenos Aires è del 2004. Ho condotto ricerche sulla storia dell'immigrazione in Argentina e della nascita del tango. Sono stata intervistata in diretta alla radio di tango 2x4 (2008), alla radio culturale de la Ciudad del Gobierno di Buenos Aires (2009) e alla radio dell'Università de La Plata (2004). I post scritti a Buenos Aires sono frutto originale delle mie ricerche, quelli scritti dalll'Italia attingono da varie fonti, principlamente quotidiani argentini.
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LA DANZA DELL'UNIVERSO
"El tango es una danza poderosa porque es armònica con el movimiento del sistema en el que estamos inmersos. Es la danza de Shiva, la danza che le da forma al mundo y el mundo le da la forma a esa danza. Tiene todos los elementos: el hombre, la mujer, al yin y el yang, lo circular, el abrazo"
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FIGLI D'ARTISTA: ARIADNA Y FEDERICO NAVEIRA
MALENA, LUCIO DE MARE-HOMERO MANZI 1941
Malena canta el tango como ninguna
y en cada verso pone su corazón.
A yuyo del suburbio su voz perfuma,
Malena tiene pena de bandoneón.
Tal vez allá en la infancia su voz de alondra
tomó ese tono oscuro de callejón,
o acaso aquel romance que sólo nombra
cuando se pone triste con el alcohol.
Malena canta el tango con voz de sombra,
Malena tiene pena de bandoneón.
Tu canción
tiene el frío del último encuentro.
Tu canción
se hace amarga en la sal del recuerdo.
Yo no sé
si tu voz es la flor de una pena,
só1o sé que al rumor de tus tangos, Malena,
te siento más buena,
más buena que yo.
Tus ojos son oscuros como el olvido,
tus labios apretados como el rencor,
tus manos dos palomas que sienten frío,
tus venas tienen sangre de bandoneón.
Tus tangos son criaturas abandonadas
que cruzan sobre el barro del callejón,
cuando todas las puertas están cerradas
y ladran los fantasmas de la canción.
Malena canta el tango con voz quebrada,
Malena tiene pena de bandoneón.
EN LA CALLE
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ACADEMIA DEL TANGO
FOLKLORE ARGENTINO: ZAMBA Y CHACARERA
DOS POR TANGO




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