Community
 
bruno14to
Video
Foto
   
 
Creato da bruno14to il 10/06/2006

BRUNO14

« Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola. GIOVANNI FALCONE

TUTTI I DIRITTI PER TUTTI
 

AREA PERSONALE

 
 

TAG

 

ULTIME VISITE AL BLOG

asia_dorobruno14tocateviolaadamsmith761carinodolceSoBBonabets89Arejariononsonoio2falco58dglcinemagoraladyhawk6cercoilmiocentropitto1mAlmostblue2005
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
Citazioni nei Blog Amici: 111
 

PENSIERI E FRASI

"Ogni tanto facevo una scappata giù nei bassifondi in preparazione al futuro"-Charles Bukowski-Panino al Prosciutto

"il mondo è tondo e più velocemente scappi per allontanarti da un punto tanto più ti riavvicini ad esso".  Vagabondo 118-per i giusti diritti di copyright

"Là attorno c'era aria di mistero. La macchina correva su una strada fangosa elevata sulle paludi che strapiombava da entrambi i lati e lasciava pendere dei viticci"-Jack Kerouac on the road

"Più tardi del suo solito, un mattino d'estate del 1984, Zoyd Wheeler si svegliò a poco a poco alla luce del sole che filtrava attraverso un fico rampicante, dalla finestra, mentre uno squadrone di ghiandaie marine zampettava sul tetto. Nel suo sogno, quegli uccelli erano invece piccioni viaggiatori, giunti d'oltremare, che atterravano uno alla volta, e poi subito ripartivano, ciascuno recando un messaggio per lui. Ma lui non faceva in tempo ad agguantarne neanche uno". Thomas Pynchon Vineland

"O waves of probable and improbable universe-everybody's right-i'll finish this poem in my next life"-Allen Ginsberg-Gas esilarante

"Invece quando ci sono arrivato, non ce l'ho fatta. Ho aiutato a distribuire cartelli con scritto fermate la guerra e fuori gli Usa dal Vietnam ora!. e riportate a casa i nostri ragazzi..Io e Carol abbiamo aiutato Stoke a sistemarsene uno perchè potesse marciare con le stampelle". Stephen King-Cuori in Atlantide

 

 

IRAN: 11 FEBBRAIO 22 BAHMAN IL REGIME BLOCCA LA RETE

Post n°3924 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da bruno14to
 
Tag: Iran

TRENTUN ANNI DALLA RIVOLUZIONE. La dittatura si aggiorna. Teme l'onda verde. L'undici febbraio in Iran si festeggia l'avvento della rivoluzione khomeinista. Le minacce all'opposizione sono forti. Silenzio, arrestati preventivamente decine di giornalisti.
A Tehran la rete è stata cancellata. Il flusso su Twitter rallenta. Aumentano i controlli on line. La polizia prende le contromisure e finisce sotto controllo l'utilizzo di sistemi quali proxy. Nulla deve filtrare. Silenzio.
Tra due giorni si teme una nuova carneficina.
VIVA SEMPRE L'ONDA VERDE FORZA RAGAZZE E RAGAZZI!

 
 
 

IL MESSAGGIO DI CLAUDIO BAGLIONI PER L'IRAN

Post n°3923 pubblicato il 30 Gennaio 2010 da bruno14to
 
Tag: Iran

Se anche una sola persona al mondo non è libera, non lo sei neanche tu.Libera la libertà.
 La sua. La tua. Quella di noi tutti.
 J.F. Kennedy nel 1963 disse: 'La libertà è indivisibile e quando un solo uomo è reso schiavo, nessuno è libero'.
 Più tardi Václav Havel aggiunse: 'L'attacco alla libertà di uno è un attacco alla libertà di tutti. Fino a quando la società sarà divisa nell'indifferenza, e gli uni osserveranno in silenzio la persecuzione degli altri, nessuno si affrancherà dalla manipolazione generale'. Ogni persona sa che la libertà è il bene più prezioso. Il più difficile da raggiungere. Il più facile da perdere. Fino a quando anche una sola persona non sarà libera, nessuno lo sarà mai veramente. Non voltiamoci dall'altra parte.
 
Alle donne e agli uomini cui in Iran - e in ogni altra parte del mondo - non è permesso coltivare ed esprimere idee e opinioni, facciamo sentire che tutti noi che lo possiamo fare siamo accanto a loro e che non sono soli".

http://www.amnesty.it/iran-messaggio-claudio-baglioni.html

 
 
 

IRAN: UCCIDERE GLI OPPOSITORI

Post n°3922 pubblicato il 30 Gennaio 2010 da bruno14to
 
Tag: Iran

DUE GIOVANI IMPICCATI, UN SERMONE DELIRANTE. Arash Rahmanipour e Mohammad Ali-Zamani, sono stati impiccati senza neppure avvertire i genitori. Dopo un processo assolutamente farsa in cui all'avvocato non è neppure stato consentito di consultare gli atti.

Tra dodici giorni l'opposizione scenderà nuovamente in piazza. E lo farà in occasione del trentunesimo anniversario della rivoluzione khomeinista. Il regime teme moltissimo le nuove manifestazioni e si organizza. Con il terrore. Nel sermone del venerdì Ahmad Jannati capo del consiglio dei Guardiani ha giustificato la morte degli oppositori. Ed anzi, di sangue ne è stato versato ancora poco. «Quando si tratta si sopprimere i nemici, la compassione e la benevolenza divine non hanno significato».
Ci sono altre nove persone in attesa di essere giustiziate. Processi farsi, accuse inventate o estorte con la tortura. Sempre la stessa accusa: mohareb. Senza Dio, nemici della repubblica.

Cinquemila arresti, centinaia di morti, torture. Persone portate via senza mandato. Centinaia di missing. Eppure sono loro ad avere paura. Sanno che prima o poi il loro terrore sarà sconfitto.

Il padre del ventenne Arash Rahmanipour ha detto ad Al Jazeera che non vuole cordoglio per la morte del figlio, «accetto solo congratulazioni, è morto da martire della causa democratica in Iran».

Si spiega facilmente l'imbarazzante ed assordante silenzio del nostro governo: siamo il secondo partner commerciale di Teheran........Iran, cosa????. E si spiega anche il silenzio dei quotidiani....QUESTO BUSINESS PUZZA DI MORTE

VIVA L'ONDA VERDE

 
 
 

APPELLO PER LE DONNE DEL BURKINA FASO

Post n°3921 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da bruno14to
 
Tag: Africa

APPELLO DI AMNESTY PER LE DONNE DEL BURKINA FASOLe donne del Burkina Faso muoiono in modo del tutto evitabile durante la gravidanza e il parto a causa della discriminazione che impedisce loro di accedere ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e di prendere decisioni cruciali sulle loro gravidanze. È quanto ha denunciato oggi Amnesty International, che ha presentato a Ouagadougou (capitale del Burkina Faso) il rapporto "Dare la vita, rischiare la morte". Il rapporto sostiene che le oltre 2000 morti di donne segnalate ogni anno dai dati governativi potrebbero essere in larga parte facilmente evitate se la donne potessero accedere in modo tempestivo alle cure mediche necessarie.
"Ogni donna ha diritto alla vita e ad adeguate cure mediche e il governo dovrebbe raddoppiare gli sforzi per prevenire le morti evitabili" - ha dichiarato Claudio Cordone, Segretario generale ad interim di Amnesty International. "Le donne del Burkina Faso sono intrappolate in un circolo vizioso di discriminazione che rende la nascita un avvenimento potenzialmente letale". 
La vita della maggior parte delle donne burkinabé è nelle mani degli uomini. Hanno autonomia decisionale scarsa o nulla sull'accesso alle cure mediche, sul numero delle gravidanze desiderate e sull'intervallo di tempo tra l'una e l'altra. Nonostante le leggi prevedano l'uguaglianza tra uomini e donne, queste ultime continuano a essere costrette a contrarre matrimoni precoci e a subire mutilazioni genitali.Il governo del Burkina Faso, con l'aiuto della comunità dei donatori, ha sviluppato strategie ambiziose che hanno ridotto i tassi di mortalità materna in alcune zone del paese. Tuttavia, i risultati vengono pregiudicati da carenze nell'attuazione e dalla mancanza di contrasto nei confronti della "malasanità", come nel caso dei medici che chiedono illegalmente somme di denaro.La povertà è un elemento chiave nella mortalità materna, specialmente nelle zone rurali del Burkina Faso dove l'accesso alle cure mediche è condizionato da fattori economici e geografici. Nel 2006, il governo ha avviato un programma che prevede la copertura dell'80 per cento dei costi relativi al parto e rende quest'ultimo completamente gratuito per le donne più povere. Tuttavia, questo programma non è molto conosciuto e tende ad essere aggirato da medici corrotti. Inoltre, non sono stati elaborati criteri chiari per stabilire chi abbia diritto alla copertura economica. Il rapporto di Amnesty International denuncia che l'accesso ineguale a strutture mediche idonee, soprattutto nelle zone rurali, unitamente alla scarsa disponibilità di forniture mediche, alla carenza di formazione professionale e all'atteggiamento ostile o discriminatorio del personale sanitario impediscono a loro volta alle donne di chiedere assistenza medica."La mortalità materna è una tragedia che si abbatte ogni anno su migliaia di famiglie, mogli, madri, sorelle e figlie. Fino a quando non potranno avere il controllo sui propri corpi, continueranno a morire a migliaia"- ha affermato Cordone.Le autorità del Burkina Faso, cui Amnesty International aveva già trasmesso il proprio rapporto, hanno apprezzato il lavoro "meticoloso e importante" dell'organizzazione per i diritti umani, precisando però che i casi di cattiva condotta da parte del personale medico sono "isolati" e ribadendo l'impegno ad affrontare il problema della mortalità materna. Amnesty International chiede al governo del Burkina Faso di ampliare e migliorare l'accesso ai servizi di pianificazione familiare, rimuovere le barriere finanziarie all'accesso alle cure mediche, assicurare un'equa distribuzione nel paese dei servizi sanitari e del personale medico e istituire meccanismi ben pubblicizzati per contrastare la corruzione e la cattiva condotta in campo sanitario.Amnesty International ritiene che la povertà sia una questione di diritti umani e ha lanciato, nel maggio di quest'anno, una campagna dal titolo "Io pretendo dignità", per chiedere la fine delle violazioni dei diritti umani che creano e acuiscono la povertà. La mortalità materna è un tema-chiave della campagna, che mobiliterà persone di ogni parte del mondo per pretendere che i governi e le aziende ascoltino la voce di coloro che vivono in povertà e rispettino i loro diritti.

http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3037

 
 
 

PER NON DIMENTICARE GLI ORRORI E I GENOCIDI

Post n°3920 pubblicato il 26 Gennaio 2010 da bruno14to

IL GIORNO DELLA MEMORIA: “Ho quasi novant’anni e le forze mi abbandonano lentamente. Però il compito che ho ricevuto da Anne – lottare per la riconciliazione e per i diritti dell’uomo in tutto il mondo – mi dona nuovo vigore.”

“Soprattutto i giovani vogliono sempre sapere come è potuta succedere una cosa tanto terribile. Io rispondo meglio che posso. Ed alla fine concludo spesso con queste parole: ‘Spero che il diario di Anne continuerà ad ispirarti anche negli anni futuri in modo che tu, nei limiti delle possibilità che avrai, continui ad impegnarti per la conciliazione e la pace’.”

Otto Frank
http://www.annefrank.org/content.asp?pid=1&lid=6


27 gennaio: il giorno della memoria. Il 27 gennaio del 1945 i soldati dell'armata rossa entravano ad Auschwitz. Auschwitz, Birkenau, Soribor, Belzec, Treblinka, Maidanec. Luoghi dell'orrore, la pianificazione a tavolino dello sterminio di milioni di persone. Sei milioni, una cifra spaventosa. Lo sterminio non nacque negli anni della guerra ma era stato preannunciato fin dalle leggi di Norimberga del 1935. Boicottaggio economico, marginalizzazione, espropri. Le tappe del delirio sono tappe codificate, lente, inarrestabili. Fino a tre milioni di ebrei polacchi,  più di 700mila provenienti dalla Russia, più di 120mila tedeschi, più di 75mila ebrei francesi, più di 100mila ebrei olandesi, quasi diecimila ebrei italiani. Non c'è nazione europea risparmiata dal delirio. Oltre un milione e mezzo di bambini, intere famiglie scomparse, la dignità umana sepolta. I campi di concentramento la negazione dell'umanità, una vergogna di cui tenere conto sempre.

La giornata della memoria intende mantenere viva la Shoah, intende ricordarci a quali livelli di fanatismo, violenza, criminalità può spingersi l'essere umano. Una storia fatta di stermini: Maya, Incas, Atzechi, Indiani d'America. In nome di Dio, del progresso, della civiltà. La storia non ci ha insegnato nulla. Stermini nell'ex Jugoslavia, stermini in Ruanda. Hitler scrisse, pianificò, organizzò. Fece scomparire sei milioni di persone, sei milioni di persone colpevoli di essere ebree. La giornata della memoria intende ricordarci che i negazionisti sono sempre attivi e che sperano, un giorno, di veder ridimensionato l'olocausto.Quando la memoria non sarà così viva. 27 gennaio perchè questo non accada mai più.

SE QUESTO E' UN UOMO di Primo Levi

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo é un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si o per un no...
Meditate che questo é stato:
Vi comando queste parole
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli

 
 
 

LA PUGLIA E BOCCIA

Post n°3919 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da bruno14to
 
Tag: schegge

Per legittimo impedimento Boccia è stato bocciato. E Casini soccorre Bersani preparando il terzo forno.

 
 
 

IRAN; APPELLO PER BEHRANG TONEKABONI

Post n°3918 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da bruno14to
 
Tag: Iran

IRAN: APPELLO PER BEHRANG TONEKABONI. Behrang Tonekaboni, giornalista musicale, Lily Farhadpour, sua madre, e Kayvan Farzin, un suo collega, sono stati arrestati a Teheran, all'inizio di gennaio. Non è noto il luogo in cui sono detenuti e si teme che siano a rischio tortura o altro tipo di maltrattamento.Le ragioni del loro arresto sono sconosciute ma, considerato il giro di vite da parte delle autorità iraniane nei confronti di molti giornalisti, difensori dei diritti umani e studenti nelle ultime settimane, si ritiene possano essere riconducibili alle continue proteste antigovernative.Behrang Tonekaboni, 28 anni, è redattore di Farhang va Ahang, una rivista musicale mensile. È stato arrestato nel suo ufficio, insieme al collega Kayvan Farzin, critico musicale della rivista, il 5 gennaio. Da allora non si hanno notizie sul luogo in cui si trovi Farzin.
 Dopo essere stato prelevato dall'ufficio, Tonekaboni è stato condotto nella sua abitazione, che condivide con la madre, Lily Farhadpour. Nell'appartamento, che è stato minuziosamente perquisito, sono stati confiscati diversi oggetti tra cui il computer della donna. Tonekaboni soffre di asma e ha problemi di cuore necessita, pertanto, di cure mediche regolari. Da quando è stato arrestato, la famiglia non ha ricevuto alcuna sua notizia.Lily Farhadpour, 47 anni, giornalista ed esponente dell'Ong Madri per la pace, è stata arrestata nella sua abitazione il 20 gennaio. Non si conosce il luogo in cui è detenuta. Farhadpour soffre di diabete e ha bisogno di assumere medicine quotidianamente.

http://www.amnesty.it/iran_giornalisti_arrestati.html

 
 
 

IRAN: APPELLO DI AMNESTY PER PAYAM JAHANGIRI

Post n°3917 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da bruno14to
 
Tag: Iran

STUDENTE DETENUTO SENZA ACCUSA.Lo studente iraniano Payam Jahangiri è stato arrestato nella sua abitazione a Shiraz, sud ovest dell'Iran, il 5 dicembre 2009, due giorni prima della grande protesta nazionale antigovernativa, in occasione della Giornata nazionale dello studente. Da allora è trattenuto senza accuse nel centro di detenzione di Shiraz e non potuto vedere un avvocato. È a rischio di tortura o altri maltrattamenti.Payam Jahangiry, 28 anni, studente di Scienze politiche all'Università di Shiraz, è del Movimento verde, un gruppo iraniano di opposizione. Il Movimento verde è nato dopo le contestate elezioni politiche del giugno 2009 e collabora costantemente con il sito culturale "Rooznamak". Jahangiry è stato arrestato il giorno del suo compleanno nella sua abitazione, dove viveva con la moglie, Newsha Nayestani. Gli ufficiali di polizia sono entrati in casa presentandosi come addetti alle forniture del gas che dovevano effettuare dei controlli. Appena è stata aperta la porta, sono entrati con la forza identificandosi come ufficiali di polizia e hanno cominciato a perquisire la casa. Hanno arrestato Jahangiry e gli hanno confiscato molti beni personali, tra questi quattro computer, diversi documenti e fotografie. L'uomo è detenuto nel carcere di Sevvom, a Shiraz. Gli è stato concesso di incontrare la sua famiglia solo due volte.Decine di studenti sono stati arrestati prima, durante e dopo le manifestazioni tenutesi il 7 dicembre scorso, in occasione della Giornata nazionale dello studente, che ricorda l'omicidio di tre studenti da parte delle forze di sicurezza nel 1953. Gli studenti approfittano delle ricorrenze nazionali, come questa del 7 dicembre, uniche occasioni in cui è permesso manifestare, per mobilitarsi.

Informazioni aggiuntive

Il Movimento verde è nato in concomitanza alle elezioni presidenziali, per contestarne l'esito. I suoi membri, che sostengono il candidato presidenziale Hossein Mousavi, indossano sempre qualcosa di colore verde. Nato come movimento di protesta contro le elezioni presidenziali, il Movimento verde è diventato sempre più un movimento di riforma politica e sociale e che si oppone alle diffuse violazioni dei diritti umani nel paese. Gli studenti sono in prima linea nella contestazione dei risultati elettorali e nella denuncia delle violazioni dei diritti umani. Decine di persone sono state uccise dalle forze di sicurezza, che hanno fatto ricorso a un uso eccessivo della forza; migliaia sono stati arrestati, la gran parte ha subito torture o altri tipi di maltrattamenti. Diverse decine di persone hanno affrontato processi iniqui, compresi quelli "spettacolo" che si sono conclusi con almeno 80 condanne al carcere, sette alla pena capitale; solo contro una di queste sette sentenze è stato presentato un appello. Altri studenti sono stati arrestati in relazione alle manifestazioni del 7 dicembre; tra questi Majid Tavakkoli, arrestato dopo aver lasciato l'Università Amir Kabir a Teheran, dove aveva tenuto un discorso, in occasione della Giornata nazionale dello studente

http://www.amnesty.it/Payam_Jahangiri.html

 
 
 

20 GIUGNO 2009-NEDA AGHA SOLTAN

Post n°3916 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da bruno14to
 
Tag: Iran
Foto di bruno14to

20 GIUGNO 2009-NEDA AGHA SOLTAN. Sette mesi. Sette mesi fa hanno ucciso Neda. Non sono riusciti a cancellare il ricordo. Il 23 gennaio Neda avrebbe compiuto 28 anni.

PER NON DIMENTICARE

 
 
 

AD HAITI UNA NAVE DA CROCIERA

Post n°3915 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da bruno14to
 

LEOGANE LA CITTà DISTRUTTA E DIMENTICATA. Si chiama Independece of the Seas ed è di proprietà della Royal Carribean International. La nave è sbarcata venerdì sull spiagge private di un resort ad un centinaio di chilometri dalla capitale. Il resort è protetto da guardie armate e da robuste palizzate. A pochi giorni dal terremoto e nel caos dell'isola con centinaia di migliaia di morti qualcuno ha il pessimo gusto di non vergognarsi nell'organizzare e/o nel non annullare una simile tappa. Un altra nave è vicina alla costa. Per fortuna in mezzo allo schifo del business a tutti i costi alcuni passeggeri si sono rifiutati di sbarcare a terra. La compagnia si giustifica: è pur vero che i turisti si godranno il sole, berranno rhum in un clima di festa mentre a centochilometri i cadaveri sono ammassati nelle strade ma i proventi della visita saranno interamente devoluti alle famiglie delle vittime....

Leogane è stata l'epicento del sisma. Da Port au Prince a questa cittadina di campagna ci sono trenta chilometri di distruzione totale. E di disperazione. Qui i soccorsi non sono neppure arrivati, sono arrivati prima i giornalisti a raccontare l'orrore. E sono passati quasi sei giorni. Leogane non esiste più: il 90% delle costruzioni crollate, distrutte. A Leogane non esiste nulla: non esiste assistenza medica, non esistono campi di soccorso neppure di fortuna.

A Leogane non ci sono più salvataggi da fare, non esiste neppure la speranza. Cinque-diecimila morti. Il mondo ed i soccorsi non sono neppure arrivati a Port au Prince. Non sappiamo nulla di questo inferno di aperta campagna. Migliaia di corpi seppelliti nelle fosse comuni. La disperazione non è solo quella di Port au Prince.

 
 
 

EVENTI INSPIEGABILI

Post n°3914 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da bruno14to
 
Tag: schegge

DA CASINI AL TORO. Ci sono degli eventi inspiegabili che nemmeno le profezie Maya sono in grado di spiegare.

Pierferdi Casini è un genio. Ha messo in crisi la destracentro ed il centrocentrocentrocentrosinistra con le alleanze variabili o la politica del doppio forno. A parole nessuno lo vuole ma tutti lo cercano. Ed ha il 6%.....

TORO. Dopo mesi di agonia il Toro è tornato ad un successo convincente. Gli ignobili danno la colpa al clima creato dai tifosi......non a loro stessi ed alla loro pochezza. E' stato suffiiciente mettere fuori rosa i cinque reprobi ed acquistare un giocatore mediano vero per riacquistare forza e vigore????. Purtroppo Cairusconi resta...

 
 
 

IRAN: ARRESTI PER DECINE DI DONNE

Post n°3913 pubblicato il 17 Gennaio 2010 da bruno14to
 
Tag: Iran

ATTIVISTE DEI DIRITTI UMANI-La polizia informa gli oppositori che mail ed sms saranno sotto controllo. E' l'ultimissimo passo repressivo: chiunque invierà messaggi per organizzare riunioni dell'opposizione sarà arrestato.

E in questa enorme prigione che è ormai l'Iran le donne sono sicuramente perseguitate. Tutte le attiviste per i diritti umani stanno conoscendo arresti, intimidazioni, carcere duro. Di  molte attiviste non si ha più notizia. E pure di molti attivisti per i diritti delle donne.

Parisa Kakaie membro del comitato dei diritti umani, ripetutamente minacciata è stata arrestata il 2 gennaio. Dal 3 risulterebbe nel reparto 209 della prigione di Evin.

Bahareh Hedayat, avvocato, attivista dei diritti umani è stata arrestata il 30 dicembre. Missing. Zohre Tonkaboni, 62 anni, un ex insegnante e membro delLE Madri per la Pace, è stato arrestata il 28 dicembre. Mahin Fahimi, delle Madri per la Pace, è stato arrestata l'8 dicembre 2009, insieme a suo figlio, Omid Montazeri.

Il 20 dicembre 2009, Shiva Nazarahari, un membro di spicco del Comitato dei diritti umani è stato arrestata su un autobus diretto a Qom per i funerali del Grande Ayatollah Montazeri. Shiva ha iniziato lo sciopero della fame. Era già stata arrestata il 14 giugno. Somayeh Rashidi, attivista per i diritti delle donne è stata arrestata il 20 dicembre. A Somayeh è stato negato il diritto di proseguire gli studi. Maryam Zia, attivista per i diritti delle donne, direttore di un'organizzazione dedicata al benessere dei bambini, membro del Comitato esecutivo dei lavoratori è stato arrestata il 31 dicembre. Missing

Mansoureh Shojaie, un membro della campagna un milione di firme della campagna e del Women's Cultural Center, è stato arrestata ma di lei non si sa nulla.

Ed ancora: Badrossadat Mofidi, segretario generale dell'Associazione dei giornalisti, è stato arrestata il 28 dicembre 2009
Nasrin Vaziri, giornalista e reporter per ILNA e altre pubblicazioni, è stato presa in custodia da parte di persone sconosciute, il 28 dicembre alle 22:00. Secondo la sua famiglia, non ci sono informazioni sulla sua sorte e il suo nome non è in alcun elenco dei detenuti. MISSING


Mahsa Hekmat, un reporter del quotidiano Etemad Meli, è stato arrestata il 1 ° gennaio 2010.  Ed ancora: Azar Mansouri, il deputato dei Iran Participation Front, e studenti attivisti Niloufar Hashemi Azar, e Atefeh Nabavi e Shabnam Maddadzad.

 
 
 

HAITI: SI TEME LA RIVOLTA

Post n°3912 pubblicato il 17 Gennaio 2010 da bruno14to

LA VERGOGNOSA FUGA DELL'ONU-Un capitolo nerissimo nella storia dell'Onu. Il personale di un ospedale da campo nel cuore di Port au Prince è stato evacuato improvvisamente nella notte tra venerdì e sabato. Era uno dei pochi funzionanti, forse l'unico. E' rimasto solo Sanjay Gupta medico e reporter della CNN!. La stessa CNN ne ha fatto un caso internazionale e l'Onu ha promesso immediata retromarcia..Ma intanto per non meglio precisati rischi di disordini via tutti. Quale autorità avrà l'Onu ad Haiti dopo questa tremenda figuraccia????

Manca tutto e sono passati cinque giorni. L'isola è nella mani delle gang della City Soleil e della marea di disperati dei campi profughi. Senza cibo, acqua, assistenza. Il futuro di Haiti è nella mani di questi disperati forse senza neppur aver più nulla su cui piangere. E' una fuga di tutti verso il nulla. E' in pieno centro di Port au Prince che sorge la tendopoli più grande. Niente acqua, niente cibo, niente cure. Con enormi rischi per la diffusione di epidemie. L'assenza di cibo ed acqua inasprisce gli animi. Il governo si è dissolto, non esiste lo stato. L'unica salvezza sono i soccorsi internazionali che tardano ad arrivare. E le gang del machete imperversano. Entrano nei campi profughi e rubano. Non succede nulla. Quando arriva qualche derrata alimentare arrivano le gang e rubano anche quella. L'Onu bontà sua sostiene che sotto le tende ci sono persone che non mangiano da 90 ore.

Ogni ora che passa c'è il rischio che il bilancio divenga ancora più grave. Dobbiamo domandarci perchè Haiti, poverissima, è stata dimenticata per decenni?

 
 
 

HAITI: SI TEMONO 200MILA MORTI

Post n°3911 pubblicato il 16 Gennaio 2010 da bruno14to
 

LOTTA PER IL CIBO. E' un disastro umanitario terrificante. Haiti è stata completamente sventrata dal terremoto ed il tessuto sociale poverissimo ne pagherà le conseguenze per decenni. Si temono duecentomila morti. Non c'è nulla. Nè acqua potabile nè cibo nè ospedali. Solo miseria nera ancor più nera di quella già nerissima precedente il terremoto.

Port au Prince, la capitale, è un ammasso di cadaveri a cielo aperto. L'unico quartiere della capitale, Nazon che si risollevava rispetto alla sterminata distesa di bidonville è andato distrutto. Qui non c'erano baracche nel fango ma case in mattoni eleganti o normali. A Port au Prince si temono le epidemie. Decine di migliaia di cadaveri sono ancora sotto le macerie.

E' una corsa contro il tempo. Non ci sono mezzi non ci sono ospedali. Ed oltre al colera si temono anche infezioni da tetano per le ferite non curate. Mancano gli antibiotici, manca il cibo. La rete idrica è andata distrutta nei pochi quartieri in cui esisteva. Dominano le gang nel caos totale del dopo terremoto. Gang che hanno ucciso un numero imprecisato di soldati dell'Onu brasiliani. Soldati brasiliani che dovranno scortare gli aiuti e non nascondono la volontà di vendetta.

 

 
 
 

L'INFERNO DI HAITI UN PAESE FANTASMA

Post n°3910 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da bruno14to
 

DOPO IL TERREMOTO. Haiti è un paese fantasma. Il terremoto ha messo al centro del mondo questo paese tra i più poveri al mondo ed allo sfascio ancor prima del cataclisma. Lo stato inesistente prima è dissolto. Manca tutto, acqua, cibo e medicine. Non è ancora chiaro il bilancio della tragedia, c'è chi parla di centomila vittima altri spingono questa cifra ben oltre.

Ci siamo accorti di Haiti anche se presto dimenticheremo come da tradizione. Un lungo cumulo di macerie costella la capitale Port au Prince. Secondo calcoli molto approssimativi sarebbero 3,5 milioni gli abitanti senza una casa, per molti la baracca nel fango. Una situazione drammatica: sono crollati tutti gli ospedali, mancano medici ed infermieri. Manca un vero coordinamento. Non ci sono nè cibo nè acqua potabile con tutti i rischi per la salute

Migliaia di profughi stanno tentando di abbandonare Haiti. La repubblica dominicana chiude le frontiere anche se permette il ricovero dei feriti gravi. A Port-au-Prince la situazione è drammatica. Morti ovunque, nessuno è in grado di precisare le dimensioni del dramma, forse ci vorranno mesi.

 

 

 
 
 

IRAN:LEILY AFSHAR LIBERA

Post n°3909 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da bruno14to
 
Tag: Iran

APPELLO DI AMNESTY-Leily Afshar è una delle centinaia di persone arrestate durante e dopo le commemorazioni religiose dell'Ashura, giorno sacro per i musulmani sciiti, e che si teme siano trattenute in incommunicado. Tutte le persone arrestate sono a rischio di tortura o di altro maltrattamento.Almeno sette persone sono state uccise, sembra dalle forze di sicurezza, durante le manifestazioni  nei luoghi in cui queste si svolgevano. Leily Afshar, fotografa di 29 anni, è stata arrestata nel pomeriggio del 27 dicembre. La donna si trovava in macchina nei pressi delle manifestazioni, quando alcuni ufficiali di polizia in borghese l'hanno prelevata dall'auto e condotta nella sezione 209 del carcere di Evin, a Teheran. Da qui ha fatto un'unica telefonata alla sua famiglia.Le organizzazioni umanitarie hanno pubblicato una lista con i nomi di 156 persone arrestate in questa occasione. Il 1° gennaio, il vicedirettore della magistratura ha comunicato che non ci saranno rilasci su cauzione, anche se il 12 gennaio un parlamentare ha dichiarato nel corso di un'intervista che 16 delle 26 donne arrestate durante le commemorazioni dell'Ashura erano state rilasciate.

Informazioni aggiuntive

L'Ashura, che si celebra durante il mese islamico di Moharram, è uno dei giorni sacri per i musulmani sciiti, che di solito scendono in strada per commemorare la morte di Emam Hossein, nipote del profeta Maometto. Quest'anno, la ricorrenza religiosa è caduta nel settimo giorno dai funerali del grande Ayatollah Montazeri.

Le proteste contro i risultati elettorali del giugno 2009 sono stati violentemente repressi dalla polizia e dalla milizia paramilitare Basiji che ha fatto ricorso a un eccessivo uso della forza. Da allora, diverse dimostrazioni si sono svolte durante le giornate di rilevanza nazionale, uniche occasioni in cui è permesso manifestare, come ad esempio il giorno di Al-quds (18 settembre), l'anniversario dell'attacco all'Ambasciata americana (4 novembre) e la Giornata nazionale dello studente (7 dicembre). Durante le manifestazioni tenutesi in questi giorni, centinaia di contestatori sono stati arrestati, in gran parte rilasciati.

Molti hanno subito torture o altri maltrattamenti. Almeno tre sono morti a causa delle torture nel centro di detenzione di Kahrizak, vicino Teheran. Il 19 dicembre 2009 una corte militare di Teheran ha comunicato che 12 persone erano state incriminate in relazione a questi abusi, tre dei quali sono accusati anche di omicidio.

La risposta delle forze di sicurezza alle dimostrazioni avvenute durante e dopo Ashoura sono state le più violente dall'inizio delle proteste. Il sito di opposizione Jaras  riporta che almeno 1300 persone sono state arrestate in Iran, di cui 600 a Esfahan, 200 a Najafabad e, secondo quanto reso noto dalle autorità, 500 a Teheran. Le organizzazioni per i diritti umani sostengono che  almeno 300 persone sono ancora nel carcere di Evin, a Teheran. Alcuni rapporti fanno pensare che altri possano trovarsi nelle strutture di detenzione riaperte sotto il controllo delle Guardie rivoluzionarie nel complesso di Eshratabad, nel centro di Teheran.Le autorità iraniane hanno affermato che i contestatori che coloro che hanno protestato o commesso atti violenti saranno accusati di moharebeh (comportamento ostile a Dio), reato che può essere punito con la pena di morte. Il 5 gennaio cinque persone, di cui non sono noti i nomi, sono state accusate di questo crimine a causa della loro partecipazione alle manifestazioni del 27 dicembre e saranno processati immediatamente.

http://www.amnesty.it/Leily_Afshar.html

 

 
 
 

EMERGENZA HAITI

Post n°3908 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da bruno14to

Il terribile sisma che ha quasi distrutto l'isola di Haiti ha messo in moto la macchina degli aiuti. Per chiunque volesse dare un contributo economico sono molte le possibilità. Tra i primi si segnala la sottoscrizione aperta dalla onlus Mediafriends che attraverso un sms da qualsiasi operatore al numero 48541 è possibile donare 2 euro per la popolazione in difficoltà.

Un sms anche per la Croce Rossa

Per donare 2 euro alla Croce Rossa Italiana "Pro Emergenza Haiti" basta inviare un sms da numero 'Wind' e '3' al 48540. Il numero sara' attivo fino al 27 gennaio. I fondi saranno utilizzati per sostenere l'impegno umanitario della Croce Rossa Italiana sul territorio di Haiti, colpito dal terremoto.

Milano, comune e curia aprono un conto corrente

L'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, e il sindaco di Milano Letizia Moratti, hanno unito le loro voci davanti alla tragedia del terremoto di Haiti per un appello comune per portare un aiuto a una delle popolazioni più povere del Pianeta ora colpite dal cataclisma. Sia il Comune sia la Curia hanno già versato 100mila euro, ciascuno: la diocesi nel conto corrente della Caritas Ambrosiana (IT16P0351201602000000000578), Palazzo Marino nel conto speciale Milano per Haiti, acceso presso Banca Intesa (IT94L0306901783100000000069).

Le Misericordie d'Italia hanno aperto una sottoscrizione

Sono pronti a partire per Haiti i Confratelli delle Misericordie d'Italia, la cui Confederazione nazionale ha aperto una sottoscrizione in favore delle popolazioni colpite. Le Misericordie Italiane hanno anche aperto una sottoscrizione in favore delle popolazioni colpite sul c/c 000005000036, MONTE DEI PASCHI DI SIENA SPA, Firenze Agenzia 6, IBAN: IT 03 Y 01030 02806 000005000036; oppure sul CONTO CORRENTE POSTALE N 000021468509, Firenze Agenzia 29, IBAN: IT 67 Q 07601 02800 000021468509, entrambi intestati a "Confederazione Nazionale" con causale "PRO HAITI".

Aiuti anche all'ong Agire, già attiva ad Haiti

Le organizzazioni non governative italiane riunite sotto la sigla Agire hanno deciso di lanciare una raccolta fondi per finanziare i soccorsi alle popolazioni di Haiti. Le ong di Agire sono già al lavoro ad Haiti. I fondi raccolti saranno destinati ai bisogni più urgenti: cibo, acqua potabile, medicinali, ripari temporanei. Si può donare con un sms al 48541 o con carta di credito al numero verde 800.132870; versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti; bonifico bancario sul conto BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti. Donazioni on line dal sito internet wwww.agire.it

Torino, Sermig raccoglie generi di prima necessità

Il Sermig di Torino raccoglie generi di prima necessità per portare un primo aiuto alla popolazione di Haiti. "Stiamo allestendo un container - precisa il Servizio Missionario Giovani che fa capo ad Ernesto Olivero - che partirà per Port-au-Prince nei prossimi giorni. In particolare raccogliamo prodotti alimentari a lunga conservazione, prodotti igienici e disinfettanti". Per aiuti in denaro è stato predisposto dal Sermig un conto corrente postale (numero 29509106) intestato a Sermig, piazza Borgo Dora 61, 10152 Torino. La causale è "Terremoto Haiti".

 

Medici senza Frontiere lancia raccolta fondi straordinaria

Medici Senza Frontiere (MSF) lancia una raccolta fondi straordinaria per potere continuare a soccorrere le vittime del devastante terremoto che ha colpito Haiti. Per contribuire all'azione di soccorso di Msf a Haiti si può donare attraverso la carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25; bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000; conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale Terremoto Haiti; sul sito www.medicisenzafrontiere.it.

 

dal tgcom

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo471080.shtml?refresh_cens&fontsize=medium

 
 
 

TERREMOTO AD HAITI: è CATASTROFE

Post n°3907 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da bruno14to
 

SI PARLA DI CENTOMILA MORTI. Una notte da apocalisse. In uno dei paesi più poveri al mondo. La capitale haitiana Port-au-Prince è stata devastata da una potente scossa di terremoto di magnitudo 7 a cui sono seguite diverse repliche di forte intensità, pare una trentina di scosse. La rete telefonica non funziona e neppure quella elettrica. Si scava con le mani in attesa dei soccorsi. Risulta molto difficile trasportare i feriti negli ospedali rimasti in piedi poichè le infrastrutture già precarie sono state duramente danneggiate dal sisma.

Non si sa neppure quanti siano i feriti e gli sfollati.

 
 
 

15 GENNAIO 1929 MARTIN LUTHER KING

Post n°3906 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da bruno14to

I HAVE A DREAM-ML KING ATLANTA 15 GENNAIO 1929.Un mondo senza distinzioni e divisioni in cui siano predominanti i bisogni delle persone e non il business. Un mondo in cui i poveri non siano sempre gli ultimi della fila e in cui la parola solidarietà non sia cancellata dal vocabolario

 
 
 

RIPARTE LA TAV TORINO-LIONE

Post n°3905 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da bruno14to
 
Tag: TAV

TAV TORINO-LIONE. Finalmente riparte. Perchè il consenso è unanime, destra e sinistra. L'altra volta sul percorso c'era il Musinè, Montagna piena d'amianto. Pur di costruirla erano disposti a negare. L'amianto non esiste, sono geologi impazziti a dirlo. Nessuno studio su come recuperarlo e metterlo in sicurezza. Si doveva fare. Sappiamo com'è andata. Poi caduto il governo Berlusconi si è arrivati alla verità. L'amianto c'è. Si riparte tutti d'accordo o quasi. 91 carotaggi, tutti i giornali a dirci quanto è utile. Tutti si tav, democraticamente le ragioni dei no sono dipinte al meglio come minoritarie.

Opere costosissima ed inutile. Per far correre le mozzarelle. Impatto ambientale??'. Bisogna fare. Costi????. In quanti anni a pareggio???. Qualcuno favorevole tempo fa ammetteva in venti anni????. La vecchia linea????

Mi piacerebbe sapere se i beati costruttori di Tav finanzieranno i politici regionali in vista delle regionali. Sarebbe un atto di trasparenza interessante. 

 
 
 
Successivi »
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: bruno14to
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 40
Prov: TO