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Creato da Hans_pendu il 22/12/2009

Capo Spartirecchie

luogo di dissipazione

 

Mc 8 (Betsaida)

Post n°115 pubblicato il 24 Dicembre 2011 da Hans_pendu

uno sputo salmastro

 

un gesto rozzo di 2.000 anni fa

mi aprisse gli occhi

 

e non il cielo - non squarciare questo cielo,

basta che strappi il cellophane dal cuore -

aprimi gli occhi coi poco eleganti

unguenti del tuo amore

 
 
 

come mi vuoi?

Post n°114 pubblicato il 06 Novembre 2011 da Hans_pendu

 
 
 

Mi sto facendo vecchio. Vasco e Ligabue.

Post n°112 pubblicato il 17 Luglio 2011 da Hans_pendu

Una volta mi piaceva Ligabue e mi stava sullo stomaco Vasco Rossi. Ligabue mi sembrava (tutto sommato) ottimista e Vasco, al contrario, mi sembrava decadente, malaticcio, sguaiato.

Oggi Ligabue mi sa di carrierista: un narcisista autentico e subdolo, che «deve» costruire il monumento alla propria grandezza. Vasco mi appare più umano, anche se si è preso molte licenze poetiche.

Quando in radio o in televisione becco una canzone di Ligabue, cambio subito canale. Ho già dato. Liga, tieniti i tuoi soldi, le tue donne, la tua gloria, il tuo nobile intento di conciliare rock e buoni sentimenti. Vai a fare i concerti per quelli come te. Per quelli che, quando saranno morti, si candideranno a fare carriera anche in PARADISO :-)

 
 
 

Rap Lamento - di Frankie Hi NRG

Post n°111 pubblicato il 15 Maggio 2011 da Hans_pendu
 

Per fare una partita alla "Repubblica" occorre essere iscritti a una compagine politica:
ce ne son decine tra cui scegliere a seconda del colore (anche se ultimamente il nero va per la maggiore).
Una volta che si è in squadra - o in squadraccia - è importante aver le natiche al posto della faccia per riuscire a reggere la fase atletica, con più tensioni: la campagna acquisti, detta anche "le elezioni".
Caratteristica della "Repubblica" è di esser gioco a palla multipla, ma senza limiti di numero, volume o qualità di sorta: ognuno inventa le sue palle e poi le spara a propria volta.
E il pubblico pagante che finora è stato zitto decide chi tifare, esercitando un suo diritto, credendo a quelle palle che lo fanno più contento e premiandone l'autore con un posto in Parlamento.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

Il Parlamento è uno stadio tutto pazzo: 2 curve a gradinate senza un vero campo in mezzo, rinchiuse in 2 palazzi in cui s'attizzano gli scazzi tra schiamazzi e rubamazzi, istituzionalizzando gli intrallazzi.
Si aprono le danze tra le squadre elette e parte il walzer delle alleanze, in cui vengono stretti tutti i gatti con i sorci, i cani con i porci, in quell'unico bestiario che dovrebbe governarci.
La maggioranza vince, il resto fa l'opposizione, un manipolo di eletti forma una delegazione, va dall'arbitro sul colle per prestare giuramento forgiando nuove palle da buttare in Parlamento.
'Ste palle - dette "leggi", per via del peso scarso - avuto un voto, un veto, un Vito ed un ricorso, galleggiano tra i banchi tutto quanto il santo giomo: da destra a sinistra a destra e poi ritorno.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

Nell' ultimo periodo il gioco è fatto statico, monotono, le palle son talmente enormi che manco rimbalzano, ma schiacciano le regole e all' arbitro che estrae un cartellino danno pure del daltonico: bazzecole, il peggio ha da succedere.
Qui stanno convincendo il pubblico a pagare senza scegliere, abbonandosi al satellite e restando tutti a casa, usando il nome di "Repubblica" per tutta un'altra cosa: uno sport che si gioca su una piazza da un balcone, dove uno urla qualcosa e tutti gli altri che ha ragione.
Brutta razza 'sti tizi che in terrazza dirigon con la mazza un gioco in cui s'ammazza chi non si sollazza!
Da un bel pezzo c'è st'andazzo e non prendetemi per pazzo se ipotizzo 'ste compromissioni storiche, ma qui nel nostro Stato il campionato vien giocato solamente da due squadre con le maglie identiche.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

(citato anche da Enzensberger e Berardinelli in un libro edito da EINAUDI!!!)

 
 
 

... non è Marchetta

Post n°110 pubblicato il 10 Maggio 2011 da Hans_pendu

Non è Francesca, diceva il buon vecchio Lucio, e io dico, da par mio (perché signori si nasce e io, modestamente, lo nacqui), non è Marchetta. Giovani e meno giovani, correte in enoteca e bevete il Gragnano 2010 delle Cantine Federiciane. Sette euri spesi bene, un capolavoro sulla parmigiana di melenzane, sul panuozzo, ma anche su un semplice hamburger con l'insalata. Non bevevo una bottiglia così da una quindicina d'anni. Attenzione, è un vino frizzante, non superate i due bicchieri, altrimenti - la mattina dopo - il risveglio sarà nebuloso.

 
 
 

... a margine del mio messale

Post n°95 pubblicato il 24 Novembre 2010 da Hans_pendu

Il problema dei blog è la durata (e non parliamo di performance sessuali). Sulla distanza un blog unipersonale è tendenzialmente sempre uguale a sé stesso: dopo una settimana, un mese, un anno il blogger ha finito di sciorinare la sua varia mercanzia, fatta di oggetti che il mare virtuale (e mentale) ha deposto a riva, a seguito di qualche remoto naufragio. Ed è chiaro che, esaurito il repertorio, si replica...

E così, nel lungo periodo, i post dicono chi siamo e tradiscono tutti i nostri limiti. E così gli altri ci conoscono - non dico in profondità ma un poco ci conoscono - e ci odono mormorare, parlare, strepitare e inesorabilmente dicono: quello lì, sempre le stesse moine, uh che palle! E vanno a leggere un altro blog, o si infrattano in chat, o spengono proprio il computer. Però dopo qualche giorno ritornano (almeno, io faccio così e ritorno sui loro blog, anche per mia mancanza di fantasia...), onde ripetere, anch'essi, il rito della loro insoddisfazione e sincerarsi che siamo ancora qui, a nostra volta, a ripetere le nostre varie litanie! Questo è il gioco (avanti e indrè, avanti e indrè, che bel divertimento, diceva la vecchia canzone). Ci si manda dolcemente affanculo e ci si osserva a distanza, fedeli alla nuova abitudine di cui, evidentemente, si sentiva il bisogno :-)

 
 
 

X fare indispettire la mia amica Claranera

Post n°94 pubblicato il 21 Novembre 2010 da Hans_pendu

Dice un filologo romanzo, occasionale esegeta dei novecentisti,
che il bisogno di poesia – buona o cattiva –
è insaziabile, al pari di altri bisogni di noi uomini egoisti.
Mi sovviene l’assioma di microeconomia.
L’irrefrenabile spinta alla poesia
ras
somiglia alla bulimia lasciva
del mio frigorifero, rigurgitante insaccati…
Ah, avessi il frigo pieno di poeti!

 

Integri e/o affettati
li terrei in atmosfera protettiva:
un’aria densa, scandita da ossìmori,
satura e ingorda di poetici peti.

 
 
 

Canzonetta allo Spirito amante

Post n°92 pubblicato il 16 Novembre 2010 da Hans_pendu

Spirito, soffia paziente su questo
giovane vecchio,

tu solamente puoi
rendermi lieve

ed ignorante come un pellerossa
che balla la sua danza della pioggia –
una povera danza della gioia.

 
 
 

BUNGA BUNGA

Post n°88 pubblicato il 29 Ottobre 2010 da Hans_pendu
 

 
 
 

«LIKE BUTTON»

Post n°87 pubblicato il 22 Ottobre 2010 da Hans_pendu

Marion, dolce Marion, ti piace il "MI PIACE" di facebook su tutti i ns posts???

A me piace e non piace... Certo, mi piace il "Mi piace", ma se ci mettevano anche un "Mi sta sui Maroni" era, come dire, più garantito il contraddittorio.

Questi signori non sono moderni, non rispettano la par condicio.

 
 
 

Pietra Montecorvino, Sud (live)

Post n°82 pubblicato il 21 Settembre 2010 da Hans_pendu

 
 
 

Torino & Profilassi

Post n°81 pubblicato il 20 Settembre 2010 da Hans_pendu

Leggo sulla Stampa che in provincia di Torino un padre di famiglia (infermiere sposato con un'infermiera, tre figli a carico, 2900 euro al mese in due) è andato a parlare con l'impiegato comunale per avere un'agevolazione per la mensa scolastica dei figli, e si è sentito dire: dovevi pensarci prima, se ti mettevi il preservativo tutto questo non succedeva.

Certo, anche il papà dell'impiegato poteva metterselo meglio, il preservativo.

 
 
 

il 15 settembre finiscono le ferie degli avvocati: BUON LAVORO!

Post n°79 pubblicato il 15 Settembre 2010 da Hans_pendu

 
 
 

Fabri come Quentin???

Post n°73 pubblicato il 13 Settembre 2010 da Hans_pendu

X es.: «E poi il vuoto/ io non voto/ Ho sognato di condurre Striscia la Notizia con Noemi Letizia fatta a pezzi in una borsa di Krizia/ fossi una donna ero Patrizia/ escort/ davo il culo per un posto in TV o un pezzo di pizza (..) Mamma stasera escort anagramma di sterco» (da Escort).

Oppure: «Vuoi un indizio/ninjutsu/ti faccio uno schizzo/due righe parallele che viaggiano all'infinito nello spazio vuoto senza mai toccarsi l'una con l'altra come la figa e Marco Carta» (da Double Trouble).

E infine: «Fabio Fazio/ e col cazzo mi inviti più (...) odio i figli dei Pooh e i figli di pa'/ mi intendi/ a tutti questi dico fa-fa-fafa-fuck inetti (...) Fanculo RTL e tutte quelle radio/ meglio la scritta NCS/ non ci siamo/ neanche mia mamma ricorda più come mi chiamo/ non chiamarlo La Pupa e il secchione ma la troia e il caso umano» (da Qualcuno Normale).

“Ma perché tutti prendono i miei testi come se fossero un verbale dei vigili urbani? È come se io, vedendo che in un film di Tarantino ci sono degli uomini che stuprano una donna in coma in un letto d'ospedale (Kill Bill, n.d.r.), andassi a fare una denuncia alle forze dell'ordine...”

Sai Fabri, il modesto paragone non funzia + di tanto xk Tarantino, x colpire l'immaginazione dello spettatore, non ha mica bisogno di aggredire xsonaggi dello spettacolo o della cronaca...

N.d.r.: i testi sopra riportati tra virgolette sono stati rinvenuti in rete, si devono al rapper Fabri Fibra e non esprimono in alcun modo le opinioni dell'autore del blog.

 
 
 

«ACCADDE DOMANI»

Post n°69 pubblicato il 29 Agosto 2010 da Hans_pendu

«Nel 1890, Larry, un intraprendente giornalista si innamora e sogna con la sua ragazza un roseo futuro. Uno strano vecchietto, Pop, suo collega al giornale, gli fornisce le notizie dell'indomani, suggerendogli però di usarle con cautela. Il giornalista ora è in vantaggio rispetto alla concorrenza e il suo giornale ha un enorme successo poiché predice fatti che poi puntualmente si avverano. Larry si lascia prendere al gioco diabolico e ne seguono varie avventure che lo portano a una veloce carriera, al matrimonio e alla ricchezza. La resa dei conti arriva il giorno in cui, fra le notizie, trova quella della sua morte...»

Questa la trama di Accadde domani, un film di René Clair.

Me ne sono ricordato oggi, vedendo la foto di Pietro Taricone su Famiglia Cristiana. Scomparso il mese scorso, diceva la didascalia. L'aveva mai immaginato, il Taricone, di andar via così improvvisamente?

Cosa avrebbe fatto se avesse letto il suo necrologio il giorno prima sul giornale?

E soprattutto, a chi è andata meglio...? A lui o a noi? Che comunque di lì dobbiamo passare. E, probabilmente, dobbiamo prima farci il fegato amaro e/o il famoso mazzo come Porta Capuana; mentre lui, se non altro, ha fatto le cose che gli piacevano, e le ha fatte abbastanza bene, con discreta coerenza e anche con signorilità.

 
 
 
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