Creato da beside_me il 10/05/2013

beside_me

telling stories between colours and photography,some words are flowers of silence.

 

(e ogni fiore che nasce è per te)

Post n°93 pubblicato il 24 Ottobre 2014 da beside_me

Sei nello stupore di un arcobaleno che si avvicina al cielo,accarezzandone i contorni.

Sei come fiore che delicato emerge su un terreno nutrito di gocce che sanno di te.

Sei nell’allegria che colora i giorni e li stampa nei miei sorrisi

Sei come inchiostro che in ogni istante arricchisce le pagine della mia vita.

 

Sei nella bellezza del mare che appena sveglia cerco con lo sguardo.

Sei nel sole tiepido del mattino presto.

Sei nella luce che penetra le fessure delle mie finestre.

Sei nelle passeggiate a piedi nudi sulla sabbia.

Sei nel rosso del tramonto che colora le mie guance se ti penso.

 

(Sei nell’amore di ogni giorno)

 

 

 http://youtu.be/_oh0xnSXCgM

 
 
 

Io e Annie.

Post n°92 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da beside_me

Frattanto si era fatto tardi e tutti e due dovevamo andare per i fatti nostri. Ma era stato molto bello rivedere ancora Annie, dico bene? Mi resi conto di quanto era in gamba – stupenda – e, sì, era un piacere... solo averla conosciuta e allora io ripensai a cosa fosse l'amore. L'amore credo sia come una vecchia barzelletta, quella dove uno va da uno psichiatra e dice: "Dottore, mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina"; e il dottore gli fa: "E perché non lo rinchiude? " E poi lui risponde: "E così a me le uova chi me le fa? " Beh, credo corrisponda ai rapporti uomo-donna, e cioè che sono assolutamente irrazionali, pazzi e assurdi! Ma credo che continuino, e che la maggior parte di noi, ha bisogno di uova.

 
 
 

autrepart

Post n°91 pubblicato il 19 Ottobre 2014 da beside_me

C'è un filo sottile

tra ciò che pensiamo e sentiamo

(che unisce e separa)

(un gioco di luci che nel buio creano i disegni dell'anima)

 
 
 

(viaggio)

Post n°90 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da beside_me

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.
Jose’ Saramago, Viaggio in Portogallo

(non so se esiste un tempo per emozionarsi,e non so nemmeno se alcune emozioni cambiano,come spesso cambiamo noi..non so nemmeno se le stesse emozioni maturano,come può maturare il sentimento che si prova rivisitando un luogo caro,

so solo che davanti alla maestosità di Notre Dame de Paris,dopo aver a lungo camminato lungo la Seine,ho riprovato la stessa emozione di quando da bambina nello stesso luogo mia mamma mi teneva la mano,di quando da ragazza,passeggiavo con i libri di scuola,di quando da donna..stringevo a mia volta la mano di mia figlia..

so che alcuni luoghi ,non sono solo luoghi,sono superifici di sentimenti puri,semi che bevono acqua nutrendo i terreni della nostra anima,carezze di sguardi che ammirano ciò che vedono,fuochi che accendono lo spirito.)

sentirsi "dentro le cose"è emozione.

 
 
 

(colore)

Post n°89 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da beside_me

Ma come farò a farci incontrare? E’ arrivata una tua lettera.

 E’ lì sul tavolo, pallida come una morta. Il bianco respinge la luce, no?


La aprirò fra un minuto. Lasciami godere il dubbio.

 Lascia che sparga un po’ di colore ottimista…

Te l’ho già detto che vedo noi due sempre immersi nel verde?

Mi balena davanti il verde, quando penso a te.

Un’ampia distesa di verde. Forse il ventre infinito del mare,

 forse un’antica foresta europea,

forse solo un grande prato

 (avrei dovuto metterti in guardia, di solito i miei sogni finiscono


all’altezza del prato).

Tu sei seduta sull’erba, leggi un libro, e io un giornale.

 Tra noi c’è una distanza enorme.

Un prato gigantesco e due estranei.

Come portarli in un solo secondo ad abbracciarsi

senza passare attraverso gli stadi intermedi

e senza declamare le frasi che milioni di uomini e di donne

hanno già rese insipide prima di noi?

(CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO, DAVID GROSSMAN.)

*

*

*

Una storia :

Ogni volta che l’autunno ride,ricordo le foglie sul pavimento del tuo viale,

il rumore delicato dei nostri passi 

 ed il vento sottile che penetra nelle fessure delle tue finestre fragili.

Il tuo modo grande di volermi bene che se dovessi paragonarlo ad un gesto,

userei la forma e la forza di un caldo abbraccio,

di quelli stretti e protettivi che non vorresti lasciare mai.

La calda sensibilità dei tuoi occhi che spogliano la mia anima,

molto prima del mio corpo,

purezza di intenti mescolata al desiderio di appartenersi.

Una fusione di respiri e carezze che accompagna l’amore anche dopo,

perché attaccata alle pareti dei miei tessuti.

 

 
 
 
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