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Sincerità

Post n°649 pubblicato il 12 Agosto 2009 da blanche_revenant
 

La sincerità paga sempre?
Una volta pensavo di sì.
Nella mia vita sono sempre risultata acida, forse a volte antipatica, perché ho l'ossessione della sincerità.
Non sono dotata di diplomazia né di mezze misure.
Dico sempre ciò che penso, spesso con troppa foga e poco tatto.
Questo ovviamente viene accettato e compreso da pochi.
Faccio un esempio: se vado a cena, sia a casa di amici che a casa di conoscenti, non riesco a fare un sorriso o dei complimenti davanti ad una pietanza che non gradisco.
Nella maggiorparte dei casi questa sincerità non viene accettata.
Ma non saprei essere diversa. E non ho certo la presunzione di essere nel giusto.
Ho, però, la presunzione di essere me stessa.
Dunque non c'è risposta alla domanda se la sincerità paghi o no.
La sincerità paga nella misura in cui si è sinceri.
Se la sincerità è nel proprio carattere, nella propria educazione, nel modo di essere, allora paga, in quanto non si può essere diversi da ciò che si è.
E tutto ciò è indipendente dalla reazione che possa scatenare negli altri.


Il mito di Cassandra
Cassandra è una figura della mitologia greca. E' ricordata da Omero nel suo poema epico come una delle figlie di Priamo, re di Troia e di Ecuba. Secondo la mitologia greca il dio Apollo si innamora di lei giovanissima e le porta in dono la capacità di prevedere il futuro. Al rifiuto di Cassandra, Apollo si vendica aggiungendo al dono della profezia anche la condanna a non essere mai creduta. Cassandra riesce così a prevedere il futuro ma non troverà mai più nessuno disposta a crederla. La vendetta si compie durante la guerra di Troia. Dopo un lungo assedio della città, gli Achei fingono di ritirarsi lasciando dinnanzi alle mura della città un enorme cavallo di legno. Cassandra avverte i suoi compatrioti troiani dell'inganno dei greci ma non viene creduta. Suo padre Priamo la accusa di essere solo profeta di sventure e fa portare il cavallo dentro le mura come simbolo della vittoria troiana. Durante la notte escono dal cavallo i guerrieri Achei, nascosti al suo interno, per aprire le porte della città e consentire la presa dalla città. Nel saccheggio Cassandra viene stuprata da Aiace di Locride nel tempio di Atena, suscitando l'ira degli dei e perfino dei compagni d'arme. Cassandra diviene schiava di Agamennone che se ne innamora. Viene infine uccisa insieme ad Agamennone da Egisto e Clitemnestra al ritorno a Micene dopo la conquista di Troia. Il suo nome è utilizzato per definire le persone che, pur annunciando eventi negativi ma giustamente previsti, non vengono credute.

 scritto da blanche_revenant da ilvolodell'occasione

 
 
 
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