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Creato da cateviola il 19/08/2006
¡ Quién bien te quiere, te harà llorar !
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Area personale
finestre sul mondo
" Servono tanti Don Chisciotte
per ribaltare lo slogan imperante:
il business è tutto.
Servono tanti Don Chisciotte
per rimettere al centro dei pensieri
i bisogni sociali delle persone.
Servono tanti Don Chisciotte
per combattere contro i mulini a vento
dell'omologazione imperante.... "
Serve il blog di Bruno,
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Fame nel mondo

Lotta alla fame senza i grandi
Loro non ci saranno. Nonostante le promesse, nonostante i tiepidi impegni presi durante il G8 de L’Aquila. I “grandi” della Terra, da Obama a Sarkozy, dalla Merkel a Brown, al vertice mondiale sull’alimentazione della Fao, che inizia domani, non verranno. A parlare di fame ci saranno soltanto gli affamati e i presunti “cattivi”, i Gheddafi e gli Chavez, gli iraniani e i coreani e così via. Sono passati meno di due anni dalla grande “crisi dei cereali”, dai più di duecentomila morti di fame in pochi mesi che si aggiunsero alla già terrificante media annuale mondiale. Due anni dalle sommosse in tanti Paesi dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia. Per il pane. Si scoprì, fin da subito, che la crisi era artificiale, causata da operazioni speculative finanziarie sul prezzo dei cereali, epicentro Chicago. Duecentomila morti, sommosse, repressioni, qualche conflitto e qualche Paese destabilizzato da un pugno di broker senza scrupoli. Non bastavano le crisi ambientali e alimentari causate dai cambiamenti climatici (ormai Onu, Fao, Pam e Undp hanno legato i due problemi strettamente senza temere di essere smentiti); non bastavano i conflitti e la desertificazione di intere aree del pianeta per ottenere il nuovo oro verde, i biocarburanti ottenuti da coltivazioni intensive e distruttive di palma, colza, canna da zucchero; non bastava la crisi economica e finanziaria che ha aperto una lunga fase di recessione mondiale. Ci mancavano solo gli speculatori di Borsa. L’ultimo vertice della Fao sull’alimentazione si chiuse con un nulla di fatto, una dichiarazione non impegnativa per i Paesi aderenti, generica, che ovviamente rimase solo sulla carta. Oggi ci si ripresenta a Roma a ranghi ridotti, senza la presenza di quelli che contano. E l’Agenzia dell’Onu ne è talmente consapevole che lancia un appello non ai governanti delle nazioni ricche, ma ai cittadini. Un impegno chiesto a ogni singolo cittadino del pianeta. Quello di sottoscrivere una petizione ai grandi della Terra perché si impegnino a finanziare un programma straordinario contro la fame. Servono, dice la Fao, 44 miliardi di dollari di aiuti allo sviluppo all’anno per affrontare l’emergenza alimentare che riguarda circa un quinto della popolazione mondiale. E poi azioni concrete di sviluppo ed equità e scelte chiare sull’ambiente e sui cambiamenti climatici. E ancora, Onu e Fao sono arrivate a lanciare, come una qualsiasi Ong e non come agenzie internazionali, uno sciopero della fame. Di 24 ore. Uno sciopero a cui ha aderito anche il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon. Solo pubblicità, solo un atto simbolico, facile demagogia? Forse, ma il segnale è chiaro. La fame è un problema di tutti e va imposto nelle agende dei vari governi. Questo il messaggio della vigilia del vertice di Roma, in attesa che qualche “cattivo” o qualche gaffeur nostrano non distolga l’attenzione dal tema del giorno: la lotta alla fame nel mondo.
Così scriveva Pietro Orsatti alla vigilia del Vertice Fao, ieri, domenica 15 novembre 2009. Oggi, infatti, sui principali quotidiani on line si parla delle hostess di buona famiglia per il Colonnello.

Oggi, però, Swala, ha ripreso Orsatti per rilanciare la petizione che ciascuno di noi è chiamato a firmare:
E l’Agenzia dell’Onu ne è talmente consapevole che lancia un appello non ai governanti delle nazioni ricche, ma ai cittadini. Un impegno chiesto a ogni singolo cittadino del pianeta.
Quello di sottoscrivere una petizione ai grandi della Terra
perché si impegnino a finanziare un programma straordinario contro la fame.
Servono, dice la Fao, 44 miliardi di dollari di aiuti allo sviluppo all’anno per affrontare l’emergenza alimentare che riguarda circa un quinto della popolazione mondiale.
E poi azioni concrete di sviluppo ed equità e scelte chiare sull’ambiente e sui cambiamenti climatici.
E ancora, Onu e Fao sono arrivate a lanciare, come una qualsiasi Ong e non come agenzie internazionali, uno sciopero della fame. Di 24 ore.
Uno sciopero a cui ha aderito anche il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-Moon. Solo pubblicità, solo un atto simbolico, facile demagogia?
Forse, ma il segnale è chiaro.
La fame è un problema di tutti e va imposto nelle agende dei vari governi.

Il 13 novembre Grazia ricordava la petizione

Oggi mancano meno di 10.000 firme all'obiettivo ... stasera superate le 150.000 firme che avaaz.org aveva fissato come obiettivo: 169.331 adesso (verso le 23)

- Chi decide sul cibo e sull’agricoltura?
Dove vengono prese le decisioni? - Chi controlla le risorse di produzione del cibo?
- Come viene prodotto il cibo?
- Chi ha accesso al cibo e chi ne ha bisogno?
I temi al centro del Forum parallelo
al Vertice mondiale sulla Sicurezza Alimentare
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Inviato da: Roberta_dgl8
il 09/02/2010 alle 19:29
Inviato da: cateviola
il 09/02/2010 alle 18:47
Inviato da: cateviola
il 09/02/2010 alle 18:47
Inviato da: cateviola
il 09/02/2010 alle 17:32
Inviato da: sottoilsette
il 09/02/2010 alle 17:14