Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù per il Governo Berlusconi, si trova suo malgrado ad essere la protagonista di un fumetto intitolato "La Ministronza", opera del vignettista Alessio Spataro edita da Grrrzetic. L'autore, ha già all'attivo diverse collaborazioni con Liberazione ed il Manifesto, dunque la sua estrazione politica appare evidente mentre, meno evidente, di primo acchito, è il motivo che lo spinga ad attaccare il giovane Ministro di sesso feminile, salvo riconoscerle tre peccati capitali:
essere donna, avere un cervello ed essere di destra.
Già, perchè Giorgia Meloni non ha mai pubblicato calendari, non ha mai lavorato nel mondo dello spettacolo, ha manifestato il suo impegno e la sua passione politica sin dalla scuola, non è una pariolina, anzi, proviene dalla Garbatella, (quartiero romano popolare e storicamente di sinistra), si è fatta con le sue mani, è persino incensurata ed, orrore, pare non l'abbia neanche "data" per diventare Ministro.
Però però sembra che, nell'Italia degli anni 2000 questo genere di donne continui a fare paura, sì, notevolmente paura ai signori maschietti, compresi quelli moderni, progrediti, impegnati, di larghe vedute che, per antonomasia, militano esclusivamente ed ovviamente nell'area della sinistra.
Ed allora come si reagisce? Semplice, con attacchi che definirli "personali" sarebbe già un complimento, tanto più che la satira dovrebbe enfatizzare le caratteristiche del personaggio rappresentato per scatenare l'ilarità nel lettore. Ed invece l'unico connotato fisico e/o reale di Giorgia Meloni sul quale Alessio Spataro si trova facilmente (ed in misura alquanto scontata) ad indulgere è la scarsa altezza del giovane ministro, della quale certo non può dirsi che appartenga alla tribù dei watussi.
Per il resto il fumetto è un susseguirsi di sessismo, maschilismo e di volgarità rozza e becera che in pochi si sono sentiti di assolvere, salvo l'autore stesso, dalle critiche che in modo bipartisan si sono scatenate negli ultimi giorni. Quegli stessi connotati dello stereotipato maschio fascista, disegnato e sbeffeggiato da tanta satira della sinistra diventano oggi, grazie alla "Ministronza", il bagaglio e l'armamentario di un vignettista di sinistra che, oltre ad aver sbagliato completamente il bersaglio, ha confezionato in modo banale e scontato il suo prodotto.
Giorgia Meloni, nel libello è ribattezzata "Giorgia Mecojoni" e Spataro la dipinge come una giovane "maschia", "tappa" e ninfomane che si esprime in un romanesco triviale, si aggira nelle fogne di Roma, non si lava (perchè l'omme pe esse omme ha 'da puzzà) vive le sue avventure fra sorci e scarafaggi e pratica sesso con gli sconosciuti. Il campionario delle volgarità non è tuttavia esaurito perchè la Meloni è altresì ritratta con un copricapo nazista, mentre a seno nudo si aggira tra un popolo di falli, o mentre legge i suoi discorsi politici, rigorosamente scritti sulla carta igienica.
La maggioranza di centro destra ha fatto giustamente quadrato intorno al suo ministro, stigmatizzando le vignette definite scandalose e grevi ed invocando una presa di distanza anche dell'opposizione, ricordando anzi ad essa che, meno di un mese or sono in tanti si erano strappati i capelli per una Rosy Bindi definita "più bella che intelligente".
Le donne del Pd ed in generale del centro sinistra non si sono fatte attendere:
Vittoria Franco, responsabile nazionale Pari Opportunità del Pd ha manifestato il suo apprezzamento per la Meloni "giovane volitiva, con una lunga esperienza in politica motivata dalla passione" attaccata con "appellativi sgradevoli" nelle vignette di Spataro;
Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, ha espresso "totale solidarietà alla Meloni" auspicando che quest'ultima "non si lasci fermare da certe oscenità, nella sua attività politica, svolta con una passione riconosciuta da tutti";
Rosy Bindi, presidente del Pd e vicepresidente della Camera è apparsa indignata: "al ministro Giorgia Meloni va la mia solidarietà di donna e di vicepresidente della Camera. La satira diverte, morde e può anche far male; ma se è satira intelligente non scade mai nel turpiloquio o nell’insulto gratuito. Ma in questo caso si tratta solo di volgare maschilismo che offende tutte le donne, senza distinzione di ruolo o appartenenza politica".
Livia Turco dichiara a sua volta: "Voglio esprimere profonda stima a Giorgia Meloni, una giovane che ha una propria storia, sa camminare con le sue gambe, sa ragionare con la sua testa e che, come ministro, ha saputo dimostrare sul campo di avere il dono, piuttosto raro nella politica, di sapere ascoltare i suoi interlocutori e di essere disposta a imparare da chi ha più esperienza di lei".
Paola Concia deputato Pd affonda ulteriormente il colpo: "Quel libro di fumetti mi sembra un’operazione di misoginia, un attacco del genere fa male a tutte le donne. Ho grande stima del ministro. Se anche ha posizioni diverse dalle mie, non la considero certo un nemico da abbattere".
A leggere queste dichiarazioni, verrebbe da concludere che, come sempre, la sinistra si fa male da sola, producendosi in "raffinati" autogol, proprio poco dopo aver stigmatizzato il "sistema Berlusconi" come reo di sfruttare l'immagine della donna a fini politici ed agevolarne una visione machista non mediata dalla educazione e dalla cultura.
Alle donne del Pd è toccato fare il "mea culpa" per correggere il tiro sferrato dai maschietti militanti nelle proprie fila.
Per conto mio a certi maschietti impauriti da qualsiasi donna si dimostri capace e valida in ciò che fa, mi limito solo a dire: "ma che ve rode?"
A meno che, trincerandosi dietro una presunta satira si sia assistito alla solita fiera di quell'odio politico che attacca le persone quando è incapace di scalfirne le idee.
Inviato da: morton0
il 20/11/2009 alle 22:49
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il 20/11/2009 alle 10:50
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il 20/11/2009 alle 07:22
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il 20/11/2009 alle 00:51
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il 19/11/2009 alle 23:42