Quando il pensiero si invola tra i ricordi sconfinando oltre i confini delle memorie riemerge liberandosi dalle profondità come farfalla uscendo dal suo bozzolo in una moltitudine di voli pindarici vaga alla ricerca del suo preferito fiore.
A volte il nostro parlare non riesce a riempire i nostri silenzi... Un fiore può parlare con delicatezza... dire senza parole le cose che vorremmo dire.. ma, non riusciamo a pronunciare...
un fiore sboccia...
.. da un seme, in cerca della sua terra... tenero germoglio, un arbusto diverrà, sotto il sole cocente, o la neve che imbianca, fiorirà...
Era il mio compleanno..il mio settimo anno di vita...un giorno speciale, volevo divertirmi con il mio cirimela, (due pezzi di legno, ricavati dal manico di una scopa, uno grande come la mia mano, appuntito alle sue estremità, messo a terra, per colpirlo ad una delle due estremità dall'altro bastone per farlo sollevare, quindi ricolpirlo al volo, per mandarlo il più distante possibile)
Mi avviai lungo la strada bianca e polverosa che si stendeva diritta davanti a me, guardando l'orizzonte sembrava proseguire all'infinito...quasi non avesse fine...era proprio adatta al mio gioco...le pietre bianche e grigie facevano da contrasto al verde delle cunette, al giallo dei fiori di rughetta e al viola di quelli del cardo, lungo i bordi scorreva gorgogliante, l'acqua che serviva all'irrigazione dei campi, filari di cipressi giganteschi, la fiancheggiavano, sembrava che toccassero il cielo... come era azzurro quel cielo...mi piaceva camminare, in quella strada, specialmente in quelle mattine di primavera, quando il sole iniziava ad intiepidere l'aria, a togliere con il grigiore dell'inverno, anche il grigiore dai miei pensieri. Con la pioggia, con il sole, era sempre bella la primavera.. tutto tornava a rivivere...a ricolorarsi...
La masseria era al centro di un piccolo borgo contadino...una decina di poderi sparsi quà e là, fra immense distese di biondo grano... potevo vederli in lontananza, tra un tronco e l'altro, erano tutti dipinti di rosa...tutti uguali, nella loro bellezza. I percorsi dei carri nei campi avevano lasciato i loro solchi, disegnando sentieri che facevano da contrasto al verde dei prati...quei sentieri mi incuriosivano, uno di questi portava ad una collinetta dove si ergeva avvolto dalle sterpaglie il rudere di una masseria diroccata...era appartenuta a una delle famiglie più ricche e generose del paese, persone che avevano il culto della bellezza non solo nell'animo, ma in tutto quello che facevano.
Allora le famiglie erano patriarcali, nella stessa casa vivevano più nuclei, uniti sotto lo stesso tetto, si dividevano gioie, dolori e lavoro. Quel luogo mi era stato proibito, assolutamente non dovevo andarci..,per molti era un luogo da dimenticare...lì si era consumata una tragedia..quando l'odio fra i popoli regnava sovrano,un aereo, non si è mai saputo se amico o nemico,sganciò il suo carico di morte,un attimo,un solo attimo, non ebbero il tempo di fuggire, 17 persone fra cui 9 bambini, sparite in un vortice di fuoco...Nessuno ha mai voluto, per rispetto di quei morti, abbattere quel rudere...è rimasto lì, come monito...testimonianza dei frutti dell'odio... Qualcuno diceva che quelle anime, non avevano lasciato quel luogo, si aggiravano come fantasmi...che in certe ore si sentivano rumori... voci...
Posai il mio 'cirimela' a terra, con un colpo lo feci sollevare e lo ricolpii al volo con forza, cominciò a roteare alto nel cielo, ma la sua traiettoria, forse per effetto del vento, prese una direzione diversa da quella voluta, andando a ricadere nel sentiero proibito...non potevo andarci...ma, il mio cirimela era lì...mi inoltrai nel sentiero la curiosità era più forte del timore..le sterpaglie erano alte, nessuno poteva vedermi.. il rudere ora, era lì davanti a me, un silenzio strano avvolgeva tutto, sentivo solo il fruscio del vento...mi avvicinai ad una delle finestre rimasta quasi intatta per curiosare...quella bomba aveva prodotto una voragine immensa, profonda come una gravina, sembrava la metà di un guscio d'uovo, non vi erano sterpaglie, ma un prato verdissimo con l'erba rasa, come se fosse stata curata, fiori tanti fiori, una miriade di colori, quel luogo anche adesso rispecchiava di bellezza come in passato, quando lì c'era vita...mi sporsi un po' oltre per vedere meglio, ero quasi in bilico ora, ma potevo vedere bene, su un muro rimasto intatto risaltava una scritta ''Qui dimora l'armonia e la pace, la vita è un dono per ogni essere vivente, nessuno ha il diritto di negarla, essa è sacra'' Il vento si stava alzando portando con se nuvoloni scuri come la pece, era così violento...sembrava che ululasse come un mostro... guardando verso l'alto vedevo i cipressi inarcarsi, piegarsi l'uno verso l'altro, quasi a volersi unire in un abbraccio, per resistere a quella forza spaventevole.
Qualcosa si stava muovendo sulla mia gamba, era una piccola formica con la testa rossa, a qualche passo da me, un formicaio, centinaia di formiche. grandi, con la testa nera, d'istinto raccolsi una pagliuzza e cominciai a spingere la formica verso l'ingresso del formicaio, ma questa anzichè entrare fuggì veloce, riprovai ma fuggì di nuovo, ormai mi ero intestardito, volevo a tutti i costi che entrasse in quel formicaio anche se non era il suo, la spinsi fino all'orlo, quando d'improvviso un formicone nero, gigantesco, uscì prese la formica tra le sue zampe, la uccise fecendone una pallottolina e la portò all'interno. Era la prima volta che vedevo morire...pensavo a come doveva essersi sentito il pilota di quell'aereo. Ero rimasto impietrito... annichilito...annullato dalla insipienza del mio atto...Grosse gocce di pioggia cominciavano a cadere, il cielo iniziava a brontolare...Improvviso, accecante, il bagliore di un lampo, come una saetta, cadde proprio sul formicaio distruggendo in parte, poi un'altro crepitio secco seguito dal rumore assordante del tuono, mi fece sobbalzare dallo spavento, cominciai a correre, in preda alla paura, il cuore non batteva più nel mio petto, ma in gola...volevo urlare per liberarmi dall'angoscia, ma non riuscivo nemmeno a respirare...Io, l'artefice di un atto che ancora una volta in quel luogo di morte, aveva dato alla prepotenza la forza di compiere con viltà il suo sopruso sul più debole...l'ululato del vento sembrava quasi un urlo... un coro di voci che mi inseguiva... un coro che mi ripeteva... la vita di ogni essere è sacra, nessuno ha il diritto di negarla... ...ancora oggi, in certe giornate di vento, in quel soffio...quelle voci, mi sembra di risentirle...
Il mondo delle formiche...
dalla raccolta di foto di Luciana Bartolini... per sua gentile concessione... con il suo amore per la natura... la sua passione per la fotografia... con sapiente conoscenza ha saputo carpire alcuni attimi al tempo... immagini di un mondo in continuo fermento, solitamente sfuggevole ai nostri occhi... un mondo microscopico visto da vicino, che affascinante, si svela con i suoi segreti... a lei il mio ringraziamento, per avermi permesso di abbellire questa pagina cliccando sui link qui sotto vedrete immagini che vi stupiranno...
Chi sono..?.. Le formiche sono insetti sociali aggressivi. Esse costituiscono il 10% dell'intera popolazione animale, e circa il 50% di quella di tutti gli insetti. Vivono riuniti in società ove ogni individuo lavora in funzione del benessere della comunità. Hanno dimensioni variabili da 2 a 15 mm, alcune specie possono raggiungere anchei 6 cm. In un formicaio i vari individui collaborano con mansioni specializzate che vanno dalla difesa del nido, alla raccolta del cibo da immagazzinare per lo sviluppo delle larve. La società delle formiche è divisa in caste, l'appartenenza ad una casta (femmine, maschi, operaie) si determina dal cibo con cui le larve vengono nutrite dalle formiche operaie. Quando nella colonia ci sono formiche di diverse dimensioni e caratteristiche, esse si dividono i compiti secondo la loro particolarità. Le colonie possono contenere anche milioni di formiche, tutte prodotte dalla stessa regina, un numero elevatissimo di uova vengono deposte dalla regina. Nell'arco di 2-6 settimane si sviluppano in larve, queste, dopo essersi nutrite per un periodo variabile da qualche settimana a diversi mesi, si trasformano in pupe, durante lo stadio di pupa la formica rimane inattiva, non si nutre e subisce la profonda trasformazione in insetto adulto. Le formiche sono generalmente onnivore, ma si cibano anche di afidi (pidocchi delle piante) molto spesso non li predano, ma li proteggono e ospitano nelle loro colonie perchè gli afidi producono la melata (deiezione zuccherina) di cui sono molto ghiotte, hanno l'abitudine di sorvegliare le colonie di afidi e di nutrirsi con le loro secrezioni mielose mungendoli con piccoli colpi delle loro antenne. I loro nidi sono fatti attraverso un complesso di camere comunicanti tramite gallerie, gli accessi sono spesso sorvegliati da sentinelle, l'ingresso viene protetto con piccoli sassolini in caso di pioggia o di pericolo. Le femmine, non alate, chiamate operaie, sono sterili ed hanno il compito di curare, nutrire le più giovani e difendere la comunità. Tra le operaie alcune si distinguono perchè armate di potenti antenne,dette 'soldati' perchè provvedono alla difesa della colonia. Esse parlano tra loro attraverso segnali odorosi, le sostanze chimiche usate per comunicare, sono detti ' feromoni ', questi possono essere usati come segnali di allarme in caso di pericolo, oppure come guida olfattiva per raggiungere le fonti di cibo. Hanno mandibole che gli consentono di trasportare del cibo di maggior peso e volume delle loro dimensioni. Strane e straordinarie sono le somiglianze con l'uomo, infatti, condividono l'aspetto sociale, L'aggressività e la diffusione su tutto il pianeta. Le formiche operaie usano uccidersi fra loro per il dominio del territorio controllato dalla loro colonia,molto spesso entrano in guerra fra colonie e altre specie diverse,pur di espandere e conquistare altri territori... proprio come l'uomo...
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Libero sarà quel pensiero che aprendo le ali nel suo volo cercherà nelle altrui bellezze, la forza delle sue certezze...
A volte il nostro parlare... non riesce a coprire i nostri silenzi un fiore può dire le cose che non riesci a dire con le parole
Colorerà il sole Inuovi giorni Abbagliando i pensieri Oscuri e grigi...
Primavera
Burrasca in arrivo...
Le tue parole, come l'acqua chiara di una fonte, disseteranno le arsure del mio sapere... Come il batter d'ali nel volo di una farfalla, leggere, si poseranno in fondo al mio cuore...
non fare ad altri... quello che non vorresti fosse fatto a te...
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Quando la lumettante fiammella brucia le mie oscurità appare chiara nella penombra la felicità datami dalla conoscenza
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Sorridi alla vita... e la vita... ti sorriderà...
Un pensiero. Nel passato S'insinua negletto Osa disturbare Rimestando, esiliati Ricordi di un tempo. Inverecondo ed inetto Sorride...è suadente, Ogni male mi dimette...