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L'isola perduta
Post n°2 pubblicato il 20 Agosto 2008 da blubeluga
Il dodici luglio del 1831 un’eruzione vulcanica nel tratto di mare tra la costa centro-meridionale della Sicilia e Malta, fece emergere una piccola isola. Sembrerebbe che, più di un’isola si trattasse di un piccolo pianoro di sabbia nera e pesante, tanto friabile da non sostenere il peso di una persona; nel centro vi sorgeva un colle e poco discosto c'era un laghetto di acqua fumante, che emanava odore di zolfo. Ad osservare l'evento accorsero navi e scienziati di vari Paesi, dal Regno delle Due Sicilie, alla Svizzera, alla Germania, alla Gran Bretagna. Carlo Gemmellaro, professore di Storia Naturale all'Università di Catania vi fece un sopralluogo l’undici agosto 1831 e pubblicò un rapporto, suggerendo di intitolare l’isola a Re Ferdinando Di Borbone, sovrano delle Due Sicilie. Così fu fatto e il 17 agosto l'isola Ferdinandea fu annessa al Regno delle Due Sicilie. Tuttavia il precedente 10 agosto il cutter britannico "Hind" aveva raggiunto l'isola e il comandante affermava di avervi piantato la bandiera britannica, chiamandola Graham dal nome del Primo Lord dell'Ammiragliato. Secondo alcuni studiosi, all'isola erano anche arrivati il brick austriaco "Ussero", che aveva lasciato una targa e una spedizione francese che pure aveva lasciato una targa con iscrizione, chiamando l'isola Julia, perché il fenomeno si era verificato in luglio. Sulla veridicità di tali eventi il prof. Gemmellaro espresse dubbi, sia per la friabilità dell'isola, sia perché l'eruzione di fatto non era mai cessata. Come avrebbero potuto, quindi, attraccare tutte queste navi? L’unica cosa certa è che l’isola sparì qualche mese dopo la sua apparizione, ma è rimasta una secca a 36-10' latitudine Nord e al 12-43' longitudine Est, 38 miglia ovest-sud-ovest da Porto Empedocle-Vigata, solleticando, guardacaso, anche l’estro letterario di Camilleri, che ne ha tratto spunto per il suo racconto “Un fil di Fumo”. Ogni tanto da Porto Empedocle-vigata o o da Sciacca, navi vanno laggiù per il recupero di campioni di roccia. Non è improbabile che il fenomeno sia ancora in corso e, quindi, che la pressione del magma dalle regioni più sotterranee possa portare ad una nuova emersione. |
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