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LA CONCORDIA NON ERA IL PEQUOD

Post n°330 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da A_Bellelli

C'e' un aspetto strano della vicenda del traghetto affondato all'isola del Giglio, sul quale non ho trovato grande riscontro sulla stampa nazionale: la posizione di una nave di quel genere e' nota con grande precisione non solo a bordo, ma anche a terra, immagino alla Costa Crociere e a tutte le capitanerie di porto.  Non sono un marinaio ma immagino che il gps, l'ecoscandaglio e gli altri strumenti a bordo di una nave cosi' importnate trasmettano via radio informazioni sulla posizione della nave a una serie di stazioni riceventi a terra; e la nave sara' probabilmente seguita via gps anche a prescindere dai segnali che manda: dopo tutto ormai questa tecnologia e' banale e tutti la possediamo nella macchina o nel telefonino.

Stante questo punto, tutti gli addetti ai lavori potevano e dovevano sapere che il capitano stava passando a 150 m dall'isola anziche' a 9 km come era previsto; e il capitano doveva sapere che la sua manovra pericolosa non era e non poteva essere segreta; e che sarebbe stata punita severamente anche se non avesse causato il naufragio. Ovvero per essere piu' chiari: non e' che se la manovra fosse andata bene e la nave non avesse urtato lo scoglio, il capitano l'avrebbe fatta franca: aveva comunque portato la sua nave fuori rotta causando pericolo per i passeggeri, l'equipaggio ed eventuali piccole imbarcazioni che potevano essere presenti. Dunque, l'intera vicenda e' spiegabile solo se il capitano e' un autolesionista in cerca di guai o un pazzo.

Oppure no? Forse Costa Crociere e le capitanerie di porto sapevano ma tacevano: magari passare a 150 m da riva fa pubblicita' e da un brivido di emozione ai passeggeri; e del resto pare che fosse stato fatto anche in passato. E allora le responsabilita' del disastro sono molto piu' estese di come sembra.

Andrea Bellelli

 
 
 
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