Creato da regina_crimilde il 25/10/2005

C'era una volta...

le fiabe sono solo dei ricordi d'infanzia o non sono piuttosto un codice da interpretare? Andiamo alla ricerca dei valori, dei miti, della storia profonda dell'umanità e dell'io che trasmettono.

 

 

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Vampiro: origine sciamanica

Post n°131 pubblicato il 02 Luglio 2007 da regina_crimilde
 

Secondo alcuni autori la credenza nel vampiro - ed in personaggi affini ma diversi, fra cui il licantropo - nasce in un ambiente religioso preciso, quello dello sciamanismo, in un'area geografica molto vasta. Nell'area sciamanica l'aldilą era un mondo parallelo e rovesciato rispetto a quello dei viventi, opposto ma complementare, spesso posto oltre un fiume che poteva essere oltrepassato soltanto al termine di un percorso iniziatico.

A queste credenze si collegava per esempio - in area sciamanica - l'abitudine degli Ugri dell'Ob di seppellire i defunti lontano dai villaggi.
Cospargendo anche la via del ritorno dal funerale al villaggio di oggetti appuntiti che scoraggiassero il defunto dal tentare di ritornare al suo paese.

Era particolarmente facile che il defunto si rifiutasse di compiere il viaggio iniziatico verso l'aldilą - dove avrebbe, nella maggioranza dei casi, atteso una nuova reincarnazione - se il suo corpo non si era decomposto. Da qui tutta una serie di rituali per favorire una rapida putrefazione del cadavere, compresa la sua riesumazione dopo un certo numero di anni - per esempio presso diverse tribł di indiani nord-americani - per assicurarsi che la decomposizione fosse bavvenuta. Diversamente, si provvedeva a complessi rituali di distruzione della salma.

Se, nonostante tutte le precauzioni, il morto non si convinceva ad intraprendere il difficile cammino verso l'aldilą, poteva trasformarsi in un elemento di turbativa dell'ordine cosmico. Rischiava di attaccare i viventi cercando di succhiare il loro sangue, che anche nel mondo sciamanico era collegato alla vita.

"Il vampiro (...) nell'area sciamanica (...) nella sua ancora pił singolare realtą di 'non-morto' e di 'non-vivo' era gią di per sč una figura trasgressiva, in quanto espressione di una condizione assolutamente innaturale (...). Nella visione sciamanica il vampiro, non potendosi (...) reincarnare, ostacolava il collegamento tra il mondo ultraterreno e quello umano.

Massimo Introvigne, La stirpe di Dracula

 
 
 
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