Creato da biangege il 29/12/2009

Bian e Gege

I diari di viaggio di due mototuristi

 

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16 aprile 2011: le colline moreniche del Garda

Post n°12 pubblicato il 17 Aprile 2011 da biangege
 

La galleria fotografica

La Pianura Padana non è poi così "piatta": ad esempio, il ghiacciaio preistorico alimentato dal fiume Sarca che ha scavato il lago di Garda ha lasciato un segno tangibile della sua potenza corrugando il nord del Mantovano, creando cinque archi di colline in una terra per definizione monotona, come lo è più a sud. Tra queste colline l'agricoltura si eleva dalla pianura disegnando campi che seguono dolcemente le alture, e la storia ha lasciato segni dal Trecento sino al Risorgimento, quando in queste terre si combattè per l'indipendenza dagli Austriaci. Tra queste colline, le strade si snodano dolcemente regalando scorci inconsueti e rivelando borghi di inaspettata grazia. Due di questi sono Castellaro Lagusello e Borghetto sul Mincio.

L'autostrada ci porta da Milano a Desenzano del Garda, un po' più raccolta della gettonata Sirmione. Essendo partiti in tarda mattinata decidiamo di fermarci per il pranzo: a posteriori ci pentiremo della scelta, che comunque ci regala dei tagliolini al coregone e un filetto del medesimo pesce, detto anche lavarello. Dopo una passeggiata tra le case e il lungolago, puntiamo a sud affidandoci solo al "lume di naso" per il piacere di perderci tra le colline, tenendo come riferimento la torre di San Martino della Battaglia, purtroppo cinta da un ponteggio per la sua ristrutturazione.

I nostri sforzi per perderci sono agevolati dalla segnaletica non sempre puntuale, ma una volta giunti a Pozzolengo troviamo indicazioni per Monzambano e la nostra prima meta, Castellaro Lagusello. Parcheggiata la moto valichiamo le mura circondate da un fossato trasformato in giardino, passando sotto l'alta torre. Tutta Castellaro sarebbe isola pedonale ma alcune auto, probabilmente di residenti autorizzati, "sporcano" l'atmosfera di tempi andati. Oltre la torre siamo accolti dalla chiesa di San Nicola che custodisce una preziosa Madonna del Quattrocento.. PIù avanti si erge la lunga e bassa sagoma del frontone del castello Gonzaga-Tacoli, che essendo proprietà privata non è visitabile se non per gruppi di almeno dieci persone (ingresso 2€ cad, rivolgersi al civico 66). Più avanti, lungo le mura meridionali, la Porta Turrita conduce a un prato in riva al lago. L'ingresso a questo angolo è soggetto al "dazio" di 50 centesimi, in quanto è pertinenza anch'esso del castello, e li paghiamo volentieri all'anziano custode con cui facciamo due chiacchiere, perchè la vista e gli scorci sono davvero suggestivi. Rientrati nelle mura ci aggiriamo tra le vie silenziose ammirando qui e là giardini curati e la bottega di un artigiano orafo. Al di fuori della Torre, la Via Castello e le vie limitrofe ospitano osterie i cui menù, come dicevamo, ci fanno pentire del lavarello. La cucina offre raviolini ripieni di salsa di luccio e stracotti d'asino, per citare quanto ci è rimasto in mente...

Lasciamo Castellaro Lagusello godendo del su-e-giù tra le colline, i boschetti e le coltivazioni fino a trovare l'indicazione per Valeggio sul Mincio, lasciandoci alle spalle Solferino e Castiglione delle Stiviere, altri due paesi che meriterebbero la visita per le evidenze storiche e architettoniche che custodiscono. Poco più a sud c'è Volta Mantovana, dove ha origine il ramo paterno del Bian: da lì le colline lasciano spazio alla distesa di campi che prosegue verso il Po. Un cartello ci informa che stiamo lasciando la provincia di Brescia per quella di Verona e dopo un paio di km ecco l'imponente sagoma del ponte-diga  di Borghetto, a ridosso della morena su cui si erge il castello di Valeggio.

Borghetto sul Mincio è classica meta di passeggiata-gelato-aperitivo per gli abitanti dei comuni limitrofi, per la bellezza del piccolo nucleo che ha il suo punto focale (ponte a parte) nelle isolette su cui sono stati costruiti dei mulini ad acqua. Diversi locali offrono possibilità di ristoro e alloggio, e qualche bottega artigiana o gastronomica offre i suoi prodotti. La passeggiata per il paese, sulle passerelle che uniscono le isolette e sul ponte-diga, offre diversi scorci di inconsueta bellezza, peccato forse per la gente, non troppa ma nemmeno poca. Il Mincio continua a scorrere placido dopo il piccolo salto che alimenta i mulini, è uno dei fiumi pù belli e pescosi d'Italia per la pulizia delle acque e delle sponde. Qui vive il luccio, che fa parte della cucina locale.

Lasciamo Borghetto e, dopo un breve giro per Valeggio, dirigiamo a nord costeggiando il fiume fino a Ponti sul Mincio: le indicazioni stradali ci portano a Peschiera del Garda, che anch'essa meriterebbe la visita, ma è ora di tornare.

La zona, come detto sopra, meriterebbe di essere esplorata con metodo. Giusto una settimana fa (10 aprile, per noi off limits per via degli orari) si è tenuto il Motogiro delle Colline Moreniche, a cui ha partecipato Morfeo di AHD, lungo un itinerario molto più articolato ma forse con meno possibilità di fermarsi a passeggiare. Valeva la pena, però, appuntarsi la mappa... peccato che essendo stata salvata su Imageshack dopo un po' di mesi è diventata indisponibile...

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