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Creato da savino.metta il 02/05/2010

libero pensiero

Riflessioni in rima, acrostici, parole e musica

 

« La solitudineLe farfalline... »

Storie...Il risveglio...

Post n°123 pubblicato il 08 Aprile 2011 da savino.metta
 

Kabiria aveva 16 anni
mille pensieri che rincorrevano i sogni
in un futuro pieno di incertezze

Kunta aveva 18 anni
tante speranze che rincorrendo i sogni
volevano diventare certezze

 

                      °°°°°
 

La notte si avvicinava serena,
una notte che si offriva per un atteso riposo.
Le ombre del tramonto nel raffreddarsi
coloravano e riempivano di colori e profumi la sera
Accompagnando il giorno verso l'oscurità.
Il canto e i suoni naturali della foresta
acquietandosi sembravano quasi una ninna nanna,
Un incanto con leggerezza si inondava nella radura
lasciando che l'allegro vociare del villaggio si addormentasse,
nascondeva nel passato i ricordi, chiudendo gli occhi alla paura
rinnovando nei cuori la speranza di un giorno nuovo e diverso.


                             °°°°°

Le mani intrecciate, allacciate, quasi come incatenate
come ad unirsi nel voler diventare un corpo solo.
Si distesero all'ombra di una gigantesca acacia.
Era la prima volta per Kabiria, era il suo primo bacio
ricordava il loro primo incontro, ai margini del villaggio
i suoi occhi, la sua risata possente, le sue spalle forti,
Quel suo modo di porsi con gentilezza, lo rendeva attraente,
pensò che un giorno avrebbe amato quell'uomo.


                               °°°°°

Tremava quando Kunta avvicinò il suo viso al suo
si lasciò accarezzare dalle sue mani grandi e forti
Kunta la strinse con passione,
la colse come si coglie un fiore, con delicatezza,
il gemito di Kabiria si confuse con il battito del cuore
mentre la mano strappava un ciuffo d'erba ed insieme un fiore.

Si zittiva la foresta quasi a non voler disturbare
il bisbiglio delle parole sfamava l'estasi del loro amore.
Quella sera fù la loro prima sera,
abbracciati dormirono il loro primo sogno insieme
Kunta con delicatezza nella sua mano stringeva un fiore

Il risveglio lo sapevano che doveva essere diversamente voluto,
gli occhi scrutavano le immense distese delle loro emozioni
attendendo lo spuntar del sole per darsi il loro addio,
un barcone aspettava l'alba e Kunta per la partenza.
Un viaggio non voluto, un viatico oscuro ma necessario,
non poteva rinnegare il desiderio di migliorare il suo futuro
la voglia di sentirsi uomo libero, annullava la forza delle paure,
andare verso un ignoto destino senza meta, senza alcuna certezza
con la voglia di dare al suo sogno un nuovo risveglio...


                                °°°°°

 

Sorgeva il sole, uguale agli altri giorni
nel dare il saluto come consuetudine ordinaria
di rituali suoni e di colori riempiva l'aria
Richiami di voci frammistavano gli striduli echi animali
sventagliava il vento le terre percorse da carovane tribali
sollevando con polvere e sabbia i profumi della terra
risvegliando le nuove speranze che ogni cuore rinserra.

Facendo pulsare di scomposti battiti il cuore
il pensiero la tristezza assaporava,
cingeva il suo fianco la sua mano carezzante
del pulsare della sua forza si acquietava un'istante.
Dal suo cuore il battito nasceva con il rimpianto
non volevano aprirsi gli occhi per il pianto
moriva l'ultima notte che con il giorno un sogno spezza
nasceva l'alba che nell'addio si rinnovava con tristezza.

 

Quell'amore nato con l'impedimento
come foglie rinsecchite lo spazza il vento
Seme che voleva crescere per divenire pianta
si perde nel nulla e la sua radice espianta.


''Oh destino che non fai vedere altra luce che le tue tenebre
dammi ancora un attimo del suo respiro
da quel ricordo fà che possa rivivere e non morire
prendi la luce dei miei occhi, la mia carne straccia
lascia che resti ancora tra le mie braccia
Mi pulsa forte il cuore dal presentimento
si gela il sangue, la mia voce è già un lamento.
lacrime non voglio far vedere del mio dolore
non voglio che parta con un peso nel cuore.''

''A me hai donato con amore le tue purezze
ho sentito il fremito delle tue paure dalle tue carezze
gelida la terra ove con te ho potuto giacere
caldi i percorsi del cuore che mi han dato piacere
non temere donna, che la partenza sarà ritorno
dammi una ciocca del tuo nero ricciolo
legati nel tuo nastro d'argento insieme al tuo fiore
avvicineranno a te se la lontananza darà dolore
daranno forza riscaldando ottenebrati pensieri
ritrovando tra i ricordi le bellezze dell'avvenuto ieri 
Questo sarà il segreto segnale del nostro amore
lo riporterò a te quando il destino vorrà far giungere l'ora
Cingendoti i fianchi, insieme andremo sul nostro sentiero
il destino se vorrà, unirà per la vita ogni nostro pensiero''.


                               °°°°°

Le mani levate per l'ultimo saluto
il mare rispondeva bagnando con gli spruzzi delle onde
miscelando goccia con goccia, sale e amare lacrime di dolore.


                               °°°°°

Kabiria ritornava ogni sera ad incontrare il mare
aspettava di vedere in lontananza quel barcone ritornare
lasciando al vento il suo saluto, tornava ogni sera a sperare
guardava il volo di gabbiani intrecciarsi nell'aria
voleva avere le loro ali per spiccare con loro il volo
Quel fiore con la ciocca di riccioli neri
un onda carezzante a lei li aveva riportati.
Il destino aveva compiuto il suo percorso
lasciando che di un ibrido incontro di anime
restasse solo il ricordo a consumarsi nel dolore.
Uno tsunami devastante scorreva nell'esangue cuore.


                               °°°°°

Un barcone fatiscente in una notte qualunque
in un punto ignoto, di un posto da molti conosciuto
affondava, con il suo carico, inghiottito dai neri abissi del mare.
Nelle ricerche nessun corpo venne recuperato
Alcuni relitti di quel barcone, ritornarono sulla spiaggia
spinti dalle onde insieme a una bottiglietta di plastica
dentro un biglietto legato con un nastro d'argento
avvolgeva una ciocca di riccioli neri e petali di un fiore
su quel biglietto Kunta scrisse le sue ultime parole
''Sembra smarrirsi la strada per il ritorno,
ma, nell'eternità c'è un sentiero ove cammineremo ogni giorno...''


                                °°°°°



sottofondo musicale:
The Africans = di Terry Oldfiel

 

 



                                °°°°°

 

 

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A volte il nostro parlare...
non riesce a coprire i nostri silenzi
un fiore può dire le cose
che non riesci a dire con le parole

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Colorerà il sole
Inuovi giorni
Abbagliando i pensieri
Oscuri e grigi...

 

Primavera

Burrasca in arrivo...

Le tue parole,
come l'acqua chiara
di una fonte,
disseteranno le arsure
del mio sapere...
Come il batter d'ali
nel volo di una farfalla,
leggere, si poseranno
in fondo al mio cuore...

 

 

 

non fare ad altri...
quello che non vorresti
fosse fatto a te...

                      <<<>>>

Quando la lumettante fiammella
brucia le mie oscurità
appare chiara nella penombra
la felicità datami dalla conoscenza


                  °°°°°

Sorridi alla vita...
e la vita...
ti sorriderà...

Un pensiero.
Nel passato
S'insinua negletto
Osa disturbare
Rimestando, esiliati
Ricordi di un tempo.
Inverecondo ed inetto
S
orride...è suadente,
Ogni male mi dimette...

 

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