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Creato da: Casa_de_Pasto il 10/06/2007
chiuso lunedì a pranzo

 

 

Gagliezza.

Post n°23 pubblicato il 21 Maggio 2008 da Casa_de_Pasto
 


Dalla 17^raccolta di poesie:

C'E' PIU' SPAZIO IN CASA DA QUANDO SEI CENERE:

 

HAI PRESO IL TRENO:  

                                            Hai preso quel treno


                                            lo hai preso in pieno.







STRANEZZE DI UN INCENDIO:


                                     Ogni cosa tra le fiamme si accende

                                    
                                     tu invece ti sei spenta.



 

 
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Gaud moment.

Post n°22 pubblicato il 15 Aprile 2008 da Casa_de_Pasto
 


Dalla raccolta di poesie (lettera "d"):
IO AVEVO LA LUCE TUA, TU AVEVI LA LEUCEMIA.



MORTE IN DIRETTA:  Ti impiccasti sulla terrazza

                                    all'antenna del nostro televisore.

                                    Così davanti a quello schermo

                                    vidi saltare

                                    tutti i programmi del nostro amore.







SAPORE DI MARE:   
Facesti il bagno dopo aver mangiato.
                                    
                                 A riva tornò

                                 solo quell'ottimo 

                                 brasato.







 
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Pace, serenità, amore, armonia a te e alla tua famiglia.

Post n°21 pubblicato il 23 Marzo 2008 da Casa_de_Pasto
 

Buon natale

di cuore,

ma davvero.

 
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Gaudio

Post n°20 pubblicato il 06 Marzo 2008 da Casa_de_Pasto
 

Oggi non volevo scrivere, ma se ho fatto la grazia e son tornato da bel giovane,

è solo perché, stando a casa ad un certo punto ho pensato che Loro non possono vivere senza poesia…

Dalla mia seconda raccolta di poesie dal titolo ”la tua bellezza intatta anche dopo l’autopsia”, 

i versi  di “e mi copristi il sole”:                                 

Ti gettasti dal balcone

e mi copristi il sole.

 

 

Lirica da  ” frammenti di un frontale”:

Hai sporcato il guardrail di rosso,

il femore con la tibia… sono più in la, nel fosso…

E ancor più in là, giace,

sulla strada bagnata,

la tua scatola cranica,

non più confezionata.

 
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AGGETTIVITA'

Post n°19 pubblicato il 30 Gennaio 2008 da Casa_de_Pasto
 

Sono abitudinario, mi piace frequentare i soliti locali, conoscere l' ambiente e i barman - per avere un migliore trattamento e brillarsi con pochi euri. 
Ovviamente ritrovo sempre le stesse persone che pensandola come me, pur non conoscendo chi sono e non sapendo il perchè, ci si saluta festosamente. 
Spesso ho provato anche piacevoli sensazione nel salutare la gente, ma sempre spesso mi ritrovo "lui" che con sorriso sfavillante mi dice: CIAO GRANDE!! E io quasi turbato e cercando di riprodurre il suo sorriso rispondo pure: _s_i_ _ _c_i_a_o_! 
Quanto sento dire Grande o Mitico, smetto d'essere mite. Da anni questi appellativi servono a descrivere cantanti lessati, calciatori in pensione, rottami culturali, ex bellone rifatte, smutandate alla quinta apparizione televisiva. C'è addirittura qualche amicissimo che risponde così al cellulare. Legge il nome sullo schermo e ti corrode con "Mitico!". E ti sorge il dubbio se ha già bevuto di prima mattina o ti sta prendendo per il culo!
Niente di tutto questo: è solo un Grande anche lui.
Certo c'è chi dice eccezionale, fantastico, favoloso, fenomenale, ganzo, grande, grandioso, magico, ottimo, splendido, stupendo! Ma grande e mitico sono peggio. Mentre straordinario è più grave. Questa è un'epidemia. Un tempo era soprattutto un sostantivo, e indicava il lavoro fuori orario ("ieri ho fatto gli straordinari"). Adesso è dappertutto e significa quasi tutto: un discorso con qualche parolina bellina, un normalissimo tiro in porta, un vestitino carino - tutto è straordinario. Affermare che qualcosa è straordinario significa concedergli l'immunità della norma e dalla sua confortevole prevedibilità, quindi accettare che niente è quello che dovrebbe essere. Qualche volta è meglio, spesso è peggio, ma sempre è diverso. Certo anche Divino è bello, ma sta passando di moda (lo usa solo qualche signora rinchiusa da troppo anni nella sua casa di campagna). Vabbuò, comunque io quando entro nel locale e incontro "lui" mi sento proprio un grande. Ohh ma fuori non sono proprio nessuno però.



 
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