Creato da biangege il 29/12/2009

Bian e Gege

I diari di viaggio di due mototuristi

 

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25 aprile 2014: il risveglio del Drago Verde

Post n°99 pubblicato il 25 Aprile 2014 da biangege
 

LA QUARANTENA E' FINITA !!!

 

A dire il vero, la quarantena del Bian sarebbe finita già da un mese, ma ci si sono messi un po' di inconvenienti a farci ritardare la riapertura della stagione motociclistica... oggi però, malgrado le previsioni del lungo weekend non fossero favorevoli, lo strascico della bella settimana soleggiata ci ha fatto propendere per la prima uscita, anche se per la Gegeniglia fosse giorno lavorativo... va bè, sfrutteremo il pomeriggio.

E così alle 14 siamo usciti sotto un sole velato ma invitante puntando verso sud sulla Milano-Mare con l'intenzione di salire al passo del Penice. La batteria di Midori, che aveva riposato per tutto l'inverno in casa ed aveva fatto un paio di avviamenti nelle scorse settimane (il primo con l'ausilio di quella dell'auto per non sfiancarla) non ha avuto alcuna esitazione, e il motore ci è subito messo a girare regolarmente... anzi, tutta la moto non ha mimimamente dato segno del fermo di oltre sette mesi, sembrava essere stata spenta la sera prima.

Da Casei Gerola via per Voghera, Salice Terme, Varzi (ottimo salame) e poi su, per la rampa lombarda del Penice, mentre minacciose nubi temporalesche si addensavano nelle valli verso il Brallo e qualche fulmine saettava berso i campanili... ovviamente si è messo a piovere ma cià non ci ha scoraggiato, è bastato prendere altre strade. Il paesaggio si è fatto nordico, con i verdissimi prati che contrastavano con il grigio del cielo e siamo tornati a Varzi puntando poi per Zavattarello.

La visita al castello Dal Verme che domina il paese di Zavattarello ci avrebbe tentato, ma i tuoni che continuavano a rombare ci hanno fatto proseguire alla ricerca di sprazzi di cielo "sereno". Qualche altro scroscio di innocua pioggia (gita bagnata, gita fortunata?) ci ha fatto risentire l'adrenalina del posteriore che scodava sulle dissestate strade della zona e, da Romagnese, abbiamo raggiunto il Penice dal piazzale come di consueto affollato di moto: una quarantina che, visto il clima, era un numero di tutto rispetto.

Cioccolata di rito, passeggiata, pettegolezzi su certi esemplari di centauri e zavorrine usciti da non si sa dove, e poi giù dallo stesso versante dell'arrivo, perchè scendere verso Bobbio ci avrebbe fatto sicuramente trovare la pioggia. La SS412 della Val Tidone invece ci ha accompagnato sino alla pianura con un asfalto in certi tratti decrepito ed in altri decisamente ben tenuto. Breve sosta alla diga di Molato, il tempo di leggere il cartello che informa che l'opera è visitabile il sabato e la domenica dalle 10 alle 18: bene, prima o poi faremo un'accoppiata "castello di Zavattarello e diga di Molato".

Ancora pochi chilometri e ci lasciamo le colline alle spalle: la 412 scavalca il Po con un lungo ponte a Castel San Giovanni e scorre tra i campi coltivati, mai monotona pur essendo strada di pianura, nel paesaggio agreste tra il Pavese e il Lodigiano fino ai borghi appena a sud di Milano ed alla tangenziale, che ci riporta a casa per le 19 dopo 260 km di... "finalmente siamo tornati in sella!". Speriamo in un clima clemente anche domani, basta che non piova... per domenica le previsioni invece sono da dimenticare, va bè, riposeremo.

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