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        <title>LaBuonaStregaDelNord</title>
        <description>Eccellenze del Nord (note e meno note)</description>
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        <lastBuildDate>Tue, 18 Jun 2013 16:54:23 +0200</lastBuildDate>
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        <category>Arte e Cultura</category>
        <category>Varie Arte e Cultura</category>
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            <title>EDOARDO MANGIAROTTI</title>
            <link>http://blog.libero.it/buonastreganord/12153074.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;Edoardo Mangiarotti &amp;egrave; ancora oggi lo schermitore pi&amp;ugrave; medagliato di sempre.&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;La Famiglia Mangiarotti&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.mangiarotti-scherma.it/images/banner/famiglia.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;850&quot; height=&quot;250&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tutto ebbe inizio nei primi anni del secolo scorso, quando&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giuseppe Mangiarotti&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;scopr&amp;igrave; la nobile arte della Scherma. Ne fece la sua compagna e la sua ragione di vita; la studi&amp;ograve; e la rinnov&amp;ograve;, nobilitando soprattutto la spada, in molti ambienti negletta se non sconosciuta.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Fu studioso e soprattutto Maestro. Il suo verbo s'irradi&amp;ograve; dalla prima e storica Sala in via Chiossetto a Milano per toccare le sponde del Danubio nella Sala Santelli a Budapest e per giungere -tramite i Maestri da lui formati e i testi scritti direttamente in tre lingue- agli estremi confini del mondo, sino a contribuire all'affermazione della grandissima scuola sovietica di spada.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Cre&amp;ograve; innumerevoli campioni che vinsero per decenni Olimpiadi e Campionati del Mondo senza pari. &amp;Egrave; noto ai pi&amp;ugrave; per avere fatto dei suoi tre figli tre campioni ineguagliati, tutti con caratteristiche e originalit&amp;agrave; differenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dario&lt;/strong&gt;, il primo dei suoi eredi, &amp;egrave; stato anche il primo nel 1935 a succedergli nell'albo d'oro dei Campionati Italiani, da lui presidiato dal 1906 al 1908. Ma il primo della famiglia a vincere un oro olimpico fu&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Edoardo&lt;/strong&gt;, che realizz&amp;ograve; l'impresa da minorenne a Berlino nel 1936.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Mario&lt;/strong&gt;, il terzo, ottenne ottimi risultati schermistici nella nazionale italiana, unitamente a gratificanti studi in medicina che lo portarono ad essere stimatissimo specialista in cardiologia.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nome Mangiarotti &amp;egrave; salito sui gradini dei podi internazionali pi&amp;ugrave; di qualunque altro nella storia: Dario, Edoardo e Mario hanno vinto una quantit&amp;agrave; innumerevole di medaglie. Per i tre fratelli, solo tra Giochi Olimpici e Mondiali si contano ben 55 medaglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa dinastia non potevano mancare le donne. In primis&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Rosetta Pirola&lt;/strong&gt;, consorte di Giuseppe, che fu pugnace spadista con una carriera che la vide affrontare anche fortissimi spadaccini dell'altro sesso e che culmin&amp;ograve; con la vittoria nel 1931, a Firenze, delle Olimpiadi della Grazia.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Eugenia Gavazzeni&lt;/strong&gt;, moglie di Mario, Campionessa Italiana assoluta di fioretto a squadre nel 1958.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Camilla Castiglioni&lt;/strong&gt;, moglie di Edoardo e anche lei frequentatrice delle pedane, che ha sempre sostenuto il Circolo della Spada, essendone tuttora la Presidente. Ed infine&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Carola&lt;/strong&gt;, figlia di Edoardo e Camilla, olimpica a Montreal nel 1976 e a Mosca e nel 1980 e oggi dirigente del Circolo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.mangiarotti-scherma.it/images/logo-old.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;740&quot; height=&quot;100&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;em&gt;Si ringrazia la&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.federscherma.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Federazione Italiana Scherma&lt;/a&gt;&amp;nbsp;per i testi contenuti in questa pagina, tratti da La Scherma&lt;br /&gt;(numero monografico di Aprile 2009 intitolato &quot;Mangiarotti: 90 anni di scherma&quot;)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Edoardo Mangiarotti, lo schermitore pi&amp;ugrave; medagliato di sempre.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Edoardo, nasce a Renate Veduggio nel 1919, nella Brianza Milanese, secondo di tre fratelli.&lt;br /&gt;Inizia la scherma, con il fioretto in tenera et&amp;agrave; e ad otto anni partecipa ai Campionati Giovani Balilla gi&amp;agrave; con brillanti risultati. La sua mano naturale &amp;egrave; la destra, ma il padre, in onore del fuoriclasse schermitore mancino Lucien Gaudin, da lui ammirato e stimato, a nove anni lo imposta nuovamente con la sinistra (molti anni pi&amp;ugrave; tardi, nel 1951, questo cruccio del padre gli permise di vincere il Campionato del Mondo a Stoccolma, poich&amp;eacute; infortunatosi durante un assalto alla mano sinistra, cambi&amp;ograve; arma continuando la gara con la destra). Nel 1936 viene selezionato per le Olimpiadi di Berlino a soli 17 anni, preferito al fratello Dario maggiore di quattro e Campione Italiano in carica quell'anno, perch&amp;eacute; ritenuto pi&amp;ugrave; promettente. E la piccola matricola Edo, ancora minorenne, vince la medaglia d'oro nella spada a squadre ai Giochi del Furher. I giornali titolano: &quot;Edoardo Mangiarotti, l'enfant prodige&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiamato alle armi come sottotenente al Settimo Fanteria di Milano, partecipa alla seconda Guerra Mondiale, abbandonando, anche se non del tutto, l'attivit&amp;agrave; schermistica. &amp;Egrave; per&amp;ograve; nel dopoguerra che Edoardo Mangiarotti raggiunge i massimi traguardi conquistando ben dieci ori tra Olimpiadi e Mondiali. Dal '48 al '50 &amp;egrave; vincitore anche di tre Challenge Monal di Parigi consecutive, impresa mai pi&amp;ugrave; riuscita a nessuno.&lt;br /&gt;L'impegno di Mangiarotti non si ferma solo all'attivit&amp;agrave; agonistica, conclusasi nel 1960 con l'oro a squadre delle Olimpiadi di Roma, perch&amp;eacute; &amp;egrave; stato anche Commissario della Federazione Italiana Scherma dal 1959 al 1961, corrispondente della Gazzetta dello Sport, membro d'Onore della Federazione Internazionale, presidente per oltre 40 anni dei Veterani dello Sport e delle Medaglie d'Oro al Valore Atletico. Non da ultimo, ha diretto insieme alla figlia Carola, la sala di scherma di famiglia, fondata da suo padre Giuseppe nel lontano 1909.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutta la sua carriera ha partecipato a cinque edizioni dei Giochi Olimpici (Berlino 1936, Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960) vincendo 13 medaglie: 6 d'oro, 5 d'argento e 2 di bronzo. In 10 edizioni dei Campionati del Mondo ha invece collezionato 26 medaglie (13 ori, 8 argenti e 5 bronzi). Edoardo Mangiarotti &amp;egrave; ancora oggi lo schermitore pi&amp;ugrave; medagliato di sempre.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 18 Jun 2013 16:52:10 +0200</pubDate>
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            <title>IPPOLITO NIEVO</title>
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            <description>&lt;div id=&quot;testo-biografico&quot;&gt;&lt;div class=&quot;fl&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ippolito Nievo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;fl&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske05&quot;&gt;In difesa della terra&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;fl&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske05&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://biografieonline.it/img/bio/i/Ippolito_Nievo.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;232&quot; height=&quot;313&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Ippolito Nievo nasce a &lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;strong&gt;Padova&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;da Antonio Nievo, &lt;strong&gt;nobile magistrato mantovano&lt;/strong&gt;, e da Adele Marin, &lt;strong&gt;nobildonna veneziana&lt;/strong&gt; figlia di un patrizio e della contessa friulana Ippolita di Colloredo; Ippolito Nievo sar&amp;agrave; &lt;strong&gt;particolarmente legato al nonno Carlo Marin&lt;/strong&gt;. Trascorre l'infanzia ad &lt;strong&gt;Udine&lt;/strong&gt;, dove la sua famiglia si trasferisce nel 1837; durante i periodi di vacanza &amp;egrave; nel vicino &lt;strong&gt;Castello di Colloredo di Montalbano&lt;/strong&gt;, luogo che rimarr&amp;agrave; a lungo nell'immaginario del futuro scrittore. &lt;strong&gt;I luoghi della sua infanzia e della sua famiglia faranno da sfondo in tutti i suoi romanzi e le sue novelle&lt;/strong&gt;, ai personaggi che si muoveranno tra la &lt;strong&gt;Lombardia&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Veneto&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;Friuli&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1844 &amp;egrave; a &lt;strong&gt;Verona&lt;/strong&gt; dove frequenta il &lt;strong&gt;ginnasio&lt;/strong&gt;: qui avviene la sua scoperta dei grandi autori romantici, quali &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;George Byron&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Ugo Foscolo&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Alessandro Manzoni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;, e dei grandi successi letterari, come &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Honor&amp;eacute; De Balzac&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;, George Sand e &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Jean-Jacques Rousseau&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Per seguire il padre nei suoi trasferimenti di lavoro, Ippolito trascorre i primi anni d'infanzia in varie citt&amp;agrave; del &lt;strong&gt;Regno Lombardo Veneto. &lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Nel 1849 &amp;egrave; prima a &lt;strong&gt;Crema&lt;/strong&gt; e poi a &lt;strong&gt;Pisa&lt;/strong&gt;; venuto a contatto con l'ideologia e il pensiero di &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Mazzini&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;, nel 1848 il giovane Ippolito partecipa infatti allo scoppio del &lt;strong&gt;moto insurrezionale di Mantova,&lt;/strong&gt; che per&amp;ograve; fallisce. Nella primavera del 1849 soggiorna per breve tempo a &lt;strong&gt;Pisa&lt;/strong&gt; dove conosce Andrea Cassa, con il quale partecipa ai moti livornesi ed entra in contatto con gli esponenti del partito democratico di &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Guerrazzi&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;. &lt;br /&gt;Deluso dalla sconfitta si reca a &lt;strong&gt;Cremona&lt;/strong&gt; con l'amico Attilio Magri e in questa citt&amp;agrave;, dove &lt;strong&gt;vivr&amp;agrave; per alcuni mesi&lt;/strong&gt;, conosce &lt;strong&gt;Matilde Ferrari&lt;/strong&gt;, l'ispiratrice del romanzo &lt;strong&gt;&quot;Antiafrodisiaco per l'amor platonico&lt;/strong&gt;&quot; composto nel 1851; Ippolito Nievo si innamora quindi di Matilde. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prosegue gli studi a &lt;strong&gt;Cremona&lt;/strong&gt; e a &lt;strong&gt;Revere&lt;/strong&gt;, in un liceo privato, dove consegue la licenza liceale nel 1850. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Torna a Mantova&lt;/strong&gt; nella casa paterna e si iscrive alla &lt;strong&gt;facolt&amp;agrave; di Legge&lt;/strong&gt; presso l'Universit&amp;agrave; di &lt;strong&gt;Pavia&lt;/strong&gt;; proseguir&amp;agrave; poi gli studi a &lt;strong&gt;Padova&lt;/strong&gt; dove si &lt;strong&gt;laurea&lt;/strong&gt; nel 1855 quando gi&amp;agrave; gli avvenimenti storici e politici di quel tempo lo avevano coinvolto in prima persona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena laureatosi, Nievo decide di &lt;strong&gt;dedicarsi totalmente alla letteratura ed al giornalismo&lt;/strong&gt;, andando contro la volont&amp;agrave; del padre che lo voleva notaio. &lt;br /&gt;Nel contempo erano gi&amp;agrave; apparse le sue &lt;strong&gt;prime opere letterarie &lt;/strong&gt;(il saggio &lt;strong&gt;&quot;Studii sulla poesia popolare massimamente in Italia&quot;&lt;/strong&gt; &amp;egrave; del 1854, cos&amp;igrave; come la rappresentazione del suo &lt;strong&gt;dramma &quot;Gli ultimi giorni di &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;Galileo Galilei&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;&quot;&lt;/strong&gt;). Inizia a collaborare con giornali di provincia (&quot;&lt;strong&gt;La Lucciola&quot; di Mantova; &quot;L'Annotatore friulano&quot; di Udine&lt;/strong&gt;), sui quali pubblica novelle &lt;strong&gt;ispirate alla vita di campagna&lt;/strong&gt;, della quale inizia a &lt;strong&gt;difendere le usanze, le tradizioni ed i costumi nei confronti delle accuse borghesi di rozzezza e di ignoranza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Del 1858 sono la pubblicazione della &lt;strong&gt;raccolta di poesie&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&quot;Le &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;lucciole&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;&quot;&lt;/strong&gt; ed il trasferimento a &lt;strong&gt;Milano&lt;/strong&gt;. Nel 1859 si arruola a &lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt; tra i cacciatori a cavallo di &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;Garibaldi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;, con i quali combatte a Varese e a San Fermo. In seguito Nievo &amp;egrave; tra le fila di &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nino Bixio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt; a Padonello. Dopo la pace di Villafranca scrive l'opuscolo &lt;strong&gt;&quot;Venezia e la libert&amp;agrave; d'Italia&quot;&lt;/strong&gt; e si stabil&amp;igrave; nella &lt;strong&gt;casa di Fossato&lt;/strong&gt;, non pi&amp;ugrave; in terra austriaca. L'anno successivo entra a far parte della &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;spedizione dei &lt;strong&gt;Mille&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;, che sbarca a &lt;strong&gt;Marsala&lt;/strong&gt;: in questa occasione Nievo si distingue a Calatafimi e a Palermo, tanto che gli viene affidata la nomina di &quot;Intendente di prima classe&quot; con &lt;strong&gt;incarichi amministrativi&lt;/strong&gt;, di cui sar&amp;agrave; anche attento cronista (&quot;Diario della spedizione dal 5 al 28 maggio&quot; e &quot;Lettere garibaldine&quot;). Riceve l'incarico di riportare da Palermo i documenti amministrativi della spedizione, ma &lt;strong&gt;il vapore &quot;Ercole&quot;&lt;/strong&gt; sul quale viaggiava &lt;strong&gt;naufraga&lt;/strong&gt; al largo della costa sorrentina in vista del golfo di Napoli: Ippolito Nievo trova &lt;strong&gt;la morte durante il viaggio di ritorno dalla Sicilia&lt;/strong&gt;, presumibilmente nella notte tra il 4 e il 5 marzo 1861.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1994&amp;amp;biografia=Ippolito+Nievo&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1994&amp;amp;biografia=Ippolito+Nievo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 04 Oct 2012 13:24:42 +0200</pubDate>
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            <title>Alex Zanardi</title>
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            <description>&lt;div class=&quot;fl&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;strong&gt;Alex Zanardi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;fl&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske05&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;fl&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske05&quot;&gt;&lt;strong&gt;Con la voglia di vivere&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.bentleypublishers.com/automotive-reference/engineering-and-motorsports/my-sweetest-victory-alex-zanardi/images/bentley.gdaz.cover4.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;411&quot; height=&quot;590&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;A 100 chilometri da Berlino e a 60 da Dresda &amp;egrave; stato costruito,  adiacente la nuovissima pista del Lausitzring (tristemente famosa per il  terribile incidente costato la vita al pilota italiano &lt;span class=&quot;linkedbio preview&quot;&gt;Michele Alboreto&lt;/span&gt;), un circuito della lunghezza di 2 miglia che permette con facilit&amp;agrave; alle autovetture di raggiungere picchi di oltre 370 km/h. &lt;br /&gt;E' proprio all'interno di tale circuito che, in una corsa a pochi  giri dal termine, nel pomeriggio di sabato 15 settembre 2001 ha avuto  luogo il terribile incidente fra il nostro Alex Zanardi e il pilota  italo canadese Tagliani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zanardi, a undici giri dal termine, era rientrato per un rabbocco  precauzionale di benzina e con foga aveva ripreso la pista, ricevendo  schizzi di carburante sulla visiera. Ma nell'atto di detergerla successe  che perse sfortunatamente il controllo della vettura la quale, dopo un  testa e coda, rientr&amp;ograve; lentamente ma trasversalmente sulla pista proprio  mentre sulla stessa linea soppraggiungeva la vettura di Tagliani.  Conseguenza di questa tragica fatalit&amp;agrave; fu un urto perfettamente  perpendicolare fra le due vetture, inevitabile e violentissimo, che  tagli&amp;ograve; letteralmente in due la Reynard Honda di Zanardi, proprio  all'altezza delle anche del pilota bolognese. &lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subito le condizioni apparvero disperate e per limitare l'emorragia  si dovette intervenire con la soluzione pi&amp;ugrave; drastica e radicale:  l'amputazione degli arti inferiori. Come per &lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;linkedbio preview&quot;&gt;Clay Regazzoni&lt;/span&gt;,  come per Frank Williams. Se con quest'atto, dettato da &quot;estrema ratio&quot;,  si riusc&amp;igrave; indubbiamente a salvare la vita del valoroso pilota, le  condizioni di Zanardi rimasero gravissime per lungo tempo, complici  altre numerose fratture e il perenne rischio di embolia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Zanardi nasce a Bologna il 23 ottobre 1966 con la  passione per i motori nel sangue, ben supportata dell'esempio paterno.  Anche il genitore era ottimo pilota dilettante e grande intenditore.  Alex frequenta cos&amp;igrave; le corse, inizia a gareggiare sui kart e segue con  passione tutti gli avvenimenti legati a questo sport. La sua classe  indiscussa pian piano emerge, ottenendo nel tempo ottimi risultati come i  3 Campionati Italiani ed il titolo Europeo di kart: i risultati lo  fanno entrare di diritto in Formula 3 dove, come miglior risultato,  ottiene un secondo posto nel Campionato Europeo. &lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pur senza possedere grandi possibilit&amp;agrave; economiche (il padre &amp;egrave;  idraulico e la madre una valente artigiana camiciaia), Alex Zanardi  riesce ad entrare in Formula 3000 nel 1990. Eddie Jordan, grande talent  scout ed opportunista, lo segue e nel 1991 lo schiera nel suo Team in &lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;linkedbio&quot;&gt;Formula 1&lt;/span&gt;.  Pur confermandosi grande combattente non ottiene per&amp;ograve; in questo periodo  risultati di rilievo. Passa per tutte le cosiddette squadre di  &quot;riempimento&quot; (Minardi, Lamborghini e Lotus), fino al 1994. In 25 Gran  Premi disputati non riesce ad ottenere che un solo punto in Classifica. A  Spa &amp;egrave; protagonista di un terribile incidente che, pur senza  conseguenze, lo costringe a lasciare il Team Lotus. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-AjAxsZmnC9U/T12xl-RPyRI/AAAAAAAAA9c/h83i0C8s6uw/s640/Alex_Zanardi_1999_Canada.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-AjAxsZmnC9U/T12xl-RPyRI/AAAAAAAAA9c/h83i0C8s6uw/s640/Alex_Zanardi_1999_Canada.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;493&quot; height=&quot;328&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Nel 1995 nonostante i tanti contatti con squadre di &lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;linkedbio&quot;&gt;Formula 1&lt;/span&gt;,  nulla va a buon fine e viene avvicinato da procuratori che lo  propongono a manager della Formula Kart americana. Chip Ganassi,  leggenda della Serie americana lo vuole e, con un ingaggio che non si  pu&amp;ograve; rifiutare, lo convince a fare il passo. Si ambienta in fretta e gi&amp;agrave;  nel primo anno (1996) ottiene tre vittorie che lo pongono in primo piano  per la vittoria dell'anno successivo: un successo che gli fa guadagnare  il rispetto (con anche un pizzico di sana invidia) dei piloti  americani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.max-douglas.com/wp-content/uploads/1F7D7074-800x533.jpg&quot; target=&quot;_parent&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.max-douglas.com/wp-content/uploads/1F7D7074-800x533.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;513&quot; height=&quot;342&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Le previsioni vengono pienamente confermate e per gli anni 1997 e  1998 il pilota da battere &amp;egrave; lui. Con autentiche imprese che fanno  impazzire i tifosi Alex si impone nel Campionato in entrambi gli anni,  ma il desiderio di rivalsa per una &lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;linkedbio&quot;&gt;Formula 1&lt;/span&gt; che non lo ha n&amp;egrave; capito, n&amp;egrave; giustamente valutato, lo chiama. La  richiesta da parte del Team Williams per un contratto triennale non lo  fa neanche riflettere, firma ed abbandona gli Stati Uniti, lasciando un  grande vuoto fra gli appassionati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Williams, pur sempre squadra di vertice, nel 1999 realizza una  vettura mal riuscita e in 16 Gran Premi, Zanardi colleziona ben 10  ritiri. All'interno del Team il suo carattere educato e gentile si  scontra con l'animo burbero del Capo progettista Patrick Head che lo  scarica letteralmente, incaricando il giovane &lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;linkedbio preview&quot;&gt;Ralf Schumacher&lt;/span&gt; dello sviluppo della vettura. Il clima diventa impossibile e cos&amp;igrave;, a  fine stagione, da gran signore, Alex accetta la transazione della  risoluzione del contratto dei restanti due anni. Con una bella cifra di  liquidazione si ritira a Montecarlo a godersi la dolce moglie Daniela ed  il piccolo Niccol&amp;ograve;, con frequenti puntate a Castelmaggiore a trovare le  adorate mamma e nonna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Dopo un 2000 di tutto riposo, Mo Nunn, altro grande manager della  Cart convince Zanardi a tornare a correre nella Serie a bordo delle  Reynard Honda del team e cos&amp;igrave; Alex ritorna negli States. Toltosi la  ruggine dell'inattivit&amp;agrave; nelle prime corse, purtroppo quel fatale  incidente, assolutamente casuale, ha interrotto quel ritorno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt; &lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.max-douglas.com/wp-content/uploads/361.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;489&quot; height=&quot;600&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il pilota, dotato di un carattere di ferro, non senza fatica si &amp;egrave;  ripreso, si &amp;egrave; adattato a quelle brutte (ma per lui salvifiche) protesi e  il suo sorriso &amp;egrave; tornato a splendere sulle piste, con grande gioia  degli appassionati e di chi lo ha sempre amato. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Con l'aiuto di Gianluca Gasparini, giornalista della &quot;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;linkedbio preview&quot;&gt;Gazzetta dello Sport&lt;/span&gt;&quot;, Alex ha scritto &quot;&lt;span class=&quot;linkedbio&quot;&gt;... Per&amp;ograve;, Zanardi da Castelmaggiore!&lt;/span&gt;&quot; (2003), un libro che ripercorre la sua vita, la sua carriera e soprattutto il suo straordinario recupero. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://photo.goodreads.com/books/1188289028l/1783407.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;321&quot; height=&quot;475&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Il ritorno di Alex Zanardi ha commosso l'intero mondo sportivo ancor  pi&amp;ugrave; del dramma vissuto per l'incidente. Da sempre nobile e gentile  nell'animo, Alex non solo ha dimostrato tenacia e determinazione, ma una  grande umilt&amp;agrave;, voglia di vivere e un immenso amore per il suo sport.  Per tutte le sfortunate vittime di incidenti analoghi al suo, per i loro  amici e famigliari, e per chiunque ami lo spirito sportivo, Alex  Zanardi &amp;egrave; un eroe, un esempio e un punto di riferimento. &lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2010 la sua carriera si arricchisce di una nuova esperienza,  quella di conduttore televisivo: su Rai Tre conduce &quot;E se domani&quot;,  un&amp;rsquo;innovativa trasmissione di divulgazione scientifica in onda in prima  serata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1083&amp;amp;biografia=Alex+Zanardi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; class=&quot;youtube-player&quot; type=&quot;text/html&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/ZVpGh7vKPgY&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowFullScreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;ALEX ZANARDI TRIBUTE&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a class=&quot;yt-uix-sessionlink yt-user-name author&quot; dir=&quot;ltr&quot; rel=&quot;author&quot; href=&quot;http://www.youtube.com/user/Pardo217Patrick&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Pardo217Patrick&lt;/a&gt; in data &lt;span id=&quot;eow-date&quot; class=&quot;watch-video-date&quot;&gt;16/lug/2010&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div id=&quot;watch-description-text&quot;&gt;&lt;p id=&quot;eow-description&quot;&gt;I NEVER SAID THAT HE DIED!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un  tributo al mejor piloto que jamas haya visto, todo un &amp;iexcl;&amp;iexcl;&amp;iexcl;CAMPEON!!! que  es un ejemplo de pundonor, perseverancia y coraje. Unico, irrepetible y  original (por sus famosas &quot;DONAS&quot; de la victoria), un atleta que  enfrento la adversidad despues de perder las piernas en aquel  escalofriante accidente y que regreso a las pistas para hacer lo que m&amp;aacute;s  le apasiona como el profesional que es. Por eso y mucho m&amp;aacute;s es y sera  admirado por siempre.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 26 Aug 2012 19:00:35 +0200</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/buonastreganord/11535661.html</guid>
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            <title>GRANA PADANO</title>
            <link>http://blog.libero.it/buonastreganord/11526595.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;strong&gt;GRANA PADANO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske05&quot;&gt;Grana &amp;egrave; solo Padano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske05&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.igourmet.com/images/topics/grana1.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;448&quot; height=&quot;325&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Il termine &amp;ldquo;GRANA&amp;rdquo; &amp;egrave; nato originariamente  per indicare un formaggio caratterizzato dalla struttura granulare della  pasta prodotto nella Valle Padana fin dall&amp;rsquo;undicesimo secolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt; Il progressivo diffondersi di tale apprezzato formaggio caus&amp;ograve;    l&amp;rsquo;affermarsi di alcune variet&amp;agrave; di GRANA (Grana Lodigiano, Emiliano,    Lombardo, Veneto ecc.), che furono tuttavia poi unificate nel termine    &amp;ldquo;PADANO&amp;rdquo; quando - a seguito dell&amp;rsquo;istituzione delle denominazioni di    origine dei formaggi, avvenuta con la legge n&amp;deg; 125 del 10 aprile 1954 -    fu chiesto il riconoscimento della denominazione d&amp;rsquo;origine GRANA   PADANO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; L&amp;rsquo;utilizzo del termine &amp;ldquo;GRANA&amp;rdquo; in modo generico e come denominazione a    s&amp;eacute; stante, che talvolta continuava a riscontrarsi nella pratica, era    pertanto da considerarsi improprio e illegittimo, in quanto l&amp;rsquo;uso del    termine &amp;ldquo;GRANA&amp;rdquo; disgiuntamente dall&amp;rsquo;aggettivo &amp;ldquo;PADANO&amp;rdquo; risultava vietato    da quanto disposto dagli artt. 9 e 10 della citata legge n&amp;deg; 125 del  10   aprile 1954.  &lt;br /&gt; La tutela del termine &amp;ldquo;GRANA&amp;rdquo; era inoltre stata estesa, mediante accordi   bilaterali, a Germania, Austria, Francia e Spagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In ogni caso, tale tutela &amp;egrave; stata espressamente richiesta all&amp;rsquo;atto della    presentazione in sede comunitaria della domanda per ottenere la    Denominazione di Origine Protetta per il formaggio Grana Padano, cosa    che trova conferma nel Regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione,    che ha sancito il riconoscimento della DOP GRANA PADANO. &lt;br /&gt; Conseguentemente, anche la denominazione &amp;ldquo;GRANA&amp;rdquo; gode a pieno titolo    della tutela accordata dal primo comma dell&amp;rsquo;art. 13 del Regolamento (CE)    n. 510/2006 del Consiglio, ed in particolare dal punto b), secondo il    quale le denominazioni registrate sono tutelate contro &amp;laquo;qualsiasi    usurpazione, imitazione o evocazione, anche se l&amp;rsquo;origine vera del    prodotto &amp;egrave; indicata o se la denominazione protetta &amp;egrave; una traduzione o &amp;egrave;    accompagnata da espressioni quali &amp;ldquo;genere&amp;rdquo;, &amp;ldquo;tipo&amp;rdquo;, &amp;ldquo;metodo&amp;rdquo;, &amp;ldquo;alla    maniera&amp;rdquo;, &amp;ldquo;imitazione&amp;rdquo; o simili&amp;raquo;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In sostanza, il termine &amp;ldquo;GRANA&amp;rdquo; costituisce parte integrante e    caratterizzante della Denominazione di Origine Protetta &amp;ldquo;GRANA PADANO&amp;rdquo;    e, pertanto, esso non pu&amp;ograve; in nessun caso essere utilizzato    disgiuntamente dall&amp;rsquo;aggettivazione &amp;ldquo;PADANO&amp;rdquo; e con riferimento a    formaggio diverso da quello che pu&amp;ograve; legittimamente fregiarsi della    denominazione completa.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; L&amp;rsquo;importante principio &amp;egrave; stato autorevolmente ribadito anche in una    recente sentenza del tribunale di primo grado della Corte di Giustizia    UE (sentenza 12 settembre 2007 nella causa T-291/03). &lt;br /&gt; L&amp;rsquo;illecito ed illegittimo utilizzo del termine &amp;ldquo;GRANA&amp;rdquo; in termini    generici e disgiuntamente dall&amp;rsquo;aggettivo &amp;ldquo;PADANO&amp;rdquo; viene da tempo    sanzionato e represso da parte delle competenti Autorit&amp;agrave; nazionali,    mentre il Consorzio Grana Padano interviene per garantire la tutela    anche fuori dei confini dell&amp;rsquo;UE, incaricando legali residenti nei Paesi    dove si verificano le usurpazioni della denominazione affinch&amp;eacute;    perseguano l&amp;rsquo;uso illegittimo del termine &amp;ldquo;GRANA&amp;rdquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Formaggio a pasta dura, cotta ed a lenta  maturazione, prodotto con coagulazione per azione del caglio, da latte  crudo di vacca la cui alimentazione base &amp;egrave; costituita di foraggi verdi o  conservati, proveniente da due mungiture giornaliere, riposato e  parzialmente decremato per affioramento naturale della panna. Si produce  durante tutto l&amp;rsquo;anno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;CARTA D'IDENTITA'&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Ingredienti: latte, sale, caglio, conservante: &lt;a rel=&quot;shadow_box_mod;height=450;width=370&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/OpenBox.aspx?idCon=1628&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;lisozima&lt;/a&gt; proteina dell'uovo.&lt;br /&gt;Forma:  cilindrica, scalzo leggermente convesso o quasi dritto, facce piane, leggermente orlate.&lt;br /&gt;Dimensioni:  diametro da 35 a 45 cm; altezza dello  scalzo da 18 a 25 cm con variazioni, per entrambi, in pi&amp;ugrave; o meno, in  rapporto alle condizioni tecniche di produzione.&lt;br /&gt;Peso:  da 24 a 40 kg per forma. Nessuna forma deve avere peso inferiore a kg 24.&lt;br /&gt;Colore della crosta:  scuro o giallo dorato naturale.&lt;br /&gt;Colore della pasta:  bianco o paglierino.&lt;br /&gt;Aroma e sapore della pasta caratteristici:  fragrante, delicato.&lt;br /&gt;Struttura della pasta:  finemente granulosa, frattura radiale a scaglia e occhiatura appena visibile.&lt;br /&gt;Spessore della crosta:  da 4 a 8 mm.&lt;br /&gt;Maturazione:  la maturazione naturale viene effettuata conservando il prodotto in ambiente naturale con temperatura da 15 a 22 &amp;deg;C.&lt;br /&gt;Resistenza alla maturazione:  da uno a due anni.&lt;br /&gt;Uso:  formaggio da tavola e da grattugia.&lt;br /&gt;Grasso sulla sostanza secca:  minimo 32%.&lt;br /&gt;Il grattugiato:  nella tipologia &amp;ldquo;grattugiato&amp;rdquo; &amp;egrave;  ottenuto esclusivamente da formaggio intero gi&amp;agrave; certificato. L&amp;rsquo;umidit&amp;agrave;  non &amp;egrave; inferiore al 25% e non superiore al 35%. Aspetto non pulverulento  ed omogeneo, particelle con diametro inferiore a 0,5 mm non superiori al  25%.&lt;br /&gt;Zona di produzione:  La zona di produzione e di  grattugiatura del Grana Padano DOP &amp;egrave; il territorio delle province di:  Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania, Vercelli,  Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova a sinistra del  Po&amp;rsquo;, Milano, Monza, Pavia, Sondrio, Varese, Trento, Padova, Rovigo,  Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Bologna a destra del Reno, Ferrara,  Forl&amp;igrave; Cesena, Piacenza, Ravenna, Rimini. Esclusivamente con riferimento  alla produzione del latte, la zona di origine si estende anche  all&amp;rsquo;intero territorio amministrativo dei comuni di: Anterivo, Lauregno,  Proves, Senale-S. Felice e Trodena nella provincia autonoma di Bolzano.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;LA STORIA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;La nascita del Grana Padano &amp;egrave; una storia affascinante, che risale  all&amp;rsquo;anno mille e all&amp;rsquo;ingegno dei monaci benedettini. L&amp;rsquo;opera di bonifica  compiuta dai monaci Cistercensi dell&amp;rsquo;abbazia di Chiaravalle favor&amp;igrave; il  diffondersi dell&amp;rsquo;allevamento del bestiame, che gener&amp;ograve; ben presto una  ricca disponibilit&amp;agrave; di latte, di gran lunga superiore al fabbisogno  della popolazione. &lt;br /&gt; Fu cos&amp;igrave; che i monaci misero a punto la &amp;ldquo;ricetta&amp;rdquo; del Grana Padano,  geniale espediente per la conservazione dell&amp;rsquo;eccedenza di latte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Nasce cos&amp;igrave; un formaggio a pasta dura che stagionando, conserva i  principi nutritivi del latte e acquista un sapore inconfondibile, dolce e  saporito allo stesso tempo. Formaggio a cui viene spontaneamente  attribuito il nome di &amp;ldquo;grana&amp;rdquo; per la pasta granulosa che lo  caratterizza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La fama del Grana Padano si consolida nel tempo e ben presto diviene  formaggio pregiato protagonista dei banchetti rinascimentali di principi  e duchi, ma anche principale alimento di sostentamento delle genti  delle campagne durante le terribili carestie.  &lt;br /&gt; Un formaggio dalle due anime: ingrediente di spicco delle ricette  dell&amp;rsquo;elaborata cucina nobiliare e caposaldo della tradizione  gastronomica popolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Con il passare del tempo la pratica della trasformazione del latte in  &amp;ldquo;Grana&amp;rdquo; si diffonde, tanto da diventare uno dei pilastri dell&amp;rsquo;economia  agricola.  &lt;br /&gt; La tradizione produttiva del Grana Padano si &amp;egrave; tramandata nei secoli  secondo metodologie invariate che assicurano ancora oggi al prodotto le  caratteristiche organolettiche e l&amp;rsquo;aspetto che lo hanno reso celebre in  tutto il mondo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;LA FILIERA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;LATTE CRUDO&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;massimo due mungiture&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;AFFIORAMENTO NATURALE DELLA CREMA&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;LATTE SCREMATO PER AFFIORAMENTO NATURALE&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;LATTE IN CALDAIA&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;AGGIUNTA DI SIERO INNESTO&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ottenuto dalla incubazione del siero della caseificazione del giorno precedente&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;AGGIUNTA DEL CAGLIO&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;COAGULAZIONE&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;temperatura 31-33&amp;ordm;C&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ROTTURA DELLA CAGLIATA&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;COTTURA&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;temperatura iniziale 31-33&amp;ordm;C, temperatura finale 53-56&amp;ordm;C&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;GIACENZA SOTTO SIERO&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;tempo 30-70 minuti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;FORMATURA&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;tempo 2 giorni&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;SALATURA&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;in salamoia naturale&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;STAGIONATURA&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;temperatura 15-22&amp;ordm;C&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;LE STAGIONATURE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;La segmentazione del Grana Padano consente di scegliere, leggendo le  indicazioni sulla crosta o sulla confezione, il formaggio a  denominazione d&amp;rsquo;origine protetta pi&amp;ugrave; consumato nel mondo in base alla  diversa stagionatura &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float: left; margin: 9px;&quot; src=&quot;http://www.granapadano.it/userfiles/image/stagionatura/stagionature01.gif&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;137&quot; height=&quot;136&quot; /&gt;&lt;img style=&quot;float: left; margin: 9px;&quot; src=&quot;http://www.granapadano.it/userfiles/image/stagionatura/stagionature02.gif&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;139&quot; height=&quot;136&quot; /&gt;&lt;img style=&quot;float: left; margin: 9px;&quot; src=&quot;http://www.granapadano.it/userfiles/image/stagionatura/stagionature03.gif&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;137&quot; height=&quot;135&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;I MARCHI DI QUALITA'&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Il formaggio a Denominazione di Origine Protetta GRANA PADANO &amp;egrave;  contraddistinto e caratterizzato da una serie di segni distintivi:  marchi di origine e marchi di selezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Le due tipologie di marchi hanno natura e funzione diversa e si  distinguono anche in base al metodo di applicazione dei medesimi sul  formaggio ed ai soggetti che compiono detta operazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float: left;&quot; src=&quot;http://www.granapadano.it/userfiles/image/marchiqualita/marchi_qualita.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;344&quot; height=&quot;167&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;LE CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div class=&quot;testo_content&quot;&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Quello che rende il Grana Padano un  alimento completo favorevole al benessere e alla salute di bambini,  adolescenti, donne incinte, sportivi e persone anziane &amp;egrave; il suo ottimo  rapporto tra valore energetico, qualit&amp;agrave; e quantit&amp;agrave; di nutrienti  contenuti.&lt;br /&gt; Essendo un formaggio semigrasso, il suo valore energetico &amp;egrave; inferiore a  quello di molti alimenti comunemente consumati che apportano molti meno  nutrienti.&lt;br /&gt; Grana Padano &amp;egrave; un ottimo alimento naturale,in grado di fornire una grande parte delle sostanze di cui l&amp;rsquo;uomo ha bisogno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1032&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;UN ELEVATO APPORTO PROTEICO&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1032&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;SALI MINERALI &lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1032&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;VITAMINE&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all ui-state-hover&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1032&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;I GRASSI: POCHI MA BUONI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1032&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ALTA DIGERIBILIT&amp;Agrave;, RAPIDA ASSIMILAZIONE&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1032&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;VALORI MEDI CONTENUTI IN 25 GRAMMI DI GRANA PADANO DOP &lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;div class=&quot;testo_content&quot;&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;L'ESPERTO CONSIGLIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Rispettare i rituali d&amp;rsquo;assaggio  previsti per il Grana Padano consente di valorizzarne tutte le  potenzialit&amp;agrave; e di scoprirne i pregi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;continua&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1033&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;COME SCEGLIERLO&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1033&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;COME CONSERVARLO&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1033&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;COME DEGUSTARLO&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all ui-state-hover&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1033&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;COME PRESENTARLO&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all ui-state-hover&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all ui-state-hover&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;IL TAGLIO DELLA FORMA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all ui-state-hover&quot;&gt;&lt;div class=&quot;testo_content&quot;&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Una peculiarit&amp;agrave; del Grana Padano &amp;egrave; che  le sue caratteristiche sensoriali variano a seconda della stagionatura.  Di seguito riportiamo una sintetica illustrazione dei descrittori  sensoriali in funzione dell&amp;rsquo;et&amp;agrave; del formaggio Grana Padano in  degustazione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt; GLI STRUMENTI DEL GUSTO &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;continua&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1035&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;DESCRITTORI VISIVI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1035&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;DESCRITTORI GUSTATIVI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all ui-state-hover&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1035&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;DESCRITTORI OLFATTIVI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1035&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;DESCRITTORI MECCANICI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a tabindex=&quot;-1&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1035&amp;amp;liv=1&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ANALISI SENSORIALE DESCRITTORI MECCANICI&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;ANTIPASTI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div class=&quot;menuRicette&quot;&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a class=&quot;selected&quot; href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idMenu=1055&amp;amp;liv=2&amp;amp;idAmb=66&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Crocchette Padane&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idCon=5778&amp;amp;idAmb=66&amp;amp;idMenu=1055&amp;amp;liv=2&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Crostini di mousse di zucca&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idCon=5784&amp;amp;idAmb=66&amp;amp;idMenu=1055&amp;amp;liv=2&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Coccottine di polenta e uova&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idCon=5592&amp;amp;idAmb=66&amp;amp;idMenu=1055&amp;amp;liv=2&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Grissini speziati al Grana Padano DOP&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class=&quot;noBackground&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.granapadano.it/aspx/Home.aspx?idCon=5790&amp;amp;idAmb=66&amp;amp;idMenu=1055&amp;amp;liv=2&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sfoglia di Grana Padano con cipolla carammellata&lt;br /&gt; e aceto balsamico&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CROCCHETTE PADANE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; src=&quot;http://www.granapadano.it/userfiles/image/ricette/Crocchette-padane.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;191&quot; height=&quot;191&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ingredienti e dosi per 4 persone&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; 300 g di carne trita di vitello, 200 g di pane raffermo, 80 g di  mortadella, un bicchiere di latte un uovo e un tuorlo, 5 fette di  pancarr&amp;eacute;, 80 g di Grana Padano grattugiato,&amp;nbsp;un cucchiaio di prezzemolo  tritato, noce moscata, pepe, sale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Procedimento&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt; Passate il pancarr&amp;eacute; al setaccio oppure alla grattugia ottenendo una  grana molto grossa.&amp;nbsp; Ammorbidite il pane raffermo nel latte; salate e  pepate leggermente, insaporite con noce&amp;nbsp; moscata quindi lavorate con la  forchetta in modo da ottenere un composto omogeneo. In una terrina  mescolate la carne, la mortadella tritata finemente, il prezzemolo ed  unite il pane ammorbidito, il Grana Padano, le uova appena sbattute e  impastate con cura. Regolate di sale. Dividete l'impasto in palline  grandi come una noce e passatele nel pancarr&amp;eacute; grattugiato, premendole  con cura e fatele cuocere in olio caldo possibilmente in una friggitrice  di ferro. Ritiratele e lasciatele scolare su carta assorbente.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;COFANETTO 90 RICETTE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Grana Padano DOP ha un gusto intimo e particolare; merito della  lavorazione naturale di solo latte italiano, frutto della stagionatura,  dai nove mesi sino ad oltre due anni, un lento processo in ambienti  controllati e gelosamente protetti, che d&amp;agrave; ad ogni forma un sapore  unico.&lt;br /&gt; Queste qualit&amp;agrave; hanno reso Grana Padano DOP protagonista di ogni piacere  del palato e per favorire le scelte del consumatore, Grana Padano si  propone in tre diverse stagionature da cui si &amp;egrave; preso spunto per  realizzare il nuovo cofanetto di ricette dove ogni volume fornisce  consigli culinari per utilizzare al meglio Grana Padano DOP dai 9 ai 16  mesi, Grana Padano oltre 16 mesi e Grana Padano RISERVA.&lt;br /&gt; Scarica le ricette dei volumi che preferisci!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.granapadano.it&quot; target=&quot;_parent&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;ui-accordion-header ui-helper-reset ui-state-default ui-corner-all&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.granapadano.it&quot; target=&quot;_parent&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;http://www.granapadano.it&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 21 Aug 2012 17:36:17 +0200</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/buonastreganord/11526595.html</guid>
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            <title>GIORGIO BRUNELLI</title>
            <link>http://blog.libero.it/buonastreganord/11526357.html</link>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;strong&gt;GIORGIO BRUNELLI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.tarantola.it/fileup/protagonisti/giorgio%20brunelli-732601.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;206&quot; height=&quot;320&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Prof. Giorgio Brunelli nato a Cellatica (&lt;strong&gt;BRESCIA&lt;/strong&gt;) il 1925, laureato nel 1949.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;em&gt;Professore di Ortopedia all&amp;rsquo; Universit&amp;agrave; di Brescia .&lt;br /&gt;Specialista in Chirurgia Plastica e Microchirurgia. &lt;br /&gt;Direttore della scuola di specializzazione in Ortopedia e in Chirurgia della Mano all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Brescia .&lt;br /&gt;410 Pubblicazioni (di cui 6 Monografie e 7 testi ).&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Pi&amp;ugrave; di 23.000 interventi effettuati ( pi&amp;ugrave; di 3.300 di Microchirurgia ). &lt;br /&gt;Laurea Honoris Causa Universit&amp;agrave; di Wroclaw. &lt;br /&gt;Membro dell&amp;rsquo; Accademia delle Scienze di New York.&lt;br /&gt;Membro di 28 Societ&amp;agrave; Scientifiche (Italiane , Straniere e Internazionali ). &lt;br /&gt;Membro Onorario della Societ&amp;agrave; Britannica di Chirurgia della Mano . &lt;br /&gt;Socio  Fondatore di varie Societ&amp;agrave; fra le quali Societ&amp;agrave; Italiana di Chirurgia  della Mano, Societ&amp;agrave; Italiana di Microchirurgia , Interniational Society  of Reconstructive Microsurgery; Groupe d&amp;rsquo; Etude des Nerfs ,  International Society of Microsurgery.&lt;br /&gt;Past-President del Groupe pour  l&amp;rsquo; avancement de la Microchirurgie , della Conf&amp;egrave;d&amp;egrave;ration Europ&amp;egrave;enne des  Services d&amp;rsquo; urgence de la Maine e della Societ&amp;agrave; Internazionale di  Microchirurgia.&lt;br /&gt;Presidente Onorario della Societ&amp;agrave; Italiana di Microchirurgia. &lt;br /&gt;Autore di varie Tecniche Chirurgiche Personali. &lt;br /&gt;Socio Emeritus della Societ&amp;agrave; Internazionale di Chirurgia Ortopedica e Traumatologia .&lt;br /&gt;Membro Onorario British Society for Surgery of the hand dell&amp;rsquo; Australia Society for Surgery of the Hand .&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Grande chirurgo e scienziato noto in tutto il mondo per le sue  innovative tecniche chirurgiche i suoi studi e le sue ricerche di base. Ha pubblicato pi&amp;ugrave; di 400 articoli scientifici su riviste italiane e  straniere e 9 testi di chirurgia. Gentleman driver d'auto d'epoca &amp;egrave;  anche un buon pittore ad olio ed un curioso fotografo che ha pubblicato  un particolarissimo grande libro di fotografie. Giorgio Brunelli non &amp;egrave;  nuovo nell'impegno di un romanzo storico con scrupolosi riferimenti a  fatti, luoghi e date reali, con trama fantastica amorosa ed erotica,  avendo gi&amp;agrave; pubblicato la trilogia di: &quot;Arnth l'Etrusco&quot; ambientata  nell'Etruria del IV secolo a.C. e &quot;Battaglie intrighi e amori di Rotari,  re Longobardo&quot; le cui trame romantiche ed avvincenti sono ovviamente  fittizie, ma l'ambientazione, i costumi, i nomi, la religione, i  costumi, le date sono rigorosamente storiche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.stampamedica.it/images/stories/brunelli.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;530&quot; height=&quot;299&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Il prof. Brunelli  &amp;egrave; sempre stato un pionere entusiasta e curioso di trovare nuove  soluzioni a problemi diversi. Fu tra i primi ad interessarsi alla  chirurgia della mano recandosi , gi&amp;agrave; 1955 a Parigi per seguire la Scuola francese di Chirurgia della Mano e fu uno dei fondatori della Societ&amp;agrave; italiana di Chirurgiadella Mano (S.I.C.M.) . &lt;br /&gt;Sempre  in cerca di nuove sfide fu il primo in Italia, ed il secondo in Europa,  ad eseguire le protesi totali d&amp;rsquo;anca per curare l&amp;rsquo;artrosi dell&amp;rsquo; anca  fin dal 1964. Allora quest&amp;rsquo; intervento era considerato un grave rischio  ed era osteggiato da tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Ha pubblicato un libro sull&amp;rsquo; argomento : &quot;la protesi totale dell&amp;rsquo;anca&quot;  nel 1970 studiando e producendo un suo modello personale che usa dal  1972 e che gi&amp;agrave; 24 anni fa adottava la soluzione metallo-metallo  cementato che oggi &amp;egrave; riconosciuta la migliore . &lt;br /&gt;Attenuata la sfida  dell&amp;rsquo; anca egli si dedic&amp;ograve; ai rimpianti degli arti amputati eseguendo il  primo riempianto in Italia nel 1973. Oggi egli e la sua &amp;eacute;quipe contano  800 riempianti eseguiti in 20 anni. &lt;br /&gt;Dal 1973 organizza ogni anno il corso teorico-pratico di microchirurgia dal quale sono passati innumerevoli chirurghi Italiani. &lt;br /&gt;E&amp;rsquo; stato anche il primo in Italia a dedicarsi alla Microchirurgia (fin dal 1964 ) e da allora ha cominciato la ricerca sulla rigenerazione del sistema nervoso. &lt;br /&gt;Fu il primo ad eseguire  in Italia la chirurgia del plesso brachiale (dal 1972) e conta oggi una  delle tre casistiche pi&amp;ugrave; numerose del mondo. Ha inventato varie nuove  tecniche di riparazione del sistema nervoso periferico come, per  esempio, la neurotizzazione muscolare dirette che consente di rinnervare  casi considerati disperati ed usata in tutto il mondo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Da  18 anni si &amp;egrave; dedicato con la sua scuola alla ricerca per la guarigione  della paraplegia da lesione traumatica del midollo spinale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;---&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;articoloTEXT-ALIGN: justifytext-align: justify;&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Un ponte tra muscoli e nervi &lt;br /&gt;&amp;egrave; la speranza per i paraplegici&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;em&gt;Adesso &amp;egrave; stata perfezionata in Usa. Sui ratti ha funzionato&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;UN PASSO in avanti verso il recupero dell'uso degli arti paralizzati  grazie a una tecnica semplice ed efficace, perfezionata da uno studio  americano. Gli scienziati hanno dimostrato che i nervi possono fare da  ponte tra le cellule sopra la lesione della colonna vertebrale e i nervi  periferici. Ma c'&amp;egrave; ancora molto lavoro da fare. Il procedimento, finora  sperimentato con successo su dei ratti, potrebbe essere riprodotto  sull'uomo entro i prossimi cinque anni, dando una speranza di recupero  alle migliaia di persone che nel mondo soffrono di paralisi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In  realt&amp;agrave; non si tratta di una novit&amp;agrave; assoluta: i primi esperimenti di  questo tipo sono stati eseguiti proprio in Italia nel 1944 dal professor  Angelo Chiasserini a Roma, anche se con esiti poco soddisfacenti. Un  nuovo test &amp;egrave; stato invece svolto con un certo successo dal bresciano Giorgio  Brunelli, presidente della Fondazione per la ricerca sulle lesioni del  midollo (Escri), che nel 2006 figurava tra i candidati al Nobel per la  medicina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ricercatori sanno che la parte del midollo  spinale che resta sotto la lesione &amp;egrave; spesso capace di rispondere agli  impulsi elettrici, ma essendo questo &quot;staccato&quot; dai comandi cerebrali  non pu&amp;ograve; controllare alcun movimento. L'esperimento, condotto dal  neuroscienziato americano John Martin della Columbia University di New  York, &amp;egrave; partito tagliando, poco sopra la lesione, un pezzo di nervo  normalmente utilizzato per controllare il movimento dei muscoli  addominali. Gli arti inferiori del topo hanno ricevuto il segnale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Abbiamo  riconnesso in modo robusto i nervi che stavano sopra la lesione con  quelli della parte di sotto - ha spiegato il dottor Martin - e ci&amp;ograve; che  abbiamo notato di incoraggiante &amp;egrave; che quelli che controllano il  movimento erano capaci di rigenerarsi&quot;. Quando i nervi sono stati  riattaccati al midollo spinale, hanno ricominciato a svilupparsi e a  restituire segnali al corpo. &quot;La nostra speranza maggiore - confessa  Martin - &amp;egrave; che questa scoperta possa contribuire a risolvere il problema  della paralisi degli arti&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riconnettere un nervo solo non &amp;egrave;  per&amp;ograve; sufficiente per risolvere problemi cos&amp;igrave; grossi e, anche qualora vi  fosse la possibilit&amp;agrave; di un recupero, il paziente dovrebbe essere  costretto a fare una scelta di priorit&amp;agrave;, puntando semmai al  miglioramento della propria qualit&amp;agrave; della vita. &quot;Una persona  tetraplegica - spiega il neurologo - potrebbe ad esempio aspirare al  recupero dell'uso dei muscoli della spalla, invece che delle gambe&quot;.  Questo gli permetterebbe di trasferirsi autonomamente dalla sedia a  rotelle al letto o al bagno&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia dell'esperimento  americano, comparsa in questi giorni sulla rivista scientifica New  Scientist, ha subito portato la comunit&amp;agrave; scientifica ad evitare  illusioni. Il neuroscienziato inglese Patrick Anderson, docente dello  University College London, pur dichiarandosi affascinato dalla scoperta,  avverte che ancora molta strada dovr&amp;agrave; essere fatta nel campo della  ricerca, prima di arrivare a un recupero completo dell'uso delle  articolazioni. Anche il dottor Mark Bacon, dell'International Spinal  Research Trust di Surrey, in Inghilterra, avverte: &quot;Si tratta di una  novit&amp;agrave; emozionante, ma attenti a non correre con l'immaginazione. Siamo  ancora lontani da una svolta in grado di cambiare la vita dei  paraplegici&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta comunque l'italiano Giorgio Brunelli, il vero padre di questa intuizione. E' lui l'uomo che, seguendo un procedimento simile, qualche anno fa riusc&amp;igrave; a far recuperare l'uso delle gambe a una donna bloccata su sedia a rotelle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;margin: 5px; float: left;&quot; src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/d/de/Facolt%C3%A0_medicina_brescia.JPG&quot; alt=&quot;Universit&amp;agrave; di Medicina di Brescia&quot; width=&quot;350&quot; height=&quot;233&quot; /&gt;La sua equipe, dell'Universit&amp;agrave; di Brescia,  aveva dimostrato che, collegando il midollo spinale ancora vitale, cio&amp;egrave;  la parte congiunta al cervello, al muscolo per mezzo di un innesto di  segmento nervoso - in grado di scavalcare la parte di midollo  danneggiata e tutto il midollo sottostante - questo &amp;egrave; in grado di  ricevere lo stimolo proveniente dall'alto. Gli impulsi cerebrali  arrivano direttamente ai muscoli utilizzando come neurotrasmettitore il  glutammato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Questa ricerca nel 2006 &amp;egrave; valsa a Brunelli la candidatura al Nobel per la medicina da  parte di Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina nel 1986.  &quot;Ma la mia parola d'ordine resta sempre e solo una: non illudere. Ci  sono dei limiti oggettivi oltre i quali la scienza non potr&amp;agrave; mai andare.  E per far recuperare l'uso delle gambe a una persona &amp;egrave; necessario che  sia giovane, piena di volont&amp;agrave; e che abbia una lesione non gravissima&quot;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;febbraio 2008&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;---&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;FONDAZIONE GIORGIO BRUNELLI&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ricerca sulle lesioni del midollo spinale E.S.C.R.I ONLUS&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;Presidente dott.ssa Luisa Monini&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Presidente Onoraria, Rita Levi Montalcini&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;La Fondazione per la Ricerca sulle Lesioni del Midollo Spinale prende  origine nel 1980 dai primi interventi sperimentali eseguiti dal prof. G.  Brunelli (allora direttore della cattedra di Ortopedia e Traumatologia  della facolt&amp;agrave; di Medicina e Chirurgia dell'Universit&amp;agrave; di Brescia) e  dalla sua equipe.&lt;br /&gt;Allora le conoscenze della anatomia e della  fisiologia del midollo spinale erano estremamente povere e limitate a  ricercatori di base.&lt;br /&gt;Il prof. Brunelli che da circa 20 anni si  dedicava alla ricerca ed al trattamento clinico delle lesioni dei nervi  periferici si mise in testa di cercare di guarire anche le lesioni del  midollo spinale.&lt;br /&gt;Negli anni immediatamente successivi si costitu&amp;igrave; la  &quot;Associazione per la Ricerca sulle Lesioni del Midollo Spinale&quot; che a  sua volta costitu&amp;igrave; il Gruppo Italiano di Studio sulla Paraplegia che  incluse anche ricercatori di altri istituti come gli istituti di  Fisiologia, di Farmacologia di Biotecnologie e di Istologia Patologica  di Patologia Generale dell'Universit&amp;agrave; di Brescia ed il servizio di  Neurofisiopatologia degli Spedali Civili di Brescia.&lt;br /&gt;Nel 1988  l'associazione si trasform&amp;ograve; in &quot;Fondazione&quot; no profit ONLUS, costituita  con atto notarile repertorio 84751 raccolta 12214 dal notaio Giuseppe  Faraldo notaio in Manerbio, nel collegio notarile di Brescia.&lt;br /&gt;Quando  ancora era una associazione, i ricercatori oltre a lavorare nei propri  istituti in Italia si portarono nell'anno 1994-95 in Svezia a Stoccolma  per eseguire esperimenti sui primati non umani (macaca fascicularis) non  avendo a quel tempo l'autorizzazione a fare simili esperimenti in  Italia.&lt;br /&gt;Ottenuta l'autorizzazione la ricerca sui primati continu&amp;ograve; in  Italia nei laboratori prima dell'associazione e poi della fondazione.&lt;br /&gt;I  risultati furono molto interessanti e consentirono nel 2000 di eseguire  il primo intervento su un paziente umano volontario pienamente  informato con esito positivo.&lt;br /&gt;La paziente affetta da sezione completa  del midollo spinale a livello T8 &amp;egrave; stata operata (con il consenso del  Comitato Etico del Servizio Sanitario Nazionale) di connessione del  midollo sopralesionale con i nervi periferici di muscoli dell'arto  inferiore senza l'intermediario dei neuroni motori inferiori (quelli che  risiedono nel midollo spinale sottostante la lesione) col risultato di  una deambulazione rudimentale ma efficiente.&lt;br /&gt;Questo risultato &amp;egrave; stato  presentato nel 4&amp;deg; International Symposium on Experimental Spinal Cord  nel 2002 ha destato ammirazione e sorpresa perch&amp;eacute; con questo intervento  le fibre nervose che arrivano ai muscoli sono quelle dei motoneuroni  superiori (cerebrali) le quali usano un neuro-trasmettitore (il  glutammato) completamente diverso da quello dei motoneuroni midollari  che normalmente stimola i muscoli l'acetilcolina.&lt;br /&gt;La prof. Rita Levi  Montalcini, premio Nobel ci incit&amp;ograve; a cercare di dimostrare come questo  era possibile. La ricerca &amp;egrave; stata mirata a questo scopo con un nuovo  modello chirurgico sperimentale ed ha coinvolto appassionatamente e  febbrilmente negli ultimi 3 anni ricercatori della fondazione e quelli  della sezione di Farmacologia Tossicologia e Terapia Sperimentale del  Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologie e della sezione di  Biochimica dell'Universit&amp;agrave; di Brescia nonch&amp;eacute; del dipartimento di  Elettrofisiologia degli Spedali Civili di Brescia.&lt;br /&gt;Questa ricerca ha  ottenuto un risultato clamoroso, sperato, anche se non sicuramente  aspettato che &amp;egrave; stato pubblicato nel giugno 2005 dalla rivista PNAS.&lt;br /&gt;La  ricerca continua con numerosi altri obiettivi complementari.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;http&lt;/span&gt;://www.midollospinale.com/index.php&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 21 Aug 2012 15:04:17 +0200</pubDate>
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