“Sì, ti ho visto!”
“Guardi signora che io non fumo”
“Non è vero. Hai buttato le cicche nel mio cortile”
“Maleducato” aggiunse.
La vecchia mi puntava contro un dito ossuto e piegato dall’artrite, mentre i suoi minuscoli cani abbaiavano senza sosta.
“Signora, le dico che non ho mai fumato. Se fumassi dovrei avere in tasca un accendino, non crede?”
Lo estrassi, era uno di quelli a buon mercato di plastica colorata che si inceppano sempre, e le detti fuoco.
La vecchia bruciava e i cani abbaiavano più forte.
Dovevo smettere di fumare.
“Le sigarette prima o poi mi uccideranno” pensai.
Sergio
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Post n°119 pubblicato il 04 Maggio 2012 da TheLastDayOfWinter
delicato come un raggio di luna che si affaccia alla finestra delicato come può essere solo il primo sguardo dopo un lungo sonno delicato è l'amore che si nasconde quando sa di essere dolcemente scoperto ho vissuto un petalo di fiore con me ora |
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Post n°118 pubblicato il 26 Aprile 2012 da TheLastDayOfWinter
le strade riposano alle 4 di notte di questo mercoledì di paura, quei momenti che lacerano pelle e anima. i randagi come me amano questo vuoto che attraversa le notti, non per tutti, per pochi. anche meno. io, la mia vita, la mia morte, il dolore, la macchina e la radio che diffonde vecchi pezzi anni 80. e se ci tornassi, a quei anni 80, per ritardare la fine che incombe con le nuvole basse e minacciose. le strade di questa notte non portano da nessuna parte, vanno da casa mia fino a qualcosa di non ben definito, non segnato sulle mappe, e il niente è dolce e amaro, freddo e sfuocato, accogliente nel suo essere "salvezza", miraggio di salvezza, o forse sinonimo di salvezza. non mi pongo troppi problemi quando comincio a fuggire da me stesso. ora ho solo voglia di scappare, il più presto possibile. il resto lo lascio a casa. gli incubi peggiori sono quelli che si incantano come le puntine incastrate sullo stesso solco, e si ripetono in modo ignobile e umiliante. corro per questa città sepolta dal buio e dai lampioni che non illuminano, e dopo ogni angolo trovo il mio mostro. chiudere gli occhi è inutile. respirare complicato. vedo le mie mani stringere il volante fino a diventare rosse e doloranti. non respiro. da sempre adoro il giallo lampeggiare dei semafori, è un suono un po' magico. credo che sembrerei un pazzo se mi fermassi ad abbracciare un semaforo lampeggiante, tutto ciò che sto facendo mi eticherebbe come un povero disturbato mentale in cerca di coraggio, possibilmente non adulterato. coraggio. ecco cosa mi manca. ecco cosa sto cercando. nella notte. sull'asfalto. perché il cielo è lontano ora. perché il cielo sta crollando. perché sono morto troppe volte nel vano tentativo di salvarmi.
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Post n°117 pubblicato il 20 Aprile 2012 da TheLastDayOfWinter
le mani che toccano la terra, si sporcano, respirare l'origine di me |
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Post n°116 pubblicato il 16 Aprile 2012 da TheLastDayOfWinter
"ho peccato" gli dissi "ho tanto peccato" la chiesa ha un clima tutto suo, uno strano ecosistema, una luce annoiata e suoni lontani. dalla grata proveniva puzzo di stantio, di muffa. anche quella voce, come la luce, era decisamente annoiata. mi ricordava i medici del pronto soccorso quando spiegavo loro il mio dolore. inutilmente. "il Signore è buono e giusto. se sei realmente pentito lui ti perdonerà" mi rispose la voce dall'altra parte del legno un po' consumato. tutti e due. legno e voce. i miei peccati sono spine che penetrano lente ed inesorabili le carni. le lascio fare osservando il rosso che si affaccia curioso. il mio sangue è vita liquida. sono io che mi faccio liquido. "prete" feci io "non ti ho chiesto di essere perdonato" l'intelletto è la lama, le parole i fendenti che umiliano il nemico. "sei tu che dovresti chiedere al tuo dio perdono" aggiusi. e poi con tutto il disprezzo che sentivo in quel momento "se ne hai uno..." sentì un tanfo di sudore improvviso, e non era il mio. la paura la riconosco ormai, ha un che di decisamente familiare. "avvicinati prete, voglio confidarti una cosa" sussurrai Ipecacuana (Cephaelis ipecacuanha) è un piccolo arbusto che cresce nelle foreste folte ed ombrose del Brasile. Dalla scorza delle radici di questa pianta proviene un principio attivo, l'emetina, solubilissima nell'alcool. È un veleno molto energico, provoca la morte per paralisi cardiaca, dopo dolori molto intensi, vomito, prostrazione. La morte come liberazione, ti da il tempo di chiedere perdono per i peccati. Lui ne aveva molti da confessare, dopo che l'ago penetrò il collo, leggermente sotto un mento di barba incolta. mi alzai dal confessionale riflettendo sul perché li facessero così scomodi, avevo le ginocchia arrossate. me le massaggiai mentre dal confessionale arrivavano strani suoni come di un corpo che si contorceva e lottava inutilmente contro un destino poco clemente. prima di uscire il mio sguardo incrociò quello di un uomo, capelli lunghi, una corona di spine sul capo. aveva gli occhi fissi su di me. gli sorrisi, se un ghigno può chiamarsi sorriso. e immaginai lui fare la stessa cosa. due sorrisi fanno una grande verità. lui inchiodato mani e piedi ad una croce, io alla mia piatta vita di tutti i giorni. sapete che hanno ragione? confessarsi ti fa sentire, come dire, più leggero... |
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Post n°115 pubblicato il 13 Aprile 2012 da TheLastDayOfWinter
dove mi portano questi passi incerti
fantasie che rotto il filo che le imprigiona estate che sembra frantumarsi in schegge di istanti affilati passeggio sui tasti di un pianoforte ho solo questo nelle tasche le mie mani troppo piccole per fermare il tempo e tu mi hai sorriso da lontano io in perenne attesa di nuove ombre da abbracciare
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