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Un blog creato da lecapeno il 04/07/2008

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Post n°26 pubblicato il 09 Gennaio 2009 da lecapeno

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Il futuro della sinistra (lettera al direttore de "la Repubblica" Ezio Mauro)

Post n°25 pubblicato il 24 Agosto 2008 da lecapeno
 

Cordialmente,

MDB


----- Original Message -----
From "Marco Di Branco (marcodi@Princeton.EDU)"
Date Sun, 24 Aug 2008 16:19:36 +0200
To e.mauro@repubblica.it
Subject Il futuro della sinistra

Gentile Direttore,

ho letto l'intervento, come sempre interessante, di Aldo Schiavone sul giornale del 23 agosto.
In particolare, mi ha colpito il suo sia pur pacato elogio dell''arte di arrangiarsi', classico carattere originario italico che, per il Nostro, sarebbe addirittura alla base della modernizzazione del Paese negli ultimi decenni. Di conseguenza, Schiavone non può esimersi dall'esprimere apprezzamento (cum grano salis, si intende) per il "Principe", cioè per Silvio Berlusconi. A suo avviso, il Presidente del Consiglio in carica ha infatti evidenziato "imprevisto talento" nel guidare il processo, confuso ma tenace, che ha condotto alla modernizzazione italiana, la quale non è poi altro, come riconosce lo stesso Schiavone, che un movimento verso la "privatizzazione della comunità nazionale".
Fin qui, l'analisi del Nostro è certamente condivisibile. I problemi sorgono quando Schiavone chiama in causa la sinistra, che a suo avviso, in questo quadro di "ripiegamento nella dimensione privata", avrebbe una grande occasione per rientrare in scena da protagonista. L'autore infatti non dedica neppure una parola alle cause della disastrosa situazione in cui versa attualmente la sinistra italiana. Tutto proteso nel prefigurare un luminoso futuro per la sinistra, Schiavone dimentica i disastri del fantastico duo Prodi-Padoa Schioppa, mandati a casa a furor di popolo dagli elettori inferociti, e la catastrofe della sinistra radicale, ridotta a rinnegare i suoi stessi principi fondamentali e a votare a tutto spiano per missioni di guerra e precarietà, e per questo totalmente cancellata dal Parlamento. Nel suo gramsciano ottimismo della volontà, il Nostro non vede come il centro-sinistra, in anni in cui sarebbe stato necessario gestire con grande attenzione la pesantissima "rivoluzione passiva" dell'avvento dell'euro, non abbia fatto altro che proporre, con meno efficacia, le medesime ricette berlusconiane: taglio radicale del costo del lavoro, precarietà, deregulation totale sul piano economico, sostanziosi aiuti alle imprese, familismi di ogni tipo.
La controprova di tutto ciò la si ha analizzando la situazione di un àmbito assai caro al Nostro, quello della ricerca in campo umanistico. Nelle facoltà umanistiche dell'Università italiana, in cui da tempo la sinistra esercita un ruolo fondamentale, si evidenziano infatti i medesimi orrori presenti nelle facoltà tradizionalmente in mano alla destra: concorsi truccati, nepotismo, servilismo, ricatti, precarietà eterna. In più si registra un fenomeno nuovo: quello della proliferazione dei sedicenti centri di eccellenza, che succhiano risorse a tutto il sistema e sembrano strutturati più per venire incontro alle esigenze professionali (ed economiche) dei loro membri dirigenti che per formare nuove leve nel campo degli studi di scienze umane. Dopo aver contribuito a distruggere le rispettive facoltà di provenienza con disatrose riforme e controriforme, alcuni fra i più importanti intellettuali della sinistra italiana hanno così trovato il modo di svernare in quelli che si configurano come veri e propri cimiteri di elefanti accademici, completamente avulsi dalla realtà circostante.
Insomma: la sinistra avrà un futuro se sarà capace di rinnovarsi, lasciando spazio a nuove idee e a una nuova classe dirigente che sostituisca la gerontocratica oligarchia trasversale che è la vera responsabile della crisi devastante del nostro Paese.

Con i più cordiali saluti,

Marco Di Branco

Docente di Storia bizantina
Università di Roma "La Sapienza"

 
 
 

Memo per il Presidente Napolitano

Post n°24 pubblicato il 24 Luglio 2008 da lecapeno
 

Probabilmente, il caldo e l'età hanno giocato un brutto scherzo al nostro Presidente, che nel pieno del mese di luglio è stato chiamato a firmare il dolo Alfano. In effetti, con la sua solerte firma, egli ha mostrato di essersi dimenticato un articoletto di un testicciuolo che pure, almeno un poco, dovrebbe conoscere. Niente paura, glielo ricordiamo subito noi:

Costituzione della Repubblica italiana: Articolo 3

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

Si consiglia una doppia dose di Acutil senior (da prescrivere in massa a tutti i membri della gerontocrazia che impazza nel nostro povero Paese)

 
 
 

Criminali di guerra

Post n°23 pubblicato il 24 Luglio 2008 da lecapeno
 

Arrestato Karadzic, leader dei serbi di Bosnia. Il mondo politico si rallegra.

Un altro criminale di guerra però resta in libertà: è Javier Solana, segretario della NATO all'epoca dell'attacco alla Serbia, responsabile di devastazioni e stragi di civili e dell'impiego di armi di distruzione di massa tra cui le famigerate cluster bombs e l'uranio impoverito. Se Carla Del Ponte fosse una persona seria e non un fantoccio al soldo della NATO e se il tribunale dell'Aja non fosse un tribunale da operetta asservito agli USA, il Sig. Solana oggi sarebbe dove dovrebbe essere da tempo: in galera.

 
 
 

Lezioni di storia?

Post n°22 pubblicato il 20 Luglio 2008 da lecapeno
 

Vorrei segnalarvi che a settembre a Roma riprenderanno le straordinarie "lezioni di storia", che tanto entusiasmo hanno suscitato tra ottobre 2006 e marzo 2007. In un paese in cui la cultura conta meno di niente e dove i governi di destra e di sinistra fanno a gara a chi taglia di più le risorse a scuola e ricerca nel silenzio pressoché totale degli addetti ai lavori (eccezion fatta per i poveri ricercatori precari e per l'ottima Levi Montalcini), alcuni attempati baroni dell'accademia nostrana (ognuno con la sua parte non piccola di responsabilità per il disastro dell'università italiana, che costringe a riparare all'estero chiunque sia privo di protezioni 'mafiose') trionfano come pop-stars, raccontando a un pubblico in visibilio la storia della Città eterna allo scopo di pubblicizzare dei volumi di una nota casa editrice: una storia ridotta a fenomeno da baraccone, buona per il pubblico delle telenovelas e per i veltroni di turno. D'altra parte, in un'epoca che mercifica ogni cosa, anche la storia deve adeguarsi e ridursi a merce. E merce sia.


 
 
 
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"Diversa è la minaccia che oggi incombe sugli intellettuali in ogni parte del mondo: non l'accademia né il voler vivere periferici né l'esecrabile spirito commerciale del giornalismo e dell'editoria, bensì un atteggiamento che definirei professionale. Di chi, cioè, pensa di svolgere il proprio compito come un'attività lavorativa qualsiasi, tra le nove del mattino e le cinque di sera, tenendo d'occhio l'orologio ma con qualche ammiccamento al corretto stile del presunto vero professionista: non creare incidenti, non scostarsi dai modelli e dai limiti convenzionati, mostrarsi disponibili al mercato".

Edward W. Said

 

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