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Creato da bruno14to il 10/06/2006

BRUNO14

« Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola. GIOVANNI FALCONE

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PENSIERI E FRASI

"Ogni tanto facevo una scappata giù nei bassifondi in preparazione al futuro"-Charles Bukowski-Panino al Prosciutto

"il mondo è tondo e più velocemente scappi per allontanarti da un punto tanto più ti riavvicini ad esso".  Vagabondo 118-per i giusti diritti di copyright

"Là attorno c'era aria di mistero. La macchina correva su una strada fangosa elevata sulle paludi che strapiombava da entrambi i lati e lasciava pendere dei viticci"-Jack Kerouac on the road

"Più tardi del suo solito, un mattino d'estate del 1984, Zoyd Wheeler si svegliò a poco a poco alla luce del sole che filtrava attraverso un fico rampicante, dalla finestra, mentre uno squadrone di ghiandaie marine zampettava sul tetto. Nel suo sogno, quegli uccelli erano invece piccioni viaggiatori, giunti d'oltremare, che atterravano uno alla volta, e poi subito ripartivano, ciascuno recando un messaggio per lui. Ma lui non faceva in tempo ad agguantarne neanche uno". Thomas Pynchon Vineland

"O waves of probable and improbable universe-everybody's right-i'll finish this poem in my next life"-Allen Ginsberg-Gas esilarante

"Invece quando ci sono arrivato, non ce l'ho fatta. Ho aiutato a distribuire cartelli con scritto fermate la guerra e fuori gli Usa dal Vietnam ora!. e riportate a casa i nostri ragazzi..Io e Carol abbiamo aiutato Stoke a sistemarsene uno perchè potesse marciare con le stampelle". Stephen King-Cuori in Atlantide

 

 

VERTICE FAO: NIENTE SOLDI E PROMESSE......

Post n°3868 pubblicato il 17 Novembre 2009 da bruno14to
 

PAROLE PAROLE PAROLE.....La bozza del documento finale, perchè ogni vertice deve avere un vacuo documento finale....fa già discutere. Nessun impegno monetario concreto come sempre e pochi punti molto molto labili. Insomma dell'ambizioso progetto di ridurre entro il 2015 il numero degli affamati neppure l'ombra.
Parole parole parole. E mentre questi discutono del nulla, muore per fame un bambino ogni sei secondi. Soprattutto in Africa.

 

 
 
 

DIECI BAMBINI MUOIONO OGNI MINUTO PER FAME

Post n°3867 pubblicato il 12 Novembre 2009 da bruno14to
 
Tag: schegge

ALLA VIGILIA DEL VERTICE FAO. Il solito vertice che nulla decide ma che occuperà qualche pagina di giornale. Ai grandi della Terra nulla interessa degli affamati. Oltre un miliardo di persone senza cibo, muore un bambino ogni sei secondi.

Si fanno sempre previsioni entusiaste: entro il 2015 il numero dei senza cibo avrebbe dovuto scendere a 425 milioni. Cifra definita a distanza di sei anni dall'obiettivo "improbabile". Anzi, il numero potrebbe aumentare.

Servono investimenti mirati di 44 miliardi di dollari all'anno ma i paesi ricchi non hanno nessuna intenzione di mettere mano al portafoglio..Spesso lotta alla fame nel mondo sparisce dalle agende internazionali. E secondo Medici senza frontiere gli investimenti degli ultimi sette anni sono rimasti invariati. Cioè briciole..

Sono 31 i paesi colpiti da grave crisi alimentare. E la crisi economica sta acuendo notevolmente il problema. Entro il 2015 riusciremo a raggiungere la cifra di un miliardo e mezzo di persone senza cibo..Forse è l'unico obiettivo che sono in grado di centrare!

 
 
 

APPELLO PER MOHAMMAD MALAKI

Post n°3866 pubblicato il 10 Novembre 2009 da bruno14to
 
Tag: Iran

APPELLO PER MOHAMMAD MALEKI. Mohammad Maleki, uno studioso di 76 anni e primo rettore dell'Università di Teheran è detenuto in incommunicado nel carcere di Evin, a Tehran, da 40 giorni. Ha un cancro alla prostata e soffre di diverse altre malattie. Amnesty International teme che la sua vita sia in pericolo. 

Prima del suo arresto, avvenuto ad agosto scorso, Mohammad Maleki ha ricevuto cure regolari, che non gli sono più state somministrate durante la custodia. Oltre a essere malato di cancro alla prostata, soffre di diabete e di problemi cardiaci. Il 23 ottobre sua moglie, Ghodsi Mir Moez, ha espresso le sue preoccupazioni sul deterioramento delle condizioni di salute del marito nel corso di un'intervista a una radio tedesca.
Alla sua famiglia e al suo avvocato è stata concessa un'unica visita il 14 settembre. Ghodsi Mir Moez ha dichiarato: "Ho comunicato al dottore che le condizioni fisiche sono peggiorate e che le sue mani e i suoi piedi tremano costantemente e non ha abbastanza forza per stare in piedi". Ha inoltre affermato che Maleki si è lamentato "di soffrire molto per l'accelerazione del battito cardiaco, per la bassa pressione sanguigna e per una sensazione di bruciore quando urina".

Mohammad Maleki è trattenuto senza accusa e il suo ordine di detenzione temporanea di due mesi è stato rinnovato il 22 ottobre. Secondo quanto riferito a Ghodsi Mir Moez dagli ufficiali che lo hanno arrestato, Maleki è indagato per aver fomentato disordini e per i suoi legami con l'Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano (People's Mojahedin Organization of Iran), un gruppo d'opposizione illegale in esilio. Molti membri di questo gruppo sono accusati di reati simili. Tuttavia, secondo la famiglia Mohammad Maleki non è affilato ad alcun partito politico e non ha votato alle contestate elezioni iraniane del 12 giugno. Ha criticato le modalità di conduzione delle elezioni, ma non ha pubblicamente espresso alcun punto di vista sui quattro candidati. Si ritiene che Mohammad Maleki sia prigioniero di coscienza, detenuto esclusivamente per aver espresso pacificamente le sue opinioni.


http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2731

 
 
 

MILANO: VIOLENTATA NEL GARAGE DI CASA

Post n°3865 pubblicato il 05 Novembre 2009 da bruno14to
 

Ennesimo episodio di violenza contro le donne. Succede a Milano, alle nove di sera nel garage di casa. La violenza contro le donne è scomparsa. Non esiste, cancellata dalle notizie. Nella casetta del Mulino Bianco tutto deve funzionare bene e non si parla di cose negative. A quando una legge sul modello spagnolo che prevenga e punisca, che tuteli fin dai messaggi subliminali?. YA BASTA?

XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
VIOLENZA CONTRO LE DONNE: I numeri sono drammatici: ogni tre giorni viene uccisa una donna. Più spesso il convivente od il marito. Un'indagine Istat del 2006 condotta su un campione di donne dai 16 ai 70 anni ha dato risposte allarmanti. Sei milioni di donne hanno subito abusi fisici o sessuali, 2 milioni quelle che hanno subito violenza domestica dal partner o ex partner. Cinque milioni di donne hanno subito violenza fuori dalle mura domestiche. Sono numeri forse per difetto. Quante donne trovano il coraggio di denunciare, magari sole e senza appoggio?. Quanti di questi reati restano nascosti?
Questo non è un problema visto che in Italia non esiste una legge specifica sul modello spagnolo o persin migliorativa. E non esisterà perchè la violenza sulle donne non viene percepita come un problema. Purtroppo lo è ma l'emergenza è praticamente scomparsa dalla televisione: come mettere sotto il tappeto il problema...

 
 
 

TEHERAN: DURA REPRESSIONE

Post n°3864 pubblicato il 04 Novembre 2009 da bruno14to
 
Tag: Iran

OCCIDENTE INDIFFERENTE. Anche oggi. Anche oggi in occasione del trentennale dell'occupazione dell'ambasciata americana. Diversi feriti e numerosi arresti e senza stampa indipendente, cancellata "opportunamente" dalla mappa, voci incontrollate. Ancora una giornata di sano terrore a Teheran. Migliaia di persone che hanno sfidato pallottole, arresti, torture, botte. Non possono fermare il coraggio. I manifestanti sono stati attaccati brutalmente da agenti in borghese e da miliziani Basji mentre cercavano di radunarsi sulla piazza Haft Tir. Manganellate e lacrimogeni. Numerosi gli arresti secondo i testimoni. Repressione dura e terrore.

Secondo il sito Mowjcamp ci sono stati degli spari ma la notizia non ha trovato conferma. Ieri sera alle 22 dai tetti di Tehran come ai tempi dello Scià si era levato il grido morte al dittatore, marg bar dictator. Lo stesso grido che è risuonato oggi fuori dalle Università.
Forze di sicurezza avrebbero circondato la casa di Mir Hossein Mousavi per impedirgli di partecipare alla manifestazione. Internet sarebbe stato bloccato in numerose zone della capitale. In rete circolano i video con la brutale repressione di oggi, l'ennesima.

Non solo Tehran. E l'Occidente. Al momento nessuna parola di condanna. Strano......silenzio assordante.

MARG BAR DICTATOR

 
 
 

4 NOVEMBRE 2008 BARACK OBAMA

Post n°3863 pubblicato il 03 Novembre 2009 da bruno14to
 

4 NOVEMBRE 2008. Il primo presidente afroamericano. Un successo netto, un segnale di svolta chiesto dall'elettorato rispetto al passato. Un'altra America più attenta ai bisogni sociali delle persone e meno al business.

Eletto da Time nel 2008 uomo dell'anno. premio Nobel per la pace 2009.

Non mi aspettavo miracoli. E' rimasto impantanato dall'opposizione di Congresso e grandi gruppi assicurativi per la riforma della sanità. Una riforma necessaria, garantire a milioni di persone assistenza sanitaria, persone ora prive perchè povere. E' diventato presidente nel periodo della grande crisi economica, ha provato a dare una scossa e forse i risultati si vedranno a lungo termine. Milioni di americani hanno perso la casa, hanno perso tutto. Si è mosso sul piano dei diritti. L'America ha cambiato registro sul clima. Un pò meno in Afghanistan, dove Obama sconta anche gli errori macroscopici di Bush.

L'immagine dell'America è cambiata. Dovrà fare di più per non deludere le grandi aspettative che non solo in America venivano e sono riposte su di lui. Deve ripristinare la parola fiducia.

 

 
 
 

KARZAI IL PRESIDENTE

Post n°3862 pubblicato il 03 Novembre 2009 da bruno14to
 

UNA SPLENDIDA FIGURA. Costretto dall'Occidente ad una retromarcia forzosa. Elezioni presidenziali gravemente condizionate e pesantemente truccate. Aveva vinto secondo i risultati ufficiali....Una vittoria per la quale nessun osservatore neppure il più ligio all'ordine "elezioni meravigliosamente pulite" ha osato spendere una parola di troppo.

Passo indietro e ballottaggio. La rinuncia di Abdullah Abdullah ha spianato la strada a Karzai. Il presidente di metà della popolazione votante. Percentuale dei votanti tremendamente bassa malgrado i peana post elettorali. Rappresenta un terzo degli afghani????

Ora chiede ai talebani di deporre le armi e promette un governo che lotti contro la corruzione. Corruzione ormai endemica e cresciuta con il suo governo. Parole senza alcun progetto chiaro. E le notizie sul fratello non aiutano di certo...

Non è stata certo una bella figura per la nascente democrazia afghana ma questo è il cavallo che abbiamo devono aver pensato dalle parti di Washington.


xxxxxxxxxxxxxxPost scritto prima delle elezioni afghane: Dimentichiamo che esiste una guerra. Sporca, Dimentichiamo le migliaia di civili uccisi dalle bombe provenienti dal cielo, donne e bambini in primis. Dimentichiamo una ricostruzione mai avviata a fronte di carrette di denaro. Dimentichiamo che abbiamo ripulito la fedina ai signori della guerra ora alleati. Dimentichiamo che i talebani controllano gran parte del territorio ed hanno l'appoggio della popolazione. Dimentichiamo le scuse tardive sulle bombe sbagliate. Non sono più danni collaterali o statistiche tutti i morti da morti divengono talebani per negare le stragi di civili.Dimentichiamo che il presidente Karzai aveva promesso di rivedere la legge che obbligava le donne a restare chiuse in casa e ad uscire solo con il permesso del consorte. E che de facto legalizza lo stupro.I diritti delle donne aghane sono sepolti. In nome delle alleanze elettorali. Karzai ha fatto carta straccia delle promesse.Il testo della legge sancisce, ad esempio, il diritto del marito di rifiutare qualsiasi forma di mantenimento, incluso il cibo, alla moglie che si rifiuti di obbedire alle sue pretese sessuali; garantisce l'affidamento dei figli esclusivamente al marito e al nonno; impone alle donne di ottenere il permesso del marito per poter cercare un lavoro. Protesta human watch right. Avevano protestato un pò tutti da Obama a Gordon Brown. Karzai forse si è garantito la rielezione sulla pelle delle donne. Dimentichiamo tutto, per quanto sia possibile?

 

 
 
 

MICHIGAN (USA) BAMBINI DI CINQUE ANNI AL LAVORO....

Post n°3861 pubblicato il 03 Novembre 2009 da bruno14to
 

IMMAGINI RIPRESE DALLA TELEVISIONE. Il Michigan produce cinquanta milioni di chili di mirtilli all'anno. Le immagini della televisione americana Abc portano alla luce non una statistica ma una triste realtà: bambini di cinque anni impegnati nella raccolta.

Non sono immagini che provengono dal terzo mondo ma dal Nuovo Mondo opulento quello dei diritti e della libertà. Una specie di choc per gli Usa. O un finto choc...

Le grande catene al dettaglio hanno sospeso immediatamente gli acquisti dalla Adkin Blue Ribbon Packing proprietaria dei terreni. Gli agenti federali avevano già ispezionato numerose aziende agricole: in oltre la metà dei casi sono state riscontrate irregolarità nell'impiego della forza lavoro e nella violazione degli standard abitativi.

Le immagini choc hanno rotto una catena di cui forse in molti erano a conoscenza: secondo le associazioni dei diritti umani i bambini sono costretti dalle famiglie a lavorare per guadagnare qualcosa in più della misera paga. I manager utilizzando i bambini riescono a tenere bassi i prezzi della frutta e le grandi catene ottengono prezzi favorevoli.

Per la Adkin malgrado le belle parole non è la prima volta. Ispezioni e confessioni di minori avevano già portato alla luce l'utilizzo di minori...Eppure nessuno aveva trovato da eccepire e le grandi catene avevano continuato ad acquistare a prezzi favorevoli. Ora le immagini, nude e crude hanno portato alla ribalta improvvise crisi di coscienza etica.....

Questa è la globalizzazione. Costi del lavoro bassi...Non succede solo in Cina...

 
 
 

LA REPRESSIONE IN IRAN ESISTE ANCORA

Post n°3860 pubblicato il 02 Novembre 2009 da bruno14to
 
Tag: Iran

CANCELLATE LE NOTIZIE. L'Iran se accetterà di rinunciare al nucleare tornerà ad essere un paese buono. Nel frattempo per adeguarsi al clima di concordia stanno scomparendo le notizie relative alla repressione. Silenzio.

Oggi i parenti delle vittime e degli arrestati dimostreranno di fronte al Parlamento. Silenzio. Silenzio anche sul coraggioso studente di matematica Mahmoud VahidNiya che ha osato attaccare la suprema autorità Alì Khamenei. Khamenei era lì presente, sguardo torvo ed il giovane pare già inghiottito.....

Il 4 novembre, trentesimo anniversario della presa dell'ambasciata americana il regime organizzerà le solite celebrazioni. Anche l'opposizione vorrebbe manifestare ma si stanno già decuplicando le minacce...Interverremo proclamano polizia e pasdaran.

Migliaia di giovani intendono sfilare in piazza. Migliaia di persone prive di futuro. Un paese ricco di umanità e di gente solare costretto a rinunciare ad esistere. L'Occidente dorme. In attesa dell'accordo sul nucleare. Qualcuno a Teheran potrebbe sentirsi libero di organizzare un nuovo bagno di sangue. Ma non fermeranno migliaia di coraggiosi.

 

 
 
 

BHOPAL: 25 ANNI DI INGIUSTIZIA

Post n°3859 pubblicato il 02 Novembre 2009 da bruno14to
 

BHOPAL: 25 ANNI DI INGIUSTIZIA. Il 2 dicembre 1984, qualche minuto prima della mezzanotte, decine di tonnellate di isocianato di metile, un agente chimico utilizzato nella produzione di pesticidi, e oltre 12.000 chili di reagenti chimici fuoriuscirono dallo stabilimento di pesticidi della Union Carbide (oggi Dow Chemical Company) di Bhopal, in India. Circa mezzo milione di persone fu esposto a questi gas tossici. Nel giro di pochi giorni ci furono tra le 7000 e le 10.000 vittime e altre 15.000 persone morirono nei 20 anni successivi. La maggior parte viveva in condizioni di povertà negli insediamenti abitativi precari che circondavano la fabbrica. Le vittime erano spesso l'unica o la principale fonte di reddito delle rispettive famiglie e molti hanno perso anche il bestiame, altra fonte di reddito fondamentale. A causa dei problemi di salute, in migliaia hanno perso il lavoro o la capacità di guadagnare denaro. In pratica, tutti quelli che sono stati colpiti dalla fuoriuscita dei gas sono stati trascinati ancora più a fondo nella povertà.

A distanza di quasi 25 anni, l'area di Bhopal non è ancora stata bonificata né sono state condotte inchieste adeguate sull'incidente e sulle sue conseguenze
—Più di 100.000 persone continuano a soffrire di malattie associate al disastro, come disturbi respiratori, cancro, ansia e depressione, malformazioni genetiche e i sopravvissuti sono tuttora in attesa di ottenere una riparazione equa e adeguata per le sofferenze che il disastro ha provocato.—

Sebbene il disastro sia avvenuto 25 anni fa, il terribile impatto della fuoriuscita di gas tossici sulla popolazione, sui terreni, sulle falde acquifere e nell'aria, è ancora presente. Molti sopravvissuti aspettano ancora di ottenere un risarcimento economico.Il sito della fabbrica non è ancora stato decontaminato.La fuoriuscita delle sostanze chimiche, così come il loro impatto, non sono mai state adeguatamente affrontate.Le misure messe in atto dal governo indiano per avviare una riabilitazione dei sopravvissuti al disastro - sia dal punto di vista delle cure mediche sia della riabilitazione socio economica - sono state insufficienti.

Dal 2 al 6 novembre 2009 la Sezione Italiana di Amnesty International e Greenpeace Italia ospiteranno il "Bhopal bus tour".

Una delegazione di sopravvissuti al disastro avvenuto nella città indiana nel 1984 arriverà in Italia e prenderà parte a una serie di manifestazioni, iniziative e incontri pubblici a Roma e Milano, con l'obiettivo di riportare sotto i riflettori dell'opinione pubblica una tragedia che causò la morte di circa 25.000 persone e che ancora oggi, dopo 25 anni, resta drammaticamente attuale.

Bhopal è un caso emblematico nel contesto della responsabilità delle aziende. Non è, infatti, soltanto una tragedia dei diritti umani del secolo scorso, ma rappresenta tuttora un triste esempio di come la legge protegga le imprese potenti ma spesso abbandoni a se stesse le persone che vivono in povertà. A distanza di 25 anni, gli abitanti di Bhopal non sono mai stati in grado di rivendicare i propri diritti e continuano a soffrire per le conseguenze del disastro.

Durante i cinque giorni del tour, immagini, i video e resoconti degli eventi saranno quotidianamente pubblicati sulla community della Sezione Italiana di Amnesty International, IO PRETENDO DIGNITA'

 
 
 

NUOVA IMPICCAGIONE IN IRAN

Post n°3858 pubblicato il 21 Ottobre 2009 da bruno14to
 
Tag: Iran

PREVISTA PER OGGI. E' prevista per il primo pomeriggio di oggi l'esecuzione di Safar Angooti, ventenne condannato all'impiccagione per aver ucciso, quando era ancora minorenne, un rivale in amore. A meno di una settimana dall'esecuzione di Behnoud Shojaee, condannato anch'egli per un crimine commesso in minore età, s'infiammano proteste della comunità internazionale e delle organizzazione umanitarie per il destino di Angooti. Secondo Iran Human Rights, associazione per la difesa dei diritti nella Repubblica Islamica, la misura nei confronti di Angooti rappresenta una palese violazione della Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti dell'infanzia di cui l'Iran è Paese firmatario. Il testo del trattato proibisce di infliggere la pena di morte per i crimini commessi prima dei 18 anni. La legge iraniana però punisce come se fossero adulti i bambini a partire dai 15 anni e le bambine dall'età di 9 anni. Le proteste internazionali e l'attenzione riservata al caso da parte dei media hanno evitato che Angooti fosse impiccato lo scorso 6 maggio e poi una seconda volta. Dal secondo rinvio il giovane si trova in cella d'isolamento nel carcere di Rajaee Sahhr a Evin (ovest di Teheran) dove è in attesa della sua pena.
Con lui verranno giustiziati, sempre per impiccagione, altre cinque persone fra cui Soheila una donna di 30 anni rea di aver ucciso tre anni fa il figlio neonato.

http://it.peacereporter.net/articolo/18496/Iran,%20tra%20poche%20ore%20l'impiccagione%20di%20Safar%20Angooti

 
 
 

LIBERTà DI STAMPA: L'ITALIA PEGGIORA....

Post n°3857 pubblicato il 20 Ottobre 2009 da bruno14to
 
Tag: schegge

LIBERTà DI STAMPA: L'ITALIA PEGGIORA. L'annuale rapporto di Reporters sans frontiers sulla libertà di stampa sottolinea un dato non sorprendente: l'Italia perde altre cinque posizioni passando dalla 44esima alla 49esima. Nel 2007 eravamo al 35esimo posto. Insomma secondo questo rapporto gli spazi si restringono ogni anno...non stupisce che prevalga la casa del Mulino Bianco dove tutto funziona a meraviglia....

 
 
 

MESINA ALL'ISOLA DEI FAMOSI???

Post n°3856 pubblicato il 20 Ottobre 2009 da bruno14to
 

FINALMENTE TRIONFA LA TELEVISIONE EDUCATIVA. La televisione business, la televisione misura ascolti sembra stia per proporre un nuovo ed esaltante episodio educativo. Mesina, il famoso bandito sardo potrebbe partecipare all'ISola dei Famosi, programma di per sè già educativo.

La notizia è stata lanciata dal quotidiano "Nuova Sardegna". Per ora nessun commento ufficiale. La televisione dei plastici degli omicidi, delle risse, degli amori rancorosi sbandierati in diretta si arricchirà di una nuova perla?.

Mesina protagonista di venti tentativi di fuga dal carcere, dovrà cercare di scappare anche dall'Isola????. Pietro Maso non potrebbe reclamare la sua fetta di gloria?

 

 
 
 

EMERGENZA UMANITARIA IN PAKISTAN

Post n°3855 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da bruno14to
 

PER L'OFFENSIVA DELL'ESERCITO. Pochi mesi fa l'assalto è toccato alla valle dello Swat. Centinaia di migliaia di profughi, imprecisato numero di morti. Ora tocca all'area tribale del sud Waziristan, controllata dai talebani. Artiglieria pesante ed aerei.

Chiaramente nessuna informazione sui civili, donne e bambini in primis. Si sa che i profughi sono almeno centomila, più di ventimila persone in fuga solo negli ultimi due giorni. Secondo le autorità pachistane i profughi potrebbero in breve tempo diventare duecentomila. Chi si occuperà di questi profughi??. Qualcuno s'illude che questa offensiva ottenga dei risultati tangibili. Le bombe provocano solo profughi ed ulteriore odio

 
 
 

ABBIAMO COMPRATO LA TREGUA DEI TALEBANI????

Post n°3854 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da bruno14to
 

LE ACCUSE DEL TIMES. In un paese normale simili accuse avrebbero provocato polemiche furibonde. Nell'Italia semi addormentata ed edulcorata le accuse del Times si sono spente in fretta. Il giornale parla di scandalosa strategia dell'Italia in Afghanistan. Ovvero mazzette in cambio di una tregua. Ben diverso dalla risposta italica di collaborazione con i capitribù e di soldi spesi in opere pubbliche per conquistare la fiducia dei capi tribù.

Sono giorni che il quotidiano britannico scrive che il contingente italiano - sia nel settore di Sarobi (provincia di Kabul), sia a Herat - avrebbe stipulato una sorta di ’patto di non belligeranzà con gli insorti, blindato dal pagamento di migliaia e migliaia di dollari. A farne le spese, secondo il Times, sarebbero stati i francesi: una volta subentrati agli alleati italiani nel distretto di Sarobi, non sarebbero stati informati dei presunti pagamenti, il che li avrebbe indotti a sottovalutare i rischi della zona fino all’attentato dell’agosto 2008 in cui persero la vita dieci militari transalpini.

Le accuse sono alimentate dall'ex analista della Cia Bruce Riedel. Gli americani sarebbero venuti a conoscenza di questa pratica ed avrebbero chiesto spiegazioni alle nostre autorità fin dallo scorso anno. Il nostro governo nega e parla di dichiarazioni irresponsabili. L'opposizione tace. I giornali nasconderanno in fretta....

xxxxxxxxxxxxxxPost scritto prima delle elezioni afghane: Dimentichiamo che esiste una guerra. Sporca, Dimentichiamo le migliaia di civili uccisi dalle bombe provenienti dal cielo, donne e bambini in primis. Dimentichiamo una ricostruzione mai avviata a fronte di carrette di denaro. Dimentichiamo che abbiamo ripulito la fedina ai signori della guerra ora alleati. Dimentichiamo che i talebani controllano gran parte del territorio ed hanno l'appoggio della popolazione. Dimentichiamo le scuse tardive sulle bombe sbagliate. Non sono più danni collaterali o statistiche tutti i morti da morti divengono talebani per negare le stragi di civili.Dimentichiamo che il presidente Karzai aveva promesso di rivedere la legge che obbligava le donne a restare chiuse in casa e ad uscire solo con il permesso del consorte. E che de facto legalizza lo stupro.I diritti delle donne aghane sono sepolti. In nome delle alleanze elettorali. Karzai ha fatto carta straccia delle promesse.Il testo della legge sancisce, ad esempio, il diritto del marito di rifiutare qualsiasi forma di mantenimento, incluso il cibo, alla moglie che si rifiuti di obbedire alle sue pretese sessuali; garantisce l'affidamento dei figli esclusivamente al marito e al nonno; impone alle donne di ottenere il permesso del marito per poter cercare un lavoro. Protesta human watch right. Avevano protestato un pò tutti da Obama a Gordon Brown. Karzai forse si è garantito la rielezione sulla pelle delle donne. Dimentichiamo tutto, per quanto sia possibile?


n°3728 pubblicato il 26 Luglio 2009 da bruno14to Tag: Afghanistan ed IraqSIAMO IN UN PAESE IN GUERRA. Afghanistan, meglio se ne parla meglio è. Funziona così da anni con qualche prima pagina in occasione di attacchi importanti al contingente italiano o di morti. Per il resto sono state ignorate le numerose stragi di civili perpetrate con le bombe sganciate da aerei superveloci e superinvisibili. Ora che è partita la nuova missione non certo umanitarie per sgomberare qualche zona in vista delle elezioni presidenziali, il comando americano si è raccomandato di non fare troppe vittime civili. Perchè se arrivo ti sgancio due bombe ammazzo venti persone tra cui donne, vecchi e bambini, difficilmente sarò accolto con amicizia. E i talebani, dopo simili passaggi vengono considerati degli amici fraterni. E' durata per anni così. Come mai i talebani si rafforzano?. Semplice perchè sono appoggiati dalla popolazione soprattutto nei villaggi colpiti così brutalmente. Ora l'Italia non è in guerra da oggi. Alcuni reparti speciali operano fin dai tempi del governo Prodi fuori da ogni caveat. La notizia non è mai stata smentita. Ogni governo ed ogni Parlamento ha votato il rifinanziamento per la missione di peacekeeping. Certo era meglio dire di warkeeping. Bossi, oggi, dopo aver votato ogni anno a favore vorrebbe riportare i soldati a casa. Risponde La Russa: restiamo a Kabul. Il ministro Frattini propone l'uso dei tornado. Replicano due generali: andavano bene venticinque anni fa...Però ditelo...siate onesti. I talebani ormai si sono spinti nella zona controllata dai soldati italiani. Rifiutano gli scontri frontali e si armano di strumenti artigianali ma sofisticati. Insomma siamo in un paese in guerra ed in vista delle elezioni gli attacchi ai soldati italiani aumenteranno.

 
 
 

IRAN: ATTACCO ALLE GUARDIE DELLA RIVOLUZIONE

Post n°3853 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da bruno14to
 
Tag: Iran

ALMENO VENTINOVE MORTI. Un simbolo del potere. Almeno ventinove persone sono state uccise dall’attentato diretto contro i vertici del Corpo delle Guardie della Rivoluzione, nella provincia iraniana del Sistan-Baluchistan, al confine con il Pakistan. Tra i morti anche alti gradi di questo corpo d'elite.

La provincia è scossa da scontri tra sciiti e sunniti, violenze che durano da anni. I primi sospetti cadono su un gruppo sunnita operante nella zona responsabile di diversi attentati. Una nota delle guardie della rivoluzione ha accusato Usa e Gran Bretagna di armare i gruppi separatisti, in particolare i servizi segreti britannici. La precisione e la violenza di questo attentato lasciano sicuramente pensare, mai gli attacchi dei separatisti sunniti avevano colpito così in alto.

Potrebbe essere l'occasione per il regime per dar vita ad un nuovo giro di vite.

 
 
 

CONDANNE A MORTE IN IRAN: APPELLO DI AMNESTY

Post n°3852 pubblicato il 14 Ottobre 2009 da bruno14to
 

APPELLO DI AMNESTY. All'alba di domenica 11 ottobre, Behnoud Shojaee, un ragazzo iraniano di 21 anni, condannato a morte per un omicidio commesso quando era minorenne, è stato messo a morte nella prigione di Evin, Teheran. La sentenza capitale emessa nei confronti di Safar Angooti, ventenne accusato di un omicidio commesso quando era minorenne, dovrebbe essere eseguita tra il 19 e il 21 ottobre. Amnesty International ha lanciato un appello chiedendo all'Iran di fermare immediatamente l'esecuzione di Safar Angooti. L'organizzazione per i diritti umani ha chiesto, inoltre, alle autorità iraniane di annullare la sentenza capitale emessa nei confronti di Mohammad-Reza Ali-Zamani, la prima persona a essere condannata in relazione alle proteste seguite alle contestate elezioni presidenziali.Zamani, 37 anni, è stato condannato a morte dal Tribunale rivoluzionario di Teheran giovedì 8 ottobre, in quanto "nemico di Dio per l'adesione e le attività in favore del gruppo terroristico Anjoman-e Padeshahi-e Iran (Api)".

L'Api è un gruppo d'opposizione in esilio che chiede la fine della Repubblica islamica e l'istituzione della monarchia in Iran. Zamani è stato anche accusato di "propaganda contro il sistema", "offese alla santità", "riunione e complotto con lo scopo di danneggiare la sicurezza nazionale interna", così come di aver lasciato il paese illegalmente per andare in Iraq dove, secondo l'accusa, avrebbe incontrato ufficiali dell'esercito statunitense.

Altre 99 persone sono attualmente sotto processo presso il Tribunale rivoluzionario di Teheran per aver fomentato le proteste contro il contestato risultato delle elezioni presidenziali del 12 giugno scorso. Amnesty International considera questo "un processo farsa", "una parodia della giustizia".

Amnesty International teme che la condanna a morte emessa nei confronti di Zamani possa aprire la strada ad altre sentenze capitali per coloro che sono accusati degli stessi reati. Almeno altre 13 persone sono a rischio di esecuzione in Iran.

Akram Mahdavi, 35 anni, è stata condannata a morte nel 2003 per l'uccisione del marito di 74 anni; la sua esecuzione dovrebbe avvenire nei prossimi giorni, anche se il suo avvocato non è stato informato, come richiesto dalla legge iraniana.
A rischio di esecuzione imminente nel carcere di Karoun, nella città di Ahvaz, la capitale della provincia del Khuzestan, ci sono anche sette uomini, membri della minoranza araba Ahwazi, accusati di "agire contro la sicurezza nazionale" e di aver ucciso un religioso antisunnita nel giugno 2007. Secondo fonti iraniane, queste esecuzioni potrebbero avvenire molto presto, con molta probabilità il 14 ottobre, poiché la maggior parte delle esecuzioni degli attivisti politici ad Ahvaz ha avuto luogo di mercoledì.

Si ritiene che Ali Saedi (25), Walid Naisi (23), Majid Fardipour (Mahawi) (26), Doayr Mahawi (50) e suo figlio Maher Mahawi (21), Ahmad Saedi, (28) e Yousuf Leftehpour (25), arrestati nell'agosto del 2007, siano stati tenuti in isolamento per un periodo tra gli otto e i 15 mesi in un centro di detenzione dei servizi di intelligence, dove è molto diffuso il ricorso alla tortura.

Queste persone sono state condannate a morte da una sezione del Tribunale rivoluzionario di Ahvaz il 30 settembre 2009, in seguito a un processo irregolare, nel corso del quale non hanno avuto accesso a un avvocato.
Altri due uomini, noti per essere attivisti politici nella comunità araba Ahwazi, sono stati condannati a un periodo di reclusione, ma respingono le accuse.

Si teme che altri tre uomini, appartenenti alla minoranza curda iraniana, siano a rischio di esecuzione imminente, come rappresaglia a una serie di omicidi e tentati omicidi di ufficiali nella provincia nordoccidentale del Kordestan e che hanno avuto luogo lo scorso settembre.

Habibollah Latifi, Ehsan (Esma'il) Fattahian e Sherko Moarefi sono stati condannati a morte con l'accusa di essere "nemici di Dio", in relazione a diversi casi non collegati tra loro, risalenti a più di due anni fa. Si ritiene che siano rinchiusi nel braccio della morte in una prigione a Sanandaj, la capitale della provincia del Kordestan.

Abbas Hosseini, cittadino afgano, è stato condannato a morte nel giugno del 2004 per l'omicidio di un uomo che aveva tentato di violentarlo nel luglio dell'anno prima. La sua esecuzione era stata posticipata per dare più tempo agli ufficiali per tentare di convincere la famiglia della vittima a perdonarlo in cambio di un risarcimento in denaro (la cosiddetta diyeh o prezzo del sangue).

Amnesty International chiede alle autorità iraniane di mettere fine a tutte le esecuzioni in programma e di commutare tutte le condanne a morte.


http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2671

L'APPELLO DI AMNESTY
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2682

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UN MILIARDO DI PERSONE SENZA CIBO

Post n°3851 pubblicato il 14 Ottobre 2009 da bruno14to
 

UN MILIARDO DI PERSONE SENZA CIBO. Un miliardo di persone su questo pianeta è senza cibo. Quasi un terzo dei bambini non ha cibo sufficiente. La Fao chiede un aumento del 70% della produzione di cibo da qui al 2050.

Il 16 ottobre sarà la giornata mondiale dell’alimentazione. Accanto ai risultati del Brasile che sta cercando di ridurre drasticamente il numero degli affamati (ridotta del 73% la malnutrizione infantile) ci sono dei paesi come il nostro che hanno disatteso clamorosamente le promesse formulate nei vari G8.

 
 
 

CINQUANTADUE GIORNI IN CARCERE

Post n°3850 pubblicato il 13 Ottobre 2009 da bruno14to
 
Tag: Iran

LA TRADUTTRICE DI EL MUNDO. Si chiama Fariba Pajooh, ha ventotto anni ed è in carcere da cinquantadue giorni. E’ accusata di propaganda contro la repubblica islamica.

La donna non ha potuto vedere il suo avvocato ed è stata rinchiusa in una cella di due metri per due del carcere di Evin a Teheran nei primi 30 giorni, prima di essere trasferita in una nuova cella con altri giornalisti.

E’ uno dei tanti casi. Messa a tacere la stampa estera, uccisi, torturati gli oppositori (o condannati a morte). La repressione sta vincendo ma cresce il malcontento per la crisi economica.

 
 
 

I RESPONSABILI DELLA CRISI

Post n°3849 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da bruno14to
 
Tag: schegge

I RESPONSABILI DELLA CRISI. Finalmente dopo mesi di giravolte abbiamo appreso che la crisi esiste ma a tratti. Prima non esisteva e se mai fosse esistita era già alle spalle.

I giornalisti stranieri sono i veri responsabili della crisi. Colpa loro se il pil è a meno cinque. Non è colpa loro, invece, se l'informazione nostrana cancella precari, morti sul lavoro, licenziamenti. Nella casetta del Mulino Bianco.....tutto funziona a meraviglia

 
 
 
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