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Creato da carpediem56maestral0 il 23/09/2006

come le nuvole

le guardi e credi di poter parlare di loro, di aver catturato la loro essenza ed ecco che sono altro e ancora altro e non le puoi incasellare, descrivere e neppure toccare...

 

 

« dialetto!il tempo triste »

viaggio in Germania

Post n°500 pubblicato il 16 Settembre 2009 da carpediem56maestral0
 

   "Lo sapevate? Due terzi del pianeta sono completamente ricoperti d'acqua....Che fortuna nascere proprio nell'ultimo terzo. "Che culo" su Rieducational Channel...." (Vulvia)

                           Impressioni fuggevoli di una viaggiatrice svagata

 

Questa estate sono stata in Baviera completando, se così si può dire, la mia conoscenza della Germania considerato che, qualche anno fa, ho visitato Berlino e le regioni al nord.

Con questo ulteriore viaggio ho avuto modo di confermare la prima, subitanea, impressione riportata: che a me la Germania piace, e i tedeschi sono un gran bel popolo.

Quando ancora su di loro sapevo solo quello che avevo studiato sui banchi di scuola, me li ero raffigurati come uomini e donne dall'aspetto algido, dai fini capelli biondi, dagli occhi di un glaciale blu (tonalità “impenetrabile”), dotati di cuore duro e di sorriso a prova di carie e di compassione. 

                                                                 

A giustificazione di cotanto pregiudizio posso affermare che per me, il Nazismo, è sempre stato oggetto di demoniaca fascinazione: evento storico che mi inchiodava di fronte a cupe domande esistenziali circa la natura umana, l'esistenza di Dio e la possibilità, affatto remota, che l'Inferno fosse più un superficie di quel che immaginavo.

Invece, visti da vicino, i tedeschi mi sono parsi popolo cordiale, gentile, sorridente e financo ingenuo.

Li ho visti dedicarsi con passione ed allegria all'aspetto più godereccio dell'esistenza, quali il mangiare cibo in quantità industriale a tutte le ore del giorno e della notte, bere ettolitri di birra ai limiti della capacità umana di trattenere liquidi, organizzare feste e degustazioni ad ogni buona occasione

                        

Le ragazze incontrate per strada, burrose e solari ( a cui, senza ricorrere a particolari capacità paragnoste si può predire una futura, morbidosa, pinguedine), camminano col sorriso sulle labbra  e, ad uno sguardo a "volo di rondine" , le nevrosi, lo stress, il cattivo umore (che sicuramente anche loro hanno) stanno ben nascosti sotto strati multiformi di vie ordinate e pulite, di casette linde e cittadine ripiene di verde, di parchi con i paperotti e di lineari piste ciclabili.

                                                           

I tedeschi vivono in paesaggi che per me, isolana d.o.c. abituata ad una natura matrigna, arida e sfruttata malamente,  paiono estrapolati dal paginone centrale di un libro di fiabe particolarmente hard. 

I prati sono di un verde holliwoodiano e l'erba che li compone è tenera e morbida come un tappeto su cui grosse mucche bionde pascolano quasi senza mai alzare il capo. Casette bianche, dai tetti spioventi e rossi, sono artisticamente disposte attorno alla classica chiesetta con il campanile a guglia: precisi identici a come disponevo io stessa le mie costruzioni di legno alla tenera età di otto anni.

                     

Oltretutto sento i tedeschi simili a me nel loro amore infantile per i pupazzetti di legno, le luci del Natale, le decorazioni abbondanti, le spiritosaggini in ferro battuto che penzolano dai negozi per indicarne goliardicamente il genere: una grande cicogna che regge nel lungo becco un fantolino stà ad indicare un negozio di articoli per bambini, una occhialuta signorina d'antan, un ottico, un artistico dente, un odontoiatra. 

Persino nelle chiese i putti dipinti sulle pareti, sporgono inaspettatamente in fuori un piedino di gesso e gli angeli appiattiti sul soffitto hanno una delle ali che fuoriesce dal muro. Per assecondare il mio uguale, identico amore per ciò che penzola ho comprato una ranocchia con le gambe accavallate e delle fatine alatein simil marmo, che puoi fare aggrappate con le manine a ciò che vuoi per vederle come svolazzare nel vuoto.

Affittata una macchina all'aereoporto di Monaco, ho visitato ben 12 piccoli paesini dagli incantati centri storici (tutti rigorosamente chiusi al traffico) e percorso la Romantic Strasse.  Ho visitato il deludente castello del folle Re Ludwig e mi sono imbucata, da perfetto prototipo dell' italiota medio, con finta indifferenza e naso contemplativo in sù, in una comitiva di tedeschi cui, non si sa bene perchè, era riservato l' accesso alle più belle stanze del Residenz dei vescovi principi di Wurzburg, negato a doppia mandata agli altri turisti...Confesso che, ancora adesso, non avverto sintomi di pentimento!

 

                                                      

In Germania si mangia bene e con poco (praticamente in due si paga quanto in Sicilia per uno solo...altro che gabbie salariali!), ma gli oggetti “carini” costano molto di più che da noi.

A proposito, meno male che abbiamo l'euro così non sono impazzita dietro astrusi calcoli e ho potuto sperperare il patrimonio familiare con la presunta consapevolezza circa l'entità esatta della cifra spesa.

                        

Non ho visto cani randagi arrancare penosamente per strada, non ho visto lavavetri extracomunitari mendicare ai semafori, ne venditori ambulanti di paccottiglia agli angoli della strada. In compenso ho realizzato, per differenza, come fosse da parecchio che non vedevo una quantità così notevole di mamme con passeggino. La spiegazione del fenomeno è, ahimè, semplice. Le mamme sicule (così come tutti i poveri Cristi che per età o handicap camminano su ruote), a meno che non siano marines ad alta specializzazione in percorsi accidentati e a trabocchetto, difficilmente riuscirebbero ad oltrepassare le barriere di macchine posteggiate sul marciapiede, le buche e i dislivelli nell'asfalto, i pali di segnalazione e gli altri ostacoli strategicamente posti nel bel mezzo del loro cammino da una amministrazione municipale attenta a mantenere allenate le capacità atletiche della cittadinanza. Per non parlare dei livelli di smog, sempre troppo alti per i polmoni dei nostri bambini che ancora si ostinano a respirare una antiquata mistura di ossigeno e azoto.

                             

 
 
 
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