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« RAPPORTI DI COPPIADIARIO DI UNA SERATA FINITA BENE »

LETTERA AD UN AMICA

Post n°3 pubblicato il 19 Gennaio 2007 da kapedagg
 

Nella tua precedente mail mi hai parlato di quanto lui fosse stato speciale per te, ed io sono sicuro che lo sia anche ora che è lontano.

Si vede da quello che hai ereditato da lui.

Anche tu però sei speciale! Ne sono sicuro ora: non tutte le donne sono in grado di capire e di apprezzare l’amore dato in quel modo; spesso si viene travisati e certi comportamenti, che trovano nel sesso la manifestazione più evidente, vengono facilmente e superficialmente classificati come opportunismo.

Per me non è affatto così, penso che lui ti ha dato la parte più intima di sè, quella più difficile da manifestare perchè richiede di confrontarsi con una persona che dimostri maturità e capacità di superamento di schemi logici diffusissimi che identificano l’amore con il possesso sessuale dell’altro.

Tu sei una donna libera anche se non sola - ma sempre una donna - pertanto il fatto che il "sesso per il sesso" ti lasci "alla lunga l’amaro in bocca" è naturale; sarebbe differente se tu avessi una situazione di soddisfazione sentimentale o di complicità con il tuo uomo.

Quest’ultimo concetto di complicità è fondamentale per vivere certe emozioni. Purtroppo la maggior parte degli uomini non sanno esser complici delle proprie partner.

Il sesso accompagnato al sentimento alla lunga stufa, tu sai che questo è vero: il sesso è istinto e questo mal si concilia con un eccessivo coinvolgimento di natura non esclusivamente passionale, è però necessario che si abbia o si sia nella convinzione di avere già l’amore, se no quello diventa la priorità della ricerca di vita.

Capisco perfettamente quando dici che la solitudine ti consente di non vivere una doppia vita e di esser te stessa, sono stato tentato anche io di abdicare a vantaggio di questa e della libertà ad essa connessa ma, come abbiamo avuto modo di confrontarci, su certe scelte non si tornare indietro, non si può e talvolta non si deve.

Nonostante che io sia un uomo che critica il concetto di morale, ritengo che ciascuno debba sapere assumere le proprie responsabilità: la sindrome di Peter pan (eterna fanciullezza) e il fregarsere dell’effetto delle proprie azioni sugli altri, altro non sono che egoismo.

Egoismo è appunto la parola che odio. Quella che più si scontra con complicità, che è quella che amo di più nei rapporti interpersonali.

Come sai la mia storia è simile alla tua ma la persona o la situazione ha per me costituito solo una scintilla, dopodichè sono diventato molto più selettivo, ho voluto l’incendio.

Con questo intendo dire che ho cercato emozioni sempre più forti, diverse, appaganti soprattutto mentalmente.

Io scopo con la testa non con l’uccello, quello è solo uno strumento ma la soddisfazione avviene altrove (ora non ironizzare dicendo che sono un testa di c... visto che scopo con la testa!).

L’incendio assoluto, quello che descrivi tu, scusami Marina, credo non esista.

Esistono sesso e amore la cui somma è passione; dura un tempo variabile ma sempre limitato. Dopo rimane l’amore che diventa stima, consapevolezza dell’importanza dell’altra persona, affetto inteso come partecipazione ai suoi problemi e condivisione dei tuoi. Ma il sesso....niente da fare quello dopo un tempo variabile si va a far benedire.

Il sogno rappresenta il sesso salvo in un caso: la complicità.

Lei, questa maledetta parola è la soluzione dei mali d’amore nelle coppie, io ne sono assolutamente convinto.

Che intendo per complicità?

In parte l’avrai capito ma il resto te lo spiego nella prossima mail, dopo la tua risposta, voglio tenerti ancora vicina a me come finalmente ti sento ora.

Dopo tutti questi importanti discorsi ti dirò una cosa lieve. Venerdì sarò a Roma solo a casa e quindi la sera vado da Estasi...che ha riaperto.

Ti racconto che è successo e come è cambiato il locale....magari ti viene voglia di venirci la prossima volta con me.

Di posti divertenti io potrei mostrartene tanti e mi piacerebbe molto vedere come reagisci…

Eh si ne hai beccato proprio uno strano!

 

 

 
 
 
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Un blog di: kapedagg
Data di creazione: 16/01/2007
 

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Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d'amarti a poco a poco.
Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
ché già ti avrò dimenticata.

Grazie S.

 

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