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Creato da TheLastDayOfWinter il 11/11/2011

In MeMoria di Me

onda

 

 

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Post n°119 pubblicato il 04 Maggio 2012 da TheLastDayOfWinter

delicato come un raggio di luna che si affaccia alla finestra
entra lieve
senza spostare tende o pensieri
senza annunciare a tutti la sua venuta
perché non tutti sappiano della sua venuta

delicato come può essere solo il primo sguardo dopo un lungo sonno
che la luce un po' acceca e un po' abbraccia
e la vita è ancora con te
mentre il freddo un leggero ricordo di sorrisi interrotti

delicato è l'amore che si nasconde quando sa di essere dolcemente scoperto
troppo delicato se non sai come accarezzarlo
troppo timido per apparire senza essere
ma scalda e stringe il cuore

ho vissuto un petalo di fiore
e mi sono vestito di terra e fango per farlo nascere e crescere
e il suo profumo è qui

con me

ora

 
 
 

into the dark

Post n°118 pubblicato il 26 Aprile 2012 da TheLastDayOfWinter

le strade riposano alle 4 di notte di questo mercoledì di paura, quei momenti che lacerano pelle e anima. i randagi come me amano questo vuoto che attraversa le notti, non per tutti, per pochi. anche meno. io, la mia vita, la mia morte, il dolore, la macchina e la radio che diffonde vecchi pezzi anni 80. e se ci tornassi, a quei anni 80, per ritardare la fine che incombe con le nuvole basse e minacciose.

le strade di questa notte non portano da nessuna parte, vanno da casa mia fino a qualcosa di non ben definito, non segnato sulle mappe, e il niente è dolce e amaro, freddo e sfuocato, accogliente nel suo essere "salvezza", miraggio di salvezza, o forse sinonimo di salvezza. non mi pongo troppi problemi quando comincio a fuggire da me stesso. ora ho solo voglia di scappare, il più presto possibile. il resto lo lascio a casa.

gli incubi peggiori sono quelli che si incantano come le puntine incastrate sullo stesso solco, e si ripetono in modo ignobile e umiliante. corro per questa città sepolta dal buio e dai lampioni che non illuminano, e dopo ogni angolo trovo il mio mostro. chiudere gli occhi è inutile. respirare complicato. vedo le mie mani stringere il volante fino a diventare rosse e doloranti. non respiro.

da sempre adoro il giallo lampeggiare dei semafori, è un suono un po' magico. credo che sembrerei un pazzo se mi fermassi ad abbracciare un semaforo lampeggiante, tutto ciò che sto facendo mi eticherebbe come un povero disturbato mentale in cerca di coraggio, possibilmente non adulterato.

coraggio. ecco cosa mi manca. ecco cosa sto cercando. nella notte. sull'asfalto. perché il cielo è lontano ora. perché il cielo sta crollando. perché sono morto troppe volte nel vano tentativo di salvarmi.

 

 

 
 
 

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Post n°117 pubblicato il 20 Aprile 2012 da TheLastDayOfWinter

le mani che toccano la terra, si sporcano, respirare l'origine di me
scavo il terreno e me ne cibo e la pelle che se ne nutre
la mia vita che chiama che urla la sua esistenza

 
 
 

era tempo che non mi confessavo

Post n°116 pubblicato il 16 Aprile 2012 da TheLastDayOfWinter

"ho peccato" gli dissi "ho tanto peccato"

la chiesa ha un clima tutto suo, uno strano ecosistema, una luce annoiata e suoni lontani.
detesto le chiese ricche, hanno basato una intera religione sull'esaltazione della povertà. ipocriti.

dalla grata proveniva puzzo di stantio, di muffa. anche quella voce, come la luce, era decisamente annoiata. mi ricordava i medici del pronto soccorso quando spiegavo loro il mio dolore. inutilmente.

"il Signore è buono e giusto. se sei realmente pentito lui ti perdonerà" mi rispose la voce dall'altra parte del legno un po' consumato. tutti e due. legno e voce.

i miei peccati sono spine che penetrano lente ed inesorabili le carni. le lascio fare osservando il rosso che si affaccia curioso. il mio sangue è vita liquida. sono io che mi faccio liquido.

"prete" feci io "non ti ho chiesto di essere perdonato"

l'intelletto è la lama, le parole i fendenti che umiliano il nemico.

"sei tu che dovresti chiedere al tuo dio perdono" aggiusi. e poi con tutto il disprezzo che sentivo in quel momento "se ne hai uno..."

sentì un tanfo di sudore improvviso, e non era il mio. la paura la riconosco ormai, ha un che di decisamente familiare.

"avvicinati prete, voglio confidarti una cosa" sussurrai

Ipecacuana (Cephaelis ipecacuanha) è un piccolo arbusto che cresce nelle foreste folte ed ombrose del Brasile. Dalla scorza delle radici di questa pianta proviene un principio attivo, l'emetina, solubilissima nell'alcool. È un veleno molto energico, provoca la morte per paralisi cardiaca, dopo dolori molto intensi, vomito, prostrazione. La morte come liberazione, ti da il tempo di chiedere perdono per i peccati. Lui ne aveva molti da confessare, dopo che l'ago penetrò il collo, leggermente sotto un mento di barba incolta.

mi alzai dal confessionale riflettendo sul perché li facessero così scomodi, avevo le ginocchia arrossate. me le massaggiai mentre dal confessionale arrivavano strani suoni come di un corpo che si contorceva e lottava inutilmente contro un destino poco clemente.

prima di uscire il mio sguardo incrociò quello di un uomo, capelli lunghi, una corona di spine sul capo. aveva gli occhi fissi su di me. gli sorrisi, se un ghigno può chiamarsi sorriso. e immaginai lui fare la stessa cosa. due sorrisi fanno una grande verità. lui inchiodato mani e piedi ad una croce, io alla mia piatta vita di tutti i giorni.

sapete che hanno ragione? confessarsi ti fa sentire, come dire, più leggero...

 
 
 

notte senza giorno

Post n°115 pubblicato il 13 Aprile 2012 da TheLastDayOfWinter

dove mi portano questi passi incerti
piccole luci timide
seguendo una voce nella notte cadente
e so bene che tutto questo non esiste

fantasie che rotto il filo che le imprigiona
volano in alto in balia del vento

estate che sembra frantumarsi in schegge di istanti affilati

passeggio sui tasti di un pianoforte
un passo dopo l’altro
non note ma carezze
una carezza dopo l'altra 

ho solo questo nelle tasche

le mie mani troppo piccole per fermare il tempo

nel mio sguardo un destino già segnato
lo stesso che ha toccato il tuo cuore

e tu mi hai sorriso da lontano

io in perenne attesa di nuove ombre da abbracciare

 

 

 

 
 
 
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