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Creato da: labuonastregadelnord il 31/05/2011
Eccellenze del Nord (note e meno note)
Post n°96 pubblicato il 24 Maggio 2012 da labuonastregadelnord
BRUNO LAUZI Bruno Lauzi, nato all'Asmara l'8-8-1937 ma cresciuto a Genova, è ritenuto con Umberto Bindi, Gino Paoli e Luigi Tenco uno dei fondatori della cosiddetta "scuola genovese" da cui nacque la canzone moderna italiana ed il cantautorato. ![]() Ha conosciuto e condiviso insieme al suo amico e compagno di banco Luigi Tenco al Ginnasio "Andrea Doria" la passione per i film musicali e per il jazz: con Luigi - siamo all'incirca nel 1953 - faceva parte della stessa "band", la "Jelly Roll Morton Boys Jazz Band ". Nello stesso periodo i due iniziano a scrivere canzoni sotto la guida di Gianfranco Reverberi e di Giorgio Calabrese. Dopo il '56, trasferitosi a Varese, conosce e collabora con Piero Chiara (di cui corregge le bozze dei primi libri) alla nascita del quindicinale politico liberale "L'Altolombardo"; scopre la canzone francese di Brassens, Brel, Aznavour ed inizia il suo percorso (mentre ancora studia Legge alla Statale di Milano) componendo il brano che darà l'impronta a tutta la sua produzione artistica futura: "Il poeta". Si diploma in inglese alla Scuola Interpreti di Milano che raggiunge quotidianamente viaggiando sul treno che da Varese porta a Milano assieme a studenti ed operai (non prenderà mai la patente...!). Sono gli anni del boom economico e contemporaneamente del fenomeno dell'emigrazione; da questi treni Bruno vede scendere famiglie di emigranti arrivate al Nord col miraggio del lavoro: nasce così "La donna del Sud" mentre vince nel frattempo due concorsi nazionali di traduzione, ma abbandona coraggiosamente a due esami dalla laurea la Facoltà di Legge, decidendo di dare alla sua vita una ormai irrinunciabile svolta artistica. In quel periodo compone "Ritornerai"e con questo brano cominciano ad arrivare i primi riconoscimenti. A Milano inizia a frequentare e conoscere l'ambiente artistico di quegli anni, dai Gufi ad Enzo Jannacci e a lavorare al mitico "Derby" di Milano, il locale del cabaret degli anni sessanta assieme a Cochi e Renato, Felice Andreasi e Lino Toffolo: il suo successo come autore, cantante ed interprete comincia a diventare sempre più importante; inizia così la sua vera attività artistica che comincia ad impegnarlo in concerti e tournee internazionali fra le quali anche una insieme con Mina. ![]() Alla fine degli anni Sessanta Bruno Lauzi conosce e diventa amico di Lucio Battisti che gli propone di entrare nella sua casa discografica, la "Numero Uno": inizia una proficua collaborazione col duo Battisti-Mogol che Bruno suggellerà portando al successo, come interprete, brani storici quali "E penso a te", "L'aquila" e "Amore caro, amore bello", con il quale raggiunge il primo posto in hit parade: vince vari premi della critica discografica con canzoni cantate da lui o scritte per altri quali "Lo straniero" per George Moustaki, "Quanto t'amo" per Johnny Halliday, "L'appuntamento" per Ornella Vanoni, "Piccolo uomo" per Mia Martini incontrando artisti internazionali come Vinicius De Moraes , Toquinho, Petula Clark, Dionne Warwick,Tony Bennet, Peter Ustinov, Gabriel Garcia Marquez,Serge Reggiani, scrive canzoni per bambini tra le quali"La tartaruga", e"Johnny Bassotto" ed inizia a collaborare praticamente con tutti gli artisti nazionali, tenendo, tra gli altri, a battesimo "sconosciuti" come Edoardo Bennato, Roberto Vecchioni, i Gatti di Vicolo Miracoli. Collabora con i fratelli La Bionda (per un periodo suoi chitarristi nei concerti dal vivo) ed è il primo tra i colleghi ad ospitare in televisione Baglioni e, forse, l'unico con Mina ad avere Battisti in un suo "speciale"televisivo. Sempre in quel periodo nasce una sincera simpatia personale con il suo avvocato di allora, un certo Paolo Conte, che gli fa ascoltare su un vecchio "mangiacassette"un brano ("Onda su onda") di cui subito Bruno s'innamora portandolo al successo. Sarà poi la volta di brani come "Genova per noi" e "Bartali" tanto che lo stesso Conte ebbe a definirlo "grande ambasciatore della mia musica"... Incide "Angeli" con Lucio Dalla, "Naviganti" con Ivano Fossati, "Maria dei parafulmini" con Ron ed il figlio Maurizio fino ad ospitare Paolo Conte al vibrafono nel proprio disco "Back to jazz". Vince il premio della critica nel 1989 al Festival di Sanremo con il brano "Almeno tu nell'universo" scritto con Maurizio Fabrizio magistralmente interpretato da Mia Martini. ![]() Decide di diventare discografico ed editore di se stesso: fonda una propria casa editrice che chiama significativamente ”Pincopallo” e, sempre con Maurizio Fabrizio, dà alla luce nel 1992 uno degli album più significativi della sua carriera “Il dorso della balena”. Pubblica due volumi di poesie: "I mari interni" edito da Crocetti Editore nel 1994 e "Riapprodi" edito da Rangoni Editore nel 1996, riuniti più tardi in un unico volume dal titolo "Versi facili", Edizioni Marittime dello stesso Lauzi. Diceva Bruno di sé: “alla tenera età di 63 anni amo definirmi un cantante, compositore, autore di testi, cabarettista e poeta e gran cercatore di funghi…” Nel tempo libero trova il tempo di occuparsi inoltre, di politica, giornalismo ed enogastronomia, tanto da arrivare assieme alla moglie Giovanna e su suggerimento del grande Giacomo Bologna a produrre un Barbera denominato “La Celesta” che Veronelli ebbe a definire "grande vino" ottenuto con le uve raccolte dai vigneti della propria cascina, nell’amata Rocchetta Tanaro. ![]() All’inizio degli anni 2000 Bruno Lauzi si ammala, fortunatamente in forma non grave, del morbo di Parkinson, e come confidava lui stesso "comincio a temere che il tempo a mia disposizione possa cominciare a scarseggiare" La sua vita artistica subisce così un’improvvisa accelerazione e si moltiplicano attività ed iniziative in più direzioni: riprende a pubblicare per la propria etichetta, la Pincopallo, una nuova serie di album che ne testimoniando così la vitalità dirompente del suo estro creativo: ”Una vita in musica”, ”Omaggio alla città di Genova”, “Omaggio al Piemonte”, “Tra cielo e mare: la Liguria dei poeti”, “Back to Jazz”, e per altre case discografiche escono “Il manuale del piccolo esploratore ”e “Nostaljazz”. Nel frattempo pubblica il secondo volume di poesie “Esercizi di sguardo” edito da Edizioni Marittime, libro che si impone all’attenzione della critica e di poeti quali Nico Orengo, Giuseppe Conte ed Elena Bono, ma soprattutto commuove il grosso pubblico. Una delle liriche ivi contenute, dedicata allo sfarfallìo della mano colpita dal morbo “ La Mano”, diventa un gadget per la raccolta di fondi a favore della ricerca scientifica sul morbo di Parkinsone pubblica il volume ”Poesie contromano”, un omaggio alla sua calligrafia scomparsa… Gira il cortometraggio “Ora dicono fosse un poeta” coaudiuvato dall'amico Felice Andreasi, e che ottiene vari riconoscimenti dalla critica, vincendo, tra l'altro, alcuni premi della tra i quali citiamo quello del Festival di Bellaria. Scrive un musical con Gianfranco Reverberi “Una volta nella vita” che diventerà testo scolastico per le scuole di musical. Rinfrancato dal giudizio positivo di esperti del settore (Garinei stesso si complimenta con Bruno), scrive una nuova commedia musical con Pippo Caruso “Donna Flor”, rinnovando fra i due le sintonie e la stima di sempre. Diventa testimonial dell’AIP (Associazione Italiana Parkinson) contribuendo con diverse iniziative alla raccolta fondi per la ricerca. Una nuova terribile malattia mina la salute e la vita di Bruno che nel 2005 che trova l’energia per far scrivere chi curava e tuttora cura questa breve biografia: “Come massimo segno di fortuna e dopo non poche vicissitudini, attraverso i buoni uffici dell’amico Franco Battiato, vede la luce a venti anni dalla prima stesura, il “non-romanzo” “Il caso del pompelmo levigato” che viene pubblicato da Bompiani Editore” e che Bruno amava definire “ piccolo trattato umoristico sul libero arbitrio ed altre arbitrarietà…” Nell’ultimo anno di vita Bruno Lauzi detta e fa pubblicare il suo libro autobiografico “Tanto domani mi sveglio” pubblicato da Gammarò Editore, realizza per RAI Trade l’album “Cioccolatino” e per l’Associazione Italiana Parkinson l’album “Ogni bambino è un miracolo in più”. Il Club Tenco di Sanremo con cui Bruno Lauzi, dopo un tormentato periodo, aveva nel 2001 ripreso un'intensa e affettuosa collaborazione, decide di dedicargli il massimo riconoscimento del Club, il Premio Tenco, in questo caso eccezionalmente dedicato a un cantautore italiano. Lauzi ne resta sorpreso e onorato ed è ormai consapevole della suo destino. Nello stile asciutto che gli è caro commenta: "Ho cominciato con Tenco, finisco con Tenco" suggellando così con disincantata lucidità il suo iter di uomo e di artista. Saranno la moglie Giovanna ed il figlio Maurizio a ritirare per lui il premio sul palcoscenico di Sanremo l' 11 Novembre 2006: nell’Ottobre del 2006, infatti, Bruno Lauzi si spegne lasciando un’eredità umana ed artistica di rara nobiltà. A noi, amici e collaboratori, non resta che raccogliere il testimone da lui lasciato e seguire il preciso progetto artistico e culturale da lui tracciato al quale stiamo lavorando.
Post n°95 pubblicato il 29 Aprile 2012 da labuonastregadelnord
FERRERO
1940
La storia comincia ad Alba (CUNEO), nel 1942, dove la Ferrero ha ancora oggi il suo più grande stabilimento. Pietro Ferrero apre un laboratorio in via Rattizzi, in cui inizia a fare esperimenti e a inventare golosità. La moglie Piera gestisce la rinomata pasticceria Biffi di via Maestra. La scoperta delle nocciole La pasta gianduia
Nasce la Ferrero Una rete di vendita 1950 Intanto, in azienda entra un nuovo componente della famiglia Ferrero: è Michele, figlio di Pietro, che con le sue straordinarie capacità e una visione da vero imprenditore porterà l‘azienda a quella dimensione di multinazionale che conosciamo oggi. 1960 Ferrero continua la sua espansione nel vecchio continente. La Francia diventa la seconda sede fuori dai confini italiani.
1970 Di pari passo con la nascita di nuovi prodotti e la crescita dei mercati, Ferrero opera una modernizzazione delle sue linee produttive, a cominciare dallo stabilimento di Alba. Continua lo sviluppo all’estero; dopo le sedi europee in Austria e in Irlanda, dove ha sede anche uno stabilimento, vengono aperte società Ferrero a Portorico e in Ecuador. Espansione anche in Asia con Hong Kong e Giappone, e in Australia, dove si apre una nuova fabbrica. 1980 A oltre trent’anni dalla sua nascita, Ferrero è un’azienda leader, e non solo in Italia. In Europa NUTELLA primeggia tra le creme da spalmare, Kinder negli alimenti per ragazzi, MON CHERI nelle praline al liquore e TIC TAC è il confetto più venduto nel mondo. Il segreto forse sta nel claim utilizzato in quegli anni: ”idee nuove, cose buone”.
La fondazione Ferrero
Post n°94 pubblicato il 29 Aprile 2012 da labuonastregadelnord
FERRERO, LA NUTELLA (2°parte) 1990 Un gruppo sempre in espansione 2000 Buon compleanno Nutella
Post n°93 pubblicato il 19 Aprile 2012 da labuonastregadelnord
MASERATI
Il 1° dicembre 1914 nasce a Bologna la Società anonima Officine Alfieri Maserati e da quel momento ad oggi la Maserati ha sempre rappresentato una parte importante della storia e della cultura dell’automobile sportiva. Il primo ad occuparsi di motori è Carlo che, lavorando in una fabbrica di biciclette di Affori, vicino Milano, progetta un motore monocilindrico per velocipedi che viene, poi, prodotto dal Marchese Carcano di Anzano del Parco, nella sua fabbrica di motociclette. La prima Maserati, dal 1914 al 1937 Dopo la guerra, la società viene trasferita da Via de' Pepoli in una nuova sede, alla periferia di Bologna. L'attività principale dei fratelli Maserati, pur rimanendo focalizzata sull'elaborazione delle Isotta Fraschini, inizia ad allargarsi anche su altri tipi di vetture. Alfieri inizia la sua carriera di pilota e si dimostra subito valido, vincendo la Susa-Moncenisio, il Circuito del Mugello e la Aosta-Gran San Bernardo. Vista la sua competenza sia di tecnico che di pilota, la Diatto gli offre di progettare le sue vetture e anche di correre con esse; nel 1924, dopo aver dominato il GP di San Sebastiano, nonostante fosse stato costretto al ritiro, viene squalificato per cinque anni (pena condonata dopo qualche mese) per aver sostituito il due litri della sua vettura con un motore di tre litri. Lontano dalle corse, Alfieri si dedica completamente al lavoro in officina e, dopo aver chiuso la collaborazione con la Diatto, nel 1926 fa nascere la prima vettura interamente Maserati, la Tipo 26, sulla quale appare per la prima volta il Tridente; la Tipo 26 vince all'esordio, nella propria classe, la Targa Florio, con alla guida proprio Alfieri Maserati. Nel 1927, con la Tipo 26B, dopo aver ottenuto il terzo posto alla Targa Florio, Alfieri ha un grave incidente alla Coppa Messina; nonostante la forzata assenza del suo fondatore dalle corse, la Maserati vince il campionato italiano Marche. Nel 1929 viene realizzata la V4, con motore 16 cilindri, che debutta nel Gp d'Italia e che stabilisce a Cremona, con Bonacin Borzacchini, il record mondiale di velocità sui 10 km per la classe C: 246,069 km/h. Il record della V4 contribuisce notevolmente a far crescere l'immagine della Casa e garantisce un cospicuo afflusso di capitali che permettono di espandere l'azienda e l'attività. Nel 1930, sempre con la V4 e con Borzacchini, arriva anche la prima vittoria assoluta in un Gran Premio, al GP di Tripoli. Nel 1931 vengono progettate la 4CTR e la 8C 2500 a trazione anteriore, ultima vettura concepita da Alfieri Maserati, il quale morirà il 3 marzo 1932. Ai suoi funerali, svoltisi a Bologna, parteciperà un'enorme folla nella quale si mescoleranno, nel dimostrare affetto ad un grande uomo, gli operai dell'officina, i più famosi piloti e tanta gente comune. La morte di Alfieri non scoraggia i fratelli Maserati: Bindo, lasciata la Isotta Fraschini, torna a Bologna per continuare, con Ernesto ed Ettore, la grande impresa iniziata da Alfieri. L'attività agonistica della Maserati continua intensissima e continua a mietere successi; viene, inoltre, realizzato un motore ad otto cilindri di tre litri. Nel 1933 arriva Tazio Nuvolari, che darà anche un decisivo contributo tecnico, specialmente nel perfezionamento del telaio e nell'adeguamento di questo alle caratteristiche del nuovo motore; Nuvolari trionfa nel GP del Belgio, in quello del Montenero e in quello di Nizza; inizia, poi, il periodo delle conpetizioni contro Mercedes-Benz e Auto Union, che renderanno la vita difficile alle Maserati nelle corse più prestigiose. I successi tuttavia continuano ad arrivare copiosi nelle gare minori e questo spinge i Maserati ad orientare verso questo settore la produzione dell'azienda. Nel 1936 i fratelli trovano un mecenate in Gino Rovere, il quale investe molto nell'azienda e fa diventare Nino Farina, il suo "protetto", presidente della società. In questo periodo viene prodotta la 6CM che garantisce alla Maserati una grande competitività nel settore vetturette. Gli anni d’oro, dal 1937 al 1967 Nel 1937 i fratelli Maserati, pur senza trovarsi in difficoltà finanziarie, cedono le azioni dell'azienda ad una famiglia bolognese, gli Orsi. La sede viene trasferita da Bologna a Modena in Viale Ciro Menotti, dove ancora oggi vengono prodotte le vetture che circolano sulle strade di tutti i giorni. In questi anni Ernesto ha già progettato i motori 4CL e 8CL che equipaggeranno le omonime vetture alla fine degli anni '30. I fratelli Maserati rimangono comunque a Bologna come responsabili tecnici fino al 1948 e riprendono a lavorare con nuovo vigore per riportare la Casa al vertice delle corse, vista la forte concorrenza Mercedes. nel 1939 arriva un'importantissima vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis, il 30 maggio, con Wilbur Shaw sulla 8CTF, il quale si ripeterà anche l'anno successivo. Durante la II Guerra Mondiale la Maserati si adatta alla produzione di macchine utensili, componenti elettrici, candele di accensione e veicoli elettrici. Nel dopoguerra l'attività riprende con la produzione di una nuova vettura GT, la A6 1500 e la A6GCS debutta con Alberto Ascari vincendo il circuito di Modena. Sono questi gli anni delle competizioni contro le "Alfette", le Ferrari e le Talbot. Dopo altre vittorie, gli anni '50 iniziano in salita per la Maserati, con le Alfa Romeo e le Ferrari molto competitive nelle gare. Nel 1953 viene assunto come responsabile tecnico l'ingegnere Gioacchino Colombo che modifica la A6GCM e, nella stagione 1953, la squadra - nel frattempo potenziata - torna ad ottenere importanti vittorie, con piloti del calibro di Fangio, Gonzalez, Marimon, Bonetto, de Graffenried; al GP d'Italia di quell'anno Fangio vince davanti ad Ascari e Farina su Ferrari al termine di una battaglia incredibile che si concluse solamente all'ultima curva. L'ingegner Colombo getta anche le basi per il progetto della Maserati 250F, il quale verrà poi sviluppato da Alfieri. Il 1954 vede l'esordio della 250F, vettura con cui Fangio vincerà all'esordio della stagione il GP di Argentina. Nel 1955 e nel 1956 la Maserati ottiene ancora importanti vittorie; nel 1957 Fangio torna alla Maserati e con la 250F si laurea per la quinta volta campione del mondo, regalando alla Casa del Tridente il primo titolo mondiale di Formula 1. Nello stesso anno la Maserati annuncia, tuttavia, il ritiro ufficiale dalle competizioni; in realtà non si tratta mai di un vero e proprio ritiro, perché il reparto corse continuerà a costruire vetture da corsa, come la "Birdcage" ed altri prototipi per team privati. Anche l'addio alla Formula 1 non è definitivo, tanto che i propulsori modenesi tornano ad equipaggiare monoposto di altre Case, come la Cooper, per cui verrà realizzato nel 1965 un motore 12 cilindri, tripla accensione, 3 valvole. La produzione del 3500 GT, vettura presentata nel 1958, rappresenta un momento importante, l'inizio di una nuova era per il Tridente, che poterà anche ad un ampliamento degli stabilimenti: la produzione e il mercato divengono gli obiettivi principali e il mondo delle corse resta soltanto marginale. Nel 1962 viene presentata la Sebring e nel 1963 la Quattroporte, la prima berlina Maserati con un motore otto cilindri a V di 90° di 4136 cc di cilindrata. Fra alti e bassi, dal 1968 ad oggi Nel 1968, quando la Citroen rileva il pacchetto azionario della famiglia Orsi, si preannuncia una grande rivoluzione per la Casa modenese, la cui presidenza onoraria rimane comunque al commendatore Adolfo Orsi. Al Salone di Ginevra del 1971 viene presentata la prima Maserati a motore centrale costruita in serie, la Bora, carrozzata da Giugiaro; occasionalmente, inoltre, la Maserati fornisce motori per auto da corsa e proprio nel 1971 la Citroen SM con motore Maserati vince il Rally del Marocco. Vengono lanciate la Merak e la Khamsin e la produzione Maserati regala continue soddisfazioni; nel 1973, però, la "Guerra del Kippur" scatena la crisi petrolifera, provocando all'azienda crescenti difficoltà, anche se inizialmente non insormontabili, tanto che vengono presentati il prototipo della Quattroporte II, carrozzata da Bertone, e la Merak SS. La situazione, tuttavia, precipita e il 23 maggio la Citroen annuncia che la Maserati è posta in liquidazione (la Casa francese, infatti, aveva stipulato un accordo con la Peugeot e aveva perso interesse per l'azienda modenese). La pressione dell'Associazione Industriali e dell'amministrazione comunale e provinciale riesce, però, a far intervenire il Governo e la Maserati evita la chiusura grazie all'amministrazione della GEPI (ente statale per il finanziamento delle imprese in difficoltà, a sostegno dell'occupazione): l'8 agosto 1975 viene firmato l'accordo con cui la Benelli acquisisce gran parte del pacchetto azionario della società e Alejandro De Tomaso, argentino, ex pilota (anche Maserati) diviene amministratore del Tridente. De Tomaso riesce, anche se con difficoltà, a far riprendere l'azienda e, già nel 1976, lancia un nuovo modello, il Kyalami e poco dopo presenta, al Salone di Torino, la Quattroporte III, disegnata da Giugiaro. Grazie a questi nuovi prodotti, già a fine anno la produzione fa registrare un notevole aumento. Gli anni Ottanta si caratterizzano per la produzione di un nuovo tipo di vettura a costi contenuti e ad alte prestazioni, la Biturbo, che uscirà in oltre trenta versioni diverse, sia coupé che spider. Il 1993 è l'anno che segna il grande cambiamento per la Maserati: è allora che avviene l'acquisizione dell'intero pacchetto azionario dell'azienda modenese da parte del Gruppo Fiat Auto. Già l'anno successivo viene presentata la prima novità sotto l'egida della Casa torinese, la Quattroporte disegnata da Marcello Gandini, vettura che raccoglie l'eredità di grande raffinatezza, lusso e sportività di questo modello. Il 1° luglio 1997 la Ferrari acquista il 50% della Maserati dalla Fiat (il rimanente 50% verrà acquisito ad inizio del 1999): per la Casa del Tridente è l'inizio di una nuova era. Viene costruita una linea di montaggio altamente innovativa, studiata su misura per gli operai che ci lavorano. Lungo la linea prende forma una nuova vettura, la 3200 GT che è presentata al pubblico al Salone di Parigi nel 1998. Disegnata da Giugiaro, la 3200 GT è affiancata nello stesso anno dalla Quattroporte Evoluzione e la produzione sale in poco tempo ad oltre 2000 vetture all'anno. La completa riorganizzazione della rete commerciale e l'ampliamento dello stabilimento, con la costruzione del nuovo centro direzionale, danno un ulteriore forte impulso al rinnovamento nel 2000. L'anno successivo vede la nascita della nuova Spyder, esposta per la prima volta al Salone di Francoforte, con l'annuncio del prossimo ritorno della Maserati sul mercato nordamericano. La decisione del Gruppo trova conferma nel gennaio del 2002, con la presentazione al Salone di Detroit della Coupé che, come la Spyder, introduce una serie di importanti innovazioni, dall'inedito motore V8 di 4,2 litri e 390 CV, alle sospensioni, al telaio e al cambio tipo F1. Accanto al ritorno nei mercati più importanti con modelli di alta classe e raffinatezza, la Maserati è rientrata con successo nel mondo delle competizioni grazie alla MC12 (nei campionati FIA GT e ALMS), alla Trofeo (dando vita a due monomarca, in Europa e Brasile) ed alla Trofeo Light (distintasi nel GT Italiano e nella Grand-Am). Nel settembre del 2003, al Salone di Francoforte, viene presentata la vettura che sarà al centro della inarrestabile crescita di Maserati negli anni a venire: l'ammiraglia Quattroporte. La nuova berlina del Tridente riscuote da subito un grandissimo successo non solo per quanto riguarda le vendite, in costante aumento nel corso degli anni, ma anche per la lunga lista di premi e riconoscimenti che le verranno assegnati da clienti, lettori e giornalisti di tutto il mondo. Il 2005 si rivela un anno record per la Maserati, suggellato dalla consegna di ben 5.659 vetture in tutto il mondo, con una crescita del 22,8% rispetto al già fortunato 2004. Questo costante incremento rappresenta la naturale conferma delle attività avviate nell'ormai lontano 1998, quando le unità consegnate furono solo 518. Grandi soddisfazioni arrivano infine dal reparto corse della Casa di Modena, con le fantastiche vittorie nel Campionato Mondiale FIA GT da parte della MC12, che hanno permesso a Maserati di conquistare la Coppa Costruttori e al team Vitaphone quello per le squadre. Indimenticabile, in tal senso, la doppietta delle vetture modenesi alla 24 Ore di Spa. Titolo e vittorie anche per la Trofeo Light, vettura che ha dominato nella Classe GT3 del Campionato Italiano GT. Una grande vitalità confermata anche dai successi del monomarca della Casa del Tridente, giunto alla sua quarta edizione in Europa ed alla terza in Brasile. Nel 2005, la proprietà della Maserati è passata dalla Ferrari alla Fiat al fine di sviluppare importanti sinergie industriali e commerciali con Alfa Romeo. La collaborazione, sia tecnica sia commerciale, all'interno del gruppo ha garantito a Maserati il necessario slancio per riposizionarsi da leader nel suo segmento e per ampliare la sua presenza sui mercati internazionali, anche grazie a vetture come la GranSport e la GranSport Spyder, oppure la MC Victory, sviluppata per celebrare i successi nel FIA GT. Tuttavia è soprattutto con la GranTurismo, nel 2007, che la Casa modenese trova la sua consacrazione e suggella un momento storico per l'azienda: il bilancio, infatti, torna ad essere in attivo. La GranTurismo è una vettura fruibile tutti i giorni, con un handling eccellente, grande sportività, e coinvolgente nella guida. Allo stesso tempo è un'auto con una cura del comfort, dei materiali, dei dettagli; con una grande spaziosità interna e un'abitabilità per quattro persone adulte, superiore alla media del segmento. La stampa internazionale ne ha immediatamente decretato il successo, riservando giudizi lusinghieri e moltissime copertine alla vettura. Nel mondo delle competizioni il Tridente continua a mietere successi, tanto da conquistare tutti e quattro i titoli in palio nella classe GT1 del Campionato Internazionale FIA GT 2007, facendo propria quella Coppa Costruttori che già aveva messo in bacheca nel 2005, e segnando un percorso di continuità dopo i trionfi tra le squadre ed i piloti nel 2006. Successi che non si esauriscono, ma continuano anche negli anni successivi tanto che sono ben dodici i titoli Maserati nel FIA GT dal 2005 ad oggi: 2 Coppe Costruttori (2005 e 2007), 4 Campionati Piloti (Bartels-Bertolini nel 2006, Thomas Biagi nel 2007, Bartels-Bertolini nel 2008 e 2009); 5 Campionati a Squadre (dal 2005 senza interruzioni, sempre con il Vitaphone Racing Team); 1 Citation Cup nel 2007 con il gentleman driver Ben Aucott, JMB Racing, oltre a tre successi assoluti nella 24 Ore di Spa (2005, 2006, 2008). Sui mercati mondiali, le Maserati continuano a riscuotere successi commerciali e di critica: la Quattroporte, dopo il lancio delle versioni spinte dal propulsore 4,7 litri equipaggiate con il cambio automatico, raccoglie oltre 56 riconoscimenti internazionali dalle testate più prestigiose; la GranTurismo, la cui gamma è stata recentemente ampliata grazie all’introduzione della MC Stradale, viene riconosciuta come una delle auto più belle della sua generazione, ed ha avuto il pregio di essere l'auto che ha riscritto le regole nel segmento delle sportive veloci e confortevoli, in grado di trasportare quattro adulti senza costrizioni; infine la GranCabrio, la prima cabriolet della storia Maserati, è già stata acclamata dalla stampa internazionale come una delle più belle auto al mondo ed ha registrato in ciascuno degli oltre 60 mercati nei quali è commercializzata risultati di vendita pari o addirittura superiori alle attese.
Post n°92 pubblicato il 12 Aprile 2012 da labuonastregadelnord
Brescia, 9 febbraio 2009
Un tesoro della storia, un codice longobardo collocabile tra il VI e VII secolo. Si tratta del «Codice Purpureo», noto anche come «Codice della regina Ansa». Il «Codice Purpureo» mostrato ieri è l’unico manoscritto longobardo presente a Brescia, e uno dei rari presenti in tutto il mondo.
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Inviato da: labuonastregadelnord
il 23/01/2012 alle 12:31
Inviato da: chiaracarboni90
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