Indecisa fino ad un’ora prima, finalmente alle 14 del 15 ottobre 2011 mi metto le scarpe ed esco per unirmi alla manifestazione in corso a Roma. Per tutta la mattina avevo cercato una diamine di diretta su qualche canale o qualche radio per sapere quanta gente si stesse radunando e che aria tirava, ma non c’è stato un solo canale a dare notizie, oppure non sono stata in grado di trovarlo. Qualche aggiornamento l’ho avuto grazie a Facebook e Twitter, e alle radio in streaming.
Prendo il treno alle 14 e 10, arrivo a Termini alle 14 e 40 circa. Esco su Piazza dei Cinquecento: una folla allucinante!!!! Non sapevo che già qualche scontro stava avvenendo su via Cavour, ma me l’aspettavo. Sapete perchè?? Perchè erano settimane che da un sito all’altro, da un blog all’altro, rimbalzavano notizie di tutti i tipi: da quelle pacifiste, a quelle più alterate, fino a interi post dedicati esclusivamente all’incitamento alla violenza. Ho perfino letto un piccolo post dove una ragazza incitava ad attaccare e (parole sue) “...se ci accoppano un compagno, rispondiamo colpo su colpo”.
Faccio slalom tra i manifestanti per ritrovare i miei amici: gente che canta, colori, allegria, ma una grandissima amarezza sopra a tutti gli altri sentimenti. Dai megafoni slogan di protesta, TUTTI INSIEME FAMO PAURA, NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO, parole forti. In quei momenti senti come se tutte le persone abbiano un solo cuore, e non una sola mente. L’appiattimento che senti fortissimo quando guardi la televisione con tutti i suoi programmi finti, o quando leggi i giornali, ormai quasi tutti pilotati, piano piano sembra farsi meno pesante. E la tua oppressione quotidiana sfuma leggermente, si perde in quella delle migliaia di altri cuori vicino al tuo. Insieme siamo forti, ti viene da pensare, insieme possiamo cambiare non solo l’Italia ma anche il mondo.
Così aspetto i miei amici sotto quell’orrenda statua di Papa Giovanni Paolo II a piazza dei Cinquecento. Dopo qualche minuto ci mettiamo in marcia, lentissima. Non facciamo che qualche passo, che già si sentono le notizie dei disordini. Ma da noi non c’è niente, si urlano slogan, si cammina uniti, ma nessun disordine. Il servizio d’ordine ci tiene compatti, sembra funzionare. Fa davvero caldissimo, ma è il caldo o sono gli animi in fiamme? Guardo in alto e vedo l’elicottero, il solito elicottero, e ho un flash della manifestazione del 14 dicembre dello scorso anno. Stessa situazione, stesse sensazioni. Stessa aria da carnevale che maschera una rabbia, un’insoddisfazione potente.
Del mio gruppo di amici siamo una decina, ogni secondo ci contiamo per non disperderci nella folla. C’è anche un ragazzo con una macchina fotografica professionale. Arriviamo davanti a Santa Maria Maggiore, da dove già si avvistano fumogeni in lontananza, e qualche scoppio. Sono questi i momenti in cui arriva quella sensazione, quando capisci che di nuovo succederanno disordini. Ma tu non vuoi ritrovartici in mezzo. Così cambiamo percorso, usciamo dal corteo, e decidiamo di arrivare al Colosseo passando da stradine secondarie, evitando via dei Fori. Una scelta azzeccata visto che poco dopo vediamo una nuvola nera alzarsi da quela direzione. Non so quanti di voi hanno mai fatto una manifestazione, però cavolo le nuvole fatte dai fumogeni sono bianche o colorate, quella era nera, era un’incendio.
Sapete una cosa???? Mi è salita una rabbia non indifferente. Perchè in questo paese ci stanno togliendo tutte le libertà, a tutti livelli, lo fanno in maniera subdola ma continua, e adesso hanno trovato il modo di toglierci anche la libertà di manifestare: perchè sono sicura che questi maledetti black block sono mandati da qualcuno per fare casino, per poi sfruttare gli eventi e strumentalizzarli per dire che i manifestanti sono dei violenti. NON è COSì. Mentre ci avviciniamo all’area del Colosseo, vediamo gente che corre, se ne allontana... scappano. Si parla di cariche della polizia.
Quando arriviamo su via dei Fori Imperiali passando per la chiesa di San Pietro in Vincoli, è già tutto finito, i black block sono più avanti, verso San Giovanni. Ed è allora che si possono vedere i veri manifestanti, quelli che vengono dopo, quelli che camminano lentamente, seguendo un camion attrezzato con casse per la musica, urlare slogan. Davanti al Colosseo la gente copre ogni centimetro di asfalto, il monumento sembra quasi rimpicciolire. L’ho visto dall’alto ed è stato qualcosa che non si vede tutti i giorni. Poi il corteo si ferma di nuovo. Hanno bloccato l’entrata a piazza San Giovanni.
Il corteo pacifico decide di cambiare itinerario, si va verso piazza Vittorio. Allora iniziano ad arrivarmi i primi messaggi preoccupati, o meglio mi sono arrivati già da prima ma nella confusione non ho sentito il telefono squillare. Mia madre, il mio ragazzo, la mia migliore amica mi cercano, vogliono sapere dove mi trovo, mi informano delle cariche della polizia, dei disordini, i black block, allontanati, torna a casa, stai attenta, cosa fai? Ma io sto bene. Sto seguendo il camion con la musica. Sto manifestando pacificamente, guardo la gente affacciata alle finestre e vorrei saltare ed incitarla a scendere, venite con noi, facciamoci sentire, TUTTI INSIEME FAMO PAURA, NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO.
Il mio gruppetto è diminuito. Alcuni sono andati diretti a San Giovanni, tra cui il mio amico con la macchina fotografica. Nonostante il clima più disteso del corte pacifico siamo preoccupati, e cerchiamo di metterci in contatto con chi sta a San Giovanni.
Saprò solo molto più tardi che il mio amico è riuscito a fare ottime foto, qualche black block è riconoscibile , e che mentre faceva il suo reportage è stato minacciato e picchiato. È tornato a casa con qualche livido, ma sta bene.
Tornando a Termini, verso le 17 e 30, sentiamo i disordini avvicinarsi. Sentiamo gridare “Fascisti, Bastardi, andatevene!!!”.
Sul treno non posso smettere di pensare che anche stavolta televisioni e giornali comandati da uno non faranno che parlare delle violenze di quei 200 o 300 maledetti black block, tralasciando tutte quelle decine di migliaia che manifestavano senza violenza, che hanno anche cercato di fermare le frange più estremiste, e non posso fare a meno di credere che i bb siano stati mandati da qualcuno apposta per fare casino.
RESISTIAMO, VI PREGO.
RESISTIAMO ALLE VIOLENZE, RESISTIAMO A TUTTO, LOTTANDO CON LA TESTA SULLE SPALLE. UNA RESISTENZA DAL CERVELLO ATTIVO E LE MANI PASSIVE, CHE COMBATTE CON IL SUO CUORE E RESISTE ANCHE ALLE LOGICHE DELLA STRUMENTALIZZAZIONE. Mi scuso per il post insolitamente lungo.
SONO STATA, SONO ANCORA, E SARO’ANCORA A LUNGO MOLTO INDIGNADAS.
Inviato da: CreepyDoll
il 13/06/2013 alle 17:29
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il 13/06/2013 alle 17:22
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il 13/06/2013 alle 17:20
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il 13/06/2013 alle 17:16
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il 13/06/2013 alle 14:15