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LA TELEVISIONE SECONDO PASOLINI
COME TRATTARE LA CASTA
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Post n°26 pubblicato il 09 Gennaio 2009 da lecapeno
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Arrestato Karadzic, leader dei serbi di Bosnia. Il mondo politico si rallegra. Un altro criminale di guerra però resta in libertà: è Javier Solana, segretario della NATO all'epoca dell'attacco alla Serbia, responsabile di devastazioni e stragi di civili e dell'impiego di armi di distruzione di massa tra cui le famigerate cluster bombs e l'uranio impoverito. Se Carla Del Ponte fosse una persona seria e non un fantoccio al soldo della NATO e se il tribunale dell'Aja non fosse un tribunale da operetta asservito agli USA, il Sig. Solana oggi sarebbe dove dovrebbe essere da tempo: in galera. |
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Vorrei segnalarvi che a settembre a Roma riprenderanno le straordinarie "lezioni di storia", che tanto entusiasmo hanno suscitato tra ottobre 2006 e marzo 2007. In un paese in cui la cultura conta meno di niente e dove i governi di destra e di sinistra fanno a gara a chi taglia di più le risorse a scuola e ricerca nel silenzio pressoché totale degli addetti ai lavori (eccezion fatta per i poveri ricercatori precari e per l'ottima Levi Montalcini), alcuni attempati baroni dell'accademia nostrana (ognuno con la sua parte non piccola di responsabilità per il disastro dell'università italiana, che costringe a riparare all'estero chiunque sia privo di protezioni 'mafiose') trionfano come pop-stars, raccontando a un pubblico in visibilio la storia della Città eterna allo scopo di pubblicizzare dei volumi di una nota casa editrice: una storia ridotta a fenomeno da baraccone, buona per il pubblico delle telenovelas e per i veltroni di turno. D'altra parte, in un'epoca che mercifica ogni cosa, anche la storia deve adeguarsi e ridursi a merce. E merce sia. |
PENSIERI SOVVERSIVI
"Diversa è la minaccia che oggi incombe sugli intellettuali in ogni parte del mondo: non l'accademia né il voler vivere periferici né l'esecrabile spirito commerciale del giornalismo e dell'editoria, bensì un atteggiamento che definirei professionale. Di chi, cioè, pensa di svolgere il proprio compito come un'attività lavorativa qualsiasi, tra le nove del mattino e le cinque di sera, tenendo d'occhio l'orologio ma con qualche ammiccamento al corretto stile del presunto vero professionista: non creare incidenti, non scostarsi dai modelli e dai limiti convenzionati, mostrarsi disponibili al mercato".
Edward W. Said
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Inviato da: lecapeno
il 10/07/2008 alle 16:58