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cjzxe
   
 
Creato da cjzxe il 21/03/2010

pausa

solo una breve pausa

 

 

mattata

Post n°19 pubblicato il 01 Settembre 2010 da cjzxe
 
Tag: mattata

La vita come una mattata solitaria. Te ne vai in giro  solitario: non è noia e neanche barba ma andare alla  scoperta della bellezza. Oppure come quando si gioca  a carte, tu cerchi  quella vincente poi,  all'improvviso, arriva la  matta, che ti fa realizzare la  combinazione giusta, magari non l'avevi  programmata, non te ne  eri accorto. A volte il  compimento della bellezza richiede anche la sofferenza: “i sacrifici di oggi sono le soddisfazioni di  domani”, ripete mio padre. Un po' come la vendemmia per fare il vino buono: anche l'uva che  promette bene ha avuto bisogno non solo del pianto  della terra ma anche di quello del cielo. Tanto che alla sua essenza primogenita dedicano il nome: la  chiamano lacrima, appunto. Ci vuole quello che è stato chiamato "coraggio della  felicità".

 

 

 
 
 

buen retiro

Post n°18 pubblicato il 18 Agosto 2010 da cjzxe

Un angolo di mare nascosto e raggiungibile con qualche piccolo sforzo di agilità. Rispettato anche dalle barche. Sa essere buono perché assicura angoli di ombra, che si muovono seguendo la sorte del sole. Complice anche il piacevole vento, che asseconda la danza del mare. Prima tramontana e poi maestrale ed ancora tramontana. Soffia forte sulle onde, che la sera si fanno belle in attesa della luna e delle stelle. Che fanno compagnia non solo al dondolio lontano delle lampare ma anche alla luce degli occhi, che, come le onde, si perdono nella immensità. Per diversi giorni il mare, in questo specifico punto, è stato decisamente mosso, sbattendo anche con vigore sulla scogliera. Non come accade solitamente nei giorni di mareggiata, in cui il mare, sia pure per pochi giorni, non ammette di essere abitato: “nasce, pasce e muore”, suggerisce la saggezza degli anziani pescatori, per descrivere la mareggiata, quasi si trattasse di uno stato d'animo del mare. E che, con queste parole, esortano i giovani a superare le reciproche incomprensioni o i propri turbamenti interiori, che devono trovare la soluzione per ritornare alla naturale serenità. E non ho rinunciato a questo mare. Immergendomi, facendomi trasportare e, al tempo stesso, nuotando anche controvento. Su e giù. Quando è così mosso, ha un fascino particolare, anche se ci vuole un po' di forza in più per risalire ed uscir fuori o per continuare a rimanerci dentro ... “il mare spesso parla con parole lontane … le onde hanno il movimento del cuore.

 
 
 

isola

Post n°17 pubblicato il 04 Luglio 2010 da cjzxe

il letto è un’isola 
circondata dal mare
che ha il colore della notte
le onde hanno il suono
di note distese
su un pentagramma con chiave lunare
che compongono una favola
ricamata con parole silenziose
suggerite dai sogni.

 
 
 

momento

Post n°16 pubblicato il 21 Giugno 2010 da cjzxe

Dopo una pioggia improvvisa all'alba
un sole caldo 
e un vento altrettanto piacevole. 
Viaggio per due ore
ritrovo lo stesso tempo.
Scendo dalla macchina,
nell'aria danzano le note di un pianoforte
suonato da non so chi in una delle case
che prospettano sulla strada.
Ritorno in compagnia della mia musica
raggiungo il mare,
che brilla solcato dal vento.
Magari non sarà sempre così.
E' un pò variabile, il tempo
ma bisogna saper vivere anche i momenti, per quanto brevi.
Che, a volte, si presentano come dettagli
che, come le sfumature, danno vita ai colori.
Mai sottovalutare i momenti,
sono un pò come una short story descritta da Raymond Carver:
storie piccole, apparentemente senza senso,
che si riposa tra le righe.
Tra le pieghe del cuore.
O negli occhi, che parlano più della bocca.

 
 
 

distanza

Post n°14 pubblicato il 01 Giugno 2010 da cjzxe

quanta distanza credi

ci sia tra il cielo e il mare

se un orizzonte solo

basta per farla sparire.

 
 
 

questa_che_dico_io

Post n°13 pubblicato il 18 Maggio 2010 da cjzxe

Su milioni di donne che vedi, ogni tanto ce n'è una che ti fa stravedere.

Costei ha qualcosa (sarà per le sue forme o per come si muove) che ti frega.

Questa che dico io ...

C. Bukowsky

 
 
 

la [più] meglio gggioventù*

Post n°12 pubblicato il 12 Aprile 2010 da cjzxe

 

Quella goccia di pioggia
che cade sulla carta
non è una macchia livida, fiorita dall'azzardo,
quanto una vaga e diffusa violetta
che tu mi invii nell'aprile che vivi.


[Pedro Salinas]

 
 
 

per non rallentare

Post n°11 pubblicato il 12 Aprile 2010 da cjzxe

mentre lei le scordava a memoria
camminava
con il passo di chi sa tornare
lei di schiena
con addosso soltanto i suoi tredici modi
di farsi notare

Distratti
come quando si aspetta a passare la vita
una piega sul cuore
che da lontano potevi scambiare per una ferita
seduti vicini
su una vecchia carrozza
e in tasca una sfida
tutto intorno un principio d'estate
e un bel vento a favore
per non rallentare...

 
 
 

a.

Post n°10 pubblicato il 01 Aprile 2010 da cjzxe

Tu dove sarai,
in questo istante
mentre canto cosa fai?
Stai preparandoti un caffe'
con gli occhi chiusi ...

 
 
 

a.

Post n°9 pubblicato il 01 Aprile 2010 da cjzxe

 ... come sara' quel tuo bel viso
quel naso cosi affascinante
quel sorriso ...

 
 
 

l'ammmoooore ai tempi delle regionali

Post n°8 pubblicato il 30 Marzo 2010 da cjzxe

Me basta un baso

Me basta un baso
Se gavesse fredo
me scaldarìa.

Se gavesse caldo
me sventolarìa.

Ma………se te gavesse!
No sentirìa
né caldo
né fredo.

Parfin soto zero
no me se giassarìa
gnanca la ponta del naso.

Savendo che te piaso,
par ciapar fogo
me bastarìa
soltanto un baso!

 
 
 

corpo

Post n°4 pubblicato il 21 Marzo 2010 da cjzxe

Tutto vuol essere corpo.
Le farfalle o montagne, 
prove alternative di forma
corporale,
per uno stesso anelito:
compiersi di materia,
infine evase
dalla desolata corte
d'anime erranti.

 
 
 

incontro

Post n°2 pubblicato il 21 Marzo 2010 da cjzxe

Anche prima,
molto prima della rivolta delle ombre,
e che nel mondo cadessero piume incendiate
e un uccello potesse essere ucciso da un giglio.
Prima,
prima che tu mi domandassi
il numero e il sito del mio corpo.
Assai prima del corpo.
Nell'epoca dell'anima.
Quando tu apristi nella fronte non coronata, del cielo,
la prima dinastia del sogno.
Allorché,
contemplandomi nel nulla,
inventasti la prima parola.
Allora,
il nostro incontro.

[R. Alberti]