« Messaggio #127Messaggio #129 »

Post N° 128

Post n°128 pubblicato il 28 Novembre 2008 da bioantroponoosfera
Foto di bioantroponoosfera

PIERRE TEILHARD DE CHARDIN

 

 “Chiedersi se l’universo si sviluppa ancora significa decidere se lo spirito umano è, o non è, tuttora in corso di evoluzione. Ora, a questa domanda io rispondo senza alcuna esitazione: sì”.

Teilhard de Chardin (1881 - 1955), fu uno studioso con una personalità straordinariamente ricca: scienziato (geologo e paleontologo), filosofo, teologo e mistico, cercò di conciliare le sue due anime di scienziato e di uomo di fede. Come cattolico si confrontò con la teoria evoluzionistica di Darwin, interpretandola non come processo casuale, cioè privo di finalità specifiche, ma governato da Dio, dando vita ad una specie di “evoluzionismo finalistico” che venne condannato dalla Chiesa ufficiale. 

Il pensiero di Teilhard de Chardin matura a cavallo tra ottocento e novecento, in un periodo di grande fermento scientifico in cui gli studiosi umanisti s’interrogano sul futuro della civiltà occidentale, il positivismo va in crisi e i fisici teorici fanno scoperte tali da far saltare le sicurezze nei confronti della “realtà” come fino ad allora era concepita. Alla concezione materialistica del darwinismo e del positivismo, egli oppose una cosmologia che assumeva il “principio dell’evoluzione”,  ma lo estendeva alla realtà spirituale.

L’universo è tutto e sempre in movimento,  ha impiegato miliardi e miliardi di anni per produrre la vita e poi il pensiero e la natura ancora oggi è “divenire”, è “un farsi”. Anche lo psichismo più elevato che conosciamo, l’anima umana, non sfugge a questa legge comune a tutte le cose. Ma, si chiede Teilhard, quale può essere la spinta profonda dell’intera ascesa delle forme di vita? Egli rileva che la trasformazione morfologica degli esseri pare essersi rallentata proprio quando sulla Terra il pensiero faceva la sua comparsa. Questa considerazione, unita al fatto che l’unica direzione costante seguita dall’evoluzione biologica è stata quella del più grande cervello, ossia della maggior coscienza, gli fa ipotizzare che forse il motore dell’evoluzione è stato il “bisogno” di pensare, di conoscere. L’evoluzione pare dunque essersi fermata in quanto a nuovi esseri e nuove forme. Ciò significa che avendo prodotto l’organo del pensiero (la coscienza), l’evoluzione procederà solo se la coscienza stessa, nell’uomo, svilupperà se stessa giungendo a percepirsi come ente universale responsabile di un movimento che non sarà più, come in passato, tutt’uno con la trasformazione delle forme materiali, ma tutt’uno con il movimento autocosciente del pensiero. E poichè è l’uomo il veicolo ed il portatore di questa conquista universale che è costata al cosmo miliardi di anni di lavoro, è solo se l’uomo dirà sì al suo compito e alla sua responsabilità universale che l’evoluzione potrà proseguire. Affinchè ciò accada è necessario che l’uomo si renda conto del valore biologico dell’azione morale e della natura organica dei legami interpersonali. La materia, secondo Teilhard, ha in sè, fin dalla sua origine la “coscienza” come principio organizzativo, quindi l’evoluzione non è solo processo deterministico, ma anche teleologico. L’evoluzione dalla pre-vita (mondo inorganico) alla vita (biosfera) tende alla produzione del mondo dell’uomo e del pensiero (noosfera), come suo culmine.

L’uomo, però, non è il punto finale: l’universo e l’uomo tendono a un punto Omega. Per il cristiano è il Cristo cosmico, punto di unione di tutta l’umanità. A questo punto lo scienziato e il filosofo lasciano posto all’uomo di fede, al mistico, che contempla il mistero di Cristo nella creazione. La sintesi del suo pensiero si manifesta non in un banale panteismo,, ma in uno sguardo di fede, capace di “vedere Dio in tutte le cose... Senza mescolarsi nè confondersi con l’universo, Dio, il vero Dio cristiano, lo invaderà sotto i vostri occhi” (L’ambiente divino, Il Saggiatore, p.24). Si comprende, a questo punto, la dinamica fondamentale dell’evoluzione dell’universo, nelle varie tappe, finalizzate alla nascita del cosmo, della vita, del pensiero e di Cristo: cosmogenesi, biogenesi, noogenesi, cristogenesi.

Teilhard de Chardin è un evoluzionista ottimista. Egli non ignora la sofferenza presente nella realtà, il suo è l’ottimismo della fede, ma “credere non è vedere. Quanto ogni altro, io cammino nelle ombre della fede...no, Dio non si nasconde, ne sono sicuro, perchè noi lo si cerchi, così come permette che noi soffriamo, ma non per aumentare i nostri meriti. Al contrario, chino sulla creazione che sale verso di Lui, egli lavora con tutte le sue forze per beatificarla e illuminarla...Ma i nostri occhi non possono ancora percepirlo...Il Regno di Dio è dentro di noi. Quando il Cristo apparirà non farà che manifestare una metamorfosi lentamente compiutasi, sotto il suo influsso, nel cuore della massa umana” (L’ambiente divino, p.158).

 

Bibliografia

Le opere finora pubblicate sono più di venti. Tra i titoli più significativi ricordiamo: La vita cosmica, Il Cristo nella materia, Cristologia e evoluzione, Il fenomeno umano, L’ambiente divino, L’apparizione dell’uomo, L’avvenire dell’uomo, Scienza e Cristo.

Indice cultura                 

Questo testo : Evoluzionismo della mente umana: riflettendo con Pierre Teilhard de Chardin è tratto da INSIEME...IN VIAGGIO, periodico  della Commissione cultura del secondo circolo di Alba - Giugno 2006

www.secondocircoloalba.it 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

Archivio messaggi

 
 << Agosto 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 
Citazioni nei Blog Amici: 4
 

Ultime visite al Blog

tommasanninomarioalex1shalom71annilinaargentoRmdgldiletta.castellivaleriasolainibalatabessonskipper470mellosequeiravittoriapollinimuteking75isonevbrin02neverenn
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

RIFLESSIONI TEILHARDIANE

"  La verità non è asltro che las coerenza totale dell'Universo in rapporto ad ogni suo punto.  Perchè dovremmo mai avere in sospetto o sottovalutare tale coerenza, per il solo fatto che siamo noi stessi gli osservatori?  Si continua ad opporre una certa illusione antropocentrica a una certa realtà obiettiva.  E' una distinzione illusoria.  La verità dell'Uomo è la verità dell'Universo per l'Uomo, cioè sempliceemente,  la Verità "   

                                                                                                                                                          

 

" Senza che si possa dire per ora in quali termini esatti, ma senza che vanga perduto un solo frammento del dato, sia rivelato che definitivamente dimostrato, sul problema scottante delle origini umane, l'accordo si farà senza sforzo, a poco a poco, tra la Scienza e il Dogma.  Intanto, evitiamo di respingere anche il minimo raggio di luce, sia da una parte che dall'altra.  La fede ha bisogno di tutta la verità". (da Les Hommes fossiles, marzo 1921) 
 
" Inventariare tutto, provare tutto, capire tutto. Ciò che è in alto, più lontano di quanto è respirabile, e  ciò che è in basso, più profondo della luce.  Ciò che si perde nelle distanze siderali, e ciò che si dissimula sotto gli elementi... Il sole si alza in avanti... Il Passato è una cosa superata...  La sola scoperta degna dei nostri sforzi è come costruire l'Avvenire". (La découverte du passé, 5 settembre 1935)
 

"...Si potrebbe dire che oggi, come ai tempi di Galileo, ciò che più occorre per percepire la Convergenza dell'Universo, non è tanto la scoperta di fatti nuovi (ne siamo accerchiati, da restarne accecati) quanto un modo nuovo di guardare e accettare i fatti.

Un nuovo modo di vedere, connesso con un nuovo modo di agire: ecco ciò di cui abbiamo bisogno...  Dobbiamo prendere posizione e metterci all'opera, presto-subito " (La Convergence de l'Univers,23 luglio 1951)

 
"  Chiniamoci dunque con rispetto sotto il soffio che gonfia i nostri cuori per le ansie e le gioie di "tutto tentare e di tutto trovare".  L'onda  che sentiamo passare non si è formata in noi stessi.  Essa giunge a noi da molto lontano, partita contemporaneamente alla luce delle prime stelle.  Essa ci raggiunge dopo aver creato tutto lungo il suo cammino.  Lo spirito di ricerca e di conquista è l'anima permanente dell'Evoluzione" (Il Fenomeno Umano 1940)
 

" ...Sento, come chiunque altro, quanto sia grave per l'Umanità il momento che stiamo attraversando...  E tuttavia un istinto, che si è sviluppato al contatto con il grande Passato della Vita, mi dice che la salvezza per noi è nella direzione stessa del pericolo che ci spaventa tanto...  Come viaggiatori presi nel flusso di una corrente, vorremmo tornare indietro.  Manovra impossibile e fatale.  La nostra salvezza è più in là, oltre le rapide.  Nessun ripiegamento. Ma una mano sicura al timone, e una buona bussola..." ( Esquisse d'un Universe personnel, 4 maggio 1936) 

 
" L'Energia diventa Presenza...  Sembrerebbe che un solo  raggio di una tale luce, cadendo come una scintilla in qualsiasi punto della Noosfera, dovesse provocare un'esplosione abbastanza forte da incendiare e rinnovare quasi di colpo la faccia della Terra. Allora, come è possibile che, guardando attorno a me, è ancora tutto inebriato di ciò che mi è apparso, io mi trovi pressochè solo della mia specie?  Solo ad aver "visto"?...  Incapace, quindi, quando me lo si chiede, di citare un solo autore, un solo testo, in cui si riconosca, chiaramente espressa, la meravigliosa "Diafania" che, per il mio sguardo, ha trasfigurato tutto ?"  (Le Christique, marzo 1955) 
 
....IN QUESTA APERTURA VERSO QUALCHE COSA CHE SFUGGE ALLA MORTE TOTALE, L'EVOLUZIONE E' LA MANO DI DIO CHE CI RICONDUCE A  LUI . ( La Biologie, poussee à fond,peut-elle nous  conduire à èmerger dans le transcendant?  Maggio 1951)
 

Di colui che pronuncerà queste parole nell'Aeropago, ci si burlerà come d'un sognatore e lo si condannerà. "Il senso comune lo vede, e la scienza lo verifica: nulla si muove", dirà un primo Saggio. "La filosofia lo decide: nulla può muoversi", dirà un secondo Saggio.  "La religione lo proibisce: nulla si muova", dirà un terzo Saggio. Trascurando questo triplice verdetto, "colui che ha visto" lascerà la piazza pubblica, e tornerà nel seno della Natura ferma e profonda. Là, immergendo lo sguardo nell'immensa ramificazione che lo sorregge e i cui rami si perdono molto lontano al di sotto di lui, in mezzo all'oscuro Passato, egli colmerà ancora una volta la sua anima della contemplazione e del sentimento d'un moto unanime e ostinato, inscritto nella successione degli strati morti e nella distribuzione attuale di tutti i viventi. -Volgendo allora lo sguardo al di sopra di lui, verso gli spazi preparati per le nuove creazioni, egli si consacreà corpo e ed anima, con fede rinsaldata, a un Progresso che trascina e spazza via persino coloro che non ne vogliono sapere. E, con tutto il suo essre fremente di ardonre religioso, lascerà salire alle proprie labbra, verso il Cristo già risorto ma ancora imprevedibilmente grande, questa invocazione, sommo omaggio di fede e d'adorazione: "Deo ignoto" [Al Dio ignoto] (L'avenir de l'homme, note sur le Progrès, 10 agosto 1920, Le Seuil, pp. 35-37)

 

" Adesso che, attraverso tutte le vie dell'esperienza, l'Universo comincia a crescere fantasticamente ai nostri occhi è ceramente giunta l'ora per il Cristianesimo di destarsi ad una consapevolezza precisa di ciò che il dogma dell'Universalità di Cristo, trasposto in quelle nuove dimensioni, suscita di speranze pur sollevando al tempo stesso certe difficoltà.

Speranze, certo, poichè, se il Mondo diventa così formidabilemte vasto e potente, vuol dire che il Cristo è ancor ben più grande di quanto noi pensassimo.

Ma le difficoltà, poichè, alla fin fine, come concepire che il Cristo s'"immensifichi" secondo le esigenze del nostro nuovo Spazio-Tempo senza simultaneamente, perdere la sua personalità adorabile e, in qualche modo, volatilizzarsi?

Ed è qui che risplende la stupenda e liberatrice armonia tra una religione di tipo cristico e un'Evoluzione di tipo convergente (Le Cristique, 1955)

 

" Nel Cuore della Materia.

   Un Cuore del  Mondo,

    Il Cuore d' un Dio"

        (da Le  Coeur de laMatiere, 30 ottobre 1950)

 
" Nella peggiore delle ipotesi, se ogni possibilità futura di parlare e di scrivere si chiudesse davanti a me, mi rimarrebbe, con l'aiuto di Gesù, quella di compiere questo gesto, affermazione e somma testimonianza della mia fede: scomparire,m inabissarmi in uno spirito di Suprema Comunione con le forze  cristiche  dell'Evoluzione  (da Note di esercizi spirituali, 22 ottobre 1945)