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        <title>mi querido</title>
        <description>viaggio nell'anima di Buenos Aires</description>
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        <lastBuildDate>Wed, 30 Nov 2011 21:11:27 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Viaggi e Turismo</category>
        <category>Varie Viaggi e Turismo</category>
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            <title>Mis emociones 2010              AUGURI</title>
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            <pubDate>Mon, 27 Dec 2010 21:52:22 +0100</pubDate>
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            <title>La Buenos Aires che ho visto</title>
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            <description>&lt;p&gt;&lt;object width=&quot;449&quot; height=&quot;279&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/rDSccWz-MO4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;transparent&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/rDSccWz-MO4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; wmode=&quot;transparent&quot; width=&quot;449&quot; height=&quot;279&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 20 Nov 2010 00:43:03 +0100</pubDate>
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            <title>Il viaggio è finito</title>
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            <description>&lt;p&gt;Dopo sei anni, il viaggio nell'anima di Buenos Aires &amp;egrave; concluso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se quedan en mi corazon para siempre mis amigas queridas, mis chicos, mis amores, mis nenas, el tango que viv&amp;igrave;, la gente que encontr&amp;egrave;, el cielo que me habl&amp;ograve;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Grazie a chi ha viaggiato con me.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 14 Nov 2010 20:30:36 +0100</pubDate>
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            <title>Gli argentini e noi</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9465557.html</link>
            <description>&lt;p&gt;L'occhio indagatore &amp;egrave; sempre di parte, va detto. Alla milonga di Practica X che da poco si &amp;egrave; trasferita il marted&amp;igrave; sera al Viejo Correo di Parque Centenario, basta chudere gli occhi e si sogna, ma anche tenendoli aperti si sogna lo stesso. E' surreale il luogo, la musica, la gente. C'&amp;egrave; quel&amp;nbsp;silenzio che aiuta a farsi rimboccare le coperte, lasciarsi cullare e forse dormire. E' un sonno vigile, pieno di energie, o nel tango moderno si cadrebbe in due. L'atmosfera di questa culla di Buenos Aires (e forse mondiale visto il gran numero di turisti) ) che acquieta mentre seduce, &amp;egrave; una magia che non si ripete in tutte le milonghe. Sa rimettere i piedi per terra, strano a dirsi, dopo una caduta impressionante (stavolta vera) a peso morto in calle Florida, un'ora nell'ospedale pubblico argentino (sempre meno di quello italiano) controlli severi e accurati e nessun peso sborsato, nemmeno il ticket. Vedo Marco di Milano e sono contenta. Gli italiani sanno ballare meno bene degli argentini, sentono meno la musica, non ti stringono in abbracci profondi, ma non hanno maschere.&amp;nbsp; Marco &amp;egrave; particolarmente buono e trasparente e in confronto agli argentini &amp;egrave; nudo.&amp;nbsp; Gli argentini&amp;nbsp; raccontano storie che non vorrei sentire ogni giorno e le devo ascoltare. Gli argentini domandano di te e parlano di s&amp;egrave; senza le maschere del pudore che aiutano a manenerci integri gli uni e gli altri, e, invece, indossano sempre quelle della tragedia sotto pelle.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;Vedo sputi per terra ogni dove&amp;nbsp;e ogni dove&amp;nbsp;vedo gesti di cavalleria. Sento commenti alle donne per la strada e vedo incertezze e assenze nelle comunicazioni per la strada.&amp;nbsp; Nei locali antichi i camerieri e i proprietari sono attenti e cortesi all'eccesso, in quelli moderni&amp;nbsp;o centrali la maleducazione impera, il cliente &amp;egrave; uno di passaggio come in tutte le grandi citt&amp;agrave;. Tutti danno informazioni e si baciano ad ogni incontro, ma nel metr&amp;ograve;&amp;nbsp;pieno i loro sguardi&amp;nbsp;perdono l'umanit&amp;agrave; che avevano un attimo prima.&amp;nbsp; Il dolore in Argentina &amp;egrave; plateale, contagioso, porta agli inferi anche se non ci vuoi andare. Non &amp;egrave; dolore dell'immigrazione, n&amp;egrave; dell'economia ballerina. E' qualcosa di profondo che non mi azzardo a spiegare. Si &amp;egrave; visto per la morte di Kirchner. Come una ferita incomincia a gocciolare a poi sanguinare copiiosamente, cos&amp;igrave; i&amp;nbsp;i visi dei giovani si&amp;nbsp;sono rempiti&amp;nbsp;di lacrime senza un perch&amp;egrave; logico.&amp;nbsp; Si piange grazie ai miti che muoiono, si celebrano miti nuovi per poter piangere.&amp;nbsp; Il peggio &amp;egrave; che questo dolore collettivo non ha nome collettivo o se ce l'ha non viene mai dichiarato. La libert&amp;agrave; di stampa che abbiamo noi durante uno scandalo del Presidente qui se la sognano, o forse non sanno nemmeno di non averla. L'Argentina sembra fatta di un popolo bambino che gioca col tango o col pallone, ruba la marmellata e chiede scusa, si lascia derubare e chiede aiuto alla mamma e al pap&amp;agrave;, cos&amp;igrave; ben rappresentati simbolicamente in questi giorni dal matrimonio Kirchner. E' morto un padre, viva la madre. Se Cristina aveva perso voti ora li avr&amp;agrave; riconquistati.&amp;nbsp; Il nostro presidente del Consiglio fa&amp;nbsp; battute sul sesso e ride in diretta tv, questa presidente piange la sua vedovanza in diretta tv. Il protagonismo &amp;egrave; un'arma affilata. Qui continua a far sanguinare ferite e a riprodurle negli altri, da noi genera solo una grande incazzatura.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 03 Nov 2010 23:19:51 +0100</pubDate>
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            <title>Per chi suona la Campana</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9452422.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;a title=&quot;Io a Campana di brunabianchi, su Flickr&quot; href=&quot;http://www.flickr.com/photos/malenamil/5131566317/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm5.static.flickr.com/4053/5131566317_e74105860a.jpg&quot; alt=&quot;Io a Campana&quot; width=&quot;283&quot; height=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A Campana, 80 km da Buenos Aires, per conoscere finalmente&lt;/p&gt;&lt;p&gt;il paese di nascita del mio maestro di tango Alejandro&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 31 Oct 2010 16:42:03 +0100</pubDate>
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            <title>Lutto per forza</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9443314.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Una milonga s&amp;igrave;, altre dieci no. Da due giorni e fino a sabato sera non si sa quale milonga sar&amp;agrave; aperta. I tre giorni di lutto nazionale scattati ieri per la morte dell'ex presidente Kirchner hanno mostrato anche un'altra faccia del tango in Argentina e degli organizzatori delle milonghe. Di avvisare nemmeno se ne parla. Qualcuna mette un bigliettino scritto a mano davanti alla porta e lo vedi solo quanto sei arrivato l&amp;igrave;, qualcuna apre (s&amp;igrave;, ma quale?) fregandosene sia del lutto nazionale che impone di non fare feste pubbliche (ma le strade sono piene di ragazzi che si scolano bottiglie in mezzo alle solite montagne di spazzatura) o perch&amp;egrave; non sono peronisti o perch&amp;egrave; si fregano le mani facendo pi&amp;ugrave; del tutto esaurito. Facebook serve solo per&amp;nbsp;tempestare con annunci di lezioni e show, non certo per avvertire di non pagare il taxi per andare fino a l&amp;igrave; e poi dover tornare indietro senza nemmeno capire perch&amp;egrave; non si balla tango (&amp;egrave; pure una musica un po' da cimitero, a me sembra adatta anche alla circostanza) . Marted&amp;igrave; sera, per il Censimento del giorno successivo, le milonghe erano chuse per legge. Una sola era aperta: Milonga 10. Davanti alla porta c'erano 150 persone che facevano i turni per ballare (&amp;egrave; una stanza quadrata, un club di barrio) dopo aver fatto il giro dele altre, tutte chiuse in rispetto alla legge. Mercoled&amp;igrave;, a digiuno di tango, altra proibizione e stavolta per tre giorni, cosicch&amp;egrave; fanno quattro in tutto. I turisti che son venuti fin qui per 15 giorni hanno preso la batosta, gli organizzatori delle milonghe che di turismo vivono non hanno incassato il becco di un quattrino. Questo paese &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; strano. Annuncia il 9 per cento di disoccupazione (cio&amp;egrave; meno dell'Italia che oggi segnala l'11), piange per un ex presidente che ha trasformato eroe in un giorno (ovviamente dopo morto),&amp;nbsp; rispetta le regole del lutto, quelle del censimento con arresti domiciliari per un giorno e mezzo, niente guadagni per i negozi e i ristoranti in un normale giorno feriale, fa stare a casa i ragazzi da scuola per due giorni (il secondo per permettere agli addetti al censimento, quasi tutti insegnanti, di riposarsi dalla fatica), non fa una grinza di fronte al degrado, ai poveri che ficcano le mani nei sacchetti della spazzatura ogni santa sera davanti ai loro occhi, convive coi ladruncoli e coi ladroni (ho visto, personalmente, &amp;nbsp;due scippi in tre giorni), accetta tutti gli aumenti senza battere ciglio e se chiedi loro il perch&amp;egrave; ti rispondono sempre, ma proprio sempre, questa &amp;egrave; l'Argentina. Oppure ti dicono di guardare in casa tua che hai Berlusconi e le sue puttanelle. Tutti dicono in coro di non leggere il Clarin che spara solo stupidaggini e non puoi leggere la Nacion perch&amp;egrave; anche quella &amp;egrave; del Clarin (e anche molto pi&amp;ugrave; conservatrice e bigotta) e quando speri di trovare in Pagina 12 &amp;nbsp;qualche critica costruttiva leggi anche l&amp;igrave; che Kirchner &amp;egrave; stato un grande presidente e quindi&amp;nbsp; zitti tutti. Strano, prima che morisse solo il 30 per cento lo gradiva. Ieri viene fuori che in Argentina ci sono 9 milioni di cani con padrone e non so bene dove sia stato ricavato il dato ma lo prendo per vero (per la fonte da cui arriva) e per il numero imprecisato di cacche che&amp;nbsp;evito di pestare&amp;nbsp;per la strada ad ogni passo che faccio. Tutti i miei amici e conoscenti posseggono un cane o anche due. Qui dicono che &amp;egrave; una moda, che agli argentini&amp;nbsp;piace pettinarli, lavarli e&amp;nbsp;portarli in giro per farsi vedere con la razza&amp;nbsp;all'ultimo grido. Mantenere un cane costa. Quanto guadagna allora un terzo degli argentini che possiede il cane? La media degli stipendi &amp;egrave; valutata in 2200 pesos ma con questi soldi, e con affitto da pagare, non si fa una grande vita. Il carrello della spesa settimanale &amp;egrave; almeno di 300 pesos. Per uscire al venerd&amp;igrave; sera e al sabato&amp;nbsp; vanno in un soffio almeno 150 pesos. Il cellulare &amp;egrave; caro come il fuoco: con 60 pesos (30 di carica e 30 regalati) si mandano sms per 15 giorni ma se si parla a voce la ricarica dura due giorni. I furti pi&amp;ugrave; comuni qui sono quelli dei cellulari ai ragazzini che ovviamente ce li hanno. Tutti sanno che verranno rivenduti nei negozi dell'usato (a centinaia qui) e naturalmente il sistema funziona perfettamente: furto e riacquisto, magari dallo steso venditore. In una&amp;nbsp; capitale che non sa nemmeno tenere puliti i giardinetti davanti alla casa del governo, che dice bugie e le alimenta, che finge di essere europea ed &amp;egrave; definitivamente sudamericana, non ci si deve aspettare proprio niente. Nemmeno di venire qui a ballare tango.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A milonghe chiuse io ho passato&amp;nbsp;due serate straordinarie: la&amp;nbsp;prima&amp;nbsp;con un gruppo di ragazzini di barrio, conosciuti casualmente per la strada. Dopo due ore di divertentissime chiacchiere e di Fernet e Coca e Gancia e Sprite condivisi, ho scoperto che Diego, 17 anni,&amp;nbsp;era fratello di Fernando Sanchez, il ballerino che &amp;egrave; attualmente in giro per l'Europa e amico da anni. La seconda con otto tanghi memorabili ballati a piedi scalzi con Adrian, bello, giovane, bravo, casualmente incontrato nel salone di tango del Dandy (chiuso), dove stavo bevendo un t&amp;egrave; con Amalia.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 29 Oct 2010 05:13:35 +0100</pubDate>
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            <title>L'omaggio dei kirchneristi</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9442154.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;a title=&quot;Morte KIchner di brunabianchi, su Flickr&quot; href=&quot;http://www.flickr.com/photos/malenamil/5123973562/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm5.static.flickr.com/4051/5123973562_df23539a5b.jpg&quot; alt=&quot;Morte KIchner&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;332&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>Morte Nestor Kirchner</category>
        <category>plaza de Mayo</category>
            <pubDate>Thu, 28 Oct 2010 20:30:46 +0100</pubDate>
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            <title>Giovani e peronisti</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9440863.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;a title=&quot;La morte di Kirchner di brunabianchi, su Flickr&quot; href=&quot;http://www.flickr.com/photos/malenamil/5122642677/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm5.static.flickr.com/4070/5122642677_02c12afb66.jpg&quot; alt=&quot;La morte di Kirchner&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;332&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>Morte Kirchner</category>
        <category>plaza de Mayo</category>
            <pubDate>Thu, 28 Oct 2010 14:34:02 +0100</pubDate>
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            <title>Piangi per me, Argentina</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9439391.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Cori&amp;nbsp; da stadio seguiti da calorosi battimani e occhi lucidi riempiono la metropolitana che corre verso la Plaza de Mayo, davanti alla Casa Rosada, la &amp;nbsp;sede del governo dove dal 2003 al 2007 Nestor Kirchner ha avuto l'onere gravoso di portare fuori dalle secche un'Argentina tracollata dai debiti, dalla corruzione e dalle politiche arraffatutto dei governi precedenti.&amp;nbsp; La morte dell'ex presidente &amp;egrave; come fosse quella di Peron, o di Evita, o, se fosse gi&amp;agrave; finito il suo tempo, di Maradona. Un ragazzo incrocia le dita: neanche a dirlo, Maradona non muore!. La commozione si trasmette da uno all'altro in una folla non ancora oceanica ma gi&amp;agrave; rappresentativa del sentito popolare: Kirchner era il peronismo, il peronismo non &amp;egrave; morto.&amp;nbsp; Sventolano le bandiere e gli striscioni, prende fiato di nuovo l'emotivit&amp;agrave; tanto cara agli argentini che ieri hanno fatto festa obbligata da una legge per il Censimento nazionale e per altri due giorni, cio&amp;egrave; tre in tutto, piangeranno la morte di un traghettatore ora osannato di colpo&amp;nbsp;come l'uomo che ha cambiato l'Argentina. Rimpicciolisce&amp;nbsp; sua moglie Cristina che pur governa dal 2007 e diventa l'unica possibile speranza che sia lei a continuare la linea del peronismo vero, quello del '45-50. Tutto &amp;egrave; fermo ad allora, quando si stava meglio: &quot;Kirchner &amp;egrave; stato il male minore&quot; commenta un bancario arrivato in piazza a omaggiare la morte di un nuovo mito popolare. &amp;nbsp;L'emotivit&amp;agrave; degli argentini &amp;egrave; il loro piatto forte, offerto alle telecamere con orgoglio, come se non avessero altro per restare uniti, fingere di volersi tutti bene, credere che le cose siano cambiate in meglio dopo la pesantissima tragedia della dittatura, quella della bomba agli ebrei, e soprattutto quella del malessere economico che li tormenta a fasi alterne da moltissimi anni. Alcune cose l'ex presidente le ha cambiate e le prime ad essergliene grate sono le Madri e le Abuelas che sfilano in lacrime, con il fazzoleto bianco e azzurro in testa, commosse per &amp;nbsp;la morte del primo presidente che ha riconosciuto il loro diritto ad essere vendicate con il processo agli assassini dei loro figli. Processo per&amp;ograve; che non fa un passo avanti. Come nessun passo avanti fa la povert&amp;agrave; pi&amp;ugrave; nera, n&amp;egrave; tantomeno ha freni l'inflazione, mentre la sua consorte e traghettatrice (anche lei)&amp;nbsp;del ritorno del marito alla nuova presidenza del 2011, non ancora annunciata ufficialmente come se nemmeno ce ne fosse bisogno nel patto d'allenza stretto g&amp;agrave; anni fa, per oggi &amp;egrave; solo una moglie che soffre e non un Capo dello Stato con pieni poteri. I cartelli che esprimono tutta la vulnerabilit&amp;agrave; degli argentini, il loro perenne bisogno di guardare indietro per celebrare, sottolineano il senso di dignit&amp;agrave; che Kirchner avrebbe loro restituito. I detrattori dei Kk non ci sono stasera, n&amp;egrave; si sono fatti sentire. Muto il paese di fronte a una tragedia affatto annunciata, solidali le opposizioni, improvvisamente bloccata la bagarre politica che si inzuppa nel latte della dialettica senza sbocchi nuovi e moderni. Di politica si parla sempre, addirittura le campagne elettorali&amp;nbsp;iniziano&amp;nbsp;&amp;nbsp;oltre un anno prima e stasera, camminando per una Buenos Aires rimasta&amp;nbsp;bloccata&amp;nbsp;in casa&amp;nbsp;tutto il giorno nell'attesa di essere censita, pare vederla inchinarsi impotente di fronte al suo passato glorioso Il colpo di coda dell'orgoglio patriottico &amp;egrave;&amp;nbsp;il ghigno di un argentino cui si chiede perch&amp;egrave;, unici al mondo, piangono tanto la morte di un politico: &quot;Non era un politico, era molto di pi&amp;ugrave; per noi&quot;.&amp;nbsp; La Casa Rosada illuminata da fari rosa kitch domani sar&amp;agrave; prsa d'assalto da milioni di persone che renderanno omaggio alle spoglie di Nestor Kirchner&amp;nbsp;. Verranno anche otto presidenti dell'America Latina a fare il loro dovere di buon vicinato del collega populista. Intanto, sul colettivo che riporta a casa gli argentini sommessi,&amp;nbsp;&amp;nbsp;un tizio abbraccia uno sconosciuto, gl dice ti voglio bene e piange: mio fratello ha perso il&amp;nbsp;lavoro e io non l'ho mai avuto.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 28 Oct 2010 04:43:17 +0100</pubDate>
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            <title>Nestor Kirchner è morto</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9437471.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Il censimento era iniziato da poco qando la notizia della morte dell'ex presidente KIrchner, marito dell'attuale presidente Cristina, &amp;egrave; rimbalzata dalle televisioni nelle case fino agli ispettori dell'Istituto di Statistica per le strade. Facce incredule, espressioni stralunate e commenti secchi: meno male, cos&amp;igrave; non si ripresenta alle elezioni dell'anno prossimo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'Argentina, oggi deserta e chiusa per il Censimento&amp;nbsp;con imposizioni di legge del 1870(obblighi gi&amp;agrave; dalla mezzanotte di chiudere tutto e non vendere alcol) sar&amp;agrave; bloccata anche domani, stavolta per il lutto nazionale.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 27 Oct 2010 17:20:16 +0100</pubDate>
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        </item>
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            <title>Obblighi da dittatura</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9433396.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Solo noi europei siamo sconcertati di fronte al modus operandi di una legge dello Stato che da stasera impone alla gente di stare a casa fino a domani alle 20 per aspettare gli ispettori dell'Istituto di Statistica per il censimento nazionale dell'Argentina. Nessuno protesta, nessuno critica. In un giorno solo, e con dieci minuti di domande a testa, 650 mila ispettori dovranno bussare alle porte delle case, dalle 8 e 30 alle 20 e tutti hanno l'obbligo di farsi trovare. Se saranno fuori dovranno avvisare i vicini e tornare&amp;nbsp; di corsa. Non saranno aperti locali pubblici, chioschi, supermercati, non si venderanno sigarette o golosinas, non si potr&amp;agrave; andare al ristorante n&amp;egrave; al cinema o a teatro e tantomeno alla milonga, gi&amp;agrave; da stasera, cio&amp;egrave; un giorno prima. Saranno proibite (legasi proibite!) tutte le riunioni.&amp;nbsp; Se non si vorranno fare entrare in casa gli ispettori per ragioni d sicurezza in un paese dove la sicurezza &amp;egrave; questione di vita o di morte, si potr&amp;agrave; riceverli sula porta. Le strade saranno pattugliate e presidiate dalla polizia come se fosse un giorno di elezioni.&amp;nbsp; Si pu&amp;ograve; gi&amp;agrave; intuire che &amp;egrave; una gran pagliacciata: chi dir&amp;agrave; la verit&amp;agrave; su quanto guadagna? Come faranno gli ispettori a percorrere in un solo giorno le enormi distanze della Patagonia o delle zone andine? Entreranno nelle ville miseria (centinaia nella Gran Buenos Aires) e ne usciranno vivi?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Chiss&amp;agrave;&amp;nbsp;se l'ispettore domani creder&amp;agrave; che sono turista,&amp;nbsp;visto che non potr&amp;agrave;&amp;nbsp;chiedere nessun documento di identit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 26 Oct 2010 18:25:00 +0100</pubDate>
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            <title>Una notte magica</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9425174.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Cosa avrei fatto in una qualunque citt&amp;agrave; italiana il sabato sera?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il mio sabato&amp;nbsp;sera a Buenos Aires &amp;egrave; cominciato&amp;nbsp;alle 20 davanti alla sede della Amia, l'Associazione mutuale degli ebrei ricostruita dopo l'attentato terroristico del 1994 che ha fatto a pezzi 85 persone. Aspettavo Patricia davanti all'ingresso, in Pasteur 633, nel barrio di Once, per vedere insieme uno spettacolo di jazz all'interno dell'auditorio, e la guardia della sicurezza mi ha tempestato di domande: lei non &amp;egrave; un volto conosciuto, come mai &amp;egrave; venuta qui? Lei sa che questo non &amp;egrave; un teatro ma una sede ebraica? La sua amica &amp;egrave; argentina? . Avevo con me il passaporto ed ero pronta a controlli da aeroporto ma non a&amp;nbsp;un terzo grado&amp;nbsp;sul marciapiede pubblico. Ho un interesse particolare per l'attentato alla Amia (un anno prima&amp;nbsp;era stato fatto contro&amp;nbsp;&amp;nbsp;l'Ambasciata di Israele a Buenos Aires), rimasto impunito e, a distanza di 16 anni , con sospetti di terrorismo libanese collegato alla figura dell'ex presidente Menem.&amp;nbsp; La comunit&amp;agrave; ebraica a Buenos Airs &amp;egrave; antichissima ed &amp;egrave; la seconda pi&amp;ugrave; grande fuori da Israele dopo quella degli Stati Uniti. Nel barrio di Once gli ebrei avevano fino a pochi anni fa il monopolio delle telerie e delle confezioni ma ora non ci sono quasi pi&amp;ugrave;, spodestati dai boliviani e i peruviani. Si sono spostati ad Avellaneda, ma la storia ebraica a Buenos Aires ruota nelo stessl barrio dove la Amia &amp;egrave; stata ricostruita molto pi&amp;ugrave; protetta di prima ed &amp;egrave;&amp;nbsp;ancora oggi un&amp;nbsp;forte simbolo di unione e identit&amp;agrave; per gli ebrei.&amp;nbsp; Nell'auditorio la Hot &amp;amp; black band ha fatto furore.&amp;nbsp; Jazz, soul e blues di buon livello musicale e simpaticamente&amp;nbsp;eseguiti&amp;nbsp;nel concerto offerto gratuitamente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alle 22 e 30 la notte di Buenos Aires &amp;egrave; ancora piccola. Rinunciamo a cenare e corriamo, in auto, nel barrio della Chacarita, al Centro Culturale Carlos Gardel dove alle 22 era previsto il terzo e punultimo spettacolo offeto gratuitamente nel quadro dei festeggiamenti pubblici del Bicentenario argentino. Protagonista il tango ma con un ballerino d'eccezione: Juan&amp;nbsp; Pablo Ledo, la stella del Teatro Colon.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il palcoscenico ha uno sfondo nero e i colori dei vestiti dei ballerini, scelti con grande studio estetico, brillano nel buio della sala. La coreografia, di Ledo, (a 16 anni &amp;egrave; entrato nel balletto di Julio Boca) non ha una sbavatura. I tempi sono veloci, le quattro coppie ballano Pugliese e Piazzolla. Non tutti sono bravissimi tangueri, ma tutti sono bravissimi artisti, con una plasticit&amp;agrave; corporea e espressioni facciali di grandissimo impatto emotivo. Per la prima volta capisco la differenza tra uno show di tango e professionisti della danza. Lui, Juan Pablo Ledo, &amp;egrave; strepitoso. La sua tecnica, la sua bravura, la sua intepretazione musicale di Piazzolla non fanno rimpiangere nessun ballerino di tango. Sento una commozione profonda, io come tutta la sala.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Saluta il suo pubblico, il ballerino che ama anche il tango gi&amp;agrave; da anni, lo ringrazia di tanta partecipazione emotiva, lo invita a tornare all'ultimo spettacolo di sabato prossimo. E' giovane, bellissimo e vicino alla gente, come non ti aspetteresti da una star.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E' mezzanotte, andiamo a cena in un ristorante l&amp;igrave; vicino. Tutto il menu &amp;egrave; vegetariano e non mi piace, anzi, mi ricorda gli anni '80 le mode esotiche new age miseramente fallite in Italia ed &amp;egrave; oltretutto caro.&amp;nbsp;Decidiamo di assaggiare un piatto (non so cosa ho mangiato ma sembrava cibo per gli uccellini) e rifarci&amp;nbsp;in un altro posto . Tre isolati in auto e all'1 e mezza di notte entriamo in un bar d'angolo con la televisione accesa e piatti di empanadas in bella vista. Chiacchieriamo un'ora, finch&amp;egrave; non ci sbattono fuori dal locale che sta per chiudere. In auto percorriamo la notte di Palermo Soho con le code dei ragazzi davanti alle discoteche alla moda, i locali della movida dei giovani bene, le bellissime vetrine dei negozi illuminate, il cielo sopra Buenos Aires scuro ma mai troppo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ci lasciamo alle 3 e 15 minuti, distrutte e cariche di emozioni per quanto abbiamo visto, ascoltato e condiviso. Tutto in una sola notte.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 24 Oct 2010 18:13:17 +0100</pubDate>
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            <title>La danza classica sposa il tango</title>
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            <description>&lt;p&gt;&lt;object width=&quot;396&quot; height=&quot;223&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/xRTS8IVZVA4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;transparent&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/xRTS8IVZVA4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; wmode=&quot;transparent&quot; width=&quot;396&quot; height=&quot;223&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il primo ballerino del Teatro Col&amp;ograve;n di Buenos Aires, JUan Pablo Ledo&lt;/p&gt;&lt;p&gt;interpreta&amp;nbsp;Inverno porteno&amp;nbsp;di Piazzolla&lt;/p&gt;&lt;p&gt;in &quot;Buenos Aires respira tango&quot;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 24 Oct 2010 16:44:50 +0100</pubDate>
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            <title>La milonga della polizia</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9421598.html</link>
            <description>&lt;p&gt;E' stata inaugurata il primo ottobre nel barrio di Almagro, in una stradina deserta, nella sede del circolo ufficiali della polizia. Ci vado, invitata da Julia e Alejandro perch&amp;egrave; con loro sto benissimo e non importa il luogo se ci sono loro. E' una stanza degli anni '70, con pavimento lucido e tavolini da discoteca popolare. Le donne parlano di caldane da menopausa mentre fumano una sigaretta all'entrata, gli uomini, coi capellli bianchi e una bella pancetta sono tutti ufficiali in pensione della polizia.&amp;nbsp; L'unico quarantenne presente, che sulle prime scambio per un taxi dancer, essendo stonato con quel luogo di centenari, mi cabecea dal lato opposto della sala. Il primo minuto &amp;egrave; interminabile, lui &amp;egrave; fermo. La musica va e lui si ferma ogni due passi. Nel giro mette energia e mi genera l'illusione che andremo meglio d'ora in avanti, ma poi di colpo si riferma e non fa pi&amp;ugrave; niente, nemmeno cammina. Finisce la tanda, mi siedo pensando che se quello che appariva il migliore non&amp;nbsp;sente la musica figuriamoci gli altri. Gli altri, appunto, stanno in piedi per miracolo ma le donne sono felici di essere l&amp;igrave;, a ballare con gli ex ufficiali dellla polizia, nella milonga di barrio dove si estraggono quattro volte i numerini dell'entrata (il sorteo) e ci sono tante possibilit&amp;agrave; di vincere perch&amp;egrave; non c'&amp;egrave; quasi nessuno. C'&amp;egrave; Gladys che canta, lei s&amp;igrave; finalmente con una voce roca da tango (garganta y arena, un tango ma anche un modo di dire: gola e sabbia). C'&amp;egrave; la presentatrice spigliata che prende il microfono 4 volte durante la serata&amp;nbsp; per tirare su il morale e invogliare a tornare prima che la milonga appena aperta subisca un tracollo definitivo e debba chiudere. E' gi&amp;agrave; la una quando arrivano gli amici e la sorella di Julia, ragazzi che ballano da poco, sono fidanzati tra loro &amp;nbsp;e non stanno tanto a guardare i particolari dei veri tangueri: non c'&amp;egrave; proprio nessuno con cui ballare.&amp;nbsp; Uno di questi ragazzi balla bene e con lui mi diverto un sacco. E' umile, gentile, ha una bella energia, la sua fidanzata non &amp;egrave; gelosa e lui ha voglia quanto me di improvvisare insieme. I vecchietti ci puntano gli occhi addosso e a me pare di vedere un bel sorriso compiaciuto sulla faccia delle signore e nessunosu quello dei signori ex commissari di polizia cui ho rifiutato l'invito nascondendomi per bene dietro una colonna. Alle tre di mattina siamo rimasti in pochi, noi ci siamo scolati almeno sei bottiglie di Quilmes scura, Alejandro ha scattato a raffica foto a Julia, sua sorella e me, quando vedo il mio bravo ballerino che sta guidando a passi decisamente ridotti una signora anziana. E' un'immagine bellissima, lei cos&amp;igrave; felice, lui cos&amp;igrave; protettivo e delicato come fosse la nonna da rispettare e cui fare un bel regalo. Blanca si avvicina a noi a fine nottata del venerd&amp;igrave; e ringrazia: &quot;Siete stati straordinari voi giovani (mi inserisce tra i 25 enni, che meraviglia!) avete reso pi&amp;ugrave; allegra questa serata. Blanca ha 85 anni, occhi grandi e mobili, &amp;egrave; elegante nel vestire e nei modi Certamente colta e della societ&amp;agrave; benestante portenia. Racconta: ballo tre volte alla settimana, sono &quot;nochera&quot; (cio&amp;egrave; vive di notte, ndr) sono&amp;nbsp;in perfetta salute&amp;nbsp;e sono convinta che faccio tutto questo alla mia et&amp;agrave; perch&amp;egrave; ho trascorso la mia vita coi giovani&quot;. Dice di sentirsi una 25enne e che il tango per lei &amp;egrave; una terapia, un elisir di lunga vita serena e divertente.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 23 Oct 2010 18:16:38 +0100</pubDate>
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            <title>Tango libero</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9421485.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;a title=&quot;Facce da tango a Buenos Aires di brunabianchi, su Flickr&quot; href=&quot;http://www.flickr.com/photos/malenamil/5105745135/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm2.static.flickr.com/1350/5105745135_c405ba2731.jpg&quot; alt=&quot;Facce da tango a Buenos Aires&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;332&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La milonga alla gorra di Cochabamba 444 il gioved&amp;igrave; sera&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(foto B.Bianchi)&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 23 Oct 2010 17:46:46 +0100</pubDate>
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            <title>I ponti</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9419258.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;a title=&quot;Los puentes de la Boca di brunabianchi, su Flickr&quot; href=&quot;http://www.flickr.com/photos/malenamil/5105547903/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm2.static.flickr.com/1223/5105547903_82da272d76.jpg&quot; alt=&quot;Los puentes de la Boca&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;332&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>Avellaneda</category>
        <category>La Boca</category>
        <category>Riachuelo</category>
            <pubDate>Sat, 23 Oct 2010 00:39:27 +0100</pubDate>
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            <title>La violenza continua</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9417353.html</link>
            <description>&lt;p&gt;La morte di Mariano in diretta tv&amp;nbsp; fa dimenticare&amp;nbsp;in un secondo il&amp;nbsp;volto europeo di Buenos Aires. I 25 mila manifestanti che hanno invaso il centro fanno pensare che le proteste corporative, cos&amp;igrave; come gli omidici corporativi, siano solo un pizzicotto per gli argentini&amp;nbsp;che a bassa voce sbuffano per&amp;nbsp;la paralisi di mezza citt&amp;agrave; generata da scioperi di treni e metr&amp;ograve;. &amp;nbsp;Nel 2010, mentre si accusano gli immigrati boliviani e peruviani di avere generato la crisi economica e l'inflazione, mentre persino i tango show per turisti&amp;nbsp; presentano l'immagine di un peronismo stucchevole degli anni '50, un ragazzo di 23 anni &amp;egrave; stato ucciso da un calibro 38 durante uno scontro sindacale e&amp;nbsp;una donna di 56 anni &amp;egrave; in coma irreversibile con un proiettile conficcato in testa. Volevano, insieme ad altri militanti del Partido Obrero, occupare un pezzetto di linea ferroviaria per chiedere il renitegro di 150 lavoratori pi&amp;ugrave; volte rifiutato dalla compagnia ferroviaria della linea che da Avellaneda conduce a Buenos Aires. Ad aspettarli al varco non c'erano i padroni, ma rappresentanti dell'Unione sindacale. Si sono dapprima affrontati con bastoni e lancio di pietre in mezzo alle traversine del treno. Erano due gruppi di un centinaio d persone da una parte e altrettante dall'altra, ma la forza dei sindacalisti era decisamente superiore tanto che i militanti del Partito di sinistra marxista hanno fatto quasi subito retromarcia. E' mentre scappavano che sono apparse le pistole, c'&amp;egrave; chi dice almeno tre. Due colpi hanno ucciso&amp;nbsp; Mariano, studente dal bel volto pulito, cos&amp;igrave; simile ai nostri ragazzi italiani,&amp;nbsp;e ferito Elsa, madre di sette figli, povera in canna e da sempre in prima fila contro le ingiustizie.&amp;nbsp; Mariano, e il suo volto agonizzante, &amp;egrave; entrato con prepotenza su tutti i canali televisivi argentini. Cos'&amp;egrave; successo? Chi ha sparato? Perch&amp;egrave; si &amp;egrave; sparato per uccidere a una manifestazione sindacale? La polizia ha aperto un varco proprio nel momento in cui sono apparse le pistole. Un testimone oggi dice: vi dico chi ha sparato se reintegrate i lavoratori per i quali &amp;egrave; cominciato lo scontro finito in tragedia. Nel 2010, nella Buenos Aires che apre a raffica negozi luccicanti e si aspetta un&amp;igrave;'inflazione del 20% entro l'anno, la tesi pi&amp;ugrave; accreditata di quanto avvenuto a Barracas, il barrio periferico che congiunge Avellaneda alla capitale, a ridosso della Boca, sia stato opera di poliziotti infiltrati. Gli argentini che guardano la tv e ascoltano in diretta le interviste dei sindacalisti corporativi, li riconoscono: hanno la faccia di milico, cio&amp;egrave; poliziotti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Buenos Aires per mezza giornata si &amp;egrave; indignata per il collasso del traffico, ha espresso rammarico&amp;nbsp;per l'accadurto e ha&amp;nbsp;dimenticato&amp;nbsp;ancora una volta di&amp;nbsp;ribellarsi alla violenza organizzata&amp;nbsp;per stabilire le regole del potere.&amp;nbsp;Ha contato i manifestanti, pi&amp;ugrave; numerosi di altre volte, pensando che forse era giusto protestare ma ha gi&amp;agrave;&amp;nbsp;seppellito Mariano. Uno dei tanti uccisi non per sbaglio. Siamo in Argentina, si ripete con rassegnazione, mentre si d&amp;agrave; la colpa di ogni cosa una volta al sindaco Macri, un'altra alla presidente Kirchner, un'altra ancora alla corruzione dilagante. Nel sindacato di categoria&amp;nbsp;come tra i piqueteros che manifestano per soldi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gli occhi rovesciati all'indietro di Mariano sono gli stessi di Diego, piquetero aspirante giornalista ucciso a 16 anni dalla polizia sul ponte di Avellaneda nel 2002. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 22 Oct 2010 16:11:10 +0100</pubDate>
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            <title>Nel limbo dell'ingustizia terrena</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9390218.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;a title=&quot;Le scarpe dei 194 ragazzi di brunabianchi, su Flickr&quot; href=&quot;http://www.flickr.com/photos/malenamil/5083827381/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm5.static.flickr.com/4033/5083827381_6ae2e92129.jpg&quot; alt=&quot;Le scarpe dei 194 ragazzi&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;332&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il 30 dicembre del 2004, nel barrio di Once, a Buenos Aires&lt;/p&gt;&lt;p&gt;sono morti 194 ragazzi durante un concerto al Cromanon.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Intrappolati dentro, mentre la discoteca bruciava.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(foto B. Bianchi)&lt;/p&gt;</description>
        <category>Cromanon</category>
        <category>sacrario di Once</category>
            <pubDate>Fri, 15 Oct 2010 20:10:23 +0100</pubDate>
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            <title>Le scarpe appese</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9390208.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Nella piazza Miserere di Once &amp;egrave; come se fosse di colpo svelato il mistero delle scarpe appese sul filo che fa dannare il mondo. Le avevano ai piedi, la sera del 30 dicembre del 2004, i 194 ragazzi morti per un bengala lanciato nella folla che&amp;nbsp;rese un inferno la discoteca del Cromanon. Da cinque anni sono l&amp;igrave;, messe dai loro familiari, nel sacrario creato per loro, tra foto, frasi affettuose e altre dure di&amp;nbsp;pretesa di giustizia.&amp;nbsp; Sono cos&amp;igrave; vicine che le puoi toccare,&amp;nbsp; scolorite dalle intemperie, e sembrano parlare di chi quella notte le calzava, felice di essere a un concerto tra tanti giovani la penultima notte dell'anno. Una scarpa ha delle cuciture vicino alla suola, simbolo della povert&amp;agrave; di chi non pu&amp;ograve; permettersi di gettarle per comprarne di nuove. La strada che conduce al capannone della tragedia &amp;egrave; chiusa: l'hanno&amp;nbsp;imposto &amp;nbsp;i familiari che aspettano ancora la fine di un processo contro il proprietario, la polizia e l'ex sindaco Ibarra. In quel pezzetto di strada, la Bartolomeo Mitre, la polizia, da cinque anni, presenzia con un blindato l'aerea davanti all'ex discoteca. L'hotel rimasto senza clienti riceve soldi dal governo cittadino per le perdite che sta subendo da allora.&amp;nbsp; A trent'anni dalla dittatura che ha ucciso 30.000 ragazzi senza far pagare ancora nessuno,&amp;nbsp; a 9 dal massacro della polizia a cavallo nella piazza del Congreso delle proteste per il &amp;nbsp;corralito, la tragedia del Cromanion sembra solo una delle tante.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La pioggia bagna&amp;nbsp;le scarpe appese nel silenzio surreale di un angolino senza vita della piazza della miseria e il cielo sembra rovesciare lacrime su suoi&amp;nbsp;piccoli angeli&amp;nbsp;ancora nel limbo dell'ingustizia terrena.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 15 Oct 2010 20:06:34 +0100</pubDate>
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            <title>La Casa Rosada</title>
            <link>http://blog.libero.it/baires/9389986.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;a title=&quot;La Casa Rosada di brunabianchi, su Flickr&quot; href=&quot;http://www.flickr.com/photos/malenamil/5083718213/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://farm5.static.flickr.com/4144/5083718213_9856bd3688.jpg&quot; alt=&quot;La Casa Rosada&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;332&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 15 Oct 2010 19:01:49 +0100</pubDate>
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