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Creato da CHARLOTTE9dgl il 30/06/2009

DAL ROMANZO AL FILM

Questo blog tratta del legame, spesso molto stretto, che unisce le mie due passioni: il cinema e i libri.Non ci saranno solo film tratti da romanzi, ma anche da fiabe, racconti, opere teatrali..insomma qualsiasi cosa scritta.Inoltre aggiungerò film che raccontano vite di scrittori o storie che li riguardano ( vere o presunte).

 

Il falco e la colomba, 2009

Post n°188 pubblicato il 21 Novembre 2009 da CHARLOTTE9dgl
 

 

Regia di Giorgio Serafini , con Cosima Coppola (Elena Campireali), Giulio Berruti (Giulio Branciforte), Sabina Began(Beatrice Campireali), Anna Galiena (Vittoria Colonna), Enrico Lo Verso (Armido ), Adriano Pappalardo(Ugone ), Franco Oppini (Signore di Campireali ), Fabio Testi(Principe Savelli ), Anna Safroncick (Lisetta), Davide Paganini (Fabio Campireali), Vincent Riotta (Cardinale Colonna).

 

Elena Campireali, figlia dei signori di Campireali, dopo essere stati per anni nel convento dove è stata educata ai suoi doveri di nobildonna, diventata adulta ritorna a casa per sposare l’uomo scelto per lei dai genitori, il principe Savelli. Il matrimonio tra i due, oltre a rafforzare il potere e la ricchezza della famiglia della sposa, consentirà a Fabio, fratello di Elena, di diventare cardinale e combattere per la potenza della Chiesa. La giovane, nonostante il futuro sposo abbia molti più anni di lei, è ben disposta verso la sua nuova vita, fino a che non incontra Giulio Branciforte, brigante e soldato di ventura. Tra i due è amore a prima vista, un amore tormentato e non privo di ostacoli non solo per la diversa estrazione sociale…

 

 

 

 

Che dire di questo sceneggiato, liberamente ispirato al romanzo LA BADESSA DI CASTRO (1839) di Stendhal? I potenziali ingredienti per farne un successo del tipo ELISA RIVOMBROSA c’erano tutti…eppure, nonostante mi abbia interessato abbastanza per non abbandonarlo, non mi ha conquistato molto.Anzi, a dire la verità ho trovato la vicenda dei due protagonisti piatta e scontata, mentre mi hanno intrigata molto di più i personaggi secondari. Giulio Berruti si lascia vedere, anche se mi è crollato un mito vedendolo con barba e baffi; credo possa fare molto di più come attore, qui non mi è parso del tutto a suo agio. In alcuni momenti esprimeva passione e vitalità, in altri sembrava avesse spento l’interruttore…Anche Cosima Coppola non è male, anche se devo dire che quegli occhioni sgranati e il tono della voce spesso troppo alto sono due caratteristiche che non vanno certo a suo favore; il suo personaggio alla fine risulta un po’ troppo esagitato e sopra la righe.

Davvero brava invece Sabina Began, nel tormentato ruolo della madre di Elena, una donna che anche quando sembra più malvagia combatte in realtà per amore della figlia, pagandone le conseguenze; poteva  risultare una macchietta di solita mamma cattiva, invece l’attrice ha trasmesso tutto il tormento, la sofferenza e contemporaneamente l’amore del suo personaggio.Ho apprezzato molto anche Anna Safroncick nel ruolo della sfortunata Lisetta, il personaggio migliore  a mio avviso insieme a quello della Began e Adriano Pappalardo nel ruolo del brigante Ugone(non è un bravo attore tecnicamente, ma secondo me un attore deve anche saper far appassionare il pubblico al suo personaggio, e lui con la sua simpatia e la sua grinta ci riesce) .

Fabio Testi da pensionamento e Franco Oppini curiosamente insolito in un breve ruolo drammatico.

Sicuramente a farla da padrone, più che la storia e gli attori, gli splendidi paesaggi e soprattutto i bellissimi costumi.Uno dei difetti più grossi, come al solito per le fiction italiane, sono le musiche, spesso assordanti al punto da coprire i dialoghi. Ma regolare il volume no?

 

Tiziana

 

 

 

 

 
 
 

La piccola principessa (Little Princess), 1939

Post n°187 pubblicato il 21 Novembre 2009 da CHARLOTTE9dgl
 

 

Regia di Walter Lang, con Shirley Temple (Sara Crewe), Ian Hunter (Capitano Crewe), Anita Luoise (Rose Hamilton),Mary Nash( Miss Minchin), Sybil Jason (Becky).

 

 

La piccola Sara Crewe, orfana di madre e figlia di un capitano, viene condotta dal padre in partenza per la guerra nel collegio femminile più esclusivo di Londra, diretto dalla severa Miss Minchin.

Sara è una bambina intelligente, vivace e generosa e molto fantasiosa, ama infatti inventare bellissime storie dove tutte le bambine sono principesse coraggiose. Le sue amiche del cuore sono la timida Ermengarde e la servetta Becky. Inizialmente a Sara viene riservato un trattamento privilegiato per via della ricchezza e dell’importanza sociale del padre, destinate a crescere dato che il capitano Crewe possiede anche una miniera di diamanti in Africa; ma proprio durante la sua festa di compleanno arriva la notizia che il padre è morto e tutti i suoi averi(miniera compresa)sono stati requisiti dai nemici; ora Sara è povera e sola, visto che Miss Minchin decide di non cacciarla per non dare scandalo, ma la tiene come serva. Per la povera piccola inizia una vita di duro lavoro, privazioni e maltrattamenti, ma lei in cuor suo non si rassegna…

 

Tratto dal romanzo omonimo(1905) di Frances H. Burnett, il romanzo è uno dei classici più amati della letteratura infantile, soprattutto dalle bambine (me compresa).

Piccolo excursus: mi sono sempre chiesta come mai la maggior parte dei protagonisti dei classici per l’infanzia siano bambini evidentemente vittime di qualche crudele iettatore, viste le tante disgrazie che piovevano loro addosso: quasi tutti orfani, poveri, maltrattati…le uniche che ricordo “non iellate” sono Pippi Calzelunghe, Alice e Wendy, l’amica di Peter Pan! Certo comunque questi romanzi, al di là della sfiga e delle dosi di buonismo a volte esagerate, avevano comunque il pregio di narrare condizioni di vita che, nei secoli passati, erano davvero molto comuni anche per i più piccoli.

Tornando al film in questione, la storia narrata dalla Burnett viene leggermente modificata su misura della baby star dell’epoca, la leziosa e abbastanza stucchevole Shirley Temple, altra bambina prodigio che non ho mai molto digerito. Le modifica più grossa riguarda il finale, in cui la nostra eroina ritrova il padre in ospedale con l’aiuto nientemeno della Regina Vittoria…ma abbiamo altri stravolgimenti in salsa buonista della storia; cose non necessariamente sgradevoli, che comunque non alterano il significato originale della storia.

La Temple è una Sara a mio avviso più immatura rispetto al romanzo e poco credibile nei momenti di sofferenza, tutta colpa di quelle smorfiette che caratterizzarono la carriera della piccola attrice. Sicuramente migliori i comprimari adulti, soprattutto l’acida interprete di Miss Michin. Il film non manca di momenti toccanti, data la storia; in generale è comunque un buon classico da proporre ai bambini e rappresenta un esempio di buon cinema dell’epoca d’oro. E’ ormai diventato uno dei classici della programmazione televisiva natalizia, assieme a IL PICCOLO LORD, tra l’altro della stessa autrice.

De LA PICCOLA PRINCIPESSA esistono altre versioni:

 

  • versione del 1917: con Mary Pickford(Sara) e Katherine Griffith (Miss Minchin).
  • versione del 1975: con Deborah Makepeace (Sara) e Ruth Dunning (Miss Minchin).
  • versione giapponese del 1986: trasposizione televisiva animata, arrivata in Italia col titolo LOVELY SARA;
  • versione del 1986: con Amelia Shankley (Sara) e Maureen Lipman (Miss Minchin).
  • versione del 1995: Liesel Matthews (Sara) e Eleanor Bron (Miss Minchin).

 

Tiziana

 

 
 
 

La voce del violino, 1999

Post n°186 pubblicato il 20 Novembre 2009 da CHARLOTTE9dgl
 

 

Regia di Alberto Sironi, con Luca Zingaretti (Salvo Montalbano), Peppino Mazzotta(Fazio), Cesare Bocci(Mimì Augello),Angelo Russo (Catarella), Alessia Merz(Michela Licalzi), Mrio Erpichini (Dott. Licalzi), Gigliola Raja(Clementina Vasile Cozzo), Katharina Bohm (Livia).

 

In  una villetta fuori Vigata viene trovato il corpo di Michela Licalzi, giovane moglie dell’anziano dottor Licalzi.

 

Montalbano comincia ad indagare e a scoprire, tra le incomprensioni con la polizia scientifica, tutti i personaggi che ruotavano intorno alla vita della vittima. Compare il non più giovane marito medico che vive a Bologna; un giovane studente del paese perdutamente innamorato di lei, non ricambiato e poco stabile mentalmente; l’amante antiquario di Bologna e l’affascinante amica Anna, professoressa di fisica, alla quale Montalbano non riesce a restare insensibile.

 

 

Tratto dal romanzo omonimo(1997) di Andrea Camilleri, appartiene ovviamente alla serie del Commissario Montalbano, quindi ha le caratteristiche di tutti gli altri tv movie di questa serie. Ottima regia e sceneggiatura, interpreti ormai consolidati nell’immaginario comune, storia accattivante e piena di suspense, come giustamente ci si aspetta da un prodotto di questo genere: insomma il solito piacevole mix di successo che da anni incatena gli spettatori (me compresa) a ogni nuovo episodio tratto dalla serie di Andrea Camilleri.

Semmai potrei esprimere qualche perplessità sulla scelta di Alessia Merz nel ruolo della giovane vittima: ma davvero non c’era nessun altra? Anche se comunque l’ho trovata meno insignificante che in altri lavori(pochi a dir la verità)che ho visto: dimostrazione di come a volte un buon regista  e un valido soggetto valorizzano anche l’interprete più scarso.

 

Tiziana

 

 

 
 
 

Io & Marley (Marley & me), 2008

Post n°185 pubblicato il 17 Novembre 2009 da CHARLOTTE9dgl
 

 

 

Regia di David Frankel , con Owen Wilson( John Grogan), Jennifer Aniston (Jenny Grogan), Eric Dane(Sebastian), Kathleen Turner(Signora Kornblut ), Alan Arkin( Arnie Klein).

 

John e Jenny Grogan, una  giovane coppia di sposi , adotta Marley, un cucciolo di labrador vivacissimo e combina guai. John, giornalista, e Jenny, avvocato, nel corso degli anni avranno il loro bel daffare per educare Marley, occuparsi delle rispettive carriere e mettere su famiglia…

 

Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico (2006), di John Grogan, è un film divertente e dolce amaro, ma anche serio, sul rapporto cane-padrone. E’ chiaro fin da subito che il vero protagonista è Marley, il simpatico cane che all’interno della famiglia acquista un ruolo sempre più decisivo man mano che gli anni passano, diventando alla fine, oltre che amico fedele, una specie di custode della memoria familiare.

Il rapporto cane- padrone non è certo semplice: vengono messe bene in evidenza le difficoltà incontrate nell’educare il cane, che è un po’ come un bambino: innocente e giocherellone, non si rende conto dei limiti che necessariamente deve avere per una convivenza civile, e agisce quindi seguendo totalmente il suo impulso. Nel caso di Marley, nemmeno una severissima addestratrice riuscirà a educarlo, e solo la forza di sopportazione( io non ne avrei avuta nemmeno un centesimo... sarà perché non amo  cani!), la pazienza, l’affetto che ogni giorno si instaura tra i padroni e Marley porterà qualche risultato. D’altra parte viene messo in evidenza come, comunque, il cane con la sua fedeltà e il suo affetto duraturo supera ogni ostacolo, e aiuta anche i padroni a fare altrettanto.

Ho trovato molto buone le interpretazioni di Owen Wilson e Jennifer Aniston nei panni dei protagonisti “umani”, alle prese col terribile cucciolo, e contemporaneamente coi problemi di qualsiasi coppia e famiglia. I due personaggi subiscono un’evoluzione nel corso degli anni che gli attori rendono ben percepibile allo spettatore, dividendo piacevolmente la scena col labrador.

Molto toccante, delicata e affrontata in maniera egregia la scena finale della morte del cane: un addio vero e proprio,degno di questo nome, a un membro effettivo della famiglia.

Se ha colpito me che non amo particolarmente gli animali….vuol dire che davvero è un buon film.

 

Tiziana

 

 
 
 

Il segreto di Pollyanna( Pollyanna), 1960

Post n°184 pubblicato il 17 Novembre 2009 da CHARLOTTE9dgl
 

 

Regia di David Swift, con Hailey Mills (Pollyanna), Jane Wyman (Zia Polly), Karl Malden (Reverendo Paul Fort), Richard Egan (dottor Chilton), Kevin Corcoran (Jimmy Bean), Agnes Moorhead (Mrs Snow), Nancy Olson (Nancy).

 

America, primi ‘900. Rimasta orfana dei genitori la piccola Pollyanna viene affidata alla ricca zia Polly, che lei non ha mai conosciuto. Al suo arrivo la bambina viene accolta freddamente dalla zia, che accetta di occuparsi materialmente di lei ma non le dà alcun affetto. Pollyanna però è una bambina buona, che con la sua generosità e vivacità saprà conquistare non solo il cuore della zia, ma anche tante altre amicizie.

 

Tratto dal romanzo omonimo di Eleonor H. Porter, è un classico Disney per famiglie, appartenente ovviamente alla serie dei film “non animati”. La protagonista è interpretata dalla piccola diva di punta dell’epoca, Hailey Mills, che ho sempre trovato altamente antipatica e smorfiosa come poche; e in questo film non fa eccezione, decisamente meglio la Pollyanna del cartone! Molto meglio i co protagonisti, soprattutto Jane Wyman nel ruolo della zia acida zitella, ferita dalla solitudine della vita, e Karl Malden nel ruolo del parroco.

Ambientazione e costumi fedeli all’epoca e abbastanza riusciti, ma come ho detto purtroppo è impossibile separare il film dalla sua antipatica protagonista(l’attrice, non il personaggio!).

Figuratevi che dopo tanti anni non ho mai avuto il coraggio di rivederlo…

 

Tiziana

 

 
 
 
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