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CreepyDoll
   
 
Creato da CreepyDoll il 03/07/2009

come su un altalena

...la vita di una bambola di pezza aggrappata ad un altalena... prima in alto e poi in basso...

una bambina impertinente...

 
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AIUTO!!! La Crisi? Politica... economica... e poi?

Post n°31 pubblicato il 27 Aprile 2012 da CreepyDoll

   Allora allora allora... come va? Personalmente, ho finito di scrivere la mia tesi, a breve la porterò a stampare e la discuterò... forse è per questo che in un momento di rilassatezza mentale, quando sai che ormai sei alla fine del tuo percorso universitario e inizi a calmarti, ho iniziato a pensare al dopo-discussione. Beh detto così sembra una specie di dopo bomba, e sapete che c’è? In effetti potrebbe avere un’effeto simile...

   Vero è che  credo sia normale farsi prendere da un po’ d’ansia, per non dire sconforto, di fronte alla situazione del mondo del lavoro italiano.

   Io non capisco. Potenzialmente l’Euro sarebbe potuta essere un’arma formidabile contro il dollaro, che ha praticamente sempre controllato tutto il mercato. Ma invece cos’è successo? Non capisco se ci si è ritorta contro, oppure se questo totale sfacelo sia voluto per far emergere gli stati europei più forti.

  Ora, io non è che sia contro la Merkel... ma un tantinello ci sarebbero da fare due o tre considerazioni. Con questo caspita di Euro mi pare (e dico mi pare, perchè sono una cittadina qualsiasi, studio arte mica economia!) che la Germania sia quella che più ci ha guadagnato. Prima non è che stesse tanto meglio di noi, no? A dire di alcuni economisti, bassa crescita e alta disoccupazione. Poi entra l’Euro... praticamente il marco camuffato da moneta europea. E BUM. La Germania riesce a contenere l’inflazione meglio di noi, buon per lei, solo che così facendo mentre noi siamo andati giù, insieme a tutti gli stati periferici, vedi Grecia, vedi Portogallo, vedi Spagna, i tedeschi vanno su, su, su... non so con che costi per il popolo, ma immagino che avranno avuto i loro problemi. Intanto la BCE per anni non ci si è cagata di pezza (scusate il francesismo) e adesso sta con una spada di Damocle piazzata sul nostro collo (e su quello di molti altri stati) minacciando sanzioni di tutti i tipi se non rientriamo del debito che ancora non ho capito da chi è stato fatto. Boh. Cioè, dai, tutti gli Stati hanno sempre avuto un certo debito... ma adesso non ce lo possiamo gestire da noi! Con la moneta unica dobbiamo rendere conto alla BCE... che mi sembra sempre più una specie di associazione a delinquere che non un organo di controllo...

  Oh, sono riflessioni di una assolutamente digiuna di economia... però credo che una crisi di questa portata sia il modo migliore per tenere sotto scacco uno Stato, che ormai non è più sovrano. Poi non capisco sta cosa... ora lo dico, ma potrei sbagliare... con l’Euro come funge?? Ovvero, noi la stampiamo, la BCE compra i fogli delle banconote a tipo 10 cent e poi ce li rivende al 110 per 100 del loro valore? Ma quindi, la moneta la stampano loro, no? Quindi, in realtà, siamo uno stato senza moneta, che se la compra per poi immetterla nel mercato, ma facendo questo ci perde, o no? Allora, allora... calma. Non abbiamo una vera moneta, o meglio abbiamo una specie di moneta finta che serve solo a tenerci legati al “sistema Europa” dal punto di vista bancario; politicamente siamo a pezzi, partiti totalmente impazziti che non sanno più cos’è un Popolo, come si governa e soprattutto che cosa vuol dire essere Uomini, figuriamoci formare dei gruppi seri e motivati per farci uscire dalla crisi; economicamente... bah... basti dire che i piccoli artigiani, le piccole industrie, ma anche quelle medie, per non parlare delle famiglie, stanno talmente male che è un continuo di suicidi, e dico SUICIDI, come fanno quelle “persone” al governo a non saltare sulla sedia e a non sentirsi in colpa quando un artigiano si suicida perchè Equitalia gli ha pignorato la casa o giù di lì??? (Non parlo di Equitalia, è una vergogna per l’Italia e per l’umanità. Si dovrebbe impiccare Befera, non la gente che lavora per pagare le loro tasse e i loro interessi del cazzo). Socialmente, siamo distrutti. La gente è stanca, triste, il mondo di molti è diventato grigio. Come può un Governo continuare così? Come fa Monti ad alzarsi la mattina e a non vomitarsi in faccia appena si guarda allo specchio? Ah no scusate... lui è il Salvatore della Patria. Ah sì? Non era il burattino della BCE?? Mah! Non ci capisco nulla.

  E il problema è quello....... al Governo va bene che la gente non ci capisca nulla.... tienili ignoranti, tienili con la testa rivolta alla terra, così si governa la massa...

   Intanto, in Europa schizzano alle stelle quei partiti di estrema destra che in genere rimangono nelle minoranze... basti nominare Marine Le Pen in Francia..... oltretutto storia già vista e anche recentemente, in fondo il partito di Hitler riuscì a salire al governo non a caso dopo il botto della borsa del ’29 in America (che ancora sosteneva la Germania dopo la sconfitta della guerra, quindi niente più prestiti). Insomma la situazione non è la stessa, ma il livello della crisi è altissimo e basta aprire un qualsiasi libro di storia per vedere come la Storia si ripete... sempre le stesse cause, sempre le stesse cose... non sarebbe il momento di imparare qualcosina?

PS. Come facciamo ad uscire dalla crisi? Secondo voi sarebbe molto grave uscire dall’Euro? Smetteremmo per lo meno di essere in mano alla BCE. E forse ci riprenderemmo. Col tempo, con degli sforzi...ma preferisco “lacrime e sangue” per un futuro che per nutrire un corpo che ormai è già in decomposizione.

 
 
 

il Coraggio dell'Onestà.

Post n°30 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da CreepyDoll

   Certe cose prima o poi bisogna dirle. Prima o poi, bisogna essere onesti con se stessi e col proprio corpo, con il proprio essere, con la propria età e la propria vita, e dirsi chiaramente quello che ci piace e quello che non ci piace. Questo è un punto di partenza per migliorarsi. Sono stata sempre convinta che non esistessero punti d’arrivo ma solo punti di partenza e uno di essi è quel famoso “gnôthi sautón”, mi pare fosse quello il motto in greco (non provo nemmeno a scriverlo con l’alfabeto greco, sono convinta che libero non lo supporti!), il classico “conosci te stesso”.

   Una volta preso il coraggio a due mani, mi siedo un attimo, e mi guardo riflessa nel mio specchio interiore. Una che predica bene e razzola male. Una che spesso si perde dietro ad un perché e non trova i come.

   Certi giorni mi sembro come quella Carrie di Sex & the City, mi faccio mille discorsi mentali, rimugino, rimestolo. A volte quest’operazione è stancante, frustrante. Alle volte è riposante. Anche se devo dire che non sempre è gratificante. Su, diciamocelo, siamo onesti… bisogna essere onesti. Con se stessi prima di tutto. Anzi, con noi stessi dovremmo avere la granitica onestà di dire “se c’è qualcosa che non ti piace della tua vita, è colpa tua!” ma così diventa difficile vivere, per la maggior parte di noi. In fondo ci hanno abituato ad un infinità di comodità di ogni tipo, infinite indulgenze verso la mente e verso il corpo, che la durezza e l’integrità potrebbero quasi sembrare innaturali. Ma non volevo parlare di questo.

   Bisogna essere onesti, dunque. Chi imbroglia se stesso, imbroglia (nel senso di complicare) il proprio futuro. Un piccolo imbroglio oggi, un altro domani, e ti ritrovi in un groviglio mai visto. Ancora, non è proprio di questo che volevo parlare. Sto lasciando un po’ andare a briglia sciolta il mio flusso di coscienza…

   Ecco: forse il punto è che semplicemente l’onestà è scomoda. Per lo meno in un primo momento, è la strada più difficile, è quella che ti obbliga ad affrontare i tuoi bivi, che siano bivi semplici, incroci o crocicchi.

   Chi non è onesto, almeno nelle cose importanti, non è una persona da frequentare. E capire se si è onesti è un compito arduo, continuo, faticoso… è da coraggiosi, è da eroi. Ma se ci riesci, stai meglio tu, stanno meglio i tuoi compagni di vita…

   Mi sono spesso chiesta quanto io sia onesta con me stessa… forse alle volte anche troppo, o alle volte troppo poco. L’onestà ti da una lucidità mentale troppo abbagliante, alle volte è meglio fare gli stupidi. Ma una volta acquisita, smetti di essere argilla. Smetti di essere plasmabile dagli eventi, e diventi di granito. Dura, impossibile da piegare.

   È difficile essere onesti. È difficile dire “la mia vita potrebbe essere migliore, ma è più sicuro rimanere in una felicità parziale, in un equilibrio superficiale”. A tale proposito dovrei citare un illuminante discorso di Charlie Chaplin.

   …sento accrescere dentro di me qualcosa di pericoloso.

   …il 2012 sarà un anno campale.

 
 
 

nel mondo distorto...

Post n°29 pubblicato il 12 Dicembre 2011 da CreepyDoll

   Mi piace il suono della chitarra distorta. Mi piace grasso e graffiante , cupo, rombante. Mi piace sentirlo irrompere, violentare l’aria. Perché il mondo è distorto, il mondo non merita un suono caldo e dolce, una chitarra dalle note pulite: non esiste nulla di pulito nella nostra realtà.

   Così, amo la coerenza e il realismo nel dire: il nostro mondo è un ammasso di rumori stridenti, di grida, colpi di pistola, pianti misti a risate egoistiche. Non può che scaturirne una sofferente melodia di fondo, soffocata dalla battaglia delle chitarre contro la voce, contro la batteria, contro la tastiera. La melodia diventa la terra del campo di battaglia, stuprata e sconvolta dalle bombe, innaffiata e nutrita dal sangue. I fiori che vi nascono hanno l’aspetto rattrappito di un animale cresciuto in cattività, triste, sconosciuto a se stesso, alieno al mondo.

   Le note che vi crescono hanno il tono sintetico, non biodegradabile, non digeribile, dei rifiuti che invadono le discariche e come vermi infetti ne fuoriescono. La voce che parla di questo cumulo di putrescenze è bruciata dalla rabbia, tanto vorrebbe urlare che sembra implodere. Si consuma come l’anima stessa dell’uomo che, esposto a tali sevizie psicologiche, non può che avere due vie: diventare insensibile, o corrompersi e marcire. Nella perfetta insensibile conservazione dello status mentale sta la conservazione della società, nella pelle finta.

    Nella corruzione c’è la reale condizione dell’uomo, l’unica reazione logica di fronte allo sterminio della razionalità. Tutto ciò che c’è di bello, viene distrutto, ma non con una grande esplosione: il cuore dell’uomo si intorpidisce, si secca, si comprime, appassisce… infine avvizzisce e muore. Ne rimane un grumo intirizzito e indurito, come la fanghiglia esposta a troppo sole, che prima era terra fertile e ora è florida quanto un sasso.

  Quale melodia trovare per una tale devastazione? Non c’è modo di esprimere la sensazione di una tragedia dalle dimensioni immani come questa… la perdita dell’umanità. La perdita della compassione. Non può che rimanere un urlo senza fine, senza soddisfazione, sulla chitarra distorta. Sotto qualsiasi altro strumento, la batteria tiene il conto dei nostri battiti cardiaci: ma non sono battiti normali. È un doppio pedale di una tale violenza che sembra provenire dall’inferno stesso.

   Se guardi nell’abisso troppo a lungo, l’abisso guarderà dentro di te.

 
 
 

WAKE UP.

Post n°28 pubblicato il 20 Ottobre 2011 da CreepyDoll

Dovete Svegliarvi.
Dovete, Dobbiamo, Farlo Ora.
Finchè c'è tempo, finchè ancora conserviamo lo straccio di qualche libertà.
Il mondo che ci hanno costruito attorno è falso.
Gli eventi storici più importanti, quelli che hanno cambiato le sorti del mondo, sono frutto di manipolazioni per passare alla storia come grandi spartiacque, ma per ingannarci.
Un esempio recentissimo?
L'Undici Settembre.
E' un'inganno. 

Senza parlare dell'allora presidente degli Stati Uniti, basta fermarsi sui fatti tecnici: le Torri erano progettate per resistere all'impatto di un aereo di linea. Non sarebbero affatto crollate se i piloni di acciaio centrale, sostenuti in alcuni punti da ulteriori ponti di acciaio, che le sorreggevano, praticamente indistruttibili, non fossero stati sabotati. Basta cercare e informarsi per vedere.
Perchè?
Perchè la guerra avrebbe portato un sacco di soldi alle banche, la possibilità di controllare il petrolio, ma soprattutto LA POSSIBILITà DI CONTROLLARE NOI.
Noi poveri cittadini inermi contro la minaccia del mondo arabo...
Poveri sì, ma poveri scemi che abbiamo creduto a questo cumulo di menzogne.
E' stata solo un tattica per entrare nei nostri cervelli, per dissociarci dalla realtà.
Ancora, non c'è prova che sul Pentagono si sia schiantato un aereo.
E anche nel caso dello schianto a Shacksville, i resti ritrovati erano talmente piccoli che non si poteva sapere se fossero di un'aereo o di chissà cos'altro.
Ah, volete ridere??
La maggior parte dei presunti dirottatori sono vivi. Non sono mai saliti sui voli che poi sono stati "dirottati".
I Mass Media, pilotati, falsi, tendenziosi, ci hanno fatto accettare una guerra che non aveva niente a che fare con la protezione del paese.
C'è ancora molto di più, per chi è curioso, per chi ha gli occhi per vedere.
CI DOBBIAMO ARRABBIARE.
DOBBIAMO SCARDINARE QUESTA TRAPPOLA PER TOPI CHE CI STANNO CHIUDENDO ADDOSSO.

Ci manipolano, ci controllano, per farci accettare tutto, e soprattutto ci fanno credere che è per il nostro bene, ma è il solo modo che hanno per tenerci a bada.
NON VOGLIONO FARCI PENSARE.
Qualche migliaio di straricchi banchieri, qualche capo di Stato, quelli che tirano le fila per soli interessi... non ci vogliono liberi.
Verrà un giorno, molto presto in cui vorranno farci impiantare sottopelle un chip. Per tenerci al sicuro, diranno. Per proteggerci.
NON FATELO, RIFIUTATEVI, COMBATTETE.
COMBATTIAMO TUTTO QUESTO.
Non con la violenza, ma con le loro stesse armi.
Usiamo i mezzi di informazione come internet per non farci fregare.
Non diamo retta ai mass media.
Saranno la nostra rovina.
OGNUNO DI NOI è BELLISSIMO
LIBERO
INDIPENDENTE
si può AUTODETERMINARE
può CRESCERE
e ha DIRITTI INVIOLABILI.
ALZIAMOCI E GRIDIAMO CHE NOI SIAMO ESSERI UMANI E NON MERITIAMO DI ESSERE TRATTATI COME SCHIAVI, COME BESTIE SENZA CERVELLO.
OGNUNO DI NOI PUò ESSERE DIO.
Fatelo se non per voi...
per i vostri figli...
Li volete far crescere schiavi,
figli di schiavi
e destinati a mettere al mondo schiavi?

 
 
 

Manifestazione: io, Indignadas....

Post n°27 pubblicato il 16 Ottobre 2011 da CreepyDoll

   Indecisa fino ad un’ora prima, finalmente alle 14 del 15 ottobre 2011 mi metto le scarpe ed esco per unirmi alla manifestazione in corso a Roma. Per tutta la mattina avevo cercato una diamine di diretta su qualche canale o qualche radio per sapere quanta gente si stesse radunando e che aria tirava, ma non c’è stato un solo canale a dare notizie, oppure non sono stata in grado di trovarlo. Qualche aggiornamento l’ho avuto grazie a Facebook e Twitter, e alle radio in streaming.
   Prendo il treno alle 14 e 10, arrivo a Termini alle 14 e 40 circa. Esco su Piazza dei Cinquecento: una folla allucinante!!!! Non sapevo che già qualche scontro stava avvenendo su via Cavour, ma me l’aspettavo. Sapete perchè?? Perchè erano settimane che da un sito all’altro, da un blog all’altro, rimbalzavano notizie di tutti i tipi: da quelle pacifiste, a quelle più alterate, fino a interi post dedicati esclusivamente all’incitamento alla violenza. Ho perfino letto un piccolo post dove una ragazza incitava ad attaccare e (parole sue) “...se ci accoppano un compagno, rispondiamo colpo su colpo”.
   Faccio slalom tra i manifestanti per ritrovare i miei amici: gente che canta, colori, allegria, ma una grandissima amarezza sopra a tutti gli altri sentimenti. Dai megafoni slogan di protesta, TUTTI INSIEME FAMO PAURA, NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO, parole forti. In quei momenti senti come se tutte le persone abbiano un solo cuore, e non una sola mente. L’appiattimento che senti fortissimo quando guardi la televisione con tutti i suoi programmi finti, o quando leggi i giornali, ormai quasi tutti pilotati, piano piano sembra farsi meno pesante. E la tua oppressione quotidiana sfuma leggermente, si perde in quella delle migliaia di altri cuori vicino al tuo. Insieme siamo forti, ti viene da pensare, insieme possiamo cambiare non solo l’Italia ma anche il mondo.
   Così aspetto i miei amici sotto quell’orrenda statua di Papa Giovanni Paolo II a piazza dei Cinquecento. Dopo qualche minuto ci mettiamo in marcia, lentissima. Non facciamo che qualche passo, che già si sentono le notizie dei disordini. Ma da noi non c’è niente, si urlano slogan, si cammina uniti, ma nessun disordine. Il servizio d’ordine ci tiene compatti, sembra funzionare. Fa davvero caldissimo, ma è il caldo o sono gli animi in fiamme? Guardo in alto e vedo l’elicottero, il solito elicottero, e ho un flash della manifestazione del 14 dicembre dello scorso anno. Stessa situazione, stesse sensazioni. Stessa aria da carnevale che maschera una rabbia, un’insoddisfazione potente.
   Del mio gruppo di amici siamo una decina, ogni secondo ci contiamo per non disperderci nella folla. C’è anche un ragazzo con una macchina fotografica professionale. Arriviamo davanti a Santa Maria Maggiore, da dove già si avvistano fumogeni in lontananza, e qualche scoppio. Sono questi i momenti in cui arriva quella sensazione, quando capisci che di nuovo succederanno disordini. Ma tu non vuoi ritrovartici in mezzo. Così cambiamo percorso, usciamo dal corteo, e decidiamo di arrivare al Colosseo passando da stradine secondarie, evitando via dei Fori. Una scelta azzeccata visto che poco dopo vediamo una nuvola nera alzarsi da quela direzione. Non so quanti di voi hanno mai fatto una manifestazione, però cavolo le nuvole fatte dai fumogeni sono bianche o colorate, quella era nera, era un’incendio.
   Sapete una cosa???? Mi è salita una rabbia non indifferente. Perchè in questo paese ci stanno togliendo tutte le libertà, a tutti livelli, lo fanno in maniera subdola ma continua, e adesso hanno trovato il modo di toglierci anche la libertà di manifestare: perchè sono sicura che questi maledetti black block sono mandati da qualcuno per fare casino, per poi sfruttare gli eventi e strumentalizzarli per dire che i manifestanti sono dei violenti. NON è COSì. Mentre ci avviciniamo all’area del Colosseo, vediamo gente che corre, se ne allontana... scappano. Si parla di cariche della polizia.
   Quando arriviamo su via dei Fori Imperiali passando per la chiesa di San Pietro in Vincoli, è già tutto finito, i black block sono più avanti, verso San Giovanni. Ed è allora che si possono vedere i veri manifestanti, quelli che vengono dopo, quelli che camminano lentamente, seguendo un camion attrezzato con casse per la  musica, urlare slogan. Davanti al Colosseo la gente copre ogni centimetro di asfalto, il monumento sembra quasi rimpicciolire. L’ho visto dall’alto ed è stato qualcosa che non si vede tutti i giorni. Poi il corteo si ferma di nuovo. Hanno bloccato l’entrata a piazza San Giovanni.
   Il corteo pacifico decide di cambiare itinerario, si va verso piazza Vittorio. Allora iniziano ad arrivarmi i primi messaggi preoccupati, o meglio mi sono arrivati già da prima ma nella confusione non ho sentito il telefono squillare. Mia madre, il mio ragazzo, la mia migliore amica mi cercano, vogliono sapere dove mi trovo, mi informano delle cariche della polizia, dei disordini, i black block, allontanati, torna a casa, stai attenta, cosa fai? Ma io sto bene. Sto seguendo il camion con la musica. Sto manifestando pacificamente, guardo la gente affacciata alle finestre e vorrei saltare ed incitarla a scendere, venite con noi, facciamoci sentire, TUTTI INSIEME FAMO PAURA, NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO.
   Il mio gruppetto è diminuito. Alcuni sono andati diretti a San Giovanni, tra cui il mio amico con la macchina fotografica. Nonostante il clima più disteso del corte pacifico siamo preoccupati, e cerchiamo di metterci in contatto con chi sta a San Giovanni.
   Saprò solo molto più tardi che il mio amico è riuscito a fare ottime foto, qualche black block è riconoscibile , e che mentre faceva il suo reportage è stato minacciato e picchiato. È tornato a casa con qualche livido, ma sta bene.

   Tornando a Termini, verso le 17 e 30, sentiamo i disordini avvicinarsi. Sentiamo gridare “Fascisti, Bastardi, andatevene!!!”.
Sul treno non posso smettere di pensare che anche stavolta televisioni e giornali comandati da uno non faranno che parlare delle violenze di quei 200 o 300 maledetti black block, tralasciando tutte quelle decine di migliaia che manifestavano senza violenza, che hanno anche cercato di fermare le frange più estremiste, e non posso fare a meno di credere che i bb siano stati mandati da qualcuno apposta per fare casino.

RESISTIAMO, VI PREGO.
RESISTIAMO ALLE VIOLENZE, RESISTIAMO A TUTTO, LOTTANDO CON LA TESTA SULLE SPALLE. UNA RESISTENZA DAL CERVELLO ATTIVO E LE MANI PASSIVE, CHE COMBATTE CON IL SUO CUORE E RESISTE ANCHE ALLE LOGICHE DELLA STRUMENTALIZZAZIONE.

   Mi scuso per il post insolitamente lungo.

SONO STATA, SONO ANCORA, E SARO’ANCORA A LUNGO MOLTO INDIGNADAS.

 
 
 
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