Creato da calipso81 il 08/03/2005

Arte...e dintorni

Pensieri sparsi di chi sta provando ad occuparsi di arte.

 

Ciò che rende bella la vita - Natura

Post n°610 pubblicato il 01 Luglio 2013 da calipso81

Mannaggia, ancora in ritardissimo...weekend movimentato=tempo limitato.

Natura

La natura è bella in tutte le sue sfumature. Bella, sì, anche quando la colpiscono al cuore

Anche quando la gente fa la differenziata, ma viene poi tutta messa assieme e stoccata. Anche quando la differenziata si faceva già dal tempo dei Borbone, con multe salate per chi era trasgressore.

E mi viene in mente una strofa della canzone di Pino Daniela, Napule è, dove dice "Napule è na carta sporca e nissun se ne 'mporta".

 

 
 
 

Ciò che rende bella la vita - Lingua

Post n°609 pubblicato il 27 Giugno 2013 da calipso81

Per me è questa la "lingua"....

UNO

DUE

 

 
 
 

Ciò che rende bella la vita - Cinema

Post n°608 pubblicato il 27 Giugno 2013 da calipso81

Casa vecchia era accanto a un cinema-teatro. Di quelli che quasi quasi sono scomparsi.

Si chiamava, e chiama, Metropolitan.

Il cinema, quel cinema, per me significava balletto. Mi piaceva entrare mentre facevano le prove, mentre c'erano le bimbette della mia età alle prese con il saggio.

Insomma c'era più teatro che cinema. E in quel teatro rientravano anche le "stelle" partenopee...ricordo che era un delirio trovar da parcheggiare quando una di quelle sere c'era il caschetto d'oro Nino d'Angelo o Mario Merola...

Ecco, a quegli spettacoli non sono mai andata. Preferivo guardare Quark alla TV e leggere Esplorando il corpo umano...volevo fare il medico. Passione "sfumata" quando mio zio, anche lui medico, ebbe la brillante idea di regalarmi un libro dei disegni anatomici di Leonardo...avevo 12 o 13 anni...da lì cominciai ad affascinarmi all'arte, alla storia dell'arte, a quei personaggi misteriosi e non ho più smesso. Forse è per questo che ho un rapporto di amore/odio con Leonardo. Certo, c'era già qualcosa dentro di me perché disegnavo di continuo e con discreti risultati, ma la scelta del mio percorso successivo è stata dettata da quei disegni anatomici.

Ho divagato...

il cinema mi piace molto anche oggi. Che sia un film d'autore o un film sciocco va sempre bene. Dipende dall'umore e dal momento: ci sono giorni in cui si vuole ridere e altri in cui un film storico va benissimo. Ecco se proprio devo dire un genere che non amo particolarmente è la fantascienza. Ne guardo, mi affascinano le scenografie, le trame però mancano di qualcosa.

Sarò antica e demodé anche sotto quell'aspetto....bah!

 
 
 

Ciò che rende bella la vita - Musica

Post n°607 pubblicato il 25 Giugno 2013 da calipso81

Musica per me ora vuol dire Yann Tiersen, vuol dire Ludovico Einaudi, Dario Marianelli.

Compositori moderni, noti per tante colonne sonore.

Il connubio piano e violino l'ho sempre adorato.

Ma musica sono anche i Queen, gli U2 e le musiche più strambe di ora...

Dipende dall'umore, dipende dalla situazione, insomma...dipende

 
 
 

Ciò che rende bella la vita - Arte

Post n°606 pubblicato il 25 Giugno 2013 da calipso81

Senza arte non riuscirei a vivere. 

L'arte non è solo un quadro, una scultura o un'architettura.

Arte è oratoria, è scrivere bene, è musica. Arte è ciò che ci rende vivi che ci fa esprimere il nostro io più profondo.

Arte è produrre e relazionarsi.

Arte è esprimersi per metafore, con iconografia astruse e criptiche, è un altro linguaggio.

Arte è vita, una vita parallela, ma pur sempre vita.

Qualcosa che ti trasforma nel profondo e di cui non si può fare a meno.

 
 
 

Lettere e giorni (in ritardo)

Post n°605 pubblicato il 25 Giugno 2013 da calipso81

Ricapitolando e chiedendo perdono per l'assenza...

Viaggi

Il viaggio per me è fondamentale, è qualcosa che ti cambia, è un qualcosa da cui impari, è uno scambio con un posto diverso, non necessariamento estero o esotico. E' scoprire posti inconsueti, scorci meravigliosi, trovarsi a sorridere e incantarsi davanti un'architettura, un paesaggio, un tramonto. Viaggiare vuol dire aprire la mente, usare le scarpe e adattarsi alla bella e meglio su dove mangiare e fermarsi. Viaggiare è un po' come la vita, tra salite e discese.

 

Sogni

Cosa sogno? Un lavoro fisso e tanti pupattoli...Banale no? Serenità e quel brillio negli occhi: il brillio della scoperta, il brillio della consuetudine, il brillio del tenersi per mano e andare.

 

Donne

Siamo complicate, multitasking, ci facciamo mille problemi (pure troppi), abbiamo la sindrome premestruale (qualcuna ce l'ha fissa)...

 

 
 
 

Lettere e giorni - Gatti

Post n°604 pubblicato il 20 Giugno 2013 da calipso81

Sono cresciuta con una gatta, o forse la gatta è cresciuta con me visto che c'era già alla mia nascita. Fu portata in casa da mio nonno poco prima che morisse. Aveva 15 giorni e mia nonna, con tutto l'affetto del mondo, mi raccontava "pareva na zoccola!", nel senso di topolino, non con un riferimento traslato alla donna di facili costumi o al topo di fogna.

Mamma mi ha sempre raccontato che mi spiava in basso mentre ero in culla. Non mi ha mai graffiata e venuta contro. Avrà pensato "chi è questa palla di ciccia di 4,250gr che mi hanno appena portata in casa e dorme sempre?!?!?!?"

La palla di ciccia è poi cresciuta, la gatta invecchiata.

Faceva le peggio cose: giocava con i gomitoli di lana (una volta ha avvolto l'intero letto!), giocava a palla facendo le sue partite di calcio immaginarie e ti lisciava le gambe di continuo. 

Mia nonna, che l'adorava, era sempre pronta con le sue parole dolci:

"Uè, ma chest è vecchia e sta semp a pazzià"

"Uè, sta disgraziata, me fa semp piglià paura ogni vota che si vene a struscià"

La mia gatta, Lilli, aveva una predilezione spasmodica per pollo e alici. Si piantava davanti al forno appena si mettevano a cuocere e dopo averne mangiato, entrava in sciopero della fame per i due giorni successivi (chiederò i diritti d'autore a Pannella....)

Aveva le vertigini, soffriva di stipsi, e non è mai scappata di casa, neanche uscita fuori al balcone (forse per il problema "vertigini"), s'addormetava sulla tv e ogni tanto ci trovavamo la sua testa penzolone sullo schermo. Era vanitosa: si guardava allo specchio e si lisciava con la zampa.

Poi la mia bella gattona grigia dagli occhi verdi, si è ammalata di tumore. Dimagrita paurosamente, ha perso peso ma non il suo ordine: non hai mai fatto i suoi bisogni fuori dalla lettiera. Una mattina la trovammo acciambellata lì perché non era riuscita ad uscire, fino a trovarla stecchita in un giorno forse simbolico: la festa della donna.

Ho pianto come una disperata. 14 anni di gatta fantastica.

 
 
 

Lettere e giorni - Moda

Post n°603 pubblicato il 20 Giugno 2013 da calipso81

Ho avuto una "evoluzione" un po' particolare per quanto riguarda la moda.

Sono passata dall'adorare le gonne da piccola, in particolare quelle a ruota o tutte pieghe perché si "gonfiavano" quando mi muovevo (o meglio agitavo). Alle superiori era una da jeans, che poi ho abbandonato perché tessuto troppo pesante e ripescato due anni fa. Di norma ho vissuto dalle superiori in poi la fase "pantalone" con rare eccezioni in cui indossavo le gonne, eccezioni che erano legate a miei dimagrimenti in cui mi vedevo meno peggio del solito.

E ora ho ben due abiti invernali, e 5 tra estivo e primavera. Uno di questi è stato acquistato poco fa sul sito ASOS, un bel blu navy e verde menta, lunghezza al ginocchio.

Martedì c'è stata la cena con i colleghi e avevo deciso di mettere proprio questo vestito. Il dialogo con due colleghe è stato alquanto surreale...

Educatrice: Mettiamoci d'accordo: se tu metti un vestito, lo metto anche io.

Io: ma guarda pensavo di mettere quest'abito preso da ASOS...stupore e bocca aperta (per il sito) con risultato di acquisto di due abitini da parte sua (suo marito mi odierà).

Educatrice: Oh, ma con questo vestito sarai una pippona (?!?!?) esagerata, sai che meraviglia con queste belle tette che hai

Tutor: Dai, metto anche io un vestito, se voi ne mettete uno.

Risultato:

Tutor abito corto con scarpe zeppate con tacco adoperate anche per guidare (non so come, per me resta un mistero da sciogliere).

Educatrice delizioso vestitino che mi ricordava gli anni 30, non so perché.

Io vestito con balena arenata inside...ma l'educatrice ha ribadito che ero una bella pippona (espressione modenese che devo ancora imparare cosa voglia dire).

Per me la moda è qualcosa di strano...e la mia 46/48 di certo non aiuta con i canoni attuali. 

Ora a Firenze c'è pitti con tanti modelli e modelle in giro...

 
 
 

Lettere e giorni - Me

Post n°602 pubblicato il 18 Giugno 2013 da calipso81

Chi sono? Cosa sono? Dove vado?

Un tempo sapevo rispondere.

A 15 anni avrei detto come mi chiamavo, che mi piaceva l'arte, volevo vivere a Firenze e lavorare agli Uffizi.

L'arte mi piace ancora e a Firenze ci vivo. Non lavoro agli Uffizi ma in un posto di gran lunga più dinamico, seppur non "quel" lavoro definitivo che intedevo allora e che a me pareva normale.

Ma sono anche un'insegnante, quando capita. Una di storia dell'arte che fa vedere le immagini più strane ai ragazzi, che stimola a pensare a tutti gli intrecci con la letteratura, la filosofia, le scienze e che rompe l'anima sulle tecniche artistiche. Una che crede ancora nella terminologia più appropriata ma che ci ride su, se le dicono che in chiesa c'è il "poliambulatorio" e non il deambulatorio. Una che chiacchiera e cerca di capire alcune delle problematiche fanciullesche che possono inficiare lo studio. Oggi è tutto davvero molto più complicato. Insomma cerco di essere seria laddove si tratta di imparare qualcosa, ma anche comprensiva se oggettivamente ci sono dei problemi.

Non so se è l'atteggiamento giusto, ma di norma mi comporto così, con tutte le varianti classe per classe in quanto gruppo unico e irripetibile.

Poi c'è l'altra ME, quella non ufficiale. Quella introspettiva, che pensa troppo, che legge, che guarda film dall'impegnato (Iron Lady) alla cavolata (Shrek), che ride, piange e si rimbocca le maniche, che scrive, dipinge, fa collane e orecchini.

Quella che ultimamente non sa più nulla, o meglio saprebbe ma è stritolata. Perché le si chiede di riprovare in nome del tempo passato, perché viene "attaccata" nel vivo instillando sensi di colpa che non dovrebbero mai esserci. Quella che sta iniziando un cammino lento e tortuoso e che vorrebbe tanto rinascere. Svegliarsi con tutto già risolto, o svegliarsi tra 10 anni per sbirciare cosa è diventata.

Un'amica che conosco da 8 anni, mi ha detto, con tutta la sua flemma "sai, sei sempre stata solare e dinamica, piena di iniziativa e voglia di fare mille cose, è tanto tempo che ho notato che ti stai intristendo sempre più. Ricorda che ci sarà tempo per essere tristi, non ora". Mi ha colpito molto, tanto.

 
 
 

Lettere e giorni - Lavoro

Post n°601 pubblicato il 17 Giugno 2013 da calipso81

Uh...che bell'argomento!

A me piacerebbe molto averne uno a tempo indeterminato, ma a quanto pare la mia generazione farà fatica ad avere un simile privilegio. E di pensioni manco a parlarne...

Sono nata in anni sbagliati. In anni in cui insegnare è utopico...e viene pure considerato un mestiere del piffero. I nuovi fanciullini a cui dovresti insegnare sono sempre più complicati, come più complicata è la vita di oggi. Ragazzi con problemi di affettività, con famiglie distrutte, con l'incapacità di affrontare problemi piccoli e che finiscono per essere sopraffatti. Ragazzi che si rifugiano in una protesta continua, in lotta perenne verso gli adulti che rappresentano l'autorità, che si tuffano in mode alquanto bizzarre dettate dai tempi altrettanto mutevoli.

Ma alla fine per me il problema "ragazzi" è sempre limitato. Non sono mai loro il grosso scoglio, piuttosto la convivenza con altri sclerotici e stanchi colleghi.

Non scrivo del mestiere dello storico dell’arte che quello è sempre stato un miraggio, un’impresa titanica. Impresa che, una volta ottenuta, ti rinfranca perché è quello che vuoi e ti affossa per gli aspetti burocratici infiniti, fatti di giri di parole e non solo.

Il problema è che in questo precariato perenne, si finisce con l’avere la sindrome di Calimero. Con contratti che vanno e vengono, che possono anche non esserci affatto, come puoi prevedere un tuo futuro? Come puoi progettare, o anche solo pensare, ad una famiglia con prole?

Io poi che non voglio il figlio unico è davvero impensabile allo stato attuale.

Prima facendo sacrifici riuscivi a mettere anche da parte un gruzzoletto e a investire i tuoi risparmi…oggi se arrivi a fine mese è grassa.

 

Cerco di non pensarci, ma il senso di sopraffazione mi attanaglia…

 
 
 

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