Creato da biangege il 29/12/2009

Bian e Gege

I diari di viaggio di due mototuristi

 

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4 agosto 2013: freschi passi Svizzeri...

Post n°78 pubblicato il 06 Agosto 2013 da biangege
 

Dopo il caldo di ieri, forse la cosa migliore è quella di andare a cercare il fresco nel "frigorifero delle Alpi": l'Engadina.

Autostrada come di consueto da Milano a Seriate, poi la Val Cavallina un po' trafficata dai gitanti della domenica che si fermano sul lago di Endine, e dopo Lovere la Val Camonica, dove incontriamo anche nuovi tratti di strada ad alto scorrimento.
A Edolo svoltiamo verso l'Aprica: non è un gran passo (1181 m slm) ma la strada, che non percorrevamo da diverso tempo, è divertente, anche perchè non c'è in giro quasi nessuno.

Scendiamo a Tirano in tempo per fermarci all'incrocio del Santuario della Madonna: un treno della Ferrovia Retica esce dalla stazione e passa bello bello sulla sede stradale... eh sì, anche se siamo ancora in Italia è tangibile il rapporto di simbiosi che gli svizzeri hanno con la ferrovia: anche se di reale esercizio ferroviario si tratta, molti tratti tra Tirano e Poschiavo sono in sede promiscua, è normalissimo quindi avere il treno al proprio fianco e vederlo passare in mezzo alle case (come a Sant'Antonio ed a Le Prese) come se fosse un tram... quando ai cavi ad alta tensione, che accanto al lago di Poschiavo sono a portata di ombrello, basta il cartello "Pericolo di morte" ad agire da deterrente: non li si deve toccare, punto e basta! Non come da noi dove, se qualcuno scavalca un cancello e si fa male dall'altra parte, la colpa è di chi non ha messo un cancello più alto!

Uno dei punti più caratteristici (e fotografati) della linea ferroviaria è a pochi km da Tirano: il viadotto elicoidale di Brusio: settanta metri di raggio e 70 permille di pendenza, in uno spazio di un campo da calcio il treno sale di trenta metri di quota nello stridio dei bordini. Bian, la prossima volta che filmi un treno in transito, mettiti gli occhiali... non perchè tu non veda il treno, ma perchè ormai non vedi più i simboli sul display della fotocamera!!! Va bè, il filmato lo rifaremo...

Miralago, stazione all'estremità sud del lago di Poschiavo, una panchina all'ombra ci fa da area picnic: davanti il lago, dietro la ferrovia e un piccolo hotel-ristorante-crotto, molto grazioso, molto carino... molto caruccio!!! 7,80 CHF (ovvero poco più di 6 Euro) per due caffè!!! E' il brutto della Svizzera, è dispendiosa...

Ripartiamo costeggiando il lago di Poschiavo e, dopo la località omonima (un po' più a nord) iniziano le rampe del Bernina: un po' di traffico devia per Livigno alla ricerca di occasioni extra-dazio e noi saliamo fino ai 2323 m slm del Passo del Bernina da cui scendiamo ammirando i laghi Bianco e Nero e, ahinoi, quel poco che resta dei grandi ghiacciai di Diavolezza e Morterasch.

A Celerina (Schalrigna)  siamo accolti dalla consueta vista della chiesetta di San Gian, dal campanile gotico mozzo: nel 1682 venne colpito da un fulmine che ne incendiò il tetto, mai più ricostruito.

Sankt Moritz è come sempre troppo mondana, la saltiamo a piè pari per la più "modesta" Silvaplana, incastonata come una gemma tra i suoi due laghi... e sono soltanto le 15.30: proseguire vorrebbe dire scendere dal Maloja, arrivare a Chiavenna e beccarci il caldo... mentre qui il passo Julier è una bella tentazione: ok saliamo!!!
Sosta fotografica e di risposo in un bel punto panoramico da cui si vedono i laghi color turchese, punteggiati di kitesurf dagli sgargianti colori: c'è il sole ma tira aria fresca e si sta benissimo, la fama di "frigorifero delle Alpi" è ben meritata dall'Engadina.

Dopo la sosta via in salita verso il passo Julier 2284 m slm, sempre con piacevolissime temperature, e poi giù verso il lago di Marmorera e Tiefencastel... da qui un'altra insana tentazione ci direbbe di andare a Est per prendere il passo Albula e ornare a Sankt Moritz, ma non esageriamo, andiamo a ovest verso Thusis dove c'è la strada "a vignetta" che porta fino a Bellinzona passando dal tunnel del San Bernardino, ma prima una passatina nella Via Mala ci fa prendere l'ultima rinfrescata, dopo c'è solo la lunga discesa per la Val Mesolcina. A Chiasso, ultimo rifornimento a prezzi svizzeri, e poi si torna a casa.

La mappa

La galleria fotografica (anche di ieri)

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